Carretera Austral – 29 gennaio/1 febbraio –  Da COCHRANE a VILLA O’HIGGINS

29 gennaio – giorno 18 – CAMPING EL RISQUERO

Meteo: ⛅ 15-25
Distanza: 75 km (1.021)
Dislivello: 1.043 m (14.259)
Ripio: 75 (399)

Anche se la sveglia suona presto,oggi siamo lenti a partire. Ripensando al posto che lasciamo, l’hostal di Miss Sorriso, possiamo dire che come posto non lo consiglieremmo a nessun amico perché siamo stati accolti in modo quasi scocciato, insolito da queste parti, ma a volte non si può scegliere e ci si adatta.

Rapaci su bordo strada, staranno aspettando la fine di un ciclista?

Si pedala sul ripio che all’inizio è anche discreto, addirittura dopo poco ci troviamo come in un sogno: asfalto! L’ lusione dura solo un chilometro, boh! Chissà cosa pensavano di fare? Le salite di oggi non sono impegnative ed arriviamo velocemente alla Laguna Esmeralda, cosa dire del panorama? Fantastico come al solito, bei ghiacciai in lontananza, torrenti che si gettano in profondissime forre, e grandi vialoni alberati. Le condizioni stradali si mantengono anche loro come al solito: il ripio è da mediocre a pessimo.

Un selfie tra equinidi

Oggi incrociamo Carlo, un fiorentino che sta pedalando solo, perché il suo compagno di viaggio stava male e si è fatto la tappa su un pickup (avevamo visto passare un camioncino con una bici e borse nel cassone).
Rincrociamo i bolzanini al ponte sul Rio Barrancos, alla fine del discesone di oggi dove ci fermiamo per pranzo. Loro tirano dritto, noi abbiamo il nostro classico sandwich prosciutto e formaggio più uova sode. Oggi ci succede anche una delle tante belle cose che accadono sulla Carretera, dall’altra parte della carreggiata, si ferma una moto sulla quale viaggia una coppia, scendono per cambiarsi, ci fanno un saluto con la mano e la passeggera, attraversa la strada e ci regala due barrette di cereali dicendoci che sicuramente a noi avrebbero fatto comodo.

Ripida salita verso Caleta Yungay

Dobbiamo decidere se andare a Caleta Tortel o no. A me non interessa, Manu vorrebbe andarci ma dubita perché ha letto commenti contrastanti, unica certezza le condizioni pessime del ripio. Caleta Tortel è un villaggetto molto caratteristico ad una ventina di chilometri dal percorso principale, ma la decisione è presto presa, si prevedono 2 giorni di brutto tempo nel fiordo.

Altra attività odierna è quella di cominciare a cercare il passaggio sul lago da Villa O’Higgins all’Argentina, abbiamo due contatti, uno non risponde, l’altro ci dice che per il 2 febbraio dovrebbe partire, accettiamo prenotando semplicemente dando il nostro nome. Sembra che sia tutto così poco sicuro e come prendere il famoso traghetto resta un mistero. Il campeggio di questa sera è invaso da italiani: il gruppetto di bolzanini, la coppia di amici e noi, gli unici intrusi la coppia di parigini.

30 gennaio – giorno 19 – CASA SULLA X-91 48.010195S, 73.08484W

Meteo: ⛅
Distanza: 61 km (1.082)
Dislivello: 821 m (15.080)
Ripio: 61 (460) 

Durante la notte metto la testa fuori dalla tenda e c’è un magnifico cielo stellato, poi piove, poi smette, poi tira vento. Finalmente, la mattina non è male, sembra che oggi non ci sia rischio di prenderla. Facciamo colazione con gli italiani, solite ciacole e poi partiamo. Quando passiamo a pagare, la proprietaria, una signora squisita, salutandoci ci offre due fettine di torta che saranno divorate durante la pausa di metà mattina.

Dopo 12 km ci fermiamo al negozietto di Eco Austral, più per curiosità che per necessità. I proprietari sono una coppia giovane e non capiamo esattamente cosa vendano oltre a caffè e pane fritto, perché gli scaffali sono vuoti, però loro sono gentili e sorridenti. Ci invitano a mettere una puntina sulla loro cartina del mondo per certificare che un nuovo straniero è passato da lì. Vista l’accoglienza e la gentilezza gli suggeriamo di registrarsi su Google Maps, la visibilità che il sito offre gratuitamente li aiuterebbe moltissimo per la loro attività appena avviata, offrono anche un posto dove mettere la tenda gratis ai viandanti. In ogni caso, il loro caffè e pane fritto era ottimo.

Le ultime salite toste prima di Villa O’Higgins

Dopo un’altra ventina di km arriviamo al bivio per Tortel e noi andiamo a sinistra per l’inizio della lunga e ripida salita di oggi, la temperatura è fresca e non si suda, pendenza iniziale da “passo spinta”, ma solo un paio dei sei lunghi km sono tosti, scommettiamo su chi metterà per primo i piedi a terra. Finalmente in cima, comincia un bel ripio che resterà tale fino al molo della barcaza per Caleta Yungay, che raggiungiamo cinque minuti prima della partenza.

Pranziamo durante l’ora di navigazione ed appena sbarchiamo, ricominciamo a pedalare con l’idea di cercare qualcosa per la notte lungo la strada dato che qui non c’è nulla. Il cielo si fainaccioso e iniziamo a sentire alcune gocce.Verso le 16:30 scorgiamo una casa, fuori galline e capre, ci facciamo vedere alla porta per chiedere se possiamo mettere la tenda sulla loro proprietà e la signora che ci apre ci indica in modo sgarbato il lato della casa dove c’è il pollaio. Chiedo dove trovare l’acqua e mi risponde “…nel rio…”.

Campeggio tra pollaio e…capraio

In molti racconti dei ciclisti, i cileni della Carretera, sono persone molto gentili che ti fanno dormire spesso nei loro giardini se non addirittura in casa, forse noi abbiamo trovato l’eccezione. Nel posto indicatoci dalla megera facciamo fatica a trovare due metri quadri senza schitte di gallina o escrementi di capra. Vediamo un bel posticino sul ghiaione appena sotto la casa, ma non c’è alcun riparo dal vento, quindi siamo quindi obbligati a decidere per il pollaio. Con un ramo puliamo alla meglio lo spazio necessario per la nostra tenda e ci spostiamo a cenare seduti sul rudere di un piccolo fabbricato poco distante per ripararci dal vento. Speriamo solo che le capre non ci mangino la tenda!

Cucina alla Massimo Bottura

La chicca della serata è che vado a bussare alla porta di casa con il contenitore delle uova vuoto e dei soldi in mano, anche se il mio spagnolo sarà pessimo, sicuramente il messaggio sarà chiaro: “Gradirei comprare sei uova”. Cosa mi risponde la strega? Che non ne ha! La cosa mi fa un po’ imbestialire, dato che attorno alla nostra tenda razzolano almeno una cinquantina di galline. Che ci farà con tutte queste uova, il bagno in uno zabaione gigante?

Quando vado “al rio” con le mie due tanichette per l’acqua e le borracce, devo scendere due metri di argine ripido a 60 gradi, in un punto dove se dovessi scivolare, non sarò travolto dalla corrente, atterro su una minuscola riva di 50 x 50 cm e riempio i miei contenitori. L’acqua per la minestra, le tisane e la colazione, la abbiamo. Mentre rientro alla tenda penso a cosa sarebbe successo se fossi finito nel rio e travolto, probabilmente mi avrebbero ritrovato nel Pacifico.
Domani vogliamo tentare di arrivare a Villa O’Higgins anche se sono 86 km per 1.500 metri di dislivello. Sveglia all’alba partenza presto, al freddo e, speriamo, non sotto l’acqua.
Sono le 19:30, mentre tento di addormentarmi sento il vento tra gli alberi, il telo della tenda che sbatte, le galline che chiocciano, le capre che belano a forse un paio di metri da me, ma sto bene, sono in uno dei più bei posti al mondo, sono con mia moglie e domani forse arriveremo alla fine della Carretera Austral in bicicletta. Cosa voglio di più dalla vita?

31 gennaio – giorno 20 – VILLA O’HIGGINS

Meteo: ☀️
Distanza: 85 km (1.166)
Dislivello: 1360 m (16.440)
Ripio: 85 (545) 

Quando apro la cerniera la mattina presto, mi ritrovo faccia a faccia con una capra attirata dal rumore della zip. Il gallo ha cantato ieri sera tardi (ma da quando i galli cantano di sera? A scuola non me lo avevano detto) e stamattina presto. Fuori ci sono cinque gradi, caffè e partenza alle 7:30. Mentre usciamo dalla proprietà, un vaffa… in buon dialetto bresciano diretto alla signora delle uova, saliamo in bici e ce ne andiamo. Come Murphy insegna con le sue leggi, nei primi cinque chilometri troviamo almeno tre piazzole dove avremmo potuto piantare la tenda in maniera più comoda e piacevole.

Nel menu di oggi, sono previste delle salite abbastanza impegnative per i primi 25 km, poi una sequenza di su e giù fino a destinazione, ma nulla di molto impegnativo. Le prime due ore le pedaliamo in un magnifico silenzio, il primo traghetto arriva solamente alle 9 e quindi non ci sono auto che sollevano polvere, si sentono solo i rumori della natura. Come scrisse Leopardi: Dimenticata è la megera: odo augelli far festa, e la gallina, tornata in su la via, che ripete il suo verso. Ecco il sereno rompe là da ponente, alla montagna; sgombrasi la campagna, e chiaro nella valle il fiume appare. Probabilmente anche lui era passato sulla Carretera Austral.
È su una salita un po’ più dura delle altre che Manuela fa cadere la catena durante una cambiata, alla terza grattata su un pezzo in piano la catena si rompe. Erano giorni che si lamentava del cambio difficile da gestire, ma speravamo di poter arrivare a Villa O’Higgins per sistemarlo più comodamente. Ci mettiamo in parte alla strada, distendiamo gli attrezzi e sistemiamo il danno con una falsa maglia di riserva. Manuela arriverà a destinazione pedalando, l’onore è salvo.
Rivediamo con sorpresa i due parigini Nicolas e Morgan, loro sono molto più in forma di noi, mi do come scusante che hanno la metà dei miei anni, ci avevano detto che avrebbero diviso l’ultima tappa in due, ma alla fine cambio programma perché anche loro vogliono concludere oggi.
I panorami sono monotonamente fantastici, il vento non è forte e spesso alle spalle, la giornata perfetta per concludere la nostra prima parte del viaggio, c’è caldo (con il conseguente arrivo dei tafani in abbondanza), ma non c’è afa. Sosta al Lago Sisnes e finalmente l’ingresso nella cittadina di Villa O’Higgins, ce l’abbiamo fatta, siamo al cartello della fine della Carretera Austral. Per la foto di rito dobbiamo fare la fila con tanti altri turisti. Naturalmente, ne faremo una anche con Nicolas e Morgan arrivati pochi minuti prima di noi e con cui abbiamo pedalato negli ultimi giorni.

CE L’ABBIAMO FATTA!!!

Adesso partiremo alla ricerca di un posto per dormire che troviamo in un fabbricato che stanno ancora completando, Departamentos Alberto Lorenzo, un bellissimo blocco di miniappartamenti per due o tre persone che odora ancora di legno fresco. Magnifica doccia calda, bel cucinino, frigo e stufa a legna. Un vero lusso per coronare il nostro successo. Scopriamo che il proprietario divide il suo ufficio con Pasquale, la persona alla quale avevamo prenotato il passaggio in barca per la Laguna del desierto, meglio di così la giornata non poteva concludersi.
Ceniamo con Nicolas e Morgan alla Cerveceria vicino al loro campeggio con una buona pizza e dell’ottima birra. Le mie ginocchia cominciano a farsi sentire, lo chassis del vecchio è veramente malandato.  

1° febbraio – giorno 21 – VILLA O’HIGGINS

Meteo: ☀️ 20°

Oggi riposo totale, niente sveglia e l’unica occupazione è fare provviste di cibo e revisione bici. Nicolas, gentilissimo e molto più esperto di noi, aggiusta il cambio di Manuela, con il suo intervento tutto rifunziona a meraviglia. Questa sera apriremo una bottiglia di vino con i nostri due amici parigini che verranno da noi a brindare per festeggiare la fine della Carretera. Quando arriva in ufficio il nostro traghettatore, rivediamo i due italiani Carlo e Fabio e a loro si aggiungono anche i bolzanini, tutti appena arrivati perché avevano deviato per Caleta Tortel. Questi ultimi troveranno posto su un secondo viaggio, noi, Nicolas e Morgan, Carlo e Fabio, partiremo domani mattina alle 6.
Villa O’Higgins è un paesino strano, qualche casa di lamiera e legno, incastrato tra le montagne, una pista di aeroporto da poco rinnovata, sembra un posto di frontiera del vecchio west. La strada principale in ripio è perpendicolare alla pista con il suo asfalto nerissimo: l’avventura della strada sterrata, vicino alla modernità di un aeroporto. A piedi si vedono praticamente solo turisti, due negozi di alimentari, molti hostal. Qui siamo alla fine della Ruta 7 e siamo in un punto di passaggio obbligatorio per chiunque voglia affrontarla, sia in una direzione che nell’altra. Non possiamo dire che sia un bel posto, ma per ogni ciclista che arriva da nord questo posto è simbolico.
Verso le 19 arrivano Nicolas e Morgan, con un po’ di cibo e con una seconda bottiglia di vino. Dall’aperitivo si passa alla cena e le due bottiglie vengono scolate senza fatica, parlando di viaggi, degli incontri fatti e sul modo di viaggiare. Durante la nostra ciacola serale, nostra figlia ci chiama e scambia anche quattro parole con i nostri compagni di avventura. Alla fine, anche la tanto criticata tecnologia di oggi ha un suo lato positivo e permette di mantenere in contatto i genitori vagabondi con la loro principessa lontana.

Durante la serata, Nicolas ci fa un bellissimo complimento. Ci mostra sul cellulare l’applicazione che usa per condividere con amici e parenti il diario di viaggio del loro anno sabbatico. Ci legge il commento che ha scritto qualche giorno fa: “…abbiamo incontrato due coppie di italiani, Fabio e Carlo, Manuela e Francesco. A differenza di molti altri ciclisti, gli italiani sono quasi sempre dei vecchi, loro quattro hanno rispettivamente 57, 69, 54 e 62 anni…. spesso facciamo fatica a restargli dietro, come fanno?…” Inutile nascondere quanto ha fatto piacere ai vecchi questa frase, alla fine non siamo ancora da buttare via.

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Autore: SOS - Vivere viaggiando

Siamo una coppia italo-canadese appassionata di sport all'aria aperta. In passato abbiamo praticato attività come l'alpinismo, lo sci e il ciclismo. Dal 2021 siamo in pensione e abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo libero girando il mondo in bicicletta, unendo le nostre passioni per i viaggi, la natura, la fotografia e la scoperta di nuove culture.

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