Myanmar

Nota per le fotografie: Siamo nel 1997 e non usavamo macchine digitali, la qualità di queste immagini è relativa dato che sono state digitalizzate solamente per ricordo.

Il viaggio di andata per Yangon è stato piuttosto lungo; cominciamo con un ritardo aereo a Linate che ad Amsterdam ci farà perdere la corrispondenza di Bangkok. Non avendo voglia di cercarci un albergo in città, prendiamo un bus facciamo un giro a piedi vicino al palazzo reale e rientriamo in aeroporto per passare la notte sulle panchine.

Notte all’aeroporto di Bangkok

Accalappiati da un’agenzia turistica locale, ci facciamo convincere a restare in periferia in un bell’alberghetto che risulta essere la scelta migliore, abbiamo un bel giardino e siamo lontani dal rumore.
Per prezzo bassissimo acquistiamo un giro per quattro persone, minivan con autista che parla inglese ed alberghi di categoria media lungo tutto il percorso. La gente è gentilissima, fa molto caldo, ma abbastanza secco.

YANGON

Da Sule Pagoda scendiamo verso il fiume e poi in direzione Est verso un’altra pagoda. Visitiamo a Pagoda Shwedagon, bella, dorata, ma non c’è il fascino Tibet. In quest’epoca in cui Internet non esiste, facciamo un telegramma a casa per avvisare che siamo vivi.

PYAY

Appena partiti l’autista si ferma in una santella per pregare, sostiamo in un mercato e poi si ricomincia. Il paesaggio secco, il traffico inesistente, solo camion e bus locali.

Visita alla pagoda di Shwesandaw con enorme Budda che si guarda dalla collina di fronte, siamo gli unici turisti.

BAGAN

Nel pomeriggio sosta in paese per cerimonia consegna bambini al monastero. Noleggiamo delle biciclette e visitiamo la pagoda di Amanda. Ovunque ci sono pagode, intere, semidistrutte o in fase di restauro. Si usano gli stessi mezzi e materiali di una volta ed il restauro è perfetto. Sosta a Old Bagan, visitiamo una fabbrica di lacche. In un villaggio, piccolo monaco chiede cibo e palloncini per i fratelli e poi anche per lui.

Poi stradine fino alla pagoda di Swesandaw ove c’è un enorme Budda sdraiato. Scopriamo che dalla cima della pagoda c’è uno dei punti di osservazione del tramonto e, verso le cinque, arrivano pullman di turisti. Per la foschia il tramonto non vale molto.
Gironzoliamo per la piana, visitiamo il villaggio, al tramonto chiediamo al nostro autista se sia possibile assitere al calare del sole restando lontani dai turisti, lui ci accontenta e ci porta in un posto in cui saremo soli con altre due persone.

Visita alla pagoda di Shwezigon. Dopo aver offerto poche monete ad un Budda, una bambina monaca, ci invita a visitare il monastero. Beviamo un tè con dei monaci e visitiamo il monastero della bambina.

MANDALAY

Dopo sei ore infinite di auto, sostiamo al Monte Popa salendo al monastero, Mandaly è orribile, non si può entrare nel palazzo, ma si può fare solamente il giro delle mura.

Visitiamo il villaggio di Mingan, con una grande pagoda incompleta e diroccata ed un’immensa campana.
Pomeriggio ad Amarapura, visitando più grande monastero della Birmania, attraversando un ponte in tek delle monache ci chiedono di fare delle foto e ci scrivono l’indirizzo per spedirle, nel villaggio vediamo friggere dei topi e metterli in vendita.

KALAW

Bello passeggiare per il paese, saliti al monastero, prendiamo delle scale di fronte al nostro hotel ed entriamo in un monastero, i monaci sono molto gentili e ci lasciano fotografare liberamente.

INLE

Noleggiate bici per la giornata e gita sul lago.


Gita sul Lago Inle ed inizio del rientro.
Viaggio lungo e periglioso con rottura la macchina. Arriviamo in un albergo lungo la strada e facciamo una passeggiata verso la pagoda ed il laghetto della cittadina. Non siamo in un luogo turistico e tutte le persone ci squadrano, non è usuale vedere turisti da queste parti.


YANGOON

Prima di arrivare a destinazione visitiamo Bago, una cittadina carina, poi è la volta in un altro enorme Budda sdraiato anche a Yangon.
Il viaggio è fino, tra un paio di giorni si rientra in Europa.