Empire State Trail 2024

10 maggio – New York City

Oggi iniziamo l’Empire State Trail che dall’isola di Manhattan ci porterà fino al confine canadese 600 km più a Nord. Prima di infilarci l’abbigliamento antipioggia, approfittiamo di un’abbondante colazione che comprende dei croissants caldi, una delizia!

Ci prendiamo la prima lavata per arrivare al porto di Belford da dove partirà il traghetto per Manhattan. Ci mescoliamo ai pendolari e ci sistemiamo nelle prime poltrone lasciando le bici sul ponte.

Il ponte di Verrazzano
Miss Liberty ci accoglie

Tra pioggia e forti onde, le nostre biciclette si prenderanno una bella lavata, mentre noi, all’ asciutto, ci mettiamo a leggere il giornale sul cellulare. Ad entrambi viene la nausea nonostante non sia la prima volta che ci ritroviamo sballottati in mare, sarà che abbiamo mangiato croissants e waffles come se non ci fosse un domani?

Dopo 40 minuti, attracco al Pier 11 vicino a Wall Street e messi i piedi a terra ci riprendiamo un po’. Ci incamminiamo verso il famoso toro per la foto di rito.

Il toro di Wall street davanti…
…e dietro, sperando ci porti fortuna.

Continuiamo verso lo storico Battery Park sulla punta di Manhattan per cercare l’ufficiale chilometro zero dell’Empire State Trail.

La strada verso casa
Il World Trade Center

La ciclabile lungo la sponda del fiume Hudson qui a Manhattan è veramente ben progettata, speriamo che lo sia fino in Canada. Passiamo vicino al World Trade Center eretto sul sito delle Torri Gemelle dopo il 9/11, poi cerchiamo un luogo per scaldarci con un caffè. Dopo un primo tentativo fallito al Pier 57, dove non ci è permesso entrare con le bici, optiamo per il bar del terminal del ferry sulla W 39th street.

Poi svoltiamo a destra per arrivare sulla famosa Fifth Avenue perché qualcuno vuole rendere omaggio ad Audrey Hepburn con una foto davanti al negozio di Tiffany.  Più modestamente, io scelgo come altra tappa un punto del Central Park per rifare la fotografia scattata 13 anni fa con la nostra Princess accanto alla statua dell’eroico cane Balto, protagonista di uno dei suoi film preferiti da bambina.

Colazione da Tiffany
Balto, simbolo di resistenza, fedeltà e intelligenza.

Percorriamo tutta la ciclabile dentro Central Park da Sud a Nord, è un venerdì pomeriggio e malgrado il tempo freddo e umido c’è parecchia gente. Sosta pranzo tipica ad uno dei carretti ambulanti che vendono hotdog e pretzel, oggi non facciamo mancare nulla ai nostri stomaci.

A poche strade da qui abitano i nostri gentilissimi ospiti Warmshowers, Sandra e Tom.  Trascorriamo una piacevole serata con loro e alcuni loro amici nel quartiere di Chelsea. Dopo una cena veloce, assistiamo ad una proiezione di documentari d’avventura per sostenere un’associazione che promuove gli sport outdoor tra i giovani meno fortunati.

11 maggio – Mahopac, NY

Ieri sera siamo tornati a casa più tardi del solito, quindi questa mattina è stato difficile svegliarsi. Per fortuna abbiamo iniziato la giornata pedalando in compagnia di Sandra e Tom che, da esperti locali, ci hanno riportato sulla ciclabile dell’EST con pochi zig-zag.

George Washington Bridge

Passato l’ultimo ponte nel punto più a nord di Manhattan, torniamo sulla terraferma. Attraversiamo il Bronx passando vicini ad una moltitudine di lava-auto improvvisati che lavorano occupando i parcheggi su un lato della strada mentre sull’ altro una lunghissima fila di diplomandi della Columbus University vestiti con toga e tocco azzurri .

Lungo le strade di New York
Empire State Trail

Tom e Sandra ci salutano, loro andranno a fare un po’ di canoa e noi ricominciamo a pedalare soli. Il tracciato della ciclabile rimane perfetto e segue una linea ferroviaria dismessa tra quartieri residenziali, boschi e laghetti.  Incrociamo un gruppo di una quindicina di ciclisti che si sta dirigendo a ovest verso il campeggio del Croton Park. Ci invitano ad andare con loro, ma preferiamo avanzare verso nord visto che le previsioni meteo dei prossimi giorni non sono rassicuranti. L’ aria è fresca e stasera, per la prima volta dall’inizio del viaggio, accenderemo il riscaldamento in albergo, non siamo più nel profondo Sud.

12 maggio – Poughkeepsie, NY

Si prevedeva pioggia lungo tutto il percorso ed invece la nostra bardatura impermeabile, indossata in camera, ha un valore scaramantico e ci permette di arrivare a destinazione senza aver preso una sola goccia di acqua; la temperatura è scesa a 9°, leggermente più bassa di quella della Florida 🫢.

Al terzo giorno sull’Empire State Trail, confermiamo anche oggi la bellezza dell’itinerario. Pedalare senza auto, senza dover pensare alla direzione da seguire, praticamente da soli nel silenzio dei boschi, è veramente rilassante.

13 maggio – Hudson, NY

Dopo il cielo grigio-nero di ieri, la giornata si preannuncia soleggiata. Meglio così visto che sono previsti più di 100 km.

Passato un ponte sul fiume Hudson a Poughkeepsie, continuiamo sulla ciclabile, adesso sterrata, fino a Kingston.

l’Hudson da Poughkeepsie

Se prima si pedalava sul percorso di una ferrovia in disuso, adesso siamo su stradine di campagna. L’EST è sempre ben segnalato, ma le pendenze sono variabili ed ogni tanto ci ritroviamo su salitelle a cui non eravamo più abituati.

Ancora un lungo ponte sull’Hudson
La campagna dello stato di New York

A fine giornata il dislivello si avvicinerà agli 800 metri dati da un continuo su e giù che ci ha portato ad una piccola cittadina omonima del fiume. La persona di Warm Showers che doveva ospitarci non sì è più fatta sentire quindi cerchiamo un albergo, nessun campeggio in zona. Oggi abbiamo passato i 3.000 km, il confine si avvicina!

14 maggio – Clifton Park

Il percorso si fa oramai più accidentato, finito il piattume della costa, siamo negli Adirondack, quindi una salita dietro l’altra. In piena campagna, si vedono parecchie Canada Goose con prole, forse hanno deciso di passare l’estate qui e non volare a Nord, anche le oche non rispettano più la loro natura!  Uno di noi due ha dei problemi con il cambio e non si sta godendo la pedalata, forse le bici sono talmente sporche che si stanno ribellando.

Albany, la capitale dello stato di New York

Pranziamo in un parco cittadino della città di Albany, ci eravamo passati anni fa e non ci attira l’ idea di trascorre il resto della giornata nella capitale, preferiamo continuare ancora un po’.  A metà pomeriggio usciamo dall’EST per una decina di chilometri alla ricerca di un alloggio. Oggi siamo scesi a -300 km dal confine…

15 maggio – Glens Falls

Che commento fare alla giornata di oggi? Da dimenticare!! Pioggia dal primo all’ultimo chilometro, abbiamo pedalato a testa bassa aspettando solamente che la tappa finisse. Non abbiamo seguito l’itinerario ufficiale del Trail che rimaneva sempre sul bordo del Hudson river, ma preso strade secondarie asfaltate per arrivare a destinazione il più presto possibile. La zona di Saratoga sarebbe stata molto bella sotto il sole, si scorgono numerose fattorie che allevano cavalli e fuori dalle case al posto del nano da giardino, la statua di un fantino. Poco dopo mezzogiorno siamo a Glens Falls.

Dobbiamo aspettare le 15 prima di andare a casa di Pam, ospite Warm Showers. Per fortuna passiamo vicino ad un bar-grill e ci sbafiamo un ottimo hamburger con patatine. Quando ci spogliamo per sederci al nostro tavolo abbiamo la conferma di ciò che sentivamo sulla nostra pelle: le nostre belle giacche in Gore-Tex non sono più impermeabili. Malediciamo Millet e Mammut, considerati ottimi marchi, in più quella di Manu è anche nuova.

Pam è una signora adorabile, altruista, appassionata escursionista, ha fatto le 46 cime degli Adirondack sia in estate che in inverno. Le fa piacere accogliere ciclisti di ogni parte del mondo, in questa zona dove non ci sono strutture per turisti.

16 maggio – Ticonderoga, NY

La fiducia nel prossimo di certe persone è qualcosa che oggi è molto difficile da immaginare. Pam va a lavorare alle 6:30 e noi siamo pronti per andarcene alla stessa ora, ma lei insiste per farci partire con più calma ed in più ci regala un intero squisito strudel di mele. Salutati i suoi 4 gatti, chiuderemo la porta di casa.

Vicino al Lac Champlain

Questa mattina il cielo sembra sereno quindi rientriamo sull’EST abbandonato ieri. Siamo sempre in campagna non lontano da una ferrovia attiva e lungo il Canale Champlain. É anche grazie a questo canale che si potrebbe andare in barca da Montréal a New York senza mai entrare nell’oceano Atlantico.

Sullo sfondo la prigione di Comstock

Oggi avremo una giornatina da quasi 100 km, con delle belle salite e fatta senza mai fermarsi perché il cielo diventa poco rassicurante, vogliamo evitare la doccia fredda di ieri. Attraversiamo dei paesini con case una più scalcagnata dell’altra, tante abbandonate, che desolazione! Una sola costruzione imponente, una prigione di alta sicurezza che può accoglie circa 1700 carcerati.

Arriviamo al nostro albergo con la ferma intenzione di non fare nulla per tutto il pomeriggio.

17 aprile – Peru, NY

Cominciamo con: alle 10 vogliamo prenotare uno dei tre posti al campeggio di Noblewood Park, ma è inagibile; poi passiamo ad una host WS che ci offriva un posto tenda nel suo giardino, ma che non risponde più; poi un altro WS che dice essere vicino all’EST, ma che mandandoci l’indirizzo scopriamo lontano in mezzo al nulla… e si continua a pedalare verso Nord. Proviamo un altro campeggio, chiuso, poi un altro ancora e terminiamo così anche l’ultima delle 23 salite segnalate sul Garmin da Manhattan al confine.  Incrociamo un ragazzo di Quebec che sta pedalando nel senso inverso in direzione di Vancouver, ci dice si aver dormito nascosto su una spiaggia…sarà questa la nostra ultima opzione?

A 10 km da un ennesimo potenziale campeggio, passiamo davanti ad un motel che ci appare come una oasi nel deserto, decidiamo di concludere qui la giornata. Il The Shamrock Inn e un bel motel appena rinnovato e i due “simpatici ciclisti” che arrivano da Key West ricevono anche in regalo due ottime birre IPA freschissime, 2 banane e dei biscotti al cioccolato.

Il primo cartello indicante una città canadese, il confine si avvicina

Cena con quello che abbiamo in borsa e serata a leggere stravaccati sul letto dopo 92 km e 1300 metri di dislivello durante una caldissima giornata di metà maggio. Per fortuna che il programma della giornata doveva essere una tappa corta di 50km, campeggio e relax per affrontare le salite riposati.

18 maggio – Rouses Point

Oggi non metto la sveglia per lasciar dormire la mia gentil consorte un po’ di più e partiamo con molta calma alle 9 e mezza. A metà mattina siamo a Plattsburgh per la pausa caffè e vediamo un tavolo da picnic proprio in parte alla strada. Scopriamo di essere al Plattsburgh Air Force Base Museum, una vecchia base dell’USAF. Come ci sediamo per il caffè, siamo avvicinati da un paio di veterani che scopriamo essere direttamente collegati ai due aerei in mostra, uno è stato il pilota di entrambi i velivoli e l’altro l’addetto al vano bombe.

Il Col. Joe McNichols vicino al suo F111
La medaglia commemorativa regalataci dal colonnello
Sui due lati della medaglia i due aerei da lui pilotati
Il B47 e l’F111 illustrati dal Chief Master Sergeant Walt Kotzur

Con le spiegazioni dei veterani, abbiamo un’immagine di come era la loro vita tra Vietnam, guerra fredda ed altri fatti storici. Passiamo quindi al museo dove troviamo Larry che ci illustra la storia della base di Plattsburgh dalla nascita, alla fine del ‘700 come forte inglese, fino ai silos dei missili strategici Atlas ed alla pista di riserva per lo Shuttle della NASA. Dopo poco ci raggiunge nuovamente il Col. McNichols per un piccolo show con la nuova allieva Top Gun Manuela.

La nuova recluta dell’US Air Force al posto di pilotaggio del B47
Felice come una Pasqua
Top Gun o Top…Gin

Ringraziamo Larry, Walt e Joe per l’interessante visita e ripartiamo, oggi finisce il nostro tour sull’EST, campeggeremo nel giardino di Becky, la nostra WS odierna.

Becky ha una bella casa storica che sta ristrutturando a 100 metri dal Lac Champlain e a qualche minuto in bici dal confine canadese. Lasceremo a domani la nostra foto ufficiale e restiamo a parlare con Becky sotto il suo portico. Cena preparata dagli italiani e poi a nanna nella nostra tenda.

19 maggio – Venise-en-Québec

Questa mattina Becky ci accompagna con il suo adorabile Border Collie fino al cartello ufficiale del punto più a Nord dell’EST davanti al quale ci scatterà la nostra foto di fine Trail. Baci ed abbracci e l’augurio di reincontrarci, magari a Québec, poi noi ripartiamo verso la frontiera.

19 maggio ore 9:45 l’Empire State Trail è terminato

Abbiamo appuntamento nel primo pomeriggio con la nostra Princess a Venise-en-Québec che verrà a passare una giornata con i genitori. Attraversiamo il ponte che ci porta in Vermont, poi pochi chilometri e finalmente la bandiera canadese al posto di frontiera.  Ci aspetta un giorno di relax e dopodomani inizieranno le ultime tappe verso casa.

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Autore: SOS - Vivere viaggiando

Siamo una coppia italo-canadese appassionata di sport all'aria aperta. In passato abbiamo praticato attività come l'alpinismo, lo sci e il ciclismo. Dal 2021 siamo in pensione e abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo libero girando il mondo in bicicletta, unendo le nostre passioni per i viaggi, la natura, la fotografia e la scoperta di nuove culture.

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