17 dicembre – Varadero
Quello di ieri è stato il classico volo dei vacanzieri del Quebec che vanno “nel sud“, aereo pieno di gente chiassosa ed infanti piangenti; Varadero è la zona balneare più a buon mercato di tutta Cuba.
Per fortuna, appena le bici saranno pronte ce ne andremo per ritornarci fra tre settimane. Il top è stato all’atterraggio, come si usava tantissimi anni fa, tutti applaudono per la bravura del pilota che ci ha portati vivi a destinazione 🤦.
Oggi, piccola spesa al mercato locale, preparazione bici, un bel temporale estivo che ha fatto saltare la corrente e tutto pronto per domani.
Per strada passano ancora molti calessi, auto americane degli anni ’50 belle e lustre, a differenza dei catorci Lada che viaggiano tutti rattoppati.
18 dicembre – Casa particular a 13 km da SANTA CRUZ DEL NORTE
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Desayuno vicino alla nostra c.p. e poi partenza destinazione SANTA CRUZ DEL NORTE.

30-40 km ed arriviamo a MATANZAS, città portuale. Sosta con bibita fuori dal teatro della piazza centrale. Per uscire dalla città, seguiamo l’itinerario che mi aveva dato un conoscente, ma un tizio ci dice che è meglio ritornare indietro e prendere la Via Blanca, 5 km buttati e si ricomincia. La stanchezza comincia a farsi sentire nelle gambe delle due signore, ma molto prima di arrivare a destinazione una signora ci acchiappa e ci propone la sua Casa particular, accettiamo con piacere ed avremo anche un ristorante a duecento metri da casa.

Stasera ci toccherà mangiare aragosta alla griglia, dato che appena entriamo al ristorante ci viene proposto un menù in cui tutti i piatti prevedono un’aragosta. Faremo lo sforzo… Ci accorgiamo che poco dopo si siedono vicino a noi dei cubani, ma il menù è ben diverso sicuramente anche i prezzi. Oggi abbiamo pedalato su una carretera a quattro corsie, ma il traffico era veramente misero, ci hanno detto a causa della carenza di benzina. La contraddizione è che abbiamo visto molti pozzi di estrazione, ma la qualità del petrolio è scarsa e non c’è la tecnologia per raffinarlo correttamente.
19 dicembre – La Habana
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Oggi seconda tappa per arrivare nella capitale, sulla strada gente in carretto, in attesa del bus o che fa l’autostop.



Le cittadine che incrociamo sono desolanti, ma le persone sempre gentilissime. Durante una “pausa bibita”, per arrivare nella Vieja Habana ci viene consigliato di prendere il tunnel con un ciclobus che fa il servizio navetta a bici e moto. Scelta azzeccata anche perché il B&B Azul Habana (Habana 54) in cui dormiremo è a soli 500 m dalla fermata dell’autobus. Un bel posto in una classica via da cartolina della capitale, gente simpatica e disponibile pronta ad aiutarti per qualsiasi bisogno.
Prima di partire avevamo contattato il gruppo freewalkingtourhavana, dei giovani, preparatissimi, che gratuitamente illustrano La Habana Vieja o Central, due volte al giorno. Di cosa vivono? Delle mance dei turisti!Appuntamento alle 9:30 al Parque Central per un giro di tre ore e mezza, accompagnati dalla nostra guida Isora.
Visita interessante, istruttiva con spiegazioni varie sulla vita, l’economia e la storia della città.
Qualche domanda sulla rivoluzione e poi via nelle vie centrali: il bar di Hemingway, un palazzo storico con esposizione sponsorizzata dall’ambasciata italiana, un’università con all’esterno quattro statue di letterati del passato mondialmente conosciuti. Chi era uno dei quattro? Dante Alighieri!
Il giro continua, ovunque ti propongono qualche cosa da acquistare, ovunque ti chiedono se vuoi prendere un taxi.
Bella escursione, in una bella città, in parte ristrutturata, ma quasi ovunque in rovina causa… causa non pertinente con lo spirito del nostro blog.
21 dicembre La Habana
A seguito della carenza di cibo, vogliamo saltare un pezzo di strada scarsamente abitato, quindi andiamo alla stazione dei bus pedalando per verificare se si possono caricare le bici per Playa Larga. Facciamo la nostra lunga attesa ciacolando con due italiani. Bus pieno per i prossimi tre giorni e così per una spesa di pochissimo superiore arriveremo a destinazione con un taxi.






Prima di rientrare in centro, passiamo dalla famosa effige del Che a Plaza de la Revolución, foto d’obbligo e poi di nuovo al Parque per la visita guidata nella Habana Centro. Questa volta la nostra guida Patricia, una giovane laureata in lettere che guadagna meno di 20 $ al mese, ci parla un po’ della vita dei comuni mortali. Qui si usano le tessere annonarie che ti permettono di ricevere i beni di prima necessità come 5 uova al mese a persona, ma la carenza di cose banali come gli assorbenti (che lei non riceve da agosto) rende la vita difficile. Nonostante tutto, il sistema sanitario ed educativo sono abbastanza buoni, il sistema funziona, ma mancano le risorse. Terminiamo la visita all’hotel Nacional, uno schiaffo nei confronti della miseria che si può vedere nelle vicinanze (ma i clienti del Nacional vanno a piedi?). L’albergo, costruito negli anni 30, è stato il set per alcune scene de Il Padrino 2, ma anche di riunioni reali della mafia americana.

22 dicembre – Playa Larga
La sorpresa del mattino è che il nostro autista, con una scusa prova ad aumentare il prezzo di un bel 20%. Facendogli capire che ce ne andremo in bici e non con lui, accetta il prezzo pattuito.

Caricate le bici sul tetto, si parte su un vecchia Jeep. 170 km di autopista e poi pomeriggio di ozio su una spiaggia a 500 m dalla nostra casa particular.
Per dovere di cronaca, buona parte delle fotografie sono state scattate dalla nostra Princess
