Carretera Austral – 14/16 gennaio – Da HORNOPIRÉN a VILLA VANGUARDIA

14 gennaio – giorno 3 – CAMPING LAGO RIO NEGRO

Meteo: 🌧️15-20 gradi
Distanza: 19 km (155)
Dislivello: 434 m (1.791)
Ripio: 19 R (65)
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085676

La mattina, consumiamo la nostra colazione in albergo e ci dirigiamo verso il molo sperando di poter salire con la nostra prenotazione per domani. No problema! Ci dice uno degli operai, per i ciclisti basta pagare e c’è sempre un posto ed alle 10 si salpa in direzione di Caleta Gonzalo; il viaggio durerà circa tre ore e mezza.

L’imbarco da Hornopirén

A bordo, conosciamo quattro spagnoli con cui condividiamo la nostra preoccupazione: riuscire a percorrere i 10 km di ripio che separano il molo di arrivo da quello successivo in tempo per salire sulla seconda barcaza. Si arriva alle 13:30 e si riparte alle 14:00, tra scarico e carico in bicicletta sarà impossibile e l’unica soluzione sarà quella di chiedere un passaggio a qualcuno.

Il traghetto di Hornopirén
Tra le due barcaze di Caleta Gonzalo

Quando scendiamo dal primo attracco, un cileno solitario ed una coppia under 30 con bici semi-scariche partono a razzo pedalando come dei matti; noi vecchietti riusciamo letteralmente ad “imbarcarci” su una barca trainata da un camioncino. Uno degli spagnoli si installa in una gabbia nel cassone e gli altri tre con “los italianos de Canadá“, come veniamo soprannominati, nella barca con le 6 bici.

Ciclista spagnolo in gabbia

Saremo gli ultimi ad arrivare alla seconda barcaza, ma ce la faremo a salire per il passaggio successivo. Anche i 3 ciclisti allo sbaraglio arrivano sfiniti pochi secondi dopo e saranno accolti con applausi da tutti i passeggeri. Arriviamo a Caleta Gonzalo e ripartiamo sul ripio alla ricerca di un posto tenda; ci fermeremo al Camping Lago Rio Negro, un campeggio rustico che offre bellissimi ripari per la pioggia; noi ci sistemiamo sotto una piccola tettoia che dispone anche di una panca per poter cucinare e mangiare comodamente. Servizi igienici ed acqua potabile sono a pochi passi, una sistemazione a cinque stelle anche per questa notte.

Camping Lago Rio Negro

Disquisizioni filosofiche – Le barcaze

Quella di Hornopirén è forse la più problematica, soprattutto per i 10 chilometri sterrati, di cui una parte in salita, che separano il pontile di arrivo della prima tratta dalla seconda. Sono diversi anni che gli orari sono anti-bici, meglio informarsi sul sito della compagnia. Comunque, le soluzioni sono semplici: pedalare come forsennati (i tre incontrati erano veramente forti e sono arrivati al limite), chiedere un passaggio durante la navigazione o mentre si aspetta il primo imbarco, infine la soluzione più filosofica è di prendersela comoda ed aspettare la successiva, nel 2023 c’erano due barcaze al giorno ed un posto per dormire sotto le stelle lo si trova sempre.

15 gennaio – giorno 4 – PUERTO CÁRDENAS

Meteo: ☀️6-30 gradi
Distanza: 83 km (238)
837 m (2.628)
Ripio: 16 R (83)
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085702

Sveglia alle 6:30 e solita colazione con Nescafé, pane e marmellata stradolce, poi partenza con una bella salita impegnativa; siamo sempre sul ripio da cui usciremo solo dopo 16 km.

La foresta pluviale cilena

Prima sosta in un belvedere in cui è parcheggiato un camper con due svizzeri che hanno dormito qui. Saluti d’obbligo, frasi di circostanza sul nostro e loro viaggio, sulla pessima qualità del loro mezzo e sulla bellezza del posto in cui ci troviamo. Siamo in una foresta pluviale e si vede: felci alte due metri, enormi foglioni rotondi dal diametro che passa abbondantemente il metro. Fa ancora freschino, ma con il sole che comincia a passare tra gli alberi la temperatura e l’umidità aumenta velocemente.

Una bambina cinquantenne si diverte in equilibrio con lo sfondo del lago Rio Negro


Pedala, pedala e magicamente ci ritroviamo sulla strada pavimentata. La sensazione, soprattutto la prima volta, è strana come strana sarà la sensazione di pedalare tra Chaitén e Puerto Cárdenas, quasi sempre in piano, a volte, anche con un piacevole vento a favore. A Chaitén facciamo la spesa prima di pranzare a “La pizzería”, hamburger e birra alla spina, un sogno. Il top è quando chiediamo alla cameriera dove poter cambiare del denaro e gentilmente lei ci propone di farlo da loro.
Ripartenza, dopo il lauto pasto, ci fermeremo ancora in un villaggetto per comprare una Coca e delle carote. Qui ritroviamo un cavo di sicurezza per la bici che potrebbe sostituire quello che io ho perduto l’altro ieri, il cavo è chiuso, ma noi non abbiamo nulla da fare la sera ed in fondo sono solamente 10.000 combinazioni, chi sarà lo scopritore? Nel pomeriggio pedaliamo in una fantastica valle, da cui si vedono ghiacciai in lontananza, siamo a livello del mare, ma ci sembra di essere in Valtellina, un’enorme Valtellina con una densità abitativa decisamente inferiore.
Si arriva a Puerto Cárdenas, più che un villaggio è una località sulla carta geografica, non c’è nulla! Qualche casa ed un bel lodge costosissimo che non rientra nei nostri piani, quindi attraversiamo il torrente per dirigerci al famoso campeggio libero sotto il ponte.
La mamma diceva sempre: Stai attento che se non studi finirai sotto i ponti! Alla fine sotto il ponte ci sono arrivato veramente, diciamo per scelta. Presa una stradina sulla sinistra arriviamo in uno spiazzo riparato dal vento, all’inizio degli alberi c’è già una tenda, ma l’altra piazzola disponibile è stata usata come toilette da qualche incivile e quindi ci piazziamo direttamente sotto la struttura.

Campeggio sotto i ponti

Vicino a noi, due giovani ragazzi cileni di Santiago sono anche loro in viaggio ciclistico e socializzare è molto facile. Montata la tenda, noi cominciamo a preparare la cena, mentre i due sono ancora al cazzeggio; gli orari cileni per i pasti sono decisamente differenti dai nostri, spesso quando noi andiamo a dormire vediamo gente sedersi a tavola e sembra che sia la regola. Scambiamo ancora qualche parola con i nostri due vicini e chiediamo informazioni sui quartieri più sicuri di Santiago per quando dovremo cercare un alloggio al ritorno dal viaggio. I due discutono un po’ tra di loro e poi alla fine Marcelo ci invita a stare da lui. Naturalmente, siamo contentissimi, con un contatto simile, nella capitale sarà tutto più facile per preparare le bici per il rientro. Le sorprese positive di questi primi giorni di viaggio non finiscono mai. Purtroppo, il suo viaggio si interromperà dopo qualche giorno a seguito della rottura di un pezzo importante del deragliatore posteriore, ma continuerà a scriverci via WhatsApp per avere notizie di noi.

16 gennaio – giorno 5 – VILLA VANGUARDIA

Meteo: ☀️6-30 gradi
Distanza: 63 km (301)
Dislivello: 953 m (3.581)
Ripio: 0 R (83)
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085661

Come mia abitudine, la mattina preferisco mettere la sveglia abbastanza presto per approfittare del fresco, Manuela rogna un po’ ma anche lei sa che è meglio così ed in futuro apprezzeremo anche il fatto di essere i primi ad arrivare per avere la scelta migliore dove montare la tenda o, a volte, l’unica scelta. Quando metto il naso fuori dalla tenda vedo che la sera precedente, mentre noi stavamo già partendo per mondi paralleli, sono arrivati altri ciclisti e questa mattina ci sono altre sette accampamenti.
Facendo meno rumore possibile raccattiamo le nostre carabattole e ci spostiamo in riva al torrente per fare colazione. Nonostante sia spuntato il sole, fa ancora piuttosto freddo ed il nostro caffè caldo è apprezzatissimo. Sciacquate le tazze e la faccia nel torrente, si riparte anche se con poca voglia vista la temperatura e cosa ci aspetta fra qualche chilometro.

Colazione in riva al torrente

Oggi passo Mornaga, una dei tratti più duri di tutta la Carretera, 10 km di salita continua, alcune rampe superano il 12% e ci obbligheranno a scendere e procedere a spinta. Altro ostacolo e che sotto una certa velocità siamo aggrediti da tafani e coliguachos, altri tafani arancio e neri, grossi il doppio e più difficili da ammazzare. Pedalare con una decina di questi insetti che ronzano intorno tentando di morderti è una pena da aggiungere al caldo ed alla pendenza, purtroppo questi maledetti insetti ci accompagneranno per parecchi giorni e parecchi chilometri.

Le montagne di sfondo alla Carretera Austral

Finita la salita scendiamo fino a Villa Santa Lucia, ci fermiamo ad un minimarket per pranzare incrociando diversi ciclisti. Gli ultimi chilometri pomeridiani prevedono salite facili, seguite da belle discese con il solito monotonamente magnifico panorama delle montagne in lontananza.
Arriviamo a Villa Vanguardia verso le 16:30. Questo è l’ennesimo micro-villaggio scelto come tappa grazie alle indicazioni tratte da un libro di due italiani passati da qui nel 2014; i due parlavano di una signora che offre il suo giardino per piantare la tenda. Troviamo il posto, ma non c’é nessuno, torniamo indietro dove avevamo visto un’auto ferma vicino ad una casa per chiedere informazioni.
Il proprietario ci dice di andare vicino al fiume e così ci troviamo un bellissimo posto dietro l’ultima abitazione della schiera, riusciamo anche a piazzare un’asse a mo’ di tavola per poter mangiare più comodamente. Chiedendo dove sia possibile trovare dell’acqua potabile, gentilmente, la stessa persona ci riempie le quattro borracce più le due tanichette pieghevoli che teniamo come scorta supplementare per queste occasioni di campeggio libero.

Campeggio libero a Villa Vanguardia

Il nostro rito serale comincia: si monta la tenda, si preparano i “letti”, la cucina, ecc. Oggi siamo veramente soli e possiamo tranquillamente scendere al torrente insieme per lavarci lasciando incustodita la tenda e le bici. Quando risaliamo al prato, incontriamo un’auto dei Carabineros de Chile, ci salutano cordialmente e scambiamo qualche parola con loro.
Torniamo “a casa” e prepariamo la cena, il menù di questa sera prevede noodles cinesi, caffè e dolcetto, più due sorsi di Scotch per il sottoscritto. Quando scendo nuovamente al torrente per lavare le stoviglie, vedo che sono arrivati un camper ed una copia di ciclisti. I due in bici sono una giovanissima coppia franco-belga che è in viaggio da parecchi mesi, partiti dal Perù, sono passati in Bolivia ed ora sono anche loro sulla Carretera Austral. Torno al nostro accampamento, riferisco l’incontro a Manuela, ho il mio momento “Caro diario “, denti e nanna.
Anche oggi è stata un’altra giornata pedala, mangia, dormi e domani ripeti.

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Autore: SOS - Vivere viaggiando

Siamo una coppia italo-canadese appassionata di sport all'aria aperta. In passato abbiamo praticato attività come l'alpinismo, lo sci e il ciclismo. Dal 2021 siamo in pensione e abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo libero girando il mondo in bicicletta, unendo le nostre passioni per i viaggi, la natura, la fotografia e la scoperta di nuove culture.

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