Baja California ✅ check

Siamo arrivati alla fine del nostro itinerario sulla Bja California. Domani prenderemo il traghetto per continuare verso Puerto Vallarta.

10-11 marzo
A Loreto volevamo fermarci solo un giorno per riposare e invece no! Dopo una tranquilla colazione nel giardinetto della Posada, ci mettiamo a lavare le bici, la mia da qualche giorno cigola. Smontando la ruota posteriore, mi accorgo che la vite tendi-cavo del Rolhoff si è rotta. Come dice il proverbio: “La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo!”; portiamo con noi molti pezzi di ricambio, ma questo non era nella lista.
Il proprietario dell’albergo, un ex ciclista della mia età, si offre di accompagnarmi in auto da un suo amico, un ottimo meccanico che ha un negozio di biciclette. Purtroppo oggi è molto occupato, ma ci diamo appuntamento per domattina.

Una vite da meno di un Euro di valore…

Guardiamo insieme un video, piazziamo la bici sul treppiede ed il meccanico-chirurgo comincia a operare ! Manny, altro mio coetaneo, ha già visto questo tipo di cambio, ma non ci ha mai messo le mani; la sua lunga esperienza si nota e nonostante il pezzo sostituito non sia uguale all’originale, tutto è funzionante. Ora siamo più tranquilli. (Bicitaller Manny).
Stiamo pedalando quasi arrivati all’ hotel quando qualcuno grida dietro di noi: “Ehi, Italians!”. È Tom, l’americano di Tucson incontrato alcuni giorni fa, che ha appena concluso una sezione della Baja Divide. Ci diamo appuntamento per festeggiare il suo rientro a casa bevendo un’ottima birra IPA e finiamo la giornata chiacchierando di bici e di passioni comuni quali l’arrampicata. Scopriamo che questo giovincello (anche lui over 60) in passato ha scalato in solitaria il Denali e la leggendaria Salathé Wall su El Capitan, una delle grandi vie della Yosemite Valley.
Nonostante la sfortuna, anche oggi è stata un’eccellente giornata. Un grazie particolare va a Manny, l’esperto meccanico ed a Felipe, il proprietario della Posada San Martin che non solo ci ha dato l’indicazione, ma che ci ha anche caricato la bici rotta sulla sua auto e fatto da taxi fino al negozio.
I Messicani si sono dimostrati ancora una volta persone sempre pronte ad aiutarti…
Manuela: la legge di Murphy ha colpito ! ovviamente si rompe proprio uno dei pochi pezzi di cui non abbiamo il ricambio, e questa vite è difficile da trovare nella misura giusta. Speriamo che la riparazione, eseguita come un’opera d’arte da Manny, regga. Loreto è un piccolo angolo di paradiso, peccato non essercelo goduto al meglio, con la giusta serenità.

La musica del giorno non la volevo suggerire nelle giornate di pausa, ma, pensando al mio guaio, vada per: Troubles di Drew Holcomb & The Neighbors

12 marzo – Restaurante El Parguito
Aspettiamo le 8:00 per salutare il gentilissimo Felipe e poi via, oggi sarà un tappa breve, ma intesa: solo una sessantina di chilometri con un bel salitone di dieci al 4-7 %. Restando nei commenti tecnici: sole cuocente e durante la salita temperatura a 32° C.

Verso El Parguito


Cosa è successo oggi? Arriviamo ad un mirador sul mare e qui la vergogna della nostra vita. Come al solito, tra turisti educati ci si scambia il favore di farsi una foto ricordo, la coppia di oggi sono due messicani sulla sessantina, lei vive a Tijuana, lui in Nevada. Foto di qui e foto di là, senza e con noi mentre ci chiede informazioni sul nostro viaggio. Mentre stiamo risalendo in bicicletta, lui ci mette in mano 500 pesos dicendo di andare a mangiare alla loro salute.


Noi proviamo a rifiutare, ma è impossibile non ne vogliono sapere. Comunque, non preoccupatevi, domani saremo da Padre Hugo ed abbiamo deciso di offrire quei soldi a qualche opera pia. Nota: 500 pesos corrispondono a circa 25 Euro.
Alla fine della salita, nel nulla assoluto, arriviamo al ristorante El Parguito verso le due e decidiamo di fermarci qui, montiamo la tenda sotto il porticato del ristorante e dopo aver cenato (200 pesos in due) ci infiliamo nei nostri sacchi letto.
Manuela: in viaggio è già la seconda volta che ci offrono dei soldi, eppure non mi sembra di avere l’aspetto cosi trasandato ! A Loreto avevamo anche lavato i vestiti, profumavamo di lavanda ! Grazie signori, i vostri soldi finiranno in buone mani ed onoreremo la vostra generosità.
Sonaglio a vento fatto con le conchiglie che decori il portico, questa notte con il vento hai rotto proprio le @%$#@%$#

La sera ristorante, la notte posto tenda.

Alle 18 il ristorante chiude (siamo su una strada nel deserto, non a Portofino), il sole è calato, tutto e buio. Due cani ci fanno compagnia, direi che Hi ho nobody’s home di David Bearwald con in più la fantastica voce di LP.

Verso Cd. Insurgentes

13 marzo – Ciudad Constitution
Mettere la tenda sul pavimento in cemento è stata un’ottima idea ed i muri ci hanno protetto dal vento forte. Oggi sarebbe una tappa da sogno, quasi esclusivamente con pendenze negative, peccato che ci svegliamo con un bel vento contrario che, anche se non a livello di quelli già incontrati in Patagonia, ci obbliga ad uno sforzo maggiore.

La bella valle che porta a Loreto

L’ambiente di oggi è molto bello, nonostante si sia sempre in mezzo a sabbia, cactus e sassi.

Abitanti del deserto, i Caracara

Passiamo da Ciudad Insurgentes, sosta pranzo con alette di pollo piccanti, curva di 90 a sinistra e finalmente il vento è nella buona direzione.
Ci prendiamo delle grandi nubi di sabbia, passiamo chilometrici campi di pannelli solari e la nostra media passa da 12-16 km/h in discesa a 20-30 km/h in piano. Ogni tanto dei cani partono di corsa nella nostra direzione abbaiando. Semplicemente fermandoci, ma con lo spray anti-cane in mano, i perros perdono interesse, una volta gridiamo talmente forte che il botolo si spaventa e fa dietro-front.
Nel primo pomeriggio arriviamo a destinazione. Oggi saremo ospiti di Padre Hugo Chavira, il sacerdote del Santuario di Nuestra Señora de Guadalupe. Padre Hugo è un’istituzione tra i ciclisti, offre ospitalità a chiunque passi da queste parti e, come già ci avevano detto nel nostro gruppo WhatsApp dei cicloviaggiatori messicani, il suo servizio è a cinque stelle. Una delle prime cose che facciamo e di offrire i 500 pesos ricevuti come offerta per la sua chiesa, così la nostra morale è in pace.
Manuela: ieri tanta fatica per superare le montagne, una notte difficile tra cani che abbaiavano, camion che facevano rombare il motore e vento che scuoteva gli scacciapensieri di conchiglie, fino a quando Francesco, in un raptus notturno, non li ha imbavagliati con un cordino.
Partenza al mattino convinta di affrontare 65 km di discesa ed invece li si fa tutti controvento pedalando con fatica e mangiando sabbia. Pranzo con ali di pollo divorate in piedi sulla soglia del supermercato… forse c’era un perché al fatto che ieri ci hanno regalato dei soldi per mangiare.

Cominciando la discesa, ho pensato che Through the Dark di Alexi Murdoch fosse l’ideale come musica del giorno. Il testo non è sicuramente legato alla nostra tappa, ma il ritmo si addiceva molto al momento.

14 marzo – Las Pocitas
Padre Hugo ci ha sorpreso ancora una volta ieri sera: dopo aver adempiuto ai suoi doveri sacerdotali, ci ha invitati a cena in un bel ristorante, ma le sorprese non sono finite lì. Ci salutiamo con l’intento di ritrovarci in cucina la mattina seguente per condividere un caffè prima della partenza, ma il suo senso dell’ospitalità non si è fermato qui. Quando entriamo in cucina, la tavola è piena di dolci: “…sai Padre Hugo, come italiani siamo abituati a mangiare dolce a colazione, domani ci basterà il caffè, noi abbiamo pane e marmellata…”
Il caffè è già pronto e bollente, preparato prima che lui andasse a celebrare la prima messa della giornata.

Denis, Padre Alberto, Manuela, Padre Hugo e yo


Manuela: Se il buon giorno si vede dal mattino, oggi è una giornata risplendente! Ieri sera ho cenato divinamente, ho dormito come un angioletto e questa mattina una gentile signora mi ha insegnato a fare le tortillas.
Inoltre, ho ricevuto in regalo una bandiera del Messico e dei braccialetti in legno. Senza considerare le credenze di ciascuno di noi, l’ospitalità è una virtù del cuore, dell’anima o come insegna il Vangelo: “Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto” (Matteo 25:34-35).
Grazie di tutto a Padre Hugo, Padre Alberto e al seminarista Denis.

Il brano che che è sembrato più consono oggi è Confutatis tratto dal Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart. Che si rifletta su quei “ladroni” di Messicani (come li definisce qualcuno al Nord del Messico), questa è l’accoglienza che riceviamo nelle loro case. Aggiungo che la chiesa ieri aveva le porte spalancate ed abbiamo visto gironzolare più di un barbone nelle vicinanze. Amen!

Un centinaio di chilometri sul piatto e con un buon vento alle spalle ed arriviamo a destinazione quasi riposati. Niente altro da raccontare sulla giornata. Arriviamo alla chiesa dedicata a San Antonio de Padua e suoniamo a Padre Berny che ci offre una stanzetta.
Entrando in cortile troviamo un gruppo di militari del Genio dell’esercito, stanno costruendo una strada e loro pernottano qui. Questa notte saremo sicuramente al sicuro.
Manuela: se sulla bici avessi il pilota automatico, il manubrio sarebbe rimasto immobile tutto il giorno: todo recto, señora ! Gli unici zigzag sono per evitare i crateri nell’asfalto o i cani che partono all’attacco, la tecnica di chi abbaia più forte oggi ha funzionato: ringhio più forte io !

Santelle e … galline

15 marzo – La Paz
Oggi ci aspetta un’altra lunga tappa per arrivare a La Paz, con un totale di 111 chilometri e circa 700 metri di dislivello in salita. Nelle ultime tre giornate abbiamo percorso un po’ più di 300 km, e i due giorni che prevedevano lunghe discese sono stati con forte vento contrario. Ma alla fine, anche il buon Fantozzi con la sua fedele Pina (per i non italiani, Fantozzi è un celebre attore comico italiano, noto per la sua infinita serie di sfortune e disgrazie, simboleggia la lotta della persona mediocre contro le assurdità della vita) è arrivato a La Paz, la Baja California per noi è finita. Ora ci cercheremo un albergo e martedì prossimo prenderemo un traghetto per raggiungere il Messico continentale. Manuela: questa notte le mie amiche ormai inseparabili Arthrosie e Arthry mi hanno tenuta sveglia, ma vediamo chi è più testarda! Oggi non riuscirete a fermarmi, mi meriterò qualche giorno di riposo in attesa del traghetto e mi consolerò con tanti gelati.
Nel frattempo, dimenticando che la bici pesa quasi quanto lei, spostandola per fare una foto, la stordita si è impressa i pin del pedale sullo stinco, un vero tatuaggio da ciclista ! “Mamma mia, che dolore forte!”

E finalmente a La Paz

Questa mattina uscendo dalla camera, i soldati del genio stavano ascoltando musica facendo colazione. Una canzone iniziava con…
Proscedentes de colombia
Una avioneta llegaba
Una pista clandestina
Que hisieron en las montañas… Colombia? Montañas? Avioneta?
Ritmo latino, canzone su Messico e Colombia. Non potevo fare altro che sceglierla con musica del giorno: El aquila real del Grupo laberinto.

Le tre fotografie seguenti sono state pubblicate sul conto Instagram di Bikerando che ci ha regalato il Biri. Il nostro supporto che consigliamo a tutti. Grazie Roberto Adami!

Il riassunto della nostra Baja California – Considerando la nostra partenza da L.A., i dati tecnici:
  • Chilometri percorsi: 2.000.
  • Metri di dislivello: 17.000.
  • Giorni fino a La Paz 38, di cui 26 in bicicletta.
  • Notti: Albergo 24, Ospiti 6, Campeggio 8. Dormire in albergo in Messico attira molto visti i prezzi. Le nostre artrosi e artrite ringraziano.
  • Qualcuno, voleva contare le santelle e le croci lungo la strada… Ha perso il conto dopo pochi chilometri.

PRO
– Il Messicani, un fantastico popolo. Gentili, cordiali ed altruisti. Speriamo di non dover cambiare idea sulla parte continentale.
– Le immagini da cartolina delle spiagge lungo la strada. La magia della varietà di cactus che crescono nel deserto.
– Gli automobilisti, ma soprattutto i camionisti. Nella Baja ( a nord) direi di essermi sentito in sicurezza al 99% (per i camion al 100%). Nella Baja Sur, la percentuale scende a circa il 60-70%, un po’ troppa gente impaziente.
– Il cibo ! come soddisfare la fame atavica di ogni ciclista anche con un budget limitato.
CONTRO
– L’immondizia sul bordo della strada, arbusti e cactus magnifici ma ricoperti di sacchetti di plastica.
– Un po’ troppo deserto per i miei gusti di italo-canadese abituato a montagne e freddo.
– Troppi cani lasciati liberi che anche se non hanno mai raggiunto i nostri polpacci ci hanno spesso fatto accelerare il nostro ritmo cardiaco.

Suggerirei questo itinerario? Sicuramente sì, ma a chi si sente in forma direi di seguire la Baja Divide, un itinerario off road per uomini e donne veri 😁 e soprattutto bici con bagagli super minimalisti e ruote adatte.

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Autore: SOS - Vivere viaggiando

Siamo una coppia italo-canadese appassionata di sport all'aria aperta. In passato abbiamo praticato attività come l'alpinismo, lo sci e il ciclismo. Dal 2021 siamo in pensione e abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo libero girando il mondo in bicicletta, unendo le nostre passioni per i viaggi, la natura, la fotografia e la scoperta di nuove culture.

4 pensieri riguardo “Baja California ✅ check”

  1. nous sommes maintenant à la fin de notre voyage. À Paris jusqu’au 30. Nous avons bien profiter de ce grand voyage où à notre façon nous avons vécu de beaux moments, profité de belles découvertes, et marché des kilomètres…

    Affectueusement

    Nous deux

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