ITALIA – Le bellezze del tacco

Dalla costa del Gargano fino al Salento, tra antichi ulivi, trulli, città bianche e cibo delizioso. Nella testa tante idee per pedalare su nuove strade… o vecchie sfide.

1/16 maggio – La Puglia

Finalmente entriamo nella settima e ultima provincia italiana del nostro giro in Italia.

Trascorriamo un giorno intero di “Dolce fare niente” a Lesina, un tranquillo paesino sull’omonimo lago, all’inizio del Gargano. Passeggiando per il centro, io e Manuela, ci guardiamo sorridendo perché non riusciamo a capire una sola parola di quello che dicono le persone. È certo che anche loro direbbero la stessa cosa se ci ascoltassero parlare in dialetto bresciano, questo è il bello dell’Italia: ogni città una lingua completamente diversa.

Cerchiamo di pedalare lungo strade secondarie, sgarrupate e senza traffico in mezzo a campi coltivati fino a Peschici.  Il giorno dopo affrontiamo quella che sarà l’unica tappa dura sulle rive dell’Adriatico. Le salite sono lunghe e ripide, siamo forse noi troppo fiacchi? Qualunque sia la risposta, siamo contenti di essere qui.

Manuela: Su un sentiero incrociamo i cartelli della Via Francigena. Peccato aver dimenticato a casa il passaporto del pellegrino: avremmo potuto aggiungere nuovi timbri a quelli già raccolti fino a Roma. Da qui a Santa Maria di Leuca seguiremo ancora il suo percorso.

Sulla strada per Mattinata abbiamo visto scorci da cartolina: Vieste e la Baia delle Zagare per fare due nomi, ma tante altre calette fenomenali. E la cena non sarà da meno; tra fritto misto di pesce e guazzetto con polpo abbiamo fatto fatica a rientrare in albergo.

Manuela: “Peschici, le case bianche arroccate sulla scogliera, che luogo romantico e pittoresco”. Chiamo mia mamma perché ho dei vaghi ricordi di un’estate in famiglia: “Avevi 18 mesi, ti ricordi solo perché hai visto tante volte le fotografie e tutte le volte che si nominava la Puglia dicevo che era stata una vacanza terribile, da incubo! ” …ahahah...

Con l’arrivo a Margherita di Savoia le vere salite sono già finite. Cerchiamo di scappare dai nuvoloni neri e dalla pioggia, ma non possiamo perderci una sosta in un caseificio per acquistare delle mozzarelle di bufala freschissime.

Manuela: Il Gargano merita la strada tortuosa che ci siamo fatti per visitarlo, da un lato il mare con acqua cristallina con il profumo di salsedine e dall’altro il bosco umbro, fitto, ombroso dall’odore di muschio e funghi. In piena stagione dicono che sia affollatissimo e che i prezzi siano alle stelle, noi ce lo godiamo nella tranquillità della bassa stagione, unica pecca: niente tuffi nel mare!

La bontà della bufala

A Manfredonia ci fermiamo a chiacchierare con un giovane che lavora come ingegnere su piattaforme off-shore e che sogna di viaggiare in bici. Ci dice che quando propone agli amici di partire con lui, gli viene risposto: “Non sei povero, perché dovresti girare in bicicletta?”.

Ripensiamo a lui quando, arrivati al B&B, il proprietario — con borsello Louis Vuitton — alla richiesta di un buon ristorante ci indirizza verso un bar che fa panini e, per la spesa, ci consiglia il supermercato “più economico”. Queste parole ci confermano il binomio inevitabile: ciclo-viaggiatore uguale pezzente.

Non ragioniam di lor ma guarda e passa…

Prima di arrivare a Bari, sosta a Trani per visitare la bella cattedrale romanica del 1200 e il castello Svevo.

Da giorni notavo una certa disinvoltura verso le basilari regole stradali, ma oggi il mio cervello ha fatto un altro “click”: quasi nessuno usa la cintura di sicurezza e molti guidano con il cellulare in mano. Una scelta che riguarda uomini e donne, e che non ha nulla a che vedere né con la virilità né con facili stereotipi geografici.

Manuela: Tra saline un po’ trascurate, discariche e zone industriali dove si lavora la pietra calcarea locale, l’ingresso a Trani non è dei più scenografici. Poi tutto cambia in meglio: vicoli di case bianche in pietra, il castello e la suggestiva “cattedrale sul mare” in una posizione davvero eccezionale. Uhaooo!

Nella scelta di cosa visitare e cosa no, non ci fermiamo a Bari, facciamo solo in modo di superare questa città indenni. Attraversandola ci guardiamo attorno e preferiamo fermarci per la notte in periferia in un posticino sulla costa: bello, ben gestito e tranquillo.

Passiamo da Poligliano a mare, dove nacque Domenico Modugno, foto accanto alla statua e, già che ci siamo, pausa pranzo sulle panchine panoramiche vicino alla scogliera. Qui siamo allietati dai turisti ben vestiti che si fanno selfie con labbra a culo di gallina e/o gambetta tesa per snellire la figura…

Manuela: Quando arriviamo in luoghi super turistici, tra persone eleganti e vetrine irresistibili, mi viene una voglia di indossare una gonna, truccarmi e sistemarmi i capelli. Ma dura cinque minuti, in sella alla mia bici mi diverto troppo.
L’unica vera tentazione è vedere cose meravigliose nelle vetrine, voler comprare tutto e non poterlo fare. Il cicloturismo è uno sport anti-shopping.

Dopo Monopoli – no, il famoso gioco non c’entra nulla con questa città – inizia una bella salitona che ci porta a Alberobello, siamo nella regione dei trulli. La giornata piovosa ci fa scegliere di prendere qui la giornata di riposo settimanale. Chi ce lo fa fare di bagnarci? Rimaniamo comodamente alloggiati in un bel trullo ristrutturato in gentile compagnia di due sorelle francesi (Marie, nous l’avons finalement publié 😉) con le quali condividiamo lo spazio cucina e chiacchierate sulla vita.

Manuela: I trulli, patrimonio UNESCO: bellissimi. Ad Alberobello c’è gente ovunque, educata e molta no, casinista e poca no. Per il nostro modo di viaggiare, troppa confusione. Avremmo dovuto visitarli alle cinque del mattino per goderceli con più calma. Anche questa tappa però è fatta, e siamo felici di tornare nella campagna del Salento, tra gli oliveti secolari, terra dei nonni materni di Francesco.

Inizia per noi un bel tratto della “Ciclovia dell’acquedotto pugliese”, passiamo accanto a un cartello dichiarante un finanziamento dell’UE per svariati milioni. Quello che constatiamo è un bel lavoro di recupero che ha dato ottimi risultati. Il posto è molto frequentato e incontriamo anche Beth e Mike, una giovane coppia di pensionati americani che sta attraversando l’Europa. Abitano nello stato di New York, a poche ore di auto da noi, ci scambiamo qualche informazione sulla strada e qualche commento sulla maleducazione degli automobilisti italiani.

E a tal proposito, oggi sentiamo passare la sirena di un’ambulanza, giriamo la curva e vediamo un’auto schiantata contro un muretto. Un poliziotto dice all’altro:”…era senza cintura e stava telefonando…”. Servono commenti? No!

Arriviamo in salita nel centro storico di Ostuni, anche questo invaso da turisti. Dopo una breve visita ritorniamo sulla costa, per diversi chilometri sempre con lo sguardo verso il mare, spiagge rocciose, faraglioni, scogliere e varie grotte. È a Otranto che oltre alla pausa caffè, dopo aver girovagato nel centro, ci concediamo una piacevole sosta per il pranzo in una friggitoria: pesce fritto sublime!

Manuela: ci vorrebbero svariate settimane per visitare tutte le bellezze pugliesi e assaggiare le prelibatezze della cucina locale. Seguiamo i consigli di Natalie e Chantal, due care amiche québécoises che conoscono meglio di me questa regione, quasi me ne vergogno… grazie per i vostri preziosi consigli.

All’uscita dalla visita della cattedrale, ricca di mosaici e sculture, ci aspetta una sorpresa, ritroviamo infatti Franco, il ciclo-viaggiatore di Vancouver incontrato tempo fa tra Ortona e Vasto.

Lungo gli ultimi chilometri prima dell’ultima notte sull’Adriatico, ci fermiamo a mangiare un frutto sulla costa vicino a una delle svariate torri storiche (XV-XVI secolo) di avvistamento. Cercando il segnale telefonico, ci accorgiamo che oltre ai fornitori italiani, ci viene proposto un gestore albanese. In questo punto il canale d’Otranto è largo circa 75 km e in certe giornate è possibile vedere le montagne di quel paese. Curiosità geografica 🙂.

E dopo 24 tappe i due arrivarono a Santa Maria di Leuca. Come leggiamo su un’iscrizione alla base di un monumento siamo arrivati a: de finibus terrae.

Manuela: Giro di boa, passiamo dalla costa adriatica a quella ionica, venendo verso sud abbiamo avuto sempre il vento contrario da Venezia, adesso ancora contrario andando a nord, la legge di Murphy o del ciclista?

Vento dello Jonio

Ci fermiamo a Gallipoli per un cappuccino con pasticciotto, nel suo affascinante centro storico sull’isola. Poi tappa obbligatoria nel paese di Alezio per rendere omaggio ai miei nonni materni, ricordo ancora quando ci spedivano al nord cassette di arance e frise di orzo.

Manuela: A testa bassa nell’entroterra per raggiungere Lecce, il paesaggio non è stimolante o noi non siamo ricettivi. Siamo ormai concentrati a organizzare i prossimi mesi e i grandi trasferimenti con i mezzi pubblici e gli aerei sono spesso problematici e stressanti. Lecce è una città molto piacevole e dall’architettura affascinante, i giorni passati qui ci permettono di calmare i nostri animi e pianificare il futuro.

La morale del nostro viaggio sulla costa adriatica è la conferma di quanto sostengo da sempre: l’Italia – senza paura di essere sciovinista – è il più bel paese del mondo. In 1.500 km possiamo vedere il Monte Bianco, le Dolomiti, città come Venezia, Firenze e Roma, il mare della Sardegna, della Sicilia e del Gargano, storia, cultura, design e gastronomia, ma… c’è sempre un ma!
Gli italiani non sono sempre le persone migliori nel valorizzare il proprio paese e nell’accogliere bene i turisti.

Come ciclista: purtroppo in questi 1.600 km, gli unici guidatori che ci hanno rispettato avevano targhe D, CH o NL. In un paese dove il ciclismo è uno sport di grande tradizione, che tristezza! Dato che siamo passati dalla tomba del sommo poeta, citerei questo passaggio della Divina commedia: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“.

Per noi, l’avventura italiana è finita, continuiamo verso nuove destinazioni.

PRO
– Fino al Gargano abbiamo trovato circa l’80% del tracciato su ciclabile.
-Il bidet! Gli stranieri non posso capire quanto sia comodo.
– L’ospitalità degli albergatori, abbiamo sempre incontrato persone piacevoli.
-La varietà nella tradizione culinaria, si mangia bene ovunque.
– Ogni pochi chilometri un qualcosa da visitare.
CONTRO
-Lo schifo dei rifiuti lungo la strada. Ci sembravi di essere sulle strade di alcuni paesi del terzo mondo.
– Gli automobilisti… Inutile dire il perché.


– I pochi campeggi aperti fuori stagione sono costosissimi, poco meno di un hotel.

– Per un ciclista che cerca di ritornare nel peso forma, impossibile, troppe tentazioni gastronomiche.

ITALIA – E dopo Venezia iniziamo la Ciclovia Adriatica

Dalla Laguna veneziana percorriamo la costa fino all’inizio del tacco. Siamo a mille chilometri pedalati e la penisola per noi è quasi terminata.

21/24 aprile – Da Chioggia a Pesaro, la Romagna delle spiagge

La BI6, Ciclovia Adriatica, parte da Trieste. Noi la abbiamo raggiunta a Jesolo (Venezia) e la seguiremo fino a Santa Maria di Leuca, alla punta del tacco dello stivale.

Da Chioggia, piacevole città lagunare, entriamo nel Parco del delta del Po. Percorriamo stradine sterrate con un continuo zigzagare tra canali, argini, lagune, fino a ritrovarci bloccati sulla sponda di un canale con, a soli 200 metri, Porto Levante. Scopriamo che il mini-traghetto è in funzione dal venerdì alla domenica, anche se i cartelli ufficiali danno indicazioni diverse.

Torniamo indietro per alcuni chilometri, imbocchiamo la Romea – una delle strade statali più trafficate e pericolose d’Italia – e dopo altri chilometri tra il rumore continuo del traffico, rientriamo sul percorso ciclabile dove saremmo arrivati con 5 minuti di barca.

Sosta notturna in un piccolo albergo nella campagna rodigina e poi si prosegue tra le varie ramificazioni del delta. Anche oggi ci aspetta una lunga deviazione a causa di un ponte inagibile, ci consoliamo ammirando dei gruppi di fenicotteri rosa.

Altro pezzo di Romea per raggiungere le Valli di Comacchio. I vecchi argini sono stati consolidati per costruire una ciclabile spettacolare, si pedala su una striscia di terra circondati da acqua: l’anello di Magnavacca.

A fine tappa i chilometri saranno novanta e da domani si comincerà sulla riviera romagnola: il mare alla portata di tutti ovvero la democratizzazione della spiaggia.

Manuela: tutti gi studenti italiani hanno visto almeno una foto di questo delta nei libri di geografia. Io penso alle nuvole di zanzare che mi assalgono appena mi fermo… chissà in estate!

La riviera romagnola

Terminato il delta, si entra a Ravenna con una deviazione obbligata per vedere la tomba di Dante Alighieri. Per quanto la maggior parte degli studenti italiani non lo ami, nessuno potrà mai negare che il sommo poeta sia stato il padre della nostra lingua e che abbia scritto uno dei capolavori della letteratura mondiale. Pablo Neruda incorniciò nella sua casa di Isla Negra in Cile dei versi di Dante e un collegio universitario di La Habana a Cuba gli dedicò una statua in bronzo come uno dei Padri delle lingue.

Manuela: Onoriamo uno dei simboli della cultura italiana. La Divina Commedia è un incubo per gli studenti, quasi come una gita scolastica qui. Noi ci divertiamo a osservare i loro sguardi persi, sembrano tutti in punizione… mentre alle insegnanti offriamo un bonus per il Paradiso.

Dopo la visita del centro storico di Ravenna, cominciamo a pedalare sulla costa della Romagna, una spiaggia di sabbia fine a perdita d’occhio. Non sappiamo quanti siano gli alberghi su questo tratto di mare Adriatico, ma c’è ne sono veramente molti! Dormiamo in un paio di pensioni dai prezzi veramente economici e veniamo sempre accolti con sorrisi e gentilezza. 

Ci fermiamo a scattare un paio di foto ricordo in uno dei circa mille stabilimenti balneari in cui gli “addetti ai lavori” stanno iniziando a preparare la spiaggia per la nuova stagione estiva.

Le distanze tra gli ombrelli sono minime, ridendo pensiamo che se ti sta antipatico il tuo vicino sei rovinato per l’intera vacanza.  In estate, personalmente, non riuscirei a stare in questi posti nemmeno una settimana!

Manuela: mi è difficile immaginare il caos di gente su queste spiagge, sono contenta di vederle fuori stagione. Anche se è ancora tutto quasi chiuso i vecchi “vitelloni” sono già all’attacco sfoggiando “Speedo” rosa e panterati, con una pancia da piadina ben farcita.

Una sosta è però doverosa. A Cesenatico ci fermiamo per una foto ricordo davanti al monumento dedicato a un mito nato in questa cittadina: il Pirata Marco Pantani. Uno dei pochi ciclisti della storia capace di vincere Giro e Tour nello stesso anno.

Manuela: io che adoro pedalare in salita e che vengo soprannominata dal marito “pantanina”, dovevo farmi fotografare davanti alla sua statua. Qui sarà tutto piatto, ma i tornanti sul San Bartolo sono un buon allenamento; mannaggia alle bici cariche, mi sarei divertita di più su una bella due ruote super leggera in carbonio come quelle che mi hanno superato alla grande.

Dopo Cattolica, entriamo nella quarta regione: le Marche. Affrontiamo la prima vera salita, passiamo il piccolo paesino di Fiorenzuola di Focara e poi scendiamo a Pesaro dove passeremo il fine settimana ospiti del cugino di Manuela e della sua simpaticissima famiglia.

25/26 aprile – Pesaro

Lungo fine settimana di riposo… Ma anche all’ingrasso. Nel fine settimana siamo viziati da Marco e Ilaria e ci ritroviamo a fare gli “zii” ai loro tre figli Giovanni, Adele e Livia. Passeggiata nel centro storico davanti alla casa natale del compositore Gioacchino Rossini, passaggio davanti alla palla dello scultore Arnaldo Pomodoro, cena a base di pesce in casa. Giretto nell’entroterra pesarese e cena in trattoria dai nonni. Ritorno a Fiorenzuola e pranzo al ristorante…

Grazie della vostra ospitalità cari cugini, abbiamo passato due giorni stupendi… ma la linea…

Manuela: Quanto sono felice di aver trascorso questi giorni da mio cugino, sua moglie e i loro tre fantastici bambini. Vivendo a 6.000 km di distanza ci si vede raramente, ma i ricordi della nostra infanzia sono indelebili e gli insegnamenti dei nostri padri idem. Spero di rivedervi presto in Canada.

27/30 aprile – Verso la Puglia

Ad Ancona affrontiamo la nostra seconda salita degna di questo nome. Subito dopo il centro storico si comincia a spingere e così sarà fino a fine giornata. L’ingresso nel capoluogo non è molto piacevole: strada trafficata e senza ciclabile, una raffineria, il porto, la stazione. Un peccato perché il piccolo centro storico sarebbe anche interessante. La domanda è questa: esiste una città italiana con un centro storico brutto?

Magnifica vista del mare in cima al Monte Conero e poi sosta notturna in un minuscolo paesino. Controlliamo cosa ci resta in borsa e decidiamo, per pigrizia, di non uscire a cena. Questa sera si ozia in camera.

Manuela: lungo la costa molti grandi immobili abbandonati, sono tutte ex-colonie dove generazioni di bambini venivano spediti in vacanza. Perché non ristrutturarli, ma continuare a distruggere territorio con nuove costruzioni? Quanto sono belle le spiagge che si vedono dalla strada che sale sul Conero, qui verrei volentieri in estate a fare un tuffo.

Si riscende a livello del mare. La costa comincia ad offrire dei panorami più vari. Sarà però da Ortona a Vasto che potremo percorrere una delle più belle ciclabili su cui abbiamo pedalato. Pavimentazione perfetta, in riva al mare, gallerie della vecchia ferrovia perfettamente illuminate. Una giornata ideale che è iniziata incontrando Franco, un ciclista settantenne di Vancouver. Restando in tema canadese la seconda colazione l’avevamo fatta nella piazza di Ortona dedicata proprio ai caduti canadesi della II guerra mondiale.

Prima di affrontare il corto sterrato di Punta Ardeci, viviamo una breve avventura con quattro giovani ciclisti per attraversare una frana che ha distrutto una parte della ciclabile. Tutto bene grazie alla collaborazione di tutti, solo qualche sbucciatura e molto fango sui pantaloni e sulle scarpe. Purtroppo, nuova sosta anticipata il giorno successivo a causa dell’inagibilità di un ponte.

Manuela: da giovane visitai tanto l’Italia con i miei genitori ma non ricordavo questa regione, bellissima! una strada solo pedonale o ciclabile, come sfondo solo il rumore del mare con vista su piccole spiagge e sulle antiche costruzioni dei pescatori qui chiamate trabocchi. Che bella giornata, tranne questi maledetti ponti che ci perseguitano!

Finalmente vediamo il cartello stradale che ci avvisa che siamo in Puglia, l’ultima delle sette regioni che attraverseremo durante la nostra discesa nel Meridione italiano.

La costa dei trabocchi
e una delle gallerie

ITALIA – Direzione Est

Ripartiamo da Brescia per pedalare fino a Venezia e cominciare un viaggio sulle orme del suo più illustre cittadino.

A metà marzo lasciavamo un Québec (Canada) molto freddo e innevato per volare verso Est, prima tappa l’Italia.

A Brescia diamo in custodia alla nostra famiglia bagagli e biciclette. Dopo un breve saluto riprendiamo un aereo verso Catania per visitare la Sicilia in compagnia di nostra figlia. Apprezziamo il piacere di fare i turisti automuniti per due settimane, approfittando dei paesaggi e della gastronomia di questa isola. Al rientro ci aspettano amici di gioventù e famigliari che non vediamo da tanto tempo. Meglio ripartire velocemente perché siamo “all’ingrasso” e rischiamo di non riuscire più a pedalare!

Il programma di questo nuovo lungo tour ciclistico prevederebbe di andare verso Est, sempre più a Est. Nel frattempo, qualcuno ha pensato bene di giocare alla guerra e metterci dei missili tra le ruote. Per ora la nostra prima destinazione è il Sud Italia, poi si vedrà.

Manuela: Grazie per l’ospitalità a mamma & boyfriend, sorella/cognato & nipoti, zii e amici, ci manchereteUna lacrimuccia anche per nostra figlia che rientra a casa, ma qualcuno dovrà pur lavorare per pagarci la pensione 😉.
Una mia cara amica d’infanzia ci ha chiesto di incontrare i suoi studenti per parlare di cicloturismo. Grazie Raffy per questo bell’inizio di viaggio, i tuoi studenti sono super!

Partenza da Chiari

14 / 20 aprile – Brescia, Verona, Padova, Venezia

Attraversando la provincia di Brescia, la prima tappa è un vigneto nel quale, 45 anni fa, trascorsi moltissime ore lavorando come viticoltore e alla cui piantumazione partecipai personalmente.

Dopo la sosta “nostalgica” siamo invitati a prendere un caffè da quella che ancora oggi considero una seconda mamma: la mia ex-bambinaia Ernesta.

Si rimonta in sella e, continuando tra le viti della Franciacorta che iniziano a riempirsi di foglie, arriviamo nel centro storico della città di Brescia.

Brescia non è conosciuta turisticamente quanto altri celebri capoluoghi italiani, ma merita una sosta per chiunque ami l’arte e la storia. Il centro storico conserva eleganti palazzi, un interessante duomo romanico, importanti rovine romane e musei di grande interesse.

Manuela: pedalare sulle strade dove ho trascorso la mia infanzia è una sensazione stranissima, un misto tra nostalgia e riscoperta. È su queste strade che ho imparato a pedalare e sulle quali già da adolescente sognavo di esplorare il mondo  sulla mia bici Bianchi colore beige.

Una prima tappa sul lago di Garda e un  appuntamento con Robi Abrami – l’inventore del cavalletto Biri (@bikerando_official_) – in Piazza Bra a Verona. Con lui arriveremo poi a Soave per la sosta notturna e una piacevole cena in compagnia discorrendo di viaggi, sogni e incontri.

Nuova provincia per salutare dei cari amici. A Padova dormiremo, mangeremo e berremo da Mara, Alessandro, Alice, e i gatti Pepe & Kumo. Alessandro, grande fotografo, anche lui ciclista, è stato uno dei nostri storici compagni di viaggio. Ci accompagna pedalando fino a Dolo, poi lui rientrerà per evitare la pioggia.

Manuela: che fatica i primi giorni sulla sella dopo 4 mesi di pausa. Ho mangiato troppi  cannoli e cassate in Sicilia? e forse caricato male la bici? #$@!&…dopo 200 km scopro che la mia ruota dietro era frenata !!

Con il nostro amico Alessandro

Raggiunto il Lido di Jesolo, attraverso belle ciclabili affacciate sulla laguna, possiamo vedere negli specchi d’acqua moltissimi fenicotteri e cigni. Qui c’è la pace assoluta e la pedalata è sempre tranquilla.

Da Punta Sabbioni ci trasferiamo sul Lido di Venezia con un traghetto e da lontano possiamo ammirare i palazzi storici di Piazza San Marco. L’avventura del primo traghetto è particolare e mi ha confermato la fama dei veneziani di non essere molto cortesi. Alla biglietteria una sgarbatissima, nonché antipatica impiegata, infastidita dalle mie domande, mi zittisce un paio di volte perché non vuole ripetere. Mi scuso, volevo solo pagare il biglietto e sapere gli orari! 

Capisco che Venezia sia soffocata dal turismo di massa, ma è anche grazie ai visitatori se la città continua oggi a vivere e prosperare.

Al primo traghetto siamo arrivati poco prima di due coppie di austriaci. La regola dice che è discrezione del personale di bordo fare salire le bici e solo fino ad un massimo di 4. Il traghetto è vuoto, ma l’inflessibile controllore lascia a terra le due bici di troppo.

Nei due traghetti successivi ci sono molti posti disponibili e arriviamo così a Chioggia senza intoppi. La laguna è finita e ci dirigiamo verso il parco della foce del fiume Po.

La prima settimana del nuovo viaggio è terminata, finalmente siamo riusciti a visitare le isole della laguna veneta e lo abbiamo fatto con le nostre bici.  Avremmo voluto scattare una fotografia davanti alla cattedrale di Piazza San Marco, ma purtroppo per i “velocipedi” (perché la burocrazia non le chiama semplicemente “biciclette”?) non è consentito l’accesso in città. Nella città più spettacolare del mondo non abbiamo incontrato solo persone sgarbate, ma anche gente simpatica e gentile: il signore di Gallipoli alla reception dell’hotel del Lido, la signora vicentina che ci ha offerto un caffè prima di partire, i ragazzi del bar Cuore di Pellestrina.

A volte basta un sorriso e un grazie per allietare la giornata di tutti.

Manuela: Nonna Elena, mi avresti detto che ero matta a voler pedalare tra i vicoli e canali della tua adorata Venezia! Ma dovevamo partire da qui, per seguire le tracce di Marco Polo.

Verso la bassa bresciana e fine del viaggio

25 ottobre 2023

Da Ponte di Legno (BS) a Pisogne (BS) 86 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085764

Ieri è stata una giornata di ozio forzato a causa della forte pioggia, oggi il cielo è molto minaccioso ed è nevicato abbastanza in basso. Qui in Val Sozzine inizia la Ciclovia dell’Oglio che si rivela magnifica sin dai primi chilometri; scendiamo sulla sinistra orografica del fiume lungo mulattiere, oggi asfaltate, che ci fanno attraversare borghi stupendi.


Arriviamo a Malonno dove la ciclabile scorre a bordo fiume e ci troviamo di fronte ad una cinquantina di metri di sentiero allagato, Manuela vorrebbe tornare indietro, ma io voglio provarci. La mia intelligenza superiore non mi suggerisce di infilare i sandali contro ogni evenienza… Parto, l’acqua comincia a salire e dopo poche pedalate arriva a metà ruote, fermarsi è sconsigliato quindi arrivo dall’altra parte con le scarpe fradice. Mi cambio e ritorno indietro in sandali, perché Manuela si rifiuta di passare a guado. Ripartiremo lungo la statale per qualche chilometro fino all’incrocio successivo con la ciclabile. Per fortuna non sono freddoloso visto che dovrò pedalare in sandali per i prossimi due giorni.

Il genio del villaggio durante il guado

Il resto della valle è un susseguirsi di ricordi, inutile elencare le montagne che vediamo intorno a noi e che abbiamo scalato, percorso a piedi e con gli sci. Questa sera la nostra amica Laura ci aspetterebbe a casa sua a Iseo, ma la notizia di un cantiere che blocca la ciclabile tra Toline e Vello, ci obbliga ad una sosta a Pisogne per la notte. Domani proveremo a passare.

Manuela: quando cerchi di spiegare al tuo compagno di viaggio che la sua bici non ha l’opzione “pedalò” e lui decide di testarla, lo lasci fare; lo filmi per avere le prove della sua genialata, per 2 secondi pensi di seguirlo, ma poi cambi idea e strada e ti sganasci dalle risate. Questa sera trota per cena!

26 ottobre 2023

Da Pisogne (BS) a Chiari (BS) 78 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085791

Usciamo da Pisogne sulla ciclabile che costeggia il lago e si immette sulla vecchia strada statale.
Troviamo il cartello del cantiere, lo superiamo, troviamo una prima ed una seconda barriera che superiamo e finalmente raggiungiamo gli operai. Se volete passare, dovete tornare qui a mezzogiorno , dietro front si rientra a Pisogne per una lunga colazione.
A mezzogiorno ripartiamo e ci presentiamo al cantiere, la persona con cui parliamo è probabilmente il capocantiere e comincia ad elencarci le infrazioni che abbiamo commesso. Noi proviamo ad impietosirlo dicendo che siamo “stranieri” (in fondo è vero😇) e che dobbiamo tornare in Canada; mosso a compassione ci dice di aspettarli al cancello di Vello che sarà aperto quando andranno tutti in pausa pranzo.
È fatta! Siamo riusciti a passare e siamo sulla parte più panoramica dell’intera ciclabile, dietro di noi si vede la vetta dell’Adamello (3.554m) completamente bianca e noi continuiamo verso Sud.
Il resto è una tranquilla pedalata, dapprima attraversando i paesi di Sale Marasino, Sulzano, Iseo e Paratico, poi la campagna fino ad Urago d’Oglio dove avevamo iniziato il nostro viaggio quasi un mese fa.


Ancora qualche chilometro e siamo di ritorno a Chiari. Il nostro primo “Tour in Italia” è andato benissimo: 1.300 km percorsi e 11.000 metri di dislivello positivo.

Manuela: abbiamo trascorso una vita su e giù da queste montagne, pensavamo di conoscerne ogni sasso, ed invece ci hanno ancora sorpreso. Che emozione rivedere le pareti di roccia sulle quali ci incontrammo, galeotto fu quel bacio.

PRO

  • Inutile elencare le ovvietà, l’Italia è il più bel paese del mondo 🙂 tra i luoghi più spettacolari che abbiamo attraversato potrei dire la Val d’Orcia;
  • Il poter andare da Venezia a Brescia attraverso le Alpi praticamente sempre su ciclabile;
  • L’organizzazione degli Ostelli per Pellegrini lungo la Via Francigena
  • La gentilezza di chiunque abbiamo incontrato dalla commessa del supermercato al controllore del treno. Una piacevole scoperta rispetto a 17 anni fa.

CONTRO

  • Direi una sola cosa: LA MALEDUCAZIONE DEGLI AUTOMOBILISTI NEI CONFRONTI DEI CICLISTI.

Nella Serenissima Repubblica

18 ottobre 2023

Da Mestre a Padova – 46 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085746

Siamo ritornati in nord Italia in treno, arrivando alla stazione di Mestre (Venezia) in perfetto orario…non ci sono più i ritardi di una volta🙂. Abbiamo ritrovato anche temperature più fresche, consone alla stagione. Oggi destinazione Selvazzano Dentro (Padova), dove ritroveremo Alessandro un nostro vecchio amico di viaggi che ci ospiterà alla fine di questa tappa.

Usciti abbastanza facilmente da Mestre, imbocchiamo una serie di ciclabili che costeggiando il Brenta fino al centro storico di Padova. Lungo il percorso possiamo ammirare alcune delle magnifiche ville palladiane simbolo del ricco passato di questa regione.

Villa Pisani di Stra

Malgrado la giornata freddina e con qualche goccia di pioggia, è d’obbligo un breve giro tra i bei vicoli del centro fino ai luoghi iconici di questa città come Piazza delle Erbe e Prato della Valle. Il nostro rapido pranzo su una panchina con vista sull’Abbazia di Santa Giustina non è dei più piacevoli, quindi riprese le bici rapidamente ci dirigiamo verso la casa del nostro amico prima che cominci a diluviare.

Manuela: avrei pedalato ancora verso sud al caldo, ma razionalmente optiamo per il rientro al nord. Bellissima la campagna veneta con le ville palladiane, bellissima la ciclabile sul Brenta ed impagabile il poter passare del tempo con dei vecchi amici. Grazie Mara e Alessandro per i bei giorni insieme e grazie anche ad Alice che ha sopportato l’invasione canadese.

20 ottobre 2023

Da Padova a Bassano del Grappa – 78
Traccia : https://ridewithgps.com/trips/146085732

Ieri abbiamo approfittato di una giornata piovosa per fare una pausa ciclistica e stare in compagnia dei nostri amici Alessandro e Mara che non vedevamo da tanti anni. Questa mattina il cielo è ancora grigio, benvenuti nel clima autunnale del Veneto. Alessandro, anche lui grande appassionato ciclista, ci accompagna per buona parte del percorso di oggi e partiamo in direzione delle montagne lungo la ciclabile Treviso-Ostiglia. Sosta al bar per un caffè, lui se ne torna a casa mentre noi continuiamo verso Bassano del Grappa con il cielo sempre più minaccioso.

Sulla ciclabile verso Bassano del Grappa

Arriviamo su uno dei più storici ponti d’Italia, il Ponte degli Alpini di Bassano. Un ponte in legno costruito su un progetto di Andrea Palladio nel 1500 e ricostruito più volte fino ad oggi. Questo monumento è dedicato alle migliaia di soldati italiani che lo attraversarono per dirigersi sulla prima linea durante la Prima Guerra mondiale.

Manuela: come cantavano gli alpini “Sul ponte di Basano, noi ci daremo la mano,noi ci daremo la mano ed un bacino d’amor.” Grazie al grande ciclista-viaggiatore-reporter fotografico Alessandro per averci accompagnato lungo le campagne venete. W la grappa Nardini!

21 ottobre 2023

Da Bassano del Grappa (VI) a Trento – 86 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085776

Brutto risveglio con un temporale, aspettiamo che l’intensità della pioggia sia accettabile per cominciare a pedalare. Percorso quasi tutto pianeggiante ed in totale sicurezza prima sulla ciclabile del Brenta, poi su quella della Valsugana fino al Lago di Caldonazzo. Da qui si comincia a salire con pendenze fino all’11% in direzione di Bosentino da dove inizia la bella discesa verso Trento. Meteo a parte, la giornata è stata molto piacevole e la Valsugana merita una visita.

Manuela: pedalando tra campi di mele e vigneti, queste zone rievocano alcune canzoni degli alpini “Quando anderemo fora,
fora de la Valsugana E a ritrovar la mama,
a veder come la sta.”.

22 ottobre 2023

Da Trento a Malé (TN) 74 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085753

Dormire in un letto comodo e caldo non invoglia la partenza, quindi, per qualcuno il risveglio è più duro del solito.

Oggi la tappa prevede quasi esclusivamente ciclabili. Dapprima quella della Val d’Adige, poi a Mezzolombardo si comincia a salire sulla ex-SS42 per entrare nella valle delle mele ed infine, poco dopo Cles si prende quella della Val di Sole che ci porterà fino a Malé.

Grazie alla Casa vacanze Marisa (+39 338 6632909), per l’ottima accoglienza a Croviana.

Manuela: non molto piacevole attraversare i campi di mele ormai senza mele con in regalo solo una montagna di moscerini, vietato parlare mentre si pedala. Val di Sole, sempre nel mio ❤️, la piccola Heidi che c’è in me si sente finalmente a casa.

23 ottobre 2023

Da Malé (TN) a Ponte di Legno (BS) 47 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085778

Lasciamo Giuseppe e Marisa in una mattinata piuttosto fresca e ritorniamo sulla ciclabile della Val di Sole.

La Val di Sole verso il Passo del Tonale

La giornata che inizialmente è ben soleggiata comincia a diventare sempre più nuvolosa più ci avviciniamo alla fine della valle. Decidiamo di percorrere La strada dei soldati, un percorso sterrato che segue una vecchia carrozzabile austriaca della Prima Guerra mondiale. In località Stavel optiamo per la SP 94, asfaltata, a seguito della temperatura, della minaccia di pioggia e del terreno molto umido. Risaliamo quindi sulla SS 42 del Tonale e passiamo Forte Strino, un presidio austriaco oggi museo. Continuiamo verso il passo a 1883 m. che raggiungiamo a metà pomeriggio. Una pausa al caldo nell’unico bar aperto e via in discesa verso Ponte di Legno. Vorremmo fare merenda allo storico Bar Nazionale, ma un cameriere arrogante, ci fa capire che due ciclisti non vestiti convenevolmente non sono graditi nel suo locale snob. Ci installiamo nel nostro alloggio (Il mulino – +39 349 879 1601) eccellente ed in pieno centro. Domani pioggia, quindi riposo.

Manuela: “casa mia per piccina che tu sia tu mi sembri una badia”. Strade e luoghi percorsi centinaia di volte, scorrono i ricordi di un passato tra queste montagne, sempre belle e maestose, attirano il mio sguardo come calamite. In questa stagione è bello godersi la solitudine di queste valli altrimenti invase dai turisti.

Dallo Stato Pontificio alla Serenissima Repubblica

Avevamo diverse opzioni per ritornare al Nord e dopo qualche riflessione abbiamo optato per quella secondo noi più semplice. Da Roma abbiamo preso un treno Intercity per Mestre senza dover smontare e inscatolare le bici. Servizio Trenitalia, perfetto!

Dopo le perle italiane visitate lungo la Francigena sotto un clima tropicale, la meteo prevede l’arrivo della pioggia e del freddo. Da domani si ricomincia a pedalare, ma in che direzione? Meglio restare vaghi, vedremo giorno per giorno in funzione dei capricci di Giove pluvio e delle nostre gambe. L’idea sarebbe di dirigerci verso le sorgenti del fiume Oglio percorrendo qualche bel passo alpino.

Manuela: Sopravvissuti nel traffico di Roma per arrivare alla stazione Termini dal Vaticano, il mio cuore di Heidi mi richiama verso i monti. Speriamo che le bici non siano troppo pesanti sui passi alpini e se così fosse affogheremo le nostre pene sotto montagne di canederli, speck e strudel.

I muri del Vaticano dalla finestra della nostra camera

Francigena – Roma

15 ottobre17 km

I pochi chilometri che ci separavano dalla destinazione finale sono stati un’avventura nel traffico romano e nel parco del Pineto. Gli autobilisti romani ci fanno rimpiangere l’educazione stradale incontrata nel resto del mondo. Una piccola nota di disappunto sulla gestione del magnifico parco che abbiamo attraversato: un vero peccato, se ci si investisse qualche soldo, si avrebbe un gioiello nel cuore della capitale.

Arrivo in Piazza San Pietro con Polizia, Esercito e Carabinieri che bloccano l’accesso ai limiti del colonnato, ma nel primo pomeriggio ritorniamo per la visita alla basilica. La prima fase del viaggio è terminata, martedì si ritornerà al nord sperando ancora nella clemenza del tempo.

Manuela: “Roma ne fu pas faite toute en un jour” ed anche per noi ci sono voluti alcuni giorni prima di arrivare nella Città eterna. Siamo diventati veri pellegrini grazie al Testimonium ufficiale ricevuto negli uffici della Basilica?

Le note finali

807 km x 7.500 metri di dislivello

13 giorni di viaggio

Pro – Tutto il percorso offre paesaggi spettacolari. La Toscana ed i suoi borghi in particolare. L’accoglienza negli ostelli dei pellegrini. Cibo delizioso e pause in gelateria.

Contro – Gli automobilisti italiani e la sporcizia della Capitale! Roma è il nostro biglietto da visita all’estero, un museo a cielo aperto e gli amministratori non sono capaci a tenerla pulita e valorizzarla. Noi italiani non possiamo lamentarci quando gli stranieri ci deridono su come teniamo le nostre città o sulla guida in auto poco rispettosa.

Francigena – Da Camaiore a Isola Farnese

7 ottobre 2023

Da Camaiore (LU) a Poggio a Caiano (FI) 97 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085749

Dopo un improvviso e triste ritorno a Brescia per motivi famigliari, rieccoci a Camaiore dove abbiamo recuperato le nostre bici. Oggi siamo gli unici ospiti di questo pittoresco ostello, una notte soli in un posto così grande fa pensare a qualche film sconsigliato alle persone apprensive. una facile salita di circa 3 km, raggiungiamo la sosta panoramica di Montemagno e scopriamo che questo è il posto in cui è morto Giorgio Gaber.

Superata una facile salita di circa 3 km, raggiungiamo la sosta panoramica di Montemagno e scopriamo che questo è il posto in cui è morto Giorgio Gaber.

Monumento a Giorgio Gaber

Continuiamo verso Lucca che raggiungiamo  verso metà mattina. Pausa caffè davanti ad una chiesa, passeggiata nelle vie del centro e si riparte in direzione di San Miniato che dovrebbe essere la meta di oggi.

Tra Lucca e San Miniato ci sono una quarantina di chilometri, facili e piacevoli. Passiamo Altopascio, famosa per il suo pane e altri scorci della magnifica Toscana. Siamo alla base dell’ultimo strappo (10-11%) che ci porta nel piccolo borgo di San Miniato, pausa gelato osservando il trambusto provocato da tre camion dei pompieri chiamati per salvare un gatto su un albero e ripartiti senza averlo preso tra i sorrisini e le critiche di coloro che calcolavano quanto sia costata l’uscita…

San Miniato

Sulla ciclabile bordo Arno passiamo Empoli e ci dirigiamo verso il punto di incontro con Carlo, il nostro amico fiorentino conosciuto sulla Carretera Austral.

Manuela: le stradine che attraversano le colline toscane ed i borghi medioevali sembrano magiche! Magiche come le storie che la nostra cara amica Rina raccontava a nostra figlia. Sarai sempre nei nostri cuori.

8 ottobre 2023

Turisti a Firenze – 47 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085747

Oggi deviazione dal percorso dei pellegrini con una pedalata in città a Firenze. Con le nostre guide private Carlo e Antonio, giriamo tra le viuzze del centro, spesso scendendo dalla bici, slalomando tra orde di turisti, lungo gli itinerari più famosi della città. Palazzo Pitti, Ponte Vecchio, Duomo, ecc.

Una bella giornata di relax senza pensare al nostro percorso.

Manuela: bisognerebbe stare giorni e giorni a Firenze per apprezzarne i suoi segreti, accontentiamoci di una sbirciatina dal buco della serratura in compagnia di due veri toscani che pazientemente ci scortano tra le viuzze del centro e sugli argini dell’Arno. Quanta gente, siamo ai tempi delle invasioni barbariche?

9 ottobre 2023

Da Poggio a Caiano (FI) a San Gimignano (SI) 65 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085729

Questa mattina ci si risveglia con una nebbiolina umida che ci fa insozzare le bici pedalando lungo un argine erboso. Carlo e Antonio ci accompagneranno fino a destinazione per farci scoprire i tratti migliori di queste zone. I due oltre ad avere una forma fisica eccezionale, viaggiano su bici scariche, quindi la giornata che prevederà “solo” una sessantina di chilometri su sterrato avrà in compenso salite per un totale di quasi 1.000 mt di dislivello. A dirla nel loro linguaggio ci saranno parecchi rimontini e salite ignoranti, che nel mio linguaggio si traducono in muri spaccagambe. Il tutto con un temperatura di 35 gradi.

Notte all’Ospitale dei santi Agostino e Giacomo nella magnifica San Gimignano.

Manuela: grazie a Simona e Carlo per l’ospitalità, speriamo di poter ricambiare presto. Primo sentiero di gravel proposto dai nostri amici superciclisti ” the Jungle” , la giornata si preannuncia tranquilla. Un bel percorso su strade bianche tra paesaggi mozzafiato… o forse la mancanza di fiato era dovuta alle salite e ai compagni di gita troppo forti? Una focaccia con la mortadella ristora sempre gli animi dei poveri pellegrini.

10 ottobre 2023

Da San Gimignano (SI) a Siena 44 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085736

Duro il risveglio dopo la tappa di ieri, ma oggi avremo molto poco da pedalare.

La prima sosta è a Colle di Val d’Elsa dove al bar ritroviamo un gruppo di svizzeri pellegrini già incontrati alla badia di Camaiore. Pausa di mezzogiorno a Monteriggioni (SI) famoso villaggio senese utilizzato come corona di quello che forse è il francobollo più famoso d’Italia.

Mancano pochi chilometri a Siena che visitiamo prima di ritirarci in un alberghetto appena fuori dal centro storico. Palazzo Monte dei Paschi, Palazzo Pubblico, Piazza del Campo (con il giro del Palio fatto in bici) e il Duomo. Anche qui tanti, troppi, turisti; noi ci diciamo: ma questi quando lavorano?

Manuela: strade bianche che ci portano su e giù tra paesaggi da cartolina per arrivare a cavallo delle nostre biciclette come due bambini felici a fare il giro della piazza del Campo.

11 ottobre 2023

Da Siena a Gallina (SI) 66 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085751

Partiamo con calma dopo un’eccellente ed abbondante colazione in albergo.

Anche oggi i chilometri non saranno molti, ma i metri di dislivello sì! Belle le colline toscane con gli uliveti, i vigneti ed i cipressi, ma le salite “ignoranti” sono molte e farle su strade bianche, con bici cariche e con 33°, non aiuta. Soste ristoratrici a Buonconvento, San Quirico d’Orcia, La Grancia di Cuna e a Bagno Vignoni.

Decidiamo di fermarci a Gallina (SI), un gruppo di case prima della salita di domani, presso uno degli ostelli segnalati dalla documentazione della Via Francigena. Il nome è tutto un programma, questa sera dormiremo a Il pollaio!

Manuela: In Val d’Orcia niente è piatto, in cima ad ogni salita lo sguardo si perde all’orizzonte come immersi in un dipinto all’acquarello tra il colore della terra brulla e l’azzurro del cielo.

12 ottobre 2023

Da Gallina (SI) a Bolsena (VT) 65 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085768

Oggi si riparte dopo una colazione spartana cucinata sul balcone della camera. Ci dirigiamo verso la lunga, ma facile salita che ci porterà a Radicofani, lungo la strada incontriamo un giovane svizzero e due italiani con i quali condivideremo la visita al castello che fu anche sede delle scorribande di Ghino di Tacco, colui che fu considerato il Robin Hood nostrano.

Ripartiamo verso Bolsena che sarà la fine della nostra tappa odierna, notte dalle suore e domani ci si avvicinerà sempre più a Roma.

Manuela: guardando la cartina verrebbe voglia di seguire la strada statale quasi piatta, ma fortunatamente le cose facili non ci attirano, seguiamo ligi il percorso dei pellegrini e scopriamo la meravigliosa Radicofani. Buonissimo il panino con una montagna di porchetta… e chi si muove più da qui.

13 ottobre 2023

Da Bolsena (VT) a Sutri (VT) 66 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085725

In questo viaggio i chilometri percorsi quotidianamente non sono molti, ma il dislivello sempre parecchio. Da Bolsena raggiungiamo le terre etrusche per oltrepassare Viterbo verso mezzogiorno. Nel magnifico borgo di Sutri alloggeremo in un appartamento con tre camere ma nel quale saremo i soli ospiti. Cenetta a casa con delle gustosissime mozzarelle di bufala prodotte a Paestum la mattina stessa.

Manuela: quanti pellegrini a piedi incrociati su questo pezzo di strada, quasi tutti stranieri e di tutte le età. Incredibile poter ancora utilizzare questo tratto dell’antica Via Cassia scavata nel tufo.

14 ottobre
Da Sutri (VT) a Isola Farnese (Roma) 54 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085720

L’idea era di arrivare a Roma questa sera, ma purtroppo niente posti disponibili negli ostelli dei pellegrini. Decidiamo così di fermarci a Isola Farnese facendo una deviazione sul lago di Bracciano. La deviazione ci permette di pedalare su stradine che attraversano boschi di querce, castani e noccioli.

Lago di Bracciano

Arrivati a Isola Farnese, nel nostro alloggio troviamo altri pellegrini “pedestri”: un francese, un australiano ed una italo-argentina-canadese di Montreal. Domani ultima tappa del nostro viaggio verso sud, se tutto andrà bene saremo a Roma.

Manuela: abbiamo cercato il fantasma di Isabella seduti su una panchina nel giardino del castello di Bracciano, ma niente, forse eravamo troppo occupati a divorare il nostro panino con il capocollo e sgranocchiare le castagne crude trovate lungo la strada. La bici mette fame ed in queste zone tutto è troppo buono.

Via Francigena

L’autunno è il momento ideale per trascorrere qualche settimana di vacanza in Italia e ovviamente le nostre bici sono con noi.

Il progetto iniziale era di partire dal Passo del Tonale per percorrere la ciclabile dell’Oglio fino al Po e poi incrociare a sud di Cremona la Via Francigena per arrivare a Roma. I soliti inghippi logistici per il momento ci obbligano ad iniziare la pedalata verso sud.

Manuela: Questo giro inizia male ! decidiamo di partire dal simbolico passo dello Stelvio e ci va buca perché sul treno non troviamo due posti bici, poi optiamo per il Passo del Tonale e causa incidente il treno-bus verso Edolo non trasporta bici fino a data da destinarsi…forse il destino ci sta mandando dei segnali e sarebbe meglio rimanere spaparanzati sul divano.

30 settembre 2023

Da Chiari (BS) a Olmeneta (CR) 48 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085735

Oggi la tappa sarà breve, arriveremo alle porte di Cremona dove saremo gentilmente ospitati a casa di un mio ex-collega, anche lui appassionato ciclista.

La prima tappa è al birrificio artigianale Oi di Urago d’Oglio. Qui facciamo rifornimento di bottiglie per la cena e ripartiamo nella campagna della bassa bresciana attraversando il “confine” nei pressi di Soncino.

Quali sono le osservazioni di due ciclisti nordamericani nella campagna della pianura Padana? Nel piattume del Texas i paesini all’orizzonte erano segnalati dalle torri dei serbatoi d’acqua, qui dai campanili delle chiese, un paesaggio sempre piatto ma molto diverso.

Ancora qualche chilometro lungo gli argini dei canali di irrigazione ed arriviamo a casa di Otto, questa sera cena in famiglia e accoglienza 5 stelle.

Manuela: ho sempre giudicato noioso il piattume della pianura Padana, ma dopo tanti anni e con gli occhi da cicloturista devo riconsiderare questa zona, zanzare a parte che rendono ogni sosta fastidiosa.

1 ottobre 2023

Da Olmeneta (CR) a Medesano (PR) 73 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085718

Prima sosta della giornata a Cremona per un caffè con croissant in un bar della piazza del duomo. Anche qui il pensiero va alle colazioni da McDonald’s comparate a questa, la fotografia che segue non credo abbia bisogno di spiegazioni.

Cremona, piazza del Duomo

Dopo il caffè, si riparte e attraversato il ponte sul fiume Po si entra in Emilia Romagna. Ancora qualche chilometro con Otto che ci ha fatto da guida turistica e le nostre strade si dividono, lui rientrerà a casa e noi continuiamo in direzione di Fidenza dove facciamo pausa pranzo.

Vorremmo arrivare ai piedi della Cisa a Fornovo, ma l’impossibilità di trovare un posto dove dormire in paese ci obbliga a fermarci a Medesano in un piccolo albergo. Domani montagna.

Manuela: Grazie Otto per l’ospitalità, la tua pizza al gorgonzola e noci è eccellente!

2 ottobre 2023

Da Medesano (PR) a Aulla (MC) 97 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085770

Risveglio all’alba, una buona colazione e si parte verso lo scavalcamento degli Appennini per arrivare in Toscana.

Raggiungiamo Fornovo ed iniziamo con le prime toste salite. Spesso si superano pendenze del 13%, fa molto caldo, i paesaggi sono bucolici ed il traffico è nullo.

Ogni tanto si incrociano dei “pellegrini” a piedi diretti a Roma; oggi scambiamo qualche parola con un francese partito dal Gran San Bernardo e con una signora già superata ieri, partita da Glasgow!

Si continua a salire, breve sosta in un ristorante sulla strada per un piatto di affettati e focaccia, poi è la volta dello scollinamento del Passo della Cisa.

Asfalto quasi perfetto, pendenze “delicate” e scendiamo fino a Pontremoli. Sono solo le 15:30, troppo presto per noi, in più mancano solo 25 km ad Aulla, evitiamo quindi la ricerca di un alloggio e scendiamo ancora un po’. Questa sera dormiremo all’abbazia di San Caprasio; la nostra prima esperienza negli ostelli della Via Francigena.

Manuela: La focaccia con salame e pancetta prima dei tornanti della Cisa non è consigliata, ma che buona! Le performances di velocità le faremo un’altra volta. Sgridati dal volontario che ci ha accolto all’Ostello del pellegrino, non abbiamo il passaporto con le credenziali, pratiche sbrigate per renderci “pellegrini ufficiali”, ci viene offerto un comodo letto.

3 ottobre
Da Aula (MC) a Camaiore (LU) – 61 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085734

Abbandonato l’ostello dell’abbazia di San Caprasio, usciamo da Aulla lungo la SS62 che seguiamo fino a Sarzana.

Breve sosta nel centro storico per l’immancabile caffè espresso e proseguiamo verso il mare che vedremo dopo l’attraversamento di Carrara.
Da Massa a Lido di Camaiore seguiremo la “variante mare” lungo la ciclabile che passa davanti a luoghi resi famosi dalla dolce vita di ieri e di oggi: La capannina di Franceschi aperta dal 1929 ed il Twiga in cui si ritrovano i VIP di tutto il mondo. Lasciamo alle nostre spalle questi siti per multimilionari e ci dirigiamo verso Camaiore in cerca di un alloggio più modesto e più a nostro gusto presso un altro ostello del pellegrino, ricavato nella Badia di San Pietro, una chiesa del XIII secolo.

Manuela: la Versilia ha ancora il suo fascino: il contrasto tra le alpi Apuane, le spiaggie e gli antichi borghi che tutti i turisti stranieri ci invidiano. Accoglienza perfetta e fantastico ostello.