24 aprile – Carolina Beach State Park
Oggi tappa corta con un eccellente temperatura per pedalare. Per arrivare al traghetto di Cape Fear (forse qualcuno ha visto il thriller del 1991 con Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange, la casa dell’avvocato era proprio qui) ci sono circa 50 km, alla partenza incontriamo Mike un ciclista di St. Louis che va come un treno, facciamo la traversata di mezz’ora assieme e poi lui parte per Wilmington, mentre noi ci fermiamo dopo soli 15 km in un bel campeggio di un parco statale.



25 aprile – Surf City, NC
Torna il caldo, il vento contro ed un bel pezzo di strada trafficata. Attraversiamo Wilmington, una città portuale di circa 100mila abitanti. Seguiamo il percorso suggerito per le bici che zigzaga tra quartieri molto diversi : nuovissimi, decisamente poveri, con belle case storiche e una zona industriale vicino al fiume Cap Fear. Faremo più chilometri, ma è il solo modo per evitare il più possibile la solita US-17. Questo pomeriggio siamo contenti di attraversare l’ennesimo ponte che ci porta sulla Topsail Island nella località turistica di Surf city, perché usciamo dal casino della hwy e saremo ospiti di Eric, un insegnante di inglese gentilissimo, che ci accoglie nella suo appartamento con vista oceano. Una bella serata trascorsa a chiacchierare del più e del meno e cena con ravioli all’astice made in Italy by Rana.
26 aprile – Carteret, NC
Come d’accordo, Eric ci mette alla porta alle 7 di mattina e cominciamo a pedalare con 14° ed un cielo grigio; fortunatamente, dopo meno di 20 km ci fermiamo dal solito McDonald’s per un caffè caldo.
Oggi passeremo vicino al Camp Lejeune, un’immensa base (una volta e mezza Milano) del corpo dei Marines; non potendo attraversarla dovremo farne il giro su un tratto di pista ciclabile. Jacksonville è una città che dipende economicamente dalla presenza dei militari, a volte fino a 100.000 persone. Lungo la strada ci fermiamo al memoriale dedicato ai caduti della II guerra mondiale e del Vietnam, impressionante il muro di vetro con incisi i nomi dei caduti.




Questa notte alloggeremo in un hotel vicino al ponte che domani ci porterà sull’ Emerald Isle, un bel posto di mare dove avevamo trascorso le vacanze in camper qualche anno fa con la nostra allora bimba.
27 aprile – Otway, NC
Emerald Isle, è una striscia di terra parallela alla costa, una lunga ininterrotta spiaggia di sabbia dal lato dell’oceano. La ciclabile di una trentina di chilometri passa a lato della strada principale, ma noi preferiamo passare dalla strada che permette l’accesso al mare. A destra e a sinistra una serie di casette, villette e condomini. Belle, brutte, nuove e vecche, sono quasi tutte residenze per le vacanze, quelle sulla destra hanno spesso accesso privato diretto al mare. La costa Est degli USA è totalmente sabbiosa dalla Florida a New York dove si può trovare finalmente qualche scogliera, come la riviera adriatica per circa 2.500 km.

Finita l’isola ci aspettano tre ponti, il secondo veramente stretto (sarebbe consigliabile farlo a piedi sul piccolo marciapiedi). Prima di arrivare al traghetto per le Outer Banks, questa notte sosta in un campeggio a metà strada. La vecchia megera, che al telefono sembrava un uomo, ci accoglie con sigaretta in bocca e ci chiede 30 $ in contanti, naturalmente senza fattura, i cessi sono un vero cesso, sporchi e vecchi. La zona è invasa da micro moscerini e zanzare che ci mangeranno vivi.
28 aprile – Cedar Island
Abbandoniamo con piacere l’ignobile campeggio e partiamo in direzione del prossimo che sarà accanto alla partenza del traghetto di domani. Oggi siamo su un tratto di strada per noi tra i più belli fatti fino ad ora in questo giro; a destra e sinistra acqua, sterpaglie e traffico quasi nullo dato che ci sono solo tre traghetti al giorno e la strada finisce al pontile. Questa zona è scarsamente popolata e molte case sono anche state abbandonate dopo un uragano molto distruttivo nel 2011. Dove potersi sedere un po’ all’ ombra per bere il nostro thermos di caffè? Sui gradini di una chiesa Battista.

Siamo quasi al campeggio e c’è un piccolo incidente. Per chi non conoscesse il video “Do veto ‘more” ne consiglio la visione è molto eloquente.


Comunque, l’unica ferita è stata all’orgoglio ed un polso indolenzito.
29 aprile – Waves, NC
Oggi il traghetto parte alle 7:30 quindi ci si sveglia presto per poter smontare la tenda, preparare un thermos di caffè per fare colazione durante le oltre due ore di navigazione e presentarci all’ imbarco in tempo.

Arrivati ad Ocracoke sosta per rifocillarsi in un mini‐supermercato e poi ripartiamo alla ricerca di una panca all’ombra per pranzare prima di riprendere un secondo traghetto. La panca la troviamo ancora dietro una chiesa Battista, poi via in direzione del farò di Cape Hatteras per la foto di rito della mia collezionista di fari.



Peccato che oggi non si possa vere nulla dato che la struttura è nascosta dalle impalcature dei lavori di restauro.
Continuiamo a pedalare su queste strisce di terra o meglio lunghe barriere di dune di sabbia circondate dall’ oceano dove le case sono tutte costruite su piloni. Arriviamo allo stesso campeggio di 10 anni fa, la proprietaria di oltre settant’anni è sempre la stessa, ma noi siamo attrezzati diversamente… le foto del prima e dopo spiegheranno tutto.


Volevamo fare una giornata di riposo, ma il vento ci spinge (nel senso letterario della parola) a continuare, quindi domani niente cazzeggio ed ancora in sella.
30 aprile – Point Harbor, NC
Il vento è diminuito, ma ancora presente; oggi saranno 75 km ed il caldo è tornato. Arriviamo a destinazione abbastanza lessati, dopo aver attraversato ponti lunghissimi e mangiato un po’ di sabbia. Questa sera saremo ospiti di Nicholas e Dawn (Warm Showers) che ci fanno piantare la tenda nel loro grande giardino affacciato sulla laguna Currituck Sound III. Ci verrà servita anche un’ ottima cena sulla terrazza di casa. La giornata di oggi ci fa apprezzare ancora di più la scelta di aver voluto pedalare sugli Outerbanks e non all’interno. Per domani si deciderà cosa fare, la truppa ha bisogno di riposare.



1 maggio – Knotts Island
Dopo una buona colazione preparataci dai nostri ospiti, partiamo per Knotts Island. Ieri sera abbiamo avuto il piacere di conoscere un’altra coppia di persone molto ospitali con i quali abbiamo chiacchierato sul modo di vivere, sulla mentalità del volersi arricchire ad ogni costo, sulla famiglia ed i viaggi. Riconfermato che la comunità dei ciclisti-viaggiatori è veramente diversa, più aperta alla diversità, allo scambio di idee e con meno paranoie.
Ciclisticamente, la tappa di oggi era abbastanza noiosa, in parte su una highway trafficata. Per fortuna tappa corta, con una sosta intermedia per aspettare l’ennesimo traghetto e con sprint finale di 15 chilometri per riuscire a montare la tenda scappando da un temporale; siamo riusciti a non bagnarci.


