A Winnipeg dobbiamo decidere quale percorso seguire per superare la regione dei Grandi Laghi. A nord, gli incendi stanno devastando le foreste dell’Ontario. Inoltre, questo tratto della Trans-Canada è considerato dai cicloturisti poco sicuro, a causa del traffico intenso e delle condizioni della strada. A sud, invece, il percorso segue strade più tranquille, ma attraversa gli Stati Uniti, la decisione è semplice, passeremo dallo zio Donny.
Manuela: Ci dirigiamo verso est e, per la prima volta dopo settimane, un vento spettacolare alle spalle ci spinge a oltre 30 km/h. Uhaoooo! Superiamo il cartello di “Metà del Canada” e, sorseggiando un caffè, cosa decidono i due grandi strateghi? Di svoltare verso sud; visiteremo così una zona degli Stati Uniti che non conosciamo. Risultato? Vento laterale e velocità media in caduta libera!
Pedaliamo su strade secondarie senza traffico, tra continui saliscendi, in mezzo a campi coltivati, stagni, boschi di abeti e betulle. Ogni tanto si intravede una chiesa, qualche silos o una stazione di servizio che fa anche da negozio di alimentari e motel spartano.
Qui l’unico vero problema sono le zanzare, le mosche e i tafani che ci perseguitano, impossibile fermarsi oltre il necessario.
Iniziamo attraversando il Minnesota che sarà il 41° Stato degli USA in cui metteremo piede. Al posto di frontiera, una poliziotta ci squadra da capo a piedi con il classico sguardo truce; solo quando ci restituisce i passaporti le scappa un piccolo sorriso.
La prima cosa che notiamo appena superato il confine è che gli insetti molesti sono praticamente spariti. Che il presidente Trump abbia dato ordine all’ICE di fermare anche loro? Sembra una battuta, ma il giorno seguente sarà ancora così…
Il paesaggio non cambia molto, ritroviamo la ferrovia e aumentano laghetti e fiumiciattoli. Non per niente lo slogan del Minnesota è “10.000 Lakes”.
Nonostante l’immagine spesso controversa di questo stato, dobbiamo ammettere che le persone incontrate nei nostri viaggi in bicicletta sono sempre state affabili e gentili.






I motociclisti ci salutano al loro passaggio, le “zie” dei convenience store ci accolgono con grandi sorrisi e mille domande, mentre gli “zii”, fermi al passaggio a livello in attesa dell’ennesimo treno lungo chilometri (qualcuno ha chiesto quanto misurano questi treni: mediamente dai 2 ai 4 km), scendono dal loro pick-up per chiederci se abbiamo bisogno di qualcosa.
Manuela: Per non lasciare mai le biciclette incustodite, i nostri ruoli sono ben divisi, io entro nei supermercati a fare la spesa, mentre Francesco nei convenience store per il caffè e si occupa del check-in nei campeggi o nei motel. Stranamente ci ritroviamo sempre con le piazzole o le camere migliori, l’early check-in e il caffè accompagnato dai dolci più buoni… Questo “fascino latino” inizia a preoccuparmi!




Durante l’ennesima lunga tappa in mezzo al nulla, sostiamo per la pausa caffè sui gradini della chiesa nella “metropoli” di Birchdale, 12 abitanti circa.
Dopo cinque minuti, arriva un’auto e un signore sorridente scende per presentarsi. Il signor Olaf è di chiare origini scandinave, si ferma a chiacchierare qualche minuto e poi ci dice: “Benvenuti! Se avete bisogno del bagno, la porta della chiesa è aperta. Io abito nella casa laggiù”. Un piccolo episodio, uno dei tanti che rendono speciale il viaggiare in bicicletta.
Manuela: Questa zona è un vero paradiso per i pescatori. Non c’è praticamente nulla, ma anche le stazioni di servizio vendono esche vive e ogni tipo di attrezzatura possibile e immaginabile per pescare storioni e trote.
Ogni auto traina una barca e sulle porte dei motel, oltre al classico “vietato fumare”, troviamo un altro cartello: “vietato pulire e cucinare il pesce in camera”.
Ci chiedete se abbiamo abbandonato la tenda? Sì, in questi giorni i temporali serali, il caldo atroce, l’umidità e i chilometri nelle gambe ci fanno apprezzare un letto asciutto… anche se non sempre comodo. Certi motel sembrano rimasti ai tempi dei cercatori d’oro, odore e moquette inclusa…vintage style!






Arriviamo finalmente a Duluth, sulla riva del Lake Superior. Prima di sistemarci per due notti in un albergo di periferia, abbiamo qualche cosa da fare.
Oggi abbiamo fatto una vera caccia grossa, lungo la strada Manuela ha trovato una carta di credito e un costosissimo cellulare ultimo modello in perfette condizioni. Portiamo la carta nel negozio che l’ha emessa, chiameranno subito il proprietario per recuperarla. Poi andiamo alla polizia per consegnare il telefono, cercheranno di rintracciare il proprietario, speriamo con successo.
Manuela: Se dovessi raccogliere tutto quello che trovo lungo la strada, mi servirebbe un rimorchio, mi limito a recuperare solo le targhe per la mia collezione. Che delusione Duluth, come del resto tutte le città che incroceremo lungo la sponda sud del Lago Superiore. Città simili tra loro, una Main Street con bei palazzi in mattoni e pietra, ma attorno quartieri trascurati, edifici abbandonati e vecchie aree industriali. Si percepisce il passato legato a miniere e porti, oggi segnato dal declino. Gli scorci poetici sul lago che immaginavo di trovare si contano sulle dita di una mano.
Di queste lunghe e umide giornate c’è ben poco da raccontare, solo chilometri e chilometri da macinare ogni giorno, spesso più di 100 per non ritrovarsi a dormire in un bosco. In questi giorni noiosi, il mio unico desiderio è arrivare a casa il più in fretta possibile, anche se qualcuno continua a dirci di rallentare. Ci vuole un gran bene… ma sta benissimo anche da sola! L’amore filiale nella sua massima espressione.
Tra i pensieri di un ciclista apatico che suda sulla Hwy 2 c’è anche il confronto con il deserto del Chihuahua, attraversato tre anni fa: siamo passati dalla monotonia color ocra della sabbia alla monotonia verde delle foreste dell’Upper Midwest. Differenze? Qui c’è più traffico.






Manuela: Questi giorni sono stati un vero test di perseveranza. Che piattume! Questa regione è un paradiso per chi ha tempo per la pesca, la caccia, la canoa o le escursioni in quad, ma per noi… che fatica. Ogni giorno cerco qualcosa di diverso da vedere, ma c’è ben poco lungo la strada, qualche pannello storico o un piccolo museo locale. I racconti si ripetono, tra ferrovie, miniere, primi insediamenti e popolazioni indigene; dopo i primi, abbiamo rinunciato a fermarci, se non come scusa per riposare.
Come ci insegnavano le nonne, quando fa molto caldo prima o poi scoppia un forte temporale. Le previsioni hanno annunciato pioggia da metà mattina, così sveglia alle 5:30 e partenza alle… Merda! la gomma di Manuela è a terra. Troviamo subito il microscopico filo metallico di 1 cm che ha provocato la foratura e alle 6:45 siamo già in strada. Facciamo solo una decina di chilometri, il cielo diventa nero, piove, diluvia, grandina e ci sono troppi fulmini per i nostri gusti. Decidiamo di tornare verso la cittadina appena attraversata, dove ci ripariamo al distributore sull’incrocio principale e proviamo a chiedere un passaggio ai pickup diretti nella nostra stessa direzione.

Dopo due tentativi falliti, al terzo dico alla signora di provare lei a chiedere al tipo appena arrivato, vediamo se avrà più fortuna di me. La risposta sarà la seguente: “Dovrei andare solo a un paio di chilometri da qui, ma salite vi porto un po’ più in là” . È così che ci ritroviamo 35 km “un po’ più in là”, oltre il temporale, in perfetto orario sulla tabella di marcia, il sole è tornato e possiamo ricominciare a sudare.
Gli statunitensi avranno anche un presidente “particolare”, ma il cittadino comune continua a sorprenderci per la sua disponibilità…e non solo…Dopo tanti anni trascorsi qui, ci sono ancora alcuni comportamenti della vita quotidiana che, per noi cresciuti in Europa, fanno sorridere. Qualche esempio?
Manuela deve comprare un paio di piatti pronti per la nostra cena in stile microonde nella camera dell’ennesimo motel. Chiede “permesso” a una signora ferma, con aria dubbiosa, davanti alla porta del frigorifero (da notare che ce ne sono due corsie intere). La signora si scusa dicendo che è indecisa su cosa CUCINARE questa sera. Abbiamo un concetto diverso di cucina.
Sto aspettando Manuela fuori dal McDonald’s per i nostri due caffè del mattino. Osservo la fauna locale, arrivano in auto, parcheggiano e, pochi istanti dopo, esce un commesso con il caffè per consegnarlo direttamente al cliente appena arrivato. NEMMENO PER UN CAFFÈ FANNO DUE PASSI! Banche, fast-food, farmacia, vendita di birra, tutto drive thru.
Il riciclaggio; nel 2026 va meglio di cinque anni fa, ma c’è ancora molta strada da fare. Nell’Unione Europea hanno imposto i tappi di plastica attaccati alle bottiglie; qui, invece, fai colazione con fette di pancarrè avvolte una a una nella pellicola di plastica.
L’ultima chicca. In un ristorante, la cameriera, una ragazza di una squisita cortesia che non credo avesse ancora vent’anni, ci chiede da dove arriviamo in bicicletta. Rispondiamo: Vancouver… British Columbia… Ma il suo sguardo dice chiaramente che non sa dove siano. Proviamo allora con: vicino a Seattle… nello Stato di Washington… Niente. Oregon? California? Ci sorride, si scusa: «Non so dove siano», e se ne va.








Sto scrivendo queste ultime righe a un centinaio di chilometri dal confine di Sault Ste Marie, ON; se tutto va bene domani sera saremo al confine canadese. Cosa ricorderò di questo passaggio negli USA? Penso solo l’affabilità delle persone, il panorama era noioso, sempre uguale dall’inizio alla fine. Purtroppo dopo l’Alberta non abbiamo più visto panorami degni di nota, solo tanto caldo, tanto traffico e l’insopportabile rumore delle bande sonore sull’asfalto.
Manuela: Riassumerei così la mia “variante USA”, circa 1.200 km di verde dalle tonalità uniformi, acqua, stagni, asfalto e tantissimo caldo. Un simpatico incontro con un giovane ciclista americano che in quattro anni ha già superato i 100.000 km attraversando il suo Paese in lungo e in largo. Motel dagli odori antichi, cene al microonde, caffè nelle stazioni di servizio e pause all’ ombra sugli scalini delle chiese luterane, le più nunerose. Non ne posso piùùùù!


























































































































































































































































































