Per parlare della passione per la scrittura che mi accompagna da anni, vorrei iniziare sottolineando che, nonostante abbia trascorso gran parte della mia vita lavorativa davanti allo schermo di un computer, conservo ancora l’abitudine di annotare il mio diario di viaggio con carta e penna, all’antica.

Iniziamo, dunque, parlando del mio cheapeskine, la carta su cui scrivo.
Alcuni di voi ricorderanno come il taccuino Moleskine sia diventato famoso grazie a scrittori del calibro di Bruce Chatwin e Luis Sepúlveda, che lo utilizzavano per raccogliere i loro appunti. Poco prima della partenza per un viaggio, mi recai in un negozio per acquistarne uno, ma sulla mensola, accanto al celebre quaderno, ne vidi un altro. Era lì, solitario sullo scaffale, vicino al suo più famoso “parente”. Aveva ottima carta, ma un’orribile copertina rosa porcellino con fiori dorati e un prezzo ridicolmente basso. Mia figlia Lucrezia, che mi accompagnava, non appena lo vide, scoppiò a ridere e disse: “Dovresti assolutamente comprarlo, è così kitsch, la mamma ti sgriderà!”.
Non ci pensai due volte e lo acquistai immediatamente, sapendo che avrei fatto ridere mia moglie. Così nacque il mio cheapeskine. In fondo, è meglio un buon contenuto o un bel contenitore?
Dalla superficie della carta al segno lasciato dall’inchiostro.
La mia prima vera penna fu una stilografica Aurora, ricevuta in regalo nel 1968 in occasione della mia prima comunione. Qualche anno dopo, nel cassetto della mia scrivania, si aggiunse una roller verde, sempre della stessa marca, che nel mondo della scrittura è sinonimo di qualità artigianale e design italiano. Infine, una penna a sfera color argento, elegante, dono di un amico come augurio per il mio trasferimento in Canada.
Considerando che il nostro viaggio in America Latina sarà molto lungo e rappresenterà l’occasione per raccogliere molti pensieri di viaggio, tempo fa decisi di contattare l’azienda italiana per chiedere se fossero interessati a inserire, tra i loro “Autografi famosi”, anche quello di uno scrittore meno “famoso”, ma affezionato cliente da oltre 50 anni.

Arriviamo al presente, mentre mi trovo in aeroporto a Toronto in attesa della coincidenza per la California, scopro un messaggio in segreteria: una voce italiana mi comunica che l’azienda Aurora ha apprezzato la mia richiesta e desidera regalarmi una delle loro penne, che potrà accompagnarmi nel mio nuovo periplo in bicicletta. Dopo circa 500 km di pedalata, un intoppo mi ha costretto a tornare a casa per un breve periodo e questo rientro inaspettato è diventato l’occasione perfetta per ripartire con la nuova penna appena arrivata dall’Italia.
La mia nuova Aurora sarà accuratamente sistemata nella borsa della mia bicicletta, diretta in Baja California verso la fine di febbraio. Non avrà una vita facile, ma spero che possa essere protagonista di avventure memorabili. So che potrei perderla o rovinarla; se dovesse succedere, avrà una fine degna: in viaggio, anziché ad impolverarsi in un cassetto a casa.
Sono molto orgoglioso di aver ricevuto questo regalo e spero di essere un buon esempio per gli amanti della scrittura su carta. Allo stesso tempo, desidero dimostrare che tradizione e modernità possono convivere, dato che i miei taccuini non sono solo strumenti di scrittura, ma anche la base per il nostro blog e altri contenuti digitali.

Un ultimo consiglio per chi leggerà questo articolo: siamo sotto Natale, e spesso ci si affanna a cercare regali che finiscono per essere inutili. Perché non considerare, invece, una bella penna made in Italy? Sul loro sito ne troverete per ogni budget e, chissà, potreste persino ispirare qualcuno a riscoprire il piacere della scrittura a mano, lontano dalla tastiera.
