Non siamo ancora ripartiti, però chi non avesse letto il nostro resoconto sul viaggio nel Golfo di San Lorenzo può comperare il numero di settembre della rivista Cicloturismo.
Ed anche una piccola pubblicità del nostro libro sul viaggio in Patagonia
Dopo agosto, anche questo mese la rivista Cicloturismo ha pubblicato un nostro articolo e si parlerà del nostro viaggio nel Golfo di San Lorenzo.
Il ponte della Confederazione che porta sulla Prince Edward Island
Ci sarà anche un riferimento al libro pubblicato questa estate che è possibile ordinare su Amazon (tutti i siti Amazon vanno bene, dal .it al .fr al .jp) così con le prossime royalties invece di un semplice Big Mac da McDonald’s potremo andare a farci una pizza (non pretendiamo Bottura per adesso). Il libro non è dedicato solo ai ciclisti, ma anche a chiunque ami viaggiare.
A breve, oltre alla versione italiana, ci sarà anche quella in francese.
Ieri quando la Princess ci ha lasciati, saremmo voluti restare a lungo a leggere un libro sulle nostre seggioline da campeggio, ma la miriade di zanzare ci ha obbligati a entrare in tenda alle 20:30, di conseguenza a nanna presto.
Oggi prendiamo la strada verso Granby, una tappa corta su strade di campagna e ciclabili, i profumi nell’ aria ci confermano che stanno concimando i terreni. Saremo ospitati da Kryshna, una ciclista-professoressa che, con grande pazienza ed entusiasmo, insegna il francese (ma in pratica a leggere e a scrivere) ai rifugiati che arrivano da vari paesi del mondo, proprio quei poveretti che fuggono da guerre e regimi totalitari.
Ristoranti del Québec
Domani prevista acqua e dopodomani peggio, speriamo di non rientrare a casa con le branchie.
22 maggio – Richmond, QC
Alle 7:30 siamo sulla strada con un bella giornata soleggiata, mannaggia ai meteorologi! Poco dopo Granby entriamo nel parco della Yamaska che per i ciclisti che vogliono solamente attraversarlo è completamente gratuito. Paesaggio silvestre e sentiero all’ ombra, ma nessun incontro faunistico, solo un leprotto che ha saltellato tra le felci appena ci ha visti.
Pausa colazione nel Parco della Yamaska
Il primo dei tre giorni a rischio pioggia, ci farà arrivare a destinazione bagnati, ma di sudore. Prima metà della tappa su ciclabile fino a Roxton Falls. Sosta per la spesa e poi continuiamo in mezzo alla campagna su dei ranghi sterrati, speravamo nel profumo dei lilla in fiore, ma gli odori sono meno poetici.
55 anni e non sentirli
Questa sera dormiremo in un alberghetto ricavato in una vecchia stazione ferroviaria, già utilizzato tre anni fa durante il nostro viaggio verso Niagara Falls. Prima del bacio della buona notte, lancio un’idea: se facessimo una sola tappa di 160 km ed arrivassimo a casa con un giorno di anticipo? ….e speriamo che le previsioni meteo di domani siano ancora sbagliate.
23 maggio – Québec
Al risveglio il vento è dalla nostra parte, l’asfalto è bagnato, ma il cielo grigio non sembra minaccioso, forse ci va bene anche oggi. Conosciamo questo percorso, tutta ciclabile con circa 110 km di pietrisco e poi asfalto, possibile sosta a metà strada in albergo o campeggio, partiamo con l’idea che decideremo il da farsi secondo l’andamento della giornata. Dopo poche pedalate sento che le mie gambe non girano molto efficacemente, mi sento fiacco, Manuela invece è in forma. A mezzogiorno, pranziamo con la pizza fredda di ieri sera e ripartiamo, inizio a stare meglio; dopo 80 km arriviamo a Plessisville, è presto e decidiamo di non fermarci qui per la notte e continuare, il vento è aumentato ed il cielo è quasi azzurro. Poco dopo le sei di sera siamo seduti sui gradini di casa e la nostra vicina ci scatta la fotografia finale. Scaricando i dati su Strava, scopriamo che in certi tratti abbiamo fatto migliori performances che 2 anni fa con la bici da strada, vento a favore o ormai siamo delle macchine da guerra?…qualcuno dice che dopo 50 giorni la voglia di dormire nel nostro letto può fare miracoli.
Verso casa
All’inizio della passerella sul ponte di Québec
Casa!
La morale della favola
Siamo partiti da Key West il 4 aprile e siamo rientrati a casa il 23 maggio.
Durata del viaggio: 50 giorni
Riposo: 2 giorni completi e qualche mezza giornata
Km percorsi: 3.775 (più qualcuno perso…)
Dislivello: 12.061 metri (5.873 nei primi 2.700 km; 6.188 nei successivi 1.000)
Tappa più lunga: 157 km (Richmond – Casa)
Tappa più corta: 20 (Manhattan)
Maggiore salita: 1.233 (Ticonderoga, NY – Peru, NY)
2 giornate di pioggia
Temperatura minima: 9° (Poughkeepsie, NY)
Temperatura massima oltre i 30° (Richmond, QC)
Ponti attraversati: abbiamo perso il conto!
Animali morti a bordo strada: tantissimi ogni giorno e di genere diverso, dal coccodrillo all’armadillo fino allo scoiattolo.
Cosa ci è piaciuto di meno? Itinerario abbastanza monotono, alcune strade sulla costa sono troppo trafficate, forse il percorso suggerito dall’ACA che è all’interno, spesso in zone di campagna, segue strade più tranquille, ma in questo caso si perdono i bei paesaggi sulla costa. La poca disponibilità di campeggi che accettano le tende ed i prezzi per una piazzola che sono cari quasi quanto andare in un motel.
Cosa ci è piaciuto di più? Con questo viaggio sulla costa Est possiamo dire di aver completato il periplo degli USA, iniziato 9 anni fa con un lungo giro in camper, continuato in bicicletta sul Southern Tier e sulla Pacific Coast. È stato splendido partire ad aprile da casa, quando nel nostro giardino c’era ancora la neve, arrivare in Florida al caldo e pedalare in maglietta fino a New York City su un percorso con pochissima salita. I luoghi paesaggisticamente più belli che abbiamo attraversato sono i ponti delle isole Keys, gli Outer Banks ed i primi tre giorni sull’Empire State Trail. Tuttavia, ciò che abbiamo amato di più e che ci resterà nel cuore per sempre è stata l’esperienza con la rete Warm Showers. Abbiamo conosciuto persone fantastiche, con mentalità aperta, cordiali, generose e interessanti, che ci hanno offerto una prospettiva diversa della società americana. Grazie per averci aperto le vostre case: Jeff, Jean-Marc, Stephen, Dan, Fred e Renée, Robert, Patrick, Zander e Kai, Eric, Nicholas e Dawn, Diane, Mark e Carol, Sandra e Tom, Pam, Becky, Kryshna.
3.800 km sulla costa Est
Ed ora?
Abbiamo un piccolo progetto in testa, ma non è ancora il momento di annunciarlo, diciamo solamente che i chilometri saranno di più, i dislivelli maggiori, le comodità minori ed a volte, crediamo, il traffico ci mancherà…
23 luglio 2023 Linwood Km: 0 Dislivello: 0 Meteo: 🌤️ 30 ++ molto umido
Dopo aver riattraversaro con il servizio navetta il ponte della Confederazione, recuperiamo la nostra auto e ci spostiamo 300 km ad Est a Linwood, in un campeggio che ci offre il parcheggio durante la nostra assenza per il tour dell’isola di Cap Breton.
Manuela: come è strana la sensazione di risalire sulla propria auto per spostarsi a metà di un tour cicloturistico, ma come apprezzo fare la spesa di cose sfiziose da mangiare senza pensare a quanto pesano.
Appena superato il ponte di accesso all’isola, piuttosto stretto ma di un solo chilometro, si svolta a sinistra e si comincia subito il Celtic Shores Coastal Trail, una bella ciclabile di una novantina di chilometri sulla costa che porta fino ad Inverness. Abbiamo saltato i primi 5 chilometri perché allagati. Essendo costruita su una vecchia ferrovia, le pendenze non superano il 2%.
Welcome to Cap BretonLungo il Celtic Shores Coastal TrailLa fiducia nel prossimoLungo il Celtic Shores Coastal Trail
La nostra decisione odierna è di arrivare a Dunvegan per dormire un po’più vicini alle salite del Cabot Trail. Il campeggio Mac Leod’s è i una bellissima baia ma sarà uno dei peggiori in cui ci fermeremo considerando tutti quelli utilizzati negli ultimi anni! Prezzo altissimo, bagni sporchi, niente tavolo e terreno in forte pendenza. Bella la spiaggia per il tramonto.
Dunvegan BeachDunvegan Beach
Manuela: che bella sorpresa poter pedalare su una ciclabile di quasi 100 km, lontani dal rumore delle auto, con panorami mozzafiato sull’oceano, ed in quasi totale solitudine. Spero che i Nova Scotian non siano tutti così poco accoglienti come quelli che abbiamo incontrato oggi.
25 luglio 2023 Pleasant Bay Km: 88 (207) Dislivello: 1203 (1950) Meteo: ☀️ 25-40 umidità > 90
Oggi cominciano le grandi salite, facciamo una piccola deviazione con dei bei scorci sull’oceano ed entriamo nel parco al posto di pedaggio del Petit Étang. Da qui la pacchia è finita, un paio di impennate fino al 12% e poi il salitone finale di 6 km al 7-8% fisso, con l’aggravante caldo sahariano ed umidità.
Fa caldo, è faticoso, ma la fama di questo percorso è ben meritata, lo spettacolo del golfo del San Lorenzo e affascinante, ci sembra di essere tornati indietro di un anno quando eravamo sulle scogliere di Big Sur in California. Lonely Planet definisce questo giro tra i dieci più belli percorsi cicloturistici del mondo, noi crediamo che la fama sia ben meritata.
Cap Breton Cap Breton Cap Breton Cap Breton
Finalmente in cima , comincia una discesa leggermente rinfrescante, la nostra intenzione sarebbe di andare in campeggio anche questa notte, ma passando in parte ad un motel chiediamo se hanno una camera libera e la voglia di aria condizionata è più forte di noi.
Manuela: Uhao! Uhao! Uhao!, che salite! E che panorami! Adoro pedalare in salita, ma la vera sfida è sopportare il caldoe scacciare i tafanisenza perdere l’equilibrio. Maledetti insetti, anche oggi riusciamo a collezionare una ventina di punture a testa.
Partire presto, con l’umidità perenne di questa estate non serve a molto, ci proviamo ugualmente. La salita “tosta” di oggi la dobbiamo affrontare subito: 6 km pendenza costante 7-8% con lunghi tratti a 11-12% ed ogni tanto 13%. Manu arriva in cima pedalando, io mi faccio 1 km a piedi. Si continua con lunghi saliscendi, prendiamo una deviante molto panoramica verso White Point,dalla quale si può vedere in lontananza il Caboto Landing, il punto in cui Giovanni Caboto toccò terra nel 1497. Siamo nuovamente in riva al mare, la strada è molto panoramica e, previa un pausa pizza a Ingonish arriviamo al campeggio Cape Breton Highlands.
White Point
Manuela: riconfermo, adoro pedalare in salita, ma avrei preferito 20kg di bici in meno, 20° di temperatura in meno o forse sono solo gli anni che sono 20 di troppo… ma i paesaggi hanno compensato lo sforzo. Perché devo sempre scegliere itinerari alternativi difficili?
Oggi l’ultima salita del Caboto Trail, fortunatamente molto meno impegnativa rispetto a quelle precedenti. La scelta di fare il giro si senso orario è stata azzeccata, passato il culmine di Cape Smokey e fatte le foto di rito al belvedere, ci lanciamo in discesa su pendenze piacevoli per noi, ma pazzesche se le avessimo fatte in senso inverso.
Cape Smokey
Piccola sosta ad un caffè con annessa bakery poco prima del breve passaggio in traghetto che ci risparmia un loop di una decina di chilometri. Poi ci immettiamo sulla trans-Canada appena asfaltata per fare gli ultimi 20 chilometri prima dell’uscita per Baddeck, una piccola località turistica. Ancora qualche su e giù in riva al mare ed arriviamo al nostro hotel, una casa storica con camere pittoresche vicino al Museo di Bell. Questa notte è previsto un forte temporale e preferiamo dormire sotto un tetto. I tre giorni passati sul Caboto Trail ci hanno regalato un giro molto faticoso per le dure salite fatte con temperature amazzoniche, ma anche dei panorami mozzafiato su una bella strada costiera.
Manuela: in altre condizioni meteorologiche avrei voluto fare la variante fino a Meat Cove, ma ci stiamo sciogliendo per il caldo-umido e siamo ricoperti di punture di zanzare e tafani, non ne possiamo più!!
Che dire dell’ultima giornata sull’isola? Cento chilometri sulla Trans Canada con camion e roulottone che ci passano in parte. Il panorama non meritava nemmeno una fotografia o un minuto di filmato, come dice un vecchio detto della famiglia Cavalli – Massensini: Bouleaux et sapins, sapins et bouleaux… Anche questo giro è concluso, durante la nostra uscita alle isole delle province Maritimes abbiamo avuto il piacere di attraversare i campi di patate della PEI, di visitare le famosissime Îles de la Madeleine accolti da persone gioviali ed eccellenti lobster rolls, infine percorrere il Caboto Trail con le sue salite spaccagambe e con i suoi panorami da copertina. Direi che nonostante afa ed insetti molesti la nostra scelta di giro vicino a casa è stata eccellente.
Faro a Jersey CoveFerry a Jersey CoveLa bimba felice ha trovato una nuova targa per la sua collezione
Manuela: mi è dispiaciuto non poter seguire il percorso che avevamo previsto comodamente seduti sul divano a casa, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco… anche se i cambiamenti a volte ci riservano sorprese gradite, come la visita alle îles. Il caldo atroce ed i temporali ci hanno spinto a cambiare i piani, essendo vicino a casa si potrà sempre ritornare da queste parti.
20 luglio 2023 St. Peters Bay Km: 37+5 (441) Dislivello: 164 (1910) Meteo: 🌤️ 20-25 90% umidità
Alzati letteralmente all’alba per poter prendere il traghetto delle 8, impacchettiamo una tenda inzuppata, beviamo un caffè al volo prima dell’imbarco e dopo 5 ore eccoci di ritorno a Souris. Sosta per una minispesa, poi direzione St Peters Bay lungo il Confederation Trail che seguiamo fino al campeggio.
Di ritorno alla PEI, l’Ile-d’entréeL’Ile-d’entrée
Un po’meno caldo ed umido e solo qualche puntura di zanzara, la sera addirittura azzardiamo una passeggiata sulla baia per fotografare il tramonto.
Nessun controllo, viva la fiduciaTramonto alla St Peters Bay
Mentre pedaliamo in direzione della nostra meta odierna, cosa vediamo intorno a noi? Campi di patate. Oggi una piccola variante al panorama agricolo è stata il parco nazionale PEI che offre bellissime spiagge con dune di sabbia. Peccato per la temperatura che è sempre elevatissima.
Va bene essere gentili con i francofoni e fare i cartelli bilingue, ma almeno tradurre decentementePEI N.P.Mamma aquila ed il suo piccoloIl faro del PEI N.P.
Ieri abbiamo optato per una notte in hotel a seguito delle previsioni molto umide ed in effetti tutto è andato come Windy diceva, acqua! La nostra prima destinazione del giorno è la casa di Anna dai capelli rossi che oggi è un sito patrimoniale lucrosamente gestito da Parc Canada. Foto ricordo a Green Gables e via. Dopo qualche chilometro ci fermiamo a fare il punto proprio nel parcheggio della casa-museo dell’autrice del famoso romanzo: Lucy Maud Montgomery.
Oyster FarmsLa casa di Anna dai capelli RossiIn lontananza il faro nella baia di Summerside Verso l’Old Summerside Range Front LightDi ritorno al ponte
Pranzo a Summerside, deviazione di una ventina di chilometri per visitare un vecchio faro dall’altra parte della baia. Sosta breve il tempo di una foto, perché attaccati da stormi di zanzare. Velocemente arriviamo a Borden-Carleton. Domani riattraverseremo il ponte della confederazione e ci dirigeremo in auto verso la nostra prossima destinazione.
Note finali
Abbiamo percorso 610 km con 3.700 metri di dislivello positivo. Dormito 9 volte in campeggio e 3 volte in hotel. La Prince Edward Island è un immenso campo di patate, con qualche bello scorcio sul mare ed alcune belle spiagge per amanti di bagni in acqua fredda. Le îles de la Madeleine sono affascinanti e gli abitanti cordiali, sempre sorridenti e gentili, gente squisita… come i loro astici! La cosa negativa del tour? Il mix di afa, caldo, umidità e mai visto un numero così elevato di zanzare.
Manuela: peccato non essere riusciti a visitare l’île du Havre-Aubert, ma se fossimo rimasti un giorno di più sotto l’acqua alle Îles de la Madeleine ci sarebbero cresciute le branchie.Il Confédération Trail in terra rossa è un buon modo per pedalare in solitudine ma senza vista mare solo vista campi di patate profumati dal timo selvatico che cresce ovunque. Detesto le zanzare, adoro i lobster roll ed il cartone animato di Anna dai capelli rossi. Commento finale di Franz: Che co***ni le tue deviazioni per la collezione di fari…
16 luglio 2023 Cap-aux-Meules Km: 52 (266) Dislivello: 388 (1746) Meteo: 🌤️ 30 ++ molto umido
Quando sei pensionato, in bici e senza una destinazione precisa, arrivi davanti al cartello del traghetto per le Îles de la Madeleine e decidi di imbarcarti. Ci ritroviamo così in un posto che i vacanzieri del Québec devono prenotare con un anno di anticipo per poterci andare con la loro auto.
Ferry verso le isoleCap-aux-meulesIl nostro posto tenda sulla scoglieraKitesurfAncora kitesurfUccellacci e uccellini
PS : Per chi non lo sapesse le migliori aragoste del Nord America arrivano dalle îles de la Madeleine!
Bel campeggio, gente gentile e sorridente. Oggi andremo fino al punto più a Nord, una facile pedalata di una sessantina di chilometri con un fortissimo vento da dietro, purtroppo pensiamo già al ritorno di domani che dovremo fare in senso contrario, i ricordi delle dune tra Panama Beach e Pensacola riaffiorano alla mente.
La nota del giorno va al casse-croûte Fish Shack dove pranziamo con un eccellente lobster roll, un po’ caro ma squisito.
Per il ritorno al campeggio del primo giorno ci facciamo la strada con una foschia fastidiosa ed umida. Verso Cap-aux-Meules svoltiamo a sinistra per passare vicini ad un altro dei fari famosi delle isole.
Gabbie per la cattura degli asticiScogliere verso Cap-aux-MeulesGrand-entréeLe due amicheCap Alright In lontananza il faro di Cap Alright
Nelle borse non abbiamo più cibo, quindi veloce deviazione in un supermercato, sistemazione in campeggio e via prima che la pescheria chiuda. Anche oggi ci toccherà mangiare lobster roll, siamo o no nella patria dell’astice?
Miammm, no non è la stessa foto, ma anche oggi lobster roll e meglio di quello di ieri
Comincia a piovere di notte e continua tutto il giorno ad intermittenza. Giornata di riposo forzato, domani si ritorna a Souris. Abbiamo visitato solo la parte alta delle isole, ma va bene così.
Miammm, nemmeno oggi è la stessa foto, ma ancora lobster roll con una chela in omaggio per la simpatia e la fedeltà.
Manuela: La mia nonna veneta diceva “Se no i xe mati no li volemo”, non amando prenotare le cose con largo anticipo mai avrei sperato di venire su queste isole. Un posto perso nel nulla che gli abitanti cercano di preservare. Che contrasto di colori!! Scogliere rosse, sabbia grigia, acque azzurre, prati verdi e case dai colori dell’arcobaleno. Peccato che la meteo tra venti forti e pioggia non sia l’ideale per chi viaggia in bici, ma sarà l’occasione per oziare.
13 luglio 2023 Cornwall Km: 70 (70) Dislivello: 492 (492) Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido
A seguito delle previsioni meteo non proprio ottimali, abbiamo deciso di invertire il programma, la nostra prima destinazione sarà quindi il tour della Prince Edward Island. Siamo partiti due giorni fa da Quebec arrivando in un parco ad una decina di chilometri dal ponte della Confederazione che non potremo attraversare in bici.
Dal campeggio, ci facciamo 13 chilometri per arrivare alla navetta che arriva dopo una breve attesa. Sull’isola si riparte pedalando, fa caldissimo, per fortuna durante questa tappa non ci saranno grandi salite, ma l’afa renderà la giornata piuttosto dura. Il paesaggio non è eccezionale, siamo in piena campagna, con qualche bello scorcio sul mare. Sosta per la notte al campeggio KOA di Cornwall.
Pronti, partenza, viaPonte della ConfederazioneBenvenuti a P.E.I.
Ma nel nord del Canada non dovrebbe esserci sempre fresco? Mannaggia, qui si muore di caldo, c’è un’ umidità tropicale e stormi di zanzare(Manuela)
14 luglio 2023 Northumberland P.P. Km: 81 (150) Dislivello: 516 (1018) Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido
I danni dell’uragano Fiona, per fortuna che non c’era anche Shreck…
Oggi si passa in mezzo a campi di patate, qualche scorcio poetico sul mare e niente più. La cosa più interessante è che poco prima del campeggio troviamo un liquor store e finalmente riesco a bermi una birra fresca. Mortacci, con i loro monopoli dell’alcool.
Breve visita a Charlottetown, la capitale provinciale. L’unica cosa che ci interessava rivedere era il palazzo in cui nacque la federazione del Canada nel 1867, purtroppo lo abbiamo trovato chiuso per restauro.
Il parlamentoI due Gray padri della federazione canadese
Manuela: Campi di patate a perdita d’occhio che arrivano fino alla spiaggia. Sulle strade il traffico è scarso, ma sul Confederation Trail (bello sterrato) siamo soli. Chiese, cimiteri qualche casa sperduta e niente altro, ma dove vanno a far la spesa gli abitanti? Una gentilissima signora che stava tagliando l’erba ci ferma per offrirci un bicchiere di acqua gelata e chiacchierare con i due pazzi che pedalando sotto un sole cuocente.
AgricolturaPatate nel golfo La spiaggia del campeggio di PanmorePanmore island
15 luglio 2023 Montague Km: 65 (214) Dislivello: 350 (1.368) Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido Questa mattina, non si sta poi tanto male, il cielo è coperto e la temperatura accettabile.
La nostra prima destinazione è un vecchio faro ottagonale di 150 anni posto all’estremità di un istmo che è ripreso nelle pubblicità della P.E.I. Arriviamo sull’isola di Panmure, foto d’obbligo e poi ci rimettiamo in sella in direzione di Mortague, dove dovremmo fare la spesa e fermarci a mangiare.
Il faro di Panmure
Appena ci avviciniamo ad un tavolo da picnic al porticciolo del paese per farci un bel panino con Coppa di Parma, siamo letteralmente aggrediti dalle zanzare.
Riflettendo sulla possibilità di pioggia di questa notte (inferiore al 5%) decidiamo che sia più saggio prendere una camera d’albergo. Questa sera ci “toccherà” dormire in un letto con l’aria condizionata e senza quei maledetti insetti.
Manuela: Bella vista sulle spiagge di sabbia rossa, peccato non ci si possa fermare ad ammirare il paesaggio per il rischio di farsi divorare dalle zanzare. Tra pausa “visita faro” e pranzo abbiamo collezionato un centinaio di punture. Ho sempre saputo che PEI fosse il paese delle patate, non dei vampiri !!!
Rientrati dal Southern Tier a fine maggio, abbiamo lavato le bici e la biancheria, messo casa e giardino in assetto estivo, recuperato il camper, spedito in vacanza la Princess, effettuato il trasloco della suddetta nel nuovo appartamento e adesso dobbiamo trovare cosa fare in attesa dell’autunno. Abbiamo cercato un luogo piacevole che non fosse troppo lontano da casa e domani partiremo per le province marittime del Canada, per intenderci quelle ad Est, verso l’Atlantico.
La nostra intenzione iniziale era di visitare la Nova Scotia, più precisamente l’isola di Cap Breton, dove si dice che 5 anni dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo ai Caraibi, arrivò Giovanni Caboto (qui chiamato John Cabot poiché navigava per l’Inghilterra, ma in realtà era Zuan Chabotto della Serenissima repubblica di Venezia).
Sembra però che Giove pluvio non sia troppo d’accordo a farci restare all’asciutto, quindi prima ci dedicheremo all’Isola di Prince Edward, famosa per gli allevamenti di molluschi e la coltivazione di patate per le frites. Tornati sulla terraferma, ci avvicineremo all’isola di Cap Breton sperando che il tempo migliori.
La nostra idea per la Prince Edward IslandE quella per Cap Breton
Adesso non ci resta che partire, sperare di non prendere troppa acqua o troppo vento e pedalare. In caso contrario, ce ne staremo spaparanzati su qualche spiaggia a mangiare Lobster rolls e French fries.