Qualche nota sul nostro viaggio in Patagonia

Bicicletta

Ci sono decine di siti e video su come allestire una bici da viaggio, nonché libri scritti da viaggiatori e tecnici esperti dove si possono trovare una multitudine di consigli e informazioni. Noi utilizziamo una bicicletta con telaio Surly Bridge Club e componentistica personalizzata, rapporti 2×9, cerchi rivettati con 32 raggi, pedali doppia funzione (piatto e SPD). Abbiamo due set di ruote, uno da 29 con pneumatici da 1,6″ ed uno da 27.5 con pneumatici da 2.3″ (usate per questo viaggio).

Le luci sulla bicicletta le abbiamo usate solo due volte e per poco tempo, avremmo potuto arrangiarci con le frontali, ma averle è una questione di sicurezza nel caso il buio ci prenda prima di arrivare a destinazione.

Note sulle SIM

Oramai viaggiare con un cellulare è cosa normale e la facilità di acquistare SIM da gestori locali permette di avere un numero  a basso costo come anche con una buona quantità di dati per la navigazione Internet.
Prima di partire, avevamo fatto delle ricerche su chi offrisse contratti “prepago” e buone coperture sulla Carretera Austral.
Claro è uno dei migliori gestori di telefonia mobile in Sudamerica, lo avevamo già usato in Perù, ma in Cile optammo per Entel. Entrambi sono validi, buon prezzo, buona offerta dati, raramente senza campo.
In Argentina seguendo il consiglio di un italo-argentino comprammo una SIM Movistar al costo di 1$, la cattiva sorpresa fu che non riuscimmo ad attivarla perché Movistar richiede il numero di un documento d’identità argentino. I nostri amici francesi avevano un contratto Claro e non ebbero problemi.
Per tutti questi gestori, un’altra differenza rispetto a quelli di altri paesi è il servizio dati mobili. Non basta avere caricato il denaro nella “bolsa”, bisogna anche spostare questo montante dal salvadanaio virtuale al conto in uso, altrimenti la ricarica non è utilizzabile.
Il nostro suggerimento è di farsi attivare la SIM dal negoziante al momento dell’ acquisto e fare la prima ricarica con la sua assistenza, si perde meno tempo a studiare il sito del gestore e le persone sono sempre disponibili.

Cani

I cani sono il terrore di ogni ciclista, noi abbiamo sentito storie di tutti i generil: c’è chi tenta di scappare, chi usa un bastone, chi spruzza l’acqua della borraccia, chi sceglie di scendere e farsi avvicinare come “amico” oppure di raccogliere una pietra facendo il gesto di lanciargliela. Noi privilegiamo le ultime due opzioni perché un cane anche se piccolo corre molto più veloce di un cicloturista, il bastone è “violento” e non sempre a portata e l’acqua è preziosa.
Oggi sul mercato esistono anche spray anti-orso oppure anti-cane (nostro gadget preferito per pedalare negli USA), a questi si può abbinare un clacson spray che ha una potenza di parecchi decibel (lo si trova negli oggetti da nautica e online).
Visto il peso e l’ingombro veramente minimi, questi oggetti oramai fanno parte della nostra lista di cose prioritarie come il GPS e la crema da sole. Durante questo viaggio di cani pericolosi non ne abbiamo mai incontrati, anzi spesso dopo il primo abbaio si avvicinavano scodinzolanti e con grande voglia di farsi coccolare o seguirci per qualche kilometro.

Dove dormire e mangiare

La scelta dei posti in cui passare la notte è varia. Di base occorre adattabilità, noi abbiamo dormito sotto un ponte, su un prato vicino ad un minuscolo abitato di una cinquantina di case, sulla riva di un torrente, vicino ad un pollaio. Potrebbe capitare di dormire in fermate d’autobus, in case disabitate, oppure veramente nel nulla. Per il tipo di alloggi, lungo il percorso si può trovare di tutto: Hostal con uso di cucina, alberghetti, capanne, camere in case private, alberghi con piscina e spa, etc.
Per la spesa, considerare sempre i giorni di autonomia necessari fino al prossimo centro abitato per avere sufficienti scorte di cibo, comunque sulla Carretera è impossibile morire di fame.
Oltre a Google Maps che segnala molti dei posti in cui fermarsi, l’applicazione più aggiornata ed utile per i luoghi in cui fermarsi è iOverlander. È gratuita, offre informazioni utilissime anche per i posti nel nulla ed è continuamente aggiornata da motociclisti, automobilisti e ciclisti.

Denaro

In Cile ci sono le Casa de cambio, ovviamente non ad ogni angolo di strada, sono luoghi ufficiali in cui cambiare euro o dollari americani, i cileni non “amano” cambiare valuta in nero.
In Argentina dopo l’avventura di molti anni fa del cambio 1 a 1 con il dollaro americano, oggi esiste il Dollar Blue un cambio in nero ufficiosamente legale, chiunque cambia dollari ed euro, ma fare attenzione il tasso è estremamente variabile e negoziabile. Spesso i tassi migliori si hanno nei negozi in cui si fanno acquisti, nel ristorante dove si mangia od in albergo. È sconsigliato pagare con carta di credito in Argentina, mentre fattibile in Cile se si accetta di pagare una piccola commissione applicata alle carte di credito straniere.

Elettricità

Si trova quasi ovunque, ma un battery pack da 20.000 mA nella borsa potrebbe essere una sicurezza in più.

Applicazioni per cellulare

  • OsmAnd – Ottima cartografia offline.
  • Windy – La miglior applicazione per le previsioni meteo.
  • Meteo Blue – Altra affidabile applicazione per la meteorologia. A differenza di Windy, qui è possibile avere previsioni più a lungo termine anche con la versione gratuita.
  • iOverlander – Per trovare siti in cui campeggiare, è usata da camperisti, motociclisti e ciclisti di tutto il mondo. Tutto il percorso è ottimamente documentato. Se si utilizza un sito recensito da iOverlander, è consigliato fare il “check-in” per documentare il proprio passaggio, in questo modo chi arriverà dopo, avrà informazioni recenti, si sconsiglia di fare affidamento a siti non aggiornati da anni.
  • WhatsApp – Usato moltissimo anche per motivi professionali da molte aziende sudamericane ed è più facile comunicare in questo modo.
  • Google Maps – I servizi sulla Carretera lo utilizzano molto, si trova quasi tutto, un piccolo commento è sempre gradito ai posteri.

Cucinare

Nessun problema a trovare gas, quindi un fornellino multifuel non è necessario. Acqua da bollire e/o filtrare facilmente reperibile lungo la Carretera, attenzione invece che la Terra del fuoco è arida.

Nova Scotia – Île du Cap Breton

23 luglio 2023
Linwood
Km: 0
Dislivello: 0
Meteo: 🌤️ 30 ++ molto umido

Dopo aver riattraversaro con il servizio navetta il ponte della Confederazione, recuperiamo la nostra auto e ci spostiamo 300 km ad Est a Linwood, in un campeggio che ci offre il parcheggio durante la nostra assenza per il tour dell’isola di Cap Breton.

Manuela: come è strana la sensazione di risalire sulla propria auto per spostarsi a metà di un tour cicloturistico, ma come apprezzo fare la spesa di cose sfiziose da mangiare senza pensare a quanto pesano.

24 luglio 2023
Inverness
Km: 118 (118)
Dislivello: 747 (747)
Meteo: 🌤️ 25-33 umidità > 90

Appena superato il ponte di accesso all’isola, piuttosto stretto ma di un solo chilometro, si svolta a sinistra e si comincia subito il Celtic Shores Coastal Trail, una bella ciclabile di una novantina di chilometri sulla costa che porta fino ad Inverness. Abbiamo saltato i primi 5 chilometri perché allagati. Essendo costruita su una vecchia ferrovia, le pendenze non superano il 2%.


La nostra decisione odierna è di arrivare a Dunvegan per dormire un po’più vicini alle salite del Cabot Trail. Il campeggio Mac Leod’s è i una bellissima baia ma sarà uno dei peggiori in cui ci fermeremo considerando tutti quelli utilizzati negli ultimi anni! Prezzo altissimo, bagni sporchi, niente tavolo e terreno in forte pendenza. Bella la spiaggia per il tramonto.


Manuela: che bella sorpresa poter pedalare su una ciclabile di quasi 100 km, lontani dal rumore delle auto, con panorami mozzafiato sull’oceano, ed in quasi totale solitudine. Spero che i Nova Scotian non siano tutti così poco accoglienti come quelli che abbiamo incontrato oggi.

25 luglio 2023
Pleasant Bay
Km: 88 (207)
Dislivello: 1203 (1950)
Meteo: ☀️ 25-40 umidità > 90

Oggi cominciano le grandi salite, facciamo una piccola deviazione con dei bei scorci sull’oceano ed entriamo nel parco al posto di pedaggio del Petit Étang. Da qui la pacchia è finita, un paio di impennate fino al 12% e poi il salitone finale di 6 km al 7-8% fisso, con l’aggravante caldo sahariano ed umidità.

Fa caldo, è faticoso, ma la fama di questo percorso è ben meritata, lo spettacolo del golfo del San Lorenzo e affascinante, ci sembra di essere tornati indietro di un anno quando eravamo sulle scogliere di Big Sur in California. Lonely Planet definisce questo giro tra i dieci più belli percorsi cicloturistici del mondo, noi crediamo che la fama sia ben meritata.


Finalmente in cima , comincia una discesa leggermente rinfrescante, la nostra intenzione sarebbe di andare in campeggio anche questa notte, ma passando in parte ad un motel chiediamo se hanno una camera libera e la voglia di aria condizionata è più forte di noi.

Manuela: Uhao! Uhao! Uhao!, che salite! E che panorami! Adoro pedalare in salita, ma la vera sfida è sopportare il caldo e scacciare i tafani senza perdere l’equilibrio. Maledetti insetti, anche oggi riusciamo a collezionare una ventina di punture a testa.

26 luglio 2023
Ingonish Beach
Km: 78 (285)
Dislivello: 1273 (3223)
Meteo: ☀️ 25-35 umidità > 90

Partire presto, con l’umidità perenne di questa estate non serve a molto, ci proviamo ugualmente. La salita “tosta” di oggi la dobbiamo affrontare subito: 6 km pendenza costante 7-8% con lunghi tratti a 11-12% ed ogni tanto 13%. Manu arriva in cima pedalando, io mi faccio 1 km a piedi.
Si continua con lunghi saliscendi, prendiamo una deviante molto panoramica verso White Point,dalla quale si può vedere in lontananza il Caboto Landing, il punto in cui Giovanni Caboto toccò terra nel 1497. Siamo nuovamente in riva al mare, la strada è molto panoramica e, previa un pausa pizza a Ingonish arriviamo al campeggio Cape Breton Highlands.


Manuela: riconfermo, adoro pedalare in salita, ma avrei preferito 20kg di bici in meno, 20° di temperatura in meno o forse sono solo gli anni che sono 20 di troppo… ma i paesaggi hanno compensato lo sforzo. Perché devo sempre scegliere itinerari alternativi difficili?

27 luglio 2023
Baddeck
Km: 85 (370)
Dislivello: 913 (4136)
Meteo: ⛅ 25-32 umidità > 90

Oggi l’ultima salita del Caboto Trail, fortunatamente molto meno impegnativa rispetto a quelle precedenti. La scelta di fare il giro si senso orario è stata azzeccata, passato il culmine di Cape Smokey e fatte le foto di rito al belvedere, ci lanciamo in discesa su pendenze piacevoli per noi, ma pazzesche se le avessimo fatte in senso inverso.

Cape Smokey

Piccola sosta ad un caffè con annessa bakery poco prima del breve passaggio in traghetto che ci risparmia un loop di una decina di chilometri. Poi ci immettiamo sulla trans-Canada appena asfaltata per fare gli ultimi 20 chilometri prima dell’uscita per Baddeck, una piccola località turistica. Ancora qualche su e giù in riva al mare ed arriviamo al nostro hotel, una casa storica con camere pittoresche vicino al Museo di Bell. Questa notte è previsto un forte temporale e preferiamo dormire sotto un tetto.
I tre giorni passati sul Caboto Trail ci hanno regalato un giro molto faticoso per le dure salite fatte con temperature amazzoniche, ma anche dei panorami mozzafiato su una bella strada costiera.

Manuela: in altre condizioni meteorologiche avrei voluto fare la variante fino a Meat Cove, ma ci stiamo sciogliendo per il caldo-umido e siamo ricoperti di punture di zanzare e tafani, non ne possiamo più!!

28 luglio 2023
Linwood
Km: 105 (476)
Dislivello: 880 (5016)
Meteo: ⛅ 25-32 umidità > 90

Che dire dell’ultima giornata sull’isola? Cento chilometri sulla Trans Canada con camion e roulottone che ci passano in parte. Il panorama non meritava nemmeno una fotografia o un minuto di filmato, come dice un vecchio detto della famiglia Cavalli – Massensini: Bouleaux et sapins, sapins et bouleaux…
Anche questo giro è concluso, durante la nostra uscita alle isole delle province Maritimes abbiamo avuto il piacere di attraversare i campi di patate della PEI, di visitare le famosissime Îles de la Madeleine accolti da persone gioviali ed eccellenti lobster rolls, infine percorrere il Caboto Trail con le sue salite spaccagambe e con i suoi panorami da copertina. Direi che nonostante afa ed insetti molesti la nostra scelta di giro vicino a casa è stata eccellente.


Manuela: mi è dispiaciuto non poter seguire il percorso che avevamo previsto comodamente seduti sul divano a casa, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco… anche se i cambiamenti a volte ci riservano sorprese gradite, come la visita alle îles. Il caldo atroce ed i temporali ci hanno spinto a cambiare i piani, essendo vicino a casa si potrà sempre ritornare da queste parti.

PEI – Giorno 10/12 – Dalle Îles de la Madeleine a Borden-Carleton

20 luglio 2023
St. Peters Bay
Km: 37+5 (441)
Dislivello: 164 (1910)
Meteo: 🌤️ 20-25 90% umidità

Alzati letteralmente all’alba per poter prendere il traghetto delle 8, impacchettiamo una tenda inzuppata, beviamo un caffè al volo prima dell’imbarco e dopo 5 ore eccoci di ritorno a Souris. Sosta per una minispesa, poi direzione St Peters Bay lungo il Confederation Trail che seguiamo fino al campeggio.

Un po’meno caldo ed umido e solo qualche puntura di zanzara, la sera addirittura azzardiamo una passeggiata sulla baia per fotografare il tramonto.

21 luglio 2023
Cavendish
Km: 85 (525)
Dislivello: 455 (3162)
Meteo: 🌤️ 30-38 90% umidità

Mentre pedaliamo in direzione della nostra meta odierna, cosa vediamo intorno a noi? Campi di patate.
Oggi una piccola variante al panorama agricolo è stata il parco nazionale PEI che offre bellissime spiagge con dune di sabbia. Peccato per la temperatura che è sempre elevatissima.

22 luglio 2023
Borden-Carleton
Km: 80 (605)
Dislivello: 566 (3728)
Meteo: 🌤️ 25-30 94% umidità

Ieri abbiamo optato per una notte in hotel a seguito delle previsioni molto umide ed in effetti tutto è andato come Windy diceva, acqua!
La nostra prima destinazione del giorno è la casa di Anna dai capelli rossi che oggi è un sito patrimoniale lucrosamente gestito da Parc Canada. Foto ricordo a Green Gables e via.
Dopo qualche chilometro ci fermiamo a fare il punto proprio nel parcheggio della casa-museo dell’autrice del famoso romanzo: Lucy Maud Montgomery.

Pranzo a Summerside, deviazione di una ventina di chilometri per visitare un vecchio faro dall’altra parte della baia. Sosta breve il tempo di una foto, perché attaccati da stormi di zanzare. Velocemente arriviamo a Borden-Carleton. Domani riattraverseremo il ponte della confederazione e ci dirigeremo in auto verso la nostra prossima destinazione.

Note finali

Abbiamo percorso 610 km con 3.700 metri di dislivello positivo. Dormito 9 volte in campeggio e 3 volte in hotel.
La Prince Edward Island è un immenso campo di patate, con qualche bello scorcio sul mare ed alcune belle spiagge per amanti di bagni in acqua fredda. Le îles de la Madeleine sono affascinanti e gli abitanti cordiali, sempre sorridenti e gentili, gente squisita… come i loro astici!
La cosa negativa del tour? Il mix di afa, caldo, umidità e mai visto un numero così elevato di zanzare.

Manuela: peccato non essere riusciti a visitare l’île du Havre-Aubert, ma se fossimo rimasti un giorno di più sotto l’acqua alle Îles de la Madeleine ci sarebbero cresciute le branchie. Il Confédération Trail in terra rossa è un buon modo per pedalare in solitudine ma senza vista mare solo vista campi di patate profumati dal timo selvatico che cresce ovunque. Detesto le zanzare, adoro i lobster roll ed il cartone animato di Anna dai capelli rossi.
Commento finale di Franz: Che co***ni le tue deviazioni per la collezione di fari…

PEI – Giorno 4/7 – Da Montague alle Îles de la Madeleine

16 luglio 2023
Cap-aux-Meules
Km: 52 (266)
Dislivello: 388 (1746)
Meteo: 🌤️ 30 ++ molto umido

Quando sei pensionato, in bici e senza una destinazione precisa, arrivi davanti al cartello del traghetto per le Îles de la Madeleine e decidi di imbarcarti. Ci ritroviamo così in un posto che i vacanzieri del Québec devono prenotare con un anno di anticipo per poterci andare con la loro auto.

PS : Per chi non lo sapesse le migliori aragoste del Nord America arrivano dalle îles de la Madeleine!

17 luglio 2023
Grande-entrée
Km: 64 (330)
Dislivello: 378 (2124)
Meteo: 🌦️ 25

Bel campeggio, gente gentile e sorridente. Oggi andremo fino al punto più a Nord, una facile pedalata di una sessantina di chilometri con un fortissimo vento da dietro, purtroppo pensiamo già al ritorno di domani che dovremo fare in senso contrario, i ricordi delle dune tra Panama Beach e Pensacola riaffiorano alla mente.

La nota del giorno va al casse-croûte Fish Shack dove pranziamo con un eccellente lobster roll, un po’ caro ma squisito.

Miammm

18 luglio 2023
Cap-aux-Meules
Km: 68 (398)
Dislivello: 399 (2523)
Meteo: 🌤️ 25-30

Per il ritorno al campeggio del primo giorno ci facciamo la strada con una foschia fastidiosa ed umida. Verso Cap-aux-Meules svoltiamo a sinistra per passare vicini ad un altro dei fari famosi delle isole.

Nelle borse non abbiamo più cibo, quindi veloce deviazione in un supermercato, sistemazione in campeggio e via prima che la pescheria chiuda. Anche oggi ci toccherà mangiare lobster roll, siamo o no nella patria dell’astice?

Miammm, no non è la stessa foto, ma anche oggi lobster roll e meglio di quello di ieri

19 luglio 2023
Cap-aux-Meules
Km: 0 (330)
Dislivello: 0 (2124)
Meteo: 🌧️ 22 Umidità 96%

Comincia a piovere di notte e continua tutto il giorno ad intermittenza. Giornata di riposo forzato, domani si ritorna a Souris. Abbiamo visitato solo la parte alta delle isole, ma va bene così.

Miammm, nemmeno oggi è la stessa foto, ma ancora lobster roll con una chela in omaggio per la simpatia e la fedeltà.

Manuela: La mia nonna veneta diceva “Se no i xe mati no li volemo”, non amando prenotare le cose con largo anticipo mai avrei sperato di venire su queste isole. Un posto perso nel nulla che gli abitanti cercano di preservare. Che contrasto di colori!! Scogliere rosse, sabbia grigia, acque azzurre, prati verdi e case dai colori dell’arcobaleno. Peccato che la meteo tra venti forti e pioggia non sia l’ideale per chi viaggia in bici, ma sarà l’occasione per oziare.

PEI – Giorno 1/3 – Da Murray Beach P.P. a Montague

13 luglio 2023
Cornwall
Km: 70 (70)
Dislivello: 492 (492)
Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido

A seguito delle previsioni meteo non proprio ottimali, abbiamo deciso di invertire il programma, la nostra prima destinazione sarà quindi il tour della Prince Edward Island.
Siamo partiti due giorni fa da Quebec arrivando in un parco ad una decina di chilometri dal ponte della Confederazione che non potremo attraversare in bici.

Dal campeggio, ci facciamo 13 chilometri per arrivare alla navetta che arriva dopo una breve attesa. Sull’isola si riparte pedalando, fa caldissimo, per fortuna durante questa tappa non ci saranno grandi salite, ma l’afa renderà la giornata piuttosto dura. Il paesaggio non è eccezionale, siamo in piena campagna, con qualche bello scorcio sul mare.
Sosta per la notte al campeggio KOA di Cornwall.

Ma nel nord del Canada non dovrebbe esserci sempre fresco? Mannaggia, qui si muore di caldo, c’è un’ umidità tropicale e stormi di zanzare (Manuela)

14 luglio 2023
Northumberland P.P.
Km: 81 (150)
Dislivello: 516 (1018)
Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido

I danni dell’uragano Fiona, per fortuna che non c’era anche Shreck…

Oggi si passa in mezzo a campi di patate, qualche scorcio poetico sul mare e niente più. La cosa più interessante è che poco prima del campeggio troviamo un liquor store e finalmente riesco a bermi una birra fresca. Mortacci, con i loro monopoli dell’alcool.

Breve visita a Charlottetown, la capitale provinciale. L’unica cosa che ci interessava rivedere era il palazzo in cui nacque la federazione del Canada nel 1867, purtroppo lo abbiamo trovato chiuso per restauro.

Manuela: Campi di patate a perdita d’occhio che arrivano fino alla spiaggia. Sulle strade il traffico è scarso, ma sul Confederation Trail (bello sterrato) siamo soli. Chiese, cimiteri qualche casa sperduta e niente altro, ma dove vanno a far la spesa gli abitanti? Una gentilissima signora che stava tagliando l’erba ci ferma per offrirci un bicchiere di acqua gelata e chiacchierare con i due pazzi che pedalando sotto un sole cuocente.

15 luglio 2023
Montague
Km: 65 (214)
Dislivello: 350 (1.368)
Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido
Questa mattina, non si sta poi tanto male, il cielo è coperto e la temperatura accettabile.

La nostra prima destinazione è un vecchio faro ottagonale di 150 anni posto all’estremità di un istmo che è ripreso nelle pubblicità della P.E.I. Arriviamo sull’isola di Panmure, foto d’obbligo e poi ci rimettiamo in sella in direzione di Mortague, dove dovremmo fare la spesa e fermarci a mangiare.

Il faro di Panmure

Appena ci avviciniamo ad un tavolo da picnic al porticciolo del paese per farci un bel panino con Coppa di Parma, siamo letteralmente aggrediti dalle zanzare.

Riflettendo sulla possibilità di pioggia di questa notte (inferiore al 5%) decidiamo che sia più saggio prendere una camera d’albergo. Questa sera ci “toccherà” dormire in un letto con l’aria condizionata e senza quei maledetti insetti.

Manuela: Bella vista sulle spiagge di sabbia rossa, peccato non ci si possa fermare ad ammirare il paesaggio per il rischio di farsi divorare dalle zanzare. Tra pausa “visita faro” e pranzo abbiamo collezionato un centinaio di punture. Ho sempre saputo che PEI fosse il paese delle patate, non dei vampiri !!!

Prince Edward Island e Nova Scotia 2023

Rientrati dal Southern Tier a fine maggio, abbiamo lavato le bici e la biancheria, messo casa e giardino in assetto estivo, recuperato il camper, spedito in vacanza la Princess, effettuato il trasloco della suddetta nel nuovo appartamento e adesso dobbiamo trovare cosa fare in attesa dell’autunno.
Abbiamo cercato un luogo piacevole che non fosse troppo lontano da casa e domani partiremo per le province marittime del Canada, per intenderci quelle ad Est, verso l’Atlantico.

La nostra intenzione iniziale era di visitare la Nova Scotia, più precisamente l’isola di Cap Breton, dove si dice che 5 anni dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo ai Caraibi, arrivò Giovanni Caboto (qui chiamato John Cabot poiché navigava per l’Inghilterra, ma in realtà era Zuan Chabotto della Serenissima repubblica di Venezia).

Sembra però che Giove pluvio non sia troppo d’accordo a farci restare all’asciutto, quindi prima ci dedicheremo all’Isola di Prince Edward, famosa per gli allevamenti di molluschi e la coltivazione di patate per le frites.
Tornati sulla terraferma, ci avvicineremo all’isola di Cap Breton sperando che il tempo migliori.

La nostra idea per la Prince Edward Island
E quella per Cap Breton

Adesso non ci resta che partire, sperare di non prendere troppa acqua o troppo vento e pedalare. In caso contrario, ce ne staremo spaparanzati su qualche spiaggia a mangiare Lobster rolls e French fries.

Riflessioni pedalando nella solitudine

Dopo due settimane che pedalavo nel deserto tra New Mexico e Texas, scrissi ad una coppia di amici che ero veramente stufo di quella monotonia grigio-marrone; mi risposero che forse un italiano ed il deserto non sono compatibili. Ricordai che ero appena stato nella Terra del Fuoco, altro posto di steppe e aree semi-deserticche e non avevo avuto la stessa sensazione, perché?
Riflettendo ho provato ad analizzare i due ambienti come viaggiatore. Quando viaggiavamo verso la fin del mundo ogni due o tre ore incrociavamo la stradina di ingresso ad un’estancia e, in lontananza, si scorgeva una macchia di vegetazione che indicava l’esistenza di un’abitazione; al cancello, nove volte su dieci, c’era un riparo più o meno grande, più o meno in buono stato, più o meno pulito, nel quale ogni viandante poteva ripararsi dal sole, dalla pioggia, dal vento.
In Texas?  Notice: Private property, no trepassing!
In Terra del Fuoco, quando arrivavamo in un hostal od in qualsiasi altro posto, ci accoglieva un sorriso, mangiavamo in cucina con i proprietari, discorrevamo di qualsiasi cosa con i commensali di un ristorante, eravamo persone tra le persone.
In Texas? Quando entri in un distributore a comperare un caffè, il proprietario con la pistola al cinturone come Tex Willer, ti chiede con tono non proprio amicale da dove vieni, dove vai e ti fa notare che hai uno strano accento.
In Terra del Fuoco quando ci fermavamo a mangiare il nostro panino seduti in un riparo sulla strada, chi passava, anche se era la polizia, ci salutava cordialmente.
In Texas? Quando mangi un panino seduto su un guardrail in mezzo al deserto e passa il Border Patrol, ti viene chiesto se va tutto bene… grazie… ma ti viene anche fatto un mezzo interrogatorio da dove vieni e dove vai, etc…
In Terra del Fuoco, quando ti fermi a guardare cosa ci faccia un autobus in mezzo al nulla, scopri che è l’abitazione di un vecchio pescatore settantenne che offre un caffè a chi si ferma da lui a scambiare quattro parole, rifiuta di essere pagato e si vergogna a ricevere in compenso due banane “perché potrebbero servirti”.
In Texas? Fuori da un ranch trovi un cartello con scritto: We don’t call 911. This property is protected by second amendment oppure si avvisano i fedeli che in chiesa non è consentito portare armi oppure si scrivono cartelli del tipo: Country, God and Gun.
Forse sono queste le piccole cose che fanno trovare lungo il passaggio nel deserto meridionale degli USA e invece ti fanno trovare la motivazione per continuare a pedalare controvento nell’inospitale Tierra del Fuego.

Southern Tier – Da Johnson City a Austin– Day 36/38

25 APRILE – AUSTIN
Distanza: 82 Km (2 766)
Dislivello: 758 (19 724)
Meteo:🌦️     

Appena pronti inizia a piovere oggi su e giù leggero inizialmente in campagna, poi più ci si avvicina Austin più aumenta il traffico, solita campagna carina ma niente di più.
Domani dobbiamo passare sulla TX-290 per un chilometro ed è la seconda volta che affrontiamo il traffico di questa strada; ci sarebbe già bastata la prima quando la avevamo percorsa per un brevissimo tratto. Finalmente, poi si entra in zone residenziali tranquille o con bike lane.
Facciamo la spesa prima di arrivare in albergo, dormiamo due notti al WYNDHAM GARDEN, la fregatura è che quando arriviamo in hotel ci dicono che lo shuttle per l’aeroporto non c’è più e dobbiamo riorganizzarci da soli.

26 APRILE – AUSTIN
Distanza: 25 Km (2 790
Dislivello:  189 (19 913)
Meteo: 🌥️

Oggi ci si sveglia con molta calma e verso le 10 partiamo per un giro della città in bici; Manuela ha preparato un itinerario di 25 km per visitare il centro.

Grattacieli di Austin

Solita zona con grattacieli vetrati, interessante il Campidoglio con giardini e statue varie e belle che ricordano la guerra con il Messico, Fort Alamo, l’emancipazione dei neri, continuiamo con una pedalata nel parco e sulla riva del Lady Bird Lake su una bella ciclabile.

Statue dedicate all’emancipazione degli afro-americani

Durante il ritorno, passiamo da un murale con il nome di Austin per la foto finale del nostro viaggio e lungo una via con negozi vari.

Il murale Austin

La città è piuttosto cara, ci chiedono 10-15 $ per un frullato freddo. Oggi è caldissimo, ma almeno non è piovuto.

27 APRILE – AUSTIN
Distanza
: 8 Km (2 798)
Dislivello: 24 (19 937)
Meteo: ☀️

Abbiamo noleggiato un’auto per poter visitare SAN ANTONIO, ad un paio d’ore di autostrada da qui. Ci era stato detto che la città è carina, un po’ come Québec. Parcheggiamo con difficoltà proprio vicino alla Missione Alamo, un posto che tutti ricordano per il famoso massacro avvenuto nel 1836 durante la rivoluzione texana.

Fort Alamo

Avvicinandoci alle rovine scopriamo di essere arrivati proprio il giorno della parata dedicata all’annuale Battaglia dei Fiori un evento che esiste da anni.

La parata della Battle of Flowers

Facciamo un giretto sulle rive del canale che passa in centro e scopriamo che le due ore e mezzo di parcheggio pagate per errore al posto dell’intera giornata, sono più che sufficienti. Non c’è più altro da visitare.

Il canale di San Antonio

Facciamo ancora un giretto in un parco cittadino, ci rimettiamo in auto per tornare al nostro albergo e finire di inscatolare armi e bagagli. Domani comincia il lungo volo di ritorno verso casa con un volo che ci porterà prima a Charlotte e poi a Montreal dove riprenderemo la nostra auto e ritroveremo la nostra princess.            

Foto di fine anno scolastico, lo stivale ben in vista è per mostrare l’orgoglio di essere texane

Note sul viaggio

La nostra decisione di terminare il viaggio ad Austin è stata presa soprattutto per l’impossibilità di entrare in Houston in bicicletta ed il percorso suggerito dalla ACA passava molto fuori città.
Come al solito, dopo un viaggio, faccio sempre la mia classifica delle cose positive e negative. Cosa dire di questo giro? Direi poco, a parte qualche bello scorcio: i saguaro in Arizona, la fioritura nel deserto, Ocotillo e l’Emory Pass affrontato in completa solitudine. Il viaggio lo ho trovato mentalmente faticoso, perché a tratti molto monotono, lo avrei finito a Del Rio, arrivare ad Austin è stata dura.
Consiglierei questo giro? Certamente, ma per fare una prestazione sportiva. Gli USA hanno altri bellissimi posti da visitare, come i parchi a Nord ed a Ovest.

Note tecniche

Giorni di viaggio: 38
Distanza percorsa: 2.800 km
Metri di dislivello positivo: 20.000 metri circa
Tappa più lunga: 133 km
Forature: ZERO!!! Grazie ai nostri magnifici pneumatici
Incontri di altri ciclisti sul Southern Tier: Una coppia inglese, una coppia del Minnesota, altre due coppie americane, Greg Youle dell’Idhao, un altro ciclista solitario del Massachussetts.

Southern Tier – Da Sanderson a Johnson City – Day 29/35

18 APRILE – SEMINOLE CANYON S.P.
Distanza: 133 Km (2232)
Dislivello: 796 (15693)
Meteo: 🌥️

Prima di partire passiamo al negozio del distributore per comprare qualche cazzata dolce per la colazione e la sorpresa di oggi è che dopo neanche 10 km, sembra che io abbia forato. Non smontiamo la ruota, ma cerchiamo di trovare la causa e troviamo nelle due bici ben 5 spine di cactus. Provo a pompare la mia ruota posteriore che, fortunatamente, ritroverò dura e piena anche la sera dopo quasi 11 ore di viaggio. Grazie agli Schwalbe Marathon Plus Tour che montiamo da quasi 10.000 km e, nonostante siano quasi in fin di vita ci hanno permesso di non avere mai nemmeno una foratura.

Grazie Schwalbe…

Dopo 35 km siamo a DRYDEN, presso un imbalsamatore, è l’unico posto nel raggio di decine di chilometri per poter prendersi un caffè. Quando entriamo nel locale siamo accolti da una signora sorridente al banco del negozietto, ci giriamo e vediamo il proprietario che gira in negozio con la pistola al cinturone. Good morning Sir! esclama lui, noi rispondiamo e partono le solite domande: Da dove venite, dove andate. Dicendogli che siamo canadesi, il “pistolero” addirittura accenna un sorriso. Ammettiamo però che almeno il caffè è buono.

Pausa caffè a Dryden

Si continua fino a LANGTRY a 98 km dalla partenza, sosta provvidenziale, poiché siamo cotti dal sole, non c’è altro posto in cui fare una sosta e manca parecchio a destinazione, senza dire che la nostra acqua comincia a scarseggiare. Ci dirigiamo al Museo del giudice Bean e troviamo aria condizionata e acqua. Al WAGON WHEEL STORE sulla TX-90 si starebbe meglio ed avremmo anche potuto dormire, ma lo troviamo chiuso ed avremmo dovuto telefonare al proprietario che, secondo i racconti dei ciclisti passati da qui, è un tipo alquanto originale.

Al Saloon del giudice Bean

Comunque il museo (ingresso gratuito) vale la sosta, leggiamo un po’ di storia del Texas e visitiamo un bel giardino di cactus.
Si continua fino al SEMINOLE S.P. CAMPGROUND, paghiamo il campeggio autonomamente, poiché arriviamo abbondantemente oltre l’ora di chiusura. La tanto agognata macchinetta della Coca Cola la vediamo solo dalla porta a vetri della reception. Fa caldissimo, il vento non smette e sembra che domani sia la stessa cosa, ma a partire dalla la mattina presto. Purtroppo, la nostra applicazione Windy è raro che sbagli.
Siamo morti di fatica, ci siamo fatti 50 km con vento frontale e 38° in ‘sto ca**o di deserto di Chihuahua, il più grande del Nord America tra le altre cose. Montiamo la tenda e non abbiamo nessuna voglia di cenare, abbiamo solo voglia di farci una doccia ed andare a dormire.

19 APRILE – DEL RIO
Distanza: 67 Km (2299)
Dislivello: 333 (16026)
Meteo:☀️

Come da previsioni, c’è stato vento tutta la notte, la tenda si è riempita di sabbia e quando ci svegliamo decidiamo di scendere al centro di interpretazione per fare il caffè, riparati. Purtroppo, il ranger ci dice che non si può cucinare in quel posto e così dobbiamo andare in un sito da picnic inventando un riparo per accendere il fornellino e scaldare l’acqua.

Lavori di ferro lungo le strade del Texas

Si parte verso COMSTOCK a 17 km, inizialmente avevamo pensato di fare una giornata di semi-riposo, ma dopo aver preso qualcosa da mangiare, continuiamo nonostante il vento.

Il Pecos River

Passiamo il Pecos River ed arriviamo così a DEL RIO, fa molto caldo e prima di dirigerci verso gli obblighi di spesa ed albergo facciamo sosta ad un distributore per una rinfrescatina con una bella granita al mango.

Il cliché del texano: stivali, jeans rigorosamente Wrangler e cappellone

Poi sosta da Walmart per fare la spesa e quindi notte in un MOTEL 6 dove ritroviamo un ciclista di Boston, già incrociato in un’altra tappa, spaparanzato a bordo della piscina.
Domani si continua verso AUSTIN.

20 APRILE – BRACKETTVILLE
Distanza: 54 Km (2 353)
Dislivello: 194 (16 220 )
Meteo:🌥️

Sveglia alle 7, siamo troppo stanchi, ci rimettiamo a dormire e ci svegliamo due ore dopo. Passiamo da T-Mobile per ricaricare il telefono, visto che è oramai un mese che siamo in giro e così partiamo alle 10:30-11. Fa caldo ed umido, stanotte è piovuto, la strada è trafficata, l’asfalto una sorta di graniglia incollata, ci si ferma un paio di volte per mangiare qualcosa.
La giornata non è delle più gradevoli. Dal grigio brunastro del deserto fino a Del Rio, adesso il panorama è verde, ma resta monotono come prima.

La pigrizia america fa addirittura creare delle rivendite di alcool nelle quali si può entrare in auto e si viene serviti senza nemmeno scendere. Entri, ordini, sei servito ed esci dall’altra parte, come in un autolavaggio.


Ci fermiamo a BRACKETTVILLE al FORT CLARK SPRINGS MOTEL, un vecchio forte militare, bellino, con un WiFi ignobile purtroppo; peggio di quello trovato dalla megera che ci aveva aumentato il prezzo del motel a Fabens. Facciamo un giro nella proprietà dove vediamo delle belle case, un campo da golf con una cinquantina di cervi che pascolano liberamente poco distanti dai giocatori. Un vero posto bucolico.

Cervi appassionati di golf

21 APRILE – CAMPWOOD
Distanza: 79  Km (2 433)
Dislivello: 426 (16 646)
Meteo:☀️

Come già osservato ieri, siamo in mezzo ad immensi pascoli verdi, ogni tanto l’entrata più o meno artistica di un ranch e nulla di più. Sulla TX-334, praticamente niente traffico poi sulla TX-55 1 po’ di più, ma una giornata tranquilla, oggi notiamo che le auto sono molto rare, i mezzi che ci superano sono quasi sempre pickup rumorosissimi con ruote sovradimensionate, si vede che il machismo texano si mostra anche in questo modo.
Arriviamo verso le 13:30 a Camp Wood, compriamo da bere qualcosa di fresco e poi ci dirigiamo al campeggio LOS RIOS; la novità di oggi è che il mio materassino è buco e quindi dormirò col culo sul duro.

22 APRILE – KERRVILLE
Distanza: 136 Km (2 569)
Dislivello: 1 221 (17 867)
Meteo:🌥️

Anche oggi partiamo al fresco, ma la temperatura col passare delle ore aumenta sempre più. Scegliamo di salire al Nord con la TX-83 e poi, dopo aver raggiunto in circa 30-35 km LEAKEY un villaggio nel quale mangiamo un hamburger per pranzo e compriamo latte e brioche per il pomeriggio.

Gypsy Sally’s si dice che siano i migliori hamburger della zona


Abbiamo deciso di arrivare a KERVILLE, perché prevista acqua per questa notte e domani e sarebbe meglio dormire in un motel che in tenda. La TX-83 è data meno pendente del percorso della ACA e la seguiamo fino a girare a destra sulla TX-39 dove cominciano dei su e giù per una quarantina di chilometri. Poi diminuisce il su ed aumenta fortunatamente il giù. Inizia anche un bel posto con molte ville e villette; si continua passando da HUNT e INGRAM per arrivare finalmente a KERRVILLE.

Stivali texani


Noi dormiamo al LONE STAR INN. Siamo piuttosto… molto stanchi e le previsioni meteo non belle ci spingono a programmare solo una cinquantina di chilometri per arrivare a FREDERICKSBURG.

23 APRILE – FREDERICKSBURG
Distanza: 52 Km (2 621)
Dislivello: 525 (18 392)
Meteo:  ☀️

La sveglia, comincia a suonare alle 7, ma partiamo con molta calma, quasi tre ore dopo. Poca voglia, fa freddo, c’è vento ed è nuvolo.
Usciamo da Kerrville e dopo una decina di chilometri siamo su un altopiano molto carino: pascoli, belle case, molti caprioli. Fa molto freddo, ma bisogna anche ammettere che siamo poco vestiti per la temperatura. Sono solo 50 km che facciamo oggi per non stare a Kerville dato che minaccia pioggia. Scesi verso la cittadina di FREDERICKSBURG ci fermiamo sotto il porticato di una chiesa per cercare l’albergo riparati dal vento. Sulla porta c’è un bellissimo avviso in cui si prega di non entrare armati in chiesa. Pochi chilometri prima, fuori da una casa, avevamo trovato un’altro cartello: Noi non chiamiamo il 911, ci difendiamo con il secondo emendamento.

Messaggi minatori


Prendiamo una camera al SUNSET INN &SUITES. Oggi abbiamo patito freddo ed io sono sempre stanco.

24 APRILE – JOHNSON CITY
Distanza: 63 Km (2 684)
Dislivello: 574 (18 966)
Meteo:☀️

Poco dopo la partenza ci fermiamo subito alla German Bakery, un posto di perdizione zuccherata dal quale Manuela esce con una tonnellata di acquisti: una brioche ottima più uno strudel per lei, più una pasta alla crema per stasera e come pane un magnifico pretzel. Questa sera ceneremo anche con un buon roastbeef acquistato poco lontano. Tappa normale, passiamo da una bella campagna con vacche al pascolo, cerbiatti e fiori. Su Google Map si parla di winery ma vediamo solo molte insegne e niente vigne.

Arriviamo a JOHNSON CITY, dedicata al famoso presidente americano che decise la guerra in Vietnam e dormiamo al BEST WESTERN, ottimo come sempre.

Strani bovini del Texas


Domani saremo a Austin, abbiamo deciso di terminare lì la nostra traversata aggiungendo una gita turistica in auto a San Antonio.

Southern Tier – Da Radium Springs a Sanderson – Day 21/28

10 APRILE – ANTONY
Distanza: 74 Km (1548)
Dislivello: 132 (12914)
Meteo: ☀️

Oggi per cercare un posto decente per la notte che passeremo a EL PASO, abbiamo perso tempo e partiamo un po’ più tardi. Giornata sul totalmente piatto in mezzo a coltivazioni di pecan. I primi 30 km passano veloci fino alla sosta da Walmart per la spesa, quando poi riprendiamo la strada ci accompagna un bel vento contrario fino a destinazione.

Il beluga si ricopre di crema per sopravvivere al sole del deserto texano


Le montagne che vediamo alla nostra sinistra sembrano le Dolomiti. Arriviamo a ANTHONY verso le 15 e ci fermiamo in un BEST WESTERN.

11 APRILE – FABENS
Distanza: 97 Km (1645)
Dislivello: 395 (13309)
Meteo: ☀️

Dopo un’ottima colazione, partiamo e dopo qualche chilometro saliamo sulla HWY 404 che percorriamo fino alla 213; ci sono lavori in corso, ma una buona shoulder. Seguiamo la 213 fino a una traversa e giriamo a sinistra verso un’altra strada che porta alla HWY 375 in cemento e con un’ottima bike lane; c’è molto traffico e siamo in parte ad un’immensa una base militare.
Con la 375 si arriva all’aeroporto di EL PASO, da lì ci sarebbero 6 km alla nostra uscita, ma anche dei lavori in corso; noi continuiamo, nonostante il divieto ed arriviamo al bivio per la US-76 che seguiamo fino a FABENS con il vento non forte, ma frontale.

Fiori del deserto

Sosta per un gelato ed una granita e scopriamo che El tonto non ha visto che il camping è aperto solo nel fine settimana. Siamo così obbligati a fermarci al FABENS INN MOTEL che pubblicizza una camera ad un prezzo, ma al momento di pagare te ne chiede un altro nonostante la prenotazione stampata. La receptionist, inventa mille scuse dicendo che ha chiesto di aggiornare il sito, ma non lo hanno ancora completato (Dopo due mesi riproveremo a fare una prenotazione ed il prezzo proposto è ancora quello più basso), ma siamo nel nulla e ci tocca restare qui. Giornata abbastanza calda e vento noioso dalle 11 in avanti.

12 APRILE – SIERRA BLANCA
Distanza: 102 Km (1746)
Dislivello: 493 (13802)
Meteo: ☀️

Si torna a Fabens per prendere la TX-20 partenza fresca, ma quasi senza vento. A FORT HANCOCK, speriamo nel caffè, ma non c’è nulla, bisognerebbe salire sulla I-10 per trovare un distributore. Mi fermo vicino ad una casa e chiedo ad una signora se può darmi dell’acqua ed invece di farmi usare il rubinetto mi regala due bottigliette d’acqua senza farsele pagare.
Continuiamo fino a Mc NARY, giriamo a destra sulla TX-192. Siamo più o meno a 2 km dalla muro di confine. Facciamo altri 10-15 km in aperta campagna impugnando lo spray anti-cane ogni volta che passiamo in parte a una casa dove potrebbe esserci un cane che ci potrebbe attaccare. Finita la deviazione giriamo su Esperanza Cut-off una strada sterrata che ci porta alla I-10, proprio all’ingresso due giumente, due puledri e uno stallone liberi.

Abbiamo trovato dove si nasconde Spirit con mogli e figli

Facciamo 7-8 km in autostrada prima di poter uscire nella strada parallela che seguiremo fino alla fine. Sulla I-10, il traffico è composto dall’80% di camion e dal 20% di auto. Vento contro e spesso piuttosto forte, ci fermiamo al MOTEL AMERICANA INN e nel ristorante vicino mangiamo due hamburger cheese and bacon. Per domani decidiamo una tappa corta.

13 APRILE – VAN HORN
Distanza: 55 Km (1802)
Dislivello:144 (13946)
Meteo: ☀️

Oggi si pedala bene, senza vento ed in piano, si arriva velocemente ai 35 km percorsi dove troviamo l’incrocio per entrare sulla I-10. Seduti sul guard-rail per la nostra pausa caffè senza caffè (in tutto il giorno non incrociamo alcun posto dove comprare il nostro caffè mattutino e non abbiamo voglia di farcelo…) si ferma un’auto con a bordo un agente della Border Patrol che ci chiede se va tutto bene. Casualmente, sentito il nostro accento, ci chiede da dove veniamo e dove andiamo. Avremmo voluto rispondere che non siamo clandestini messicani, ma forse non era il caso di scherzare con un agente armato…

I magnifici cactus del deserto

Entriamo in autostrada, piccola sosta con foto al cartello del cambio di fuso orario e lunga discesa fino a VAN HORN per cercare un posto dove dormire e fare la spesa.
Mentre aspetto Manuela fuori dal supermercato, facendo la guardia alle nostre bici, si fermano due tizi. Uno alto e silenzioso e l’altro, vedendolo arrivare zoppicando, sembra faccia fatica a camminare, una discreta panza e piuttosto su di età. Parlando con loro scopriamo che sono due altri cicloturisti, che il “vecchio” ha 76 anni e che arrivano dalla South Carolina, per la precisione da Charlottetown. Praticamente sono a 3/4 del coast-to-coast.

Una particolare stazione meteo a Van Horn

Campeggiamo al Van Horn RV Park, un bella piazzola tende, tutti i servizi, compresa la possibilità di prendersi una birra fresca per la cena; la tenda è in pieno sole, e quando entriamo per un riposino, fa caldissimo, il Garmin segna 38°. Sopravviviamo fino all’ora di cena e poi ci prepariamo per la sveglia all’alba, il vento è forte per tutto il pomeriggio e domani è prevista la stessa m***.
MARFA è a 120 km, la giornata sarà lunga.

14 APRILE – MARFA
Distanza: 121 Km (1 923)
Dislivello: 430 (14.376 )
Meteo: ☀️

Messa la sveglia alle sei, ma mettendo fuori dalla tenda la testa, vedo che è ancora troppo buio dato che siamo passati al Central Time Zone, quindi rientro nel sacco letto e nanna fin quasi alle 7, partenza con temperatura ottima e poco vento, ma che aumenterà nel corso della giornata, proveniente sempre da ore 4 per noi.
A VALENTINE la strada comincia a puntare un po’ verso sinistra, noi ci guadagniamo con il vento che è finalmente di spalle e spesso superiamo i 30 km/h. La strada perennemente a 0/+1%. Per un centinaio di chilometri, poi in leggera discesa per gli ultimi 20.

Ebbene si l’italianità è anche qui

Prima di Valentine, arriviamo al famoso Prada di Marfa. Un finto negozio con un’esposizione autentica della collezione di Prada autunno-inverno 2005. A Valentine, mangiamo comodamente seduti dietro la Public Library, poi si ricomincia.

Aerostato del Border Protection

Altri 35 km e passiamo vicini all’aerostato della Border Protection che oggi è a terra. Questo aerostato presente in diverse postazioni del governo USA lungo il confine messicano, viete fatto salire fino a 5.000 metri per controllare eventuali movimenti sospetti nelle terre limitrofe.

Il Giant Marfa Mural

E finalmente ecco il Giant Marfa Mural alla periferia di MARFA. Qui sono stati installati dei pannelli dedicati a James Dean, Elizabeth Taylor e Rock Hudson, gli attori principali del film Il gigante girato nel 1956.

Incontri sgraditi

A MARFA, vorremmo dormire al TUMBLE RV Park, ma i posti tenda sono in mezzo alla sterpaglia e dopo i due serpenti a sonagli visti oggi sulla strada decidiamo per il RIATA INN MOTEL che ci ladra una cifra assurda.

15 APRILE – MARATHON
Distanza: 89 Km (2.002)
Dislivello: 316 (14.573 )
Meteo: ☀️

Questa mattina sono stanco. Partiamo con molta calma, buona la temperatura, buona la strada con poco dislivello e salite facili, massimo 2% e con tanta discesa al -1% si pedala bene; il vento è quasi sempre perfettamente dietro e non forte.

Il deserto texano

Passiamo ALPINE, città con tutto McDo, negozi, ristoranti e università, deduciamo che sia una cittadina piuttosto grossa. Continuiamo, praticamente 90 km con la sola sosta alle 10:30 per una seconda colazione, praticamente siamo arrivati a MARATHON senza vere soste, alla media di 24 km/h.
Questa mattina mi sono svegliato stanco e resto stanco fino a destinazione. Dormiamo al campeggio del MARATHON RV & MOTEL.

16 APRILE – MARATHON

Restiamo qui causa il forte vento contrario e ciacoliamo tutto il giorno con Greg Yule, un ciclista dell’Idaho partito da Austin avendo interrotto il Southern Tier l’anno precedente proprio in quella città, ma che non vuole continuare perché non ce la fa più con il vento contrario ed il deserto.

17 APRILE – SANDERSON
Distanza: 87 Km (2.099)
Dislivello: 205 (14.897)
Meteo: 🌥️

Uno dei molti portali d’ingresso ai ranch texani

I primi chilometri sono decenti, anche se sono sempre stanco. Il vento comincia verso le 11 aumentando come previsto e sempre contrario, sosta colazione nel nulla, sosta pseudo-pranzo nel nulla ed arriviamo a Sanderson. Sono in quasi 5 ore con 18 km/h di media, nonostante siano stati circa 50 km a 0/-1%. E domani purtroppo sarà ancora la stessa cosa.
Dormiamo al MOTEL DESERT INN e ci mangiamo un ottimo pollo fritto preso nel distributore di fronte.

Sanderson – Texas