Monica Consolini

Questo articolo è dedicato a Monica Consolini, una veronese con la quale siamo in contatto da tempo. Lei, partita da casa è arrivata a Pechino e da Vancouver ha pedalato fino a San Diego prima di trasferirsi in Sud America.

Non ricordiamo esattamente come siamo entrati in contatto con Monica, forse guardando un video in cerca di informazioni per il nostro prossimo viaggio. Italiana, originaria di una città vicina a dove siamo nati noi, donna giovane che viaggia da sola, l’abbiamo seguita da Verona a Pechino, da Vancouver a Los Angeles e fino in Perù dove si trova ora. Dopo aver scambiato qualche consiglio in chat ( la comunità di cicloviaggiatori si sostiene sempre), le abbiamo chiesto di compilare la nostra scheda “Storie di cicloturisti”.

Sono Monica Consolini, un’appassionata  di viaggi in bicicletta ed estremamente curiosa di conoscere tutto ciò che che si può imparare. Amo viaggiare in bicicletta e adoro ascoltare storie.. o meglio storie di persone, di popoli, storie antiche e storie attuali.. per ritrovarmi poi dopo ogni racconto, a capire che in fondo sono ancora più curiosa di prima di conoscere. Viaggiare in bicicletta per me è un viaggio senza fine, uno stile di vita!
A gennaio 2024 sono partita per fare il giro del mondo in bicicletta in 2 anni. È un progetto nato in tanti anni di sogni, idee e finalmente diventato realtà. Due anni in cui ho iniziato dirigendomi a est verso la costa balcanica ed entrando poi nel continente asiatico percorrendolo dalla Turchia fino a Pechino, da dove ho volato a Vancouver per poi proseguire verso Sud, lungo la costa pacifica americana fino a San Diego. Ho poi volato in Ecuador da dove ho iniziato a percorrere la cordigliera delle Ande con l’obiettivo di arrivare ad Ushuaia in autunno 2025. Da lì volerò in Spagna e rientrerò in Italia lungo la costa mediterranea per i primi mesi del 2026.

Monica Consolini

Instagram: ridesmiles.world
Facebook: RidesmileS
YouTube: https://www.youtube.com/@ridesmiles_world

 

NomeMonica
NazionalitàItaliana
Anno di nascita1990
OccupazioneAttualmente viaggiatrice
Sito Web
Il piu bel viaggio in biciAd oggi quello attuale.. il giro del mondo in bici
Durata del viaggio2 anni
Quanti nel gruppoViaggio da sola
Distanza totalePrevisti circa 35000km
Il giorno più lungoQuando ho volato da Pechino a Vancouver per via del fuso orario, una giornata infinita con più di 24h effettive
Il giorno più belloTantissimi sono i giorni piu belli ed è  molto difficile sceglierne uno solo! Se proprio devo scegliere, penso che direi l’arrivo al lago Sonkul in Kirghizistan! Un posto fuori dal tempo, meraviglioso, sconfinato e dai colori scintillanti! Ho piazzato la tenda dietro una collina e nonostante un meteo molto variabile, è uno dei posti in cui ho assaporato maggiormente la sensazione di libertà e contatto con la natura.
Il giorno peggioreI giorni in Mongolia ferma con la polmonite e senza sapere quando avrei potuto riprendere a pedalare
Il più grande mal di testaNel Pamir per l’alta quota con un cattivo acclimatamento
Il più grande erroreNon avere montato i freni a disco prima della partenza
Una piacevole sorpresaTutte le volte in cui il clima mi mette alla prova e fatalità appare qualcuno quando meno te lo aspetti, che ti aiuta o ti ospita in un luogo caldo e asciutto
Modello di biciBressan Terranova in acciaio
ModificheRealizzata su misura
Cosa avresti voluto avereFreni a disco
PneumaticiSchwalbe marathon Mondial DD 622×50
Setup bagagliBorsa sotto manubrio da 20lt + due borse forcelle anteriori Miss Grape 4lt + borsa telaio custom Miss Grape + 2x borse posteriori Miss Grape 20lt + sacca impermeabile 10lt per il cibo
Contento di aver portatoDiario di viaggio
Cosa avresti voluto avereThermos. Comprato poi in America dopo 10 mesi di viaggio
Cosa non avresti voluto avereHo pochissime cose, sto usando tutto
IncidentiPolmonite in Mongolia in agosto 2024 e caduta dalla bici sulle Ande peruviane in febbraio 2025 con microfrattura ulna e perdita di un dente
Problemi alla biciNulla di troppo grave al momento! Sto prevedendo un cambio cerchioni a breve
Stessa bici la prossima volta?Si, ma con i freni a disco
Qualche consiglio per un nuovo cicloturistaNon avere paura di partire.. parti, poi le cose accadono!
Filosofia di viaggioRiporto una frase che hanno detto a me prima di partire.. “puoi immaginarti il viaggio nei minimi dettagli, ma in realtà sarà sempre meglio di quello che immagini!”
RaccomandazioniNon preoccuparti di sbagliare attrezzatura, copertoni, strada, itinerario, ecc. Programma, pianifica e organizza, ma ti raccomando soprattutto di vivere l’esperienza!

Peccato che non lo abbiano inventato prima

L’articolo di oggi è dedicato ai cicloviaggiatori, quindi chiediamo scusa “ai non addetti”. Consideratelo come una pausa pubblicitaria.

Domanda: Perché un cicloviaggiatore dovrebbe acquistare un gadget come il Biri, quando esistono i classici cavalletti che tutti conosciamo fin dalla nostra prima biciclettina?
Risposta: Perché il Biri è semplicemente una soluzione migliore, e i motivi non mancano.

Durante i nostri viaggi ci capitava spesso di dover parcheggiare la bici in assenza di muri, pali o alberi a cui appoggiarla. Senza cavalletto, finivamo per metterla a terra, una soluzione tutt’altro che ideale o pratica.
Poi vedemmo un famoso cicloviaggiatore italiano con un bastone di legno al seguito e copiammo subito l’idea, anche se non era un’alternativa perfetta. Tempo dopo, incontrammo un americano che usava un bastone pieghevole in metallo, ma a nostro avviso aveva il difetto di essere pesante e poco versatile, perchè con altezza fissa.
Facendo qualche ricerca su internet, siamo capitati quasi per caso sul BIRI, è stata come una piccola rivelazione così abbiamo deciso di contattare direttamente il produttore per avere più informazioni.

L’azienda italiana Bikerando ha ideato un “cavalletto telescopico” che rispondeva perfettamente a tutte le nostre esigenze e ci ha offerto un paio di esemplari da portare con noi nel nostro viaggio in Sud America.
Di seguito riportiamo le schede tecniche dei due modelli disponibili, così come presentate sul sito del produttore.

Il BIRI Pro è dotato di un sistema di bloccaggio chiamato Light Lock System, che garantisce una sicurezza e una robustezza senza precedenti. Grazie a questo sistema, non ci sarà più il rischio di vedere la propria bici a terra, anche in caso di vento o di terreno irregolare.
Questo cavalletto in carbonio è perfetto per ciclo viaggiatori e bikepackers, ma anche per ciclisti urbani che vogliono parcheggiare la propria bici in modo sicuro e comodo. Il BIRI Pro è leggero e facile da trasportare, e si adatta a qualsiasi tipo di bici, dalle gravel alle mountain bike ed anche le e-bike.

Il BIRI Advanced in alluminio aeronautico è un prodotto innovativo e rivoluzionario nel mondo delle biciclette. Si tratta del primo cavalletto per bici al mondo telescopico e portatile, che si adatta a tutte le bici, di qualunque peso e dimensione. È un brevetto italiano, fabbricato in Italia con i migliori materiali in commercio.
Il BIRI Advanced è dotato di un sistema di bloccaggio chiamato Light Lock System, che garantisce una sicurezza e una robustezza senza precedenti. Grazie a questo sistema, non ci sarà più il rischio di vedere la propria bici a terra, anche in caso di vento o di terreno irregolare. Questo cavalletto in alluminio aeronautico è perfetto per ciclo viaggiatori e bikepackers, ma anche per ciclisti urbani che vogliono parcheggiare la propria bici in modo sicuro e comodo. Il BIRI Advanced è leggero e facile da trasportare, e si adatta a qualsiasi tipo di bici, dalle gravel alle mountain bike ed anche le e-bike.

 BIRI PROBIRI ADVANCED
PESO130 gr170 gr
LUNGHEZZA CHIUSO50 cm
LUNGHEZZA MAX110 cm
MATERIALECarbonio al 90%Alluminio Aeronautico Verniciato Nero
DIAMETRO1,8 cm
CAPACITA’ DI CARICO100 kgfino a 60 kg

Nella confezione l’azienda offre un supporto in plastica per fissarlo al telaio, noi preferiamo metterlo sotto il manubrio per poterlo estrarre velocemente in caso di bisogno, inoltre il nostro telaio è già completamente occupato dagli strap della frame bag.


Ora veniamo al motivo per cui abbiamo abbandonato del tutto l’idea di usare un cavalletto classico, singolo o doppio: spesso non è abbastanza robusto per sostenere una bici carica ed il suo peso va dai 150 grammi a più di 500. Inoltre, potrebbe non essere compatibile con una nuova bici, risulta scomodo da spostare da un telaio all’altro in caso di bisogno e, cosa più importante, è poco stabile su terreni irregolari a causa del baricentro troppo basso.

Il BIRI, al contrario, è telescopico e regolabile, leggero e poco ingombrante, caratteristiche importanti quando si viaggia con una minuziosa gestione del carico.
Oltre all’eccellente stabilità che ci ha subito convinti, dopo lunghi mesi di viaggio nelle Americhe abbiamo scoperto anche un uso alternativo e inaspettato di questo gadget. In zone dove è comune incontrare cani aggressivi (un vero incubo per i cicloviaggiatori e lo scriviamo pensando a un paio di spaventi e un attacco da parte di un pitbull), il BIRI, tenuto a portata di mano sulla borsa da manubrio, può essere sfilato rapidamente per difendersi. Siamo amanti degli animali e crediamo che non si debba mai far loro del male; per esperienza, spesso basta un semplice gesto senza nemmeno sfiorarli. Il BIRI non è nato per questo, ma in certe situazioni può davvero tornare utile. Tanti viaggiatori sanno di cosa stiamo parlando per esperienze vissute, meglio della pietra invisibile.

Che altro dire? A noi è piaciuto dalla prima sosta e dopo cinque mesi ed oltre 6.500 km di uso continuo, ci sentiamo di dire che è una eccellente scelta per tutti i cicloviaggiatori e lo consigliamo a tutti. È il più piacevole peso che carichiamo sulla nostra bici, senza rimpianti.


Debs and Tom

Questo articolo è destinato a Debs e Tom, due inglesi “diversamente giovani” che stanno facendo il giro del mondo.

Questa è la storia di una coppia di inglesi che abbiamo conosciuto inizialmente tramite i loro video YouTube e poi chattando nei gruppi WhatsApp utilizzati dai ciclisti giramondo. C’è un dettaglio che ci rende particolarmente “più vicini” a loro, hanno più o meno la nostra età! Di seguito, la loro presentazione.
Speriamo un giorno di poterci incontrare non solo virtualmente, ma di persona sulla strada. Auguri per la vostra continuazione

Deb e Tom Mutton

Sono Debs, ho 62 anni e per 38 anni ho gestito un negozio di biciclette a Scarborough, in Gran Bretagna; io sono Tom, ho 54 anni e ho collaborato con il governo locale e con enti di beneficenza nel settore ambientale. Quando ci siamo incontrati nel 2009, Debs era un’appassionata di mountain bike, aveva gareggiato e fondato un club locale, e Tom era un ultra runner. Tom ha fatto correre Debs e Debs ha fatto fare a Tom mountain bike. La nostra lista dei desideri per il nuovo anno includeva l’idea di fare un lungo giro in bicicletta e nel 2021 siamo partiti per un primo vero tour: girare il mondo usando solo le nostre bici, naturalmente senza considerare imbarcazioni o aerei se non ci fosse stata altra scelta. La nostra casa è stata affittata, i nostri beni della “vita normale” sono spariti, ora ci siamo solo noi, le nostre borse, le bici e la strada!

Blog: https://www.debsandtom.com/
Instagram: https://www.instagram.com/debsandtom/
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCNu10xJEJIj4aY5RrMd1nyA/videos

Gli abbiamo posto alcune domande per conoscerli meglio e sapere come è andata fino ad oggi.

NomeDebs e Tom Mutton
NazionalitàBritannici
Anno di nascita1962 e 1970
OccupazioneCiclisti!
Sito webdebsandtom.com
Miglior viaggio in biciGiro del mondo
Durata del viaggio3,5 anni (n.d.r. marzo 2025)
Numero di partecipanti2
Distanza totale percorsa37.000 km
Giornata più lunga222 km
Miglior giornataDa Arequipa a Puno in Perù (Giorni 1.011-1.015) – ancora la nostra strada preferita del viaggio. Remota, bellissima, impegnativa, gratificante.
Peggior giornataPartenza da Siviglia, Spagna (Giorno 132) – vento contrario, ghiaia instabile e un paesaggio desolato, concluso con un wild camp a bordo strada, tra i rifiuti.
Peggior grattacapoProblema con il nastro paranipple. Dopo aver sostituito alcuni raggi, non sapevamo che i cerchi Andra funzionano solo con il nastro paranipple in stoffa ad alta pressione Schwalbe. Qualsiasi altro nastro provoca forature e spesso danni irreparabili alle camere d’aria. Ci sono volute settimane, numerose camere d’aria e diverse visite ai negozi di bici prima di capirlo. Un vero incubo!
Errore più grandeIn Perù, avremmo dovuto passare prima dal fornello a benzina alle bombole a gas. Il nostro fornello a benzina (Primus Omnifuel) ha iniziato a dare problemi fino a smettere di funzionare del tutto, lasciandoci senza un mezzo per cucinare sulle Ande.
Sorpresa più piacevoleLa gioia di pedalare con altri ciclisti incontrati sulla strada.
Modelli di biciThorn Nomad Mk3 e Oxford Bike Works Tour, entrambi con speedhub Rohloff.
ModificheAumento della larghezza degli pneumatici e rimozione dei parafanghi. Saldatura di una piastra extra sul telaio per rinforzare gli attacchi del porta borraccia.
Avremmo voluto installareFreni a disco invece di quelli sui cerchi, per evitare l’usura dei cerchi delle ruote.
Pneumatici generalmente usatiSchwalbe Marathon Tour Plus 28×1.75 con camere d’aria Schwalbe Air Plus.
Configurazione dei bagagliTante borse Ortlieb.
Felici di aver portatoSedie Helinox.
Avremmo voluto portareGuanti più caldi in alcuni momenti.
Avremmo voluto NON portareAbbiamo eliminato i piatti il secondo giorno.
IncidentiAlcuni momenti pericolosi con il traffico negli Stati Uniti e vicino a un canyon in Perù, ma niente di grave.
Problemi alla biciNastro del cerchione, usura dei cerchi, attacchi del porta borraccia che hanno richiesto rinforzi.
Comprereste la stessa bici di nuovo?Sì.
Un consiglio per chi vuole iniziare il cicloturismoNon rimandare.
C’è un solo modo di viaggiare in bici: il tuo. Non preoccuparti troppo di confrontarti con gli altri.
Filosofia di viaggioIl destino, per quanto imprevedibile, alla fine si prenderà cura di te.
Destinazioni consigliatePerù, Repubblica d’Irlanda, Baja California.

 

AURORA – Il piacere di scrivere a mano

Il prossimo libro sull’America Latina sarà scritto con una penna made in Italy di marca AURORA

Per parlare della passione per la scrittura che mi accompagna da anni, vorrei iniziare sottolineando che, nonostante abbia trascorso gran parte della mia vita lavorativa davanti allo schermo di un computer, conservo ancora l’abitudine di annotare il mio diario di viaggio con carta e penna, all’antica.

Patagonia argentina, Laguna del Desierto – Il momento “Caro diario”

Iniziamo, dunque, parlando del mio cheapeskine, la carta su cui scrivo.

Alcuni di voi ricorderanno come il taccuino Moleskine sia diventato famoso grazie a scrittori del calibro di Bruce Chatwin e Luis Sepúlveda, che lo utilizzavano per raccogliere i loro appunti. Poco prima della partenza per un viaggio, mi recai in un negozio per acquistarne uno, ma sulla mensola, accanto al celebre quaderno, ne vidi un altro. Era lì, solitario sullo scaffale, vicino al suo più famoso “parente”. Aveva ottima carta, ma un’orribile copertina rosa porcellino con fiori dorati e un prezzo ridicolmente basso. Mia figlia Lucrezia, che mi accompagnava, non appena lo vide, scoppiò a ridere e disse: “Dovresti assolutamente comprarlo, è così kitsch, la mamma ti sgriderà!”.
Non ci pensai due volte e lo acquistai immediatamente, sapendo che avrei fatto ridere mia moglie. Così nacque il mio cheapeskine. In fondo, è meglio un buon contenuto o un bel contenitore?

Dalla superficie della carta al segno lasciato dall’inchiostro.

La mia prima vera penna fu una stilografica Aurora, ricevuta in regalo nel 1968 in occasione della mia prima comunione. Qualche anno dopo, nel cassetto della mia scrivania, si aggiunse una roller verde, sempre della stessa marca, che nel mondo della scrittura è sinonimo di qualità artigianale e design italiano. Infine, una penna a sfera color argento, elegante, dono di un amico come augurio per il mio trasferimento in Canada.

Considerando che il nostro viaggio in America Latina sarà molto lungo e rappresenterà l’occasione per raccogliere molti pensieri di viaggio, tempo fa decisi di contattare l’azienda italiana per chiedere se fossero interessati a inserire, tra i loro “Autografi famosi”, anche quello di uno scrittore meno “famoso”, ma affezionato cliente da oltre 50 anni.

Dal 2025, anno nuovo, Aurora nuova

Arriviamo al presente, mentre mi trovo in aeroporto a Toronto in attesa della coincidenza per la California, scopro un messaggio in segreteria: una voce italiana mi comunica che l’azienda Aurora ha apprezzato la mia richiesta e desidera regalarmi una delle loro penne, che potrà accompagnarmi nel mio nuovo periplo in bicicletta. Dopo circa 500 km di pedalata, un intoppo mi ha costretto a tornare a casa per un breve periodo e questo rientro inaspettato è diventato l’occasione perfetta per ripartire con la nuova penna appena arrivata dall’Italia.

La mia nuova Aurora sarà accuratamente sistemata nella borsa della mia bicicletta, diretta in Baja California verso la fine di febbraio. Non avrà una vita facile, ma spero che possa essere protagonista di avventure memorabili. So che potrei perderla o rovinarla; se dovesse succedere, avrà una fine degna: in viaggio, anziché ad impolverarsi in un cassetto a casa.

Sono molto orgoglioso di aver ricevuto questo regalo e spero di essere un buon esempio per gli amanti della scrittura su carta. Allo stesso tempo, desidero dimostrare che tradizione e modernità possono convivere, dato che i miei taccuini non sono solo strumenti di scrittura, ma anche la base per il nostro blog e altri contenuti digitali.

Da oltre 100 anni…

Un ultimo consiglio per chi leggerà questo articolo: siamo sotto Natale, e spesso ci si affanna a cercare regali che finiscono per essere inutili. Perché non considerare, invece, una bella penna made in Italy? Sul loro sito ne troverete per ogni budget e, chissà, potreste persino ispirare qualcuno a riscoprire il piacere della scrittura a mano, lontano dalla tastiera.

À VÉLO JUSQU’À LA FIN DEL MUNDO

Et finalement, nous y sommes arrivés ! Le livre, déjà publié en italien, est maintenant disponible en français.
Pour la version papier, on peut l’acheter sur tous les sites d’Amazon où on trouve également la version Kindle: À VÉLO JUSQU’À LA FIN DEL MUNDO.
Pour ceux qui préfèrent lire en format “epub”, le livre est disponible sur Google Books.
Bien que le livre soit principalement destiné aux passionnés de cyclotourisme, il saura également susciter l’intérêt de tous ceux qui ont un esprit d’aventure et qui aiment voyager. Une bonne idée pour un cadeau de Noël.

Naturalmente chi vorrà comperare la versione italiana, anche quella sarà sempre disponibile sui medesimi siti.



Sulla rivista Cicloturismo di settembre 2024 c’è il nostro tour sul San Lorenzo

Non siamo ancora ripartiti, però chi non avesse letto il nostro resoconto sul viaggio nel Golfo di San Lorenzo può comperare il numero di settembre della rivista Cicloturismo.
Ed anche una piccola pubblicità del nostro libro sul viaggio in Patagonia

Dopo agosto, anche questo mese la rivista Cicloturismo ha pubblicato un nostro articolo e si parlerà del nostro viaggio nel Golfo di San Lorenzo.

Il ponte della Confederazione che porta sulla Prince Edward Island

Se qualcuno non volesse o non potesse acquistare la rivista in edicola è possibile scaricare la versione elettronica per soli 3,80 € dal sito dell’editore a questo link: https://www.compagniaeditoriale1976.it/testata/cicloturismo/cicloturismo-in-edicola/

Ci sarà anche un riferimento al libro pubblicato questa estate che è possibile ordinare su Amazon (tutti i siti Amazon vanno bene, dal .it al .fr al .jp) così con le prossime royalties invece di un semplice Big Mac da McDonald’s potremo andare a farci una pizza (non pretendiamo Bottura per adesso).
Il libro non è dedicato solo ai ciclisti, ma anche a chiunque ami viaggiare.

A breve, oltre alla versione italiana, ci sarà anche quella in francese.

La rivista Cicloturismo pubblica un articolo sul nostro viaggio a Cuba

Nel numero di agosto 2024, la rivista Cicloturismo ha pubblicato un nostro nuovo articolo.

Siamo passanti anche da lì

Se qualcuno non volesse o non potesse acquistare la rivista in edicola è possibile scaricare la versione elettronica per soli 3,80 € dal sito dell’editore a questo link: https://www.compagniaeditoriale1976.it/testata/cicloturismo/cicloturismo-in-edicola/

BIG AGNES – La comodità è importante, le sedie Skyline Ul

Dopo tre anni e più di 20.000 km percorsi in diversi continenti, abbiamo riflettuto su cosa aggiungere al nostro bagaglio ed abbiamo analizzato l’attrezzatura non indispensabile di certi cicloturisti incrociati sulla strada.

Ci sono i duri e puri che viaggiano calcolando i microgrammi del loro bagaglio e poi ci sono coloro che percorrono gli stessi chilometri, ma cercano anche un po’ di comodità dopo una giornata sulla strada. Seguivamo su YouTube i viaggi di una coppia tedesca che ci aveva colpito per la simpatia (Louisa e Tobi). Quando inviammo loro un questionario da pubblicare sul nostro blog ci colpì ciò che loro avevano detto a proposito dell’oggetto che erano contenti di aver portato: le loro sedie da campeggio.

Chi conosce il peso di una bici da viaggio potrebbe stortare il naso pensando a questo oggetto inutile, ma io ho riflettuto considerando anche la mia età, come disse qualcuno quando superi i ** anni, entrare nella tenda è molto facile, il difficile è uscirne la mattina successiva.

Cominciammo a fare qualche ricerca e ci accorgemmo che tanti altri viaggiatori in bicicletta in giro per il mondo si trascinavano questo accessorio. Cercammo dei comparativi ed arrivammo alla nostra scelta le sedie Big Agnes Skyline Ul Chair.

Anche i cardinali voglio provare le nostre sedie (Cardinalis Cardinalis e sedie Big Agnes)

Queste sedie non sono le più leggere del mercato (794g), ma per la nostra esperienza abbiamo constatato che l’azienda ha creato un prodotto robusto che può essere caricato fino a 125 kg, ottimi sia l’imballaggio che la struttura in alluminio, nonché l’eccellente confort e la rapidità nell’assemblaggio.

Nel nostro primo viaggio con sedie al seguito non abbiamo avuto molte occasioni per usarle, ma ne siamo stati estremamente felici e come dice il loro slogan: now go sleep in the dirt!

Preparando la cena riparati dal vento vicino alle dune di Cape Hatteras, NC

Pubblicato il libro: IN BICICLETTA ALLA FIN DEL MUNDO

Ebbene sì, anche io non ho resistito ed ho voluto trascrivere il diario di uno dei miei viaggi in un libro.

Quello che ho pubblicato non è un romanzo, non è una guida turistica, ma lo definirei un racconto della nostra avventura sulla Carretera Austral e la Tierra del Fuego. Lo si può anche utilizzare come aiuto per pianificare il proprio viaggio in bici, in moto od anche come backpacker; molte indicazioni che ho segnato sono valide per chiunque voglie ripercorrere il nostro itinerario.

Il libro in versione cartacea è disponibile su Amazon a questo link: IN BICICLETTA ALLA FIN DEL MUNDO, sulla stessa pagina si può scaricare anche il formato Kindle.
Entrambe le versioni sono disponibili anche negli altri mercati Amazon (USA, Francia, UK, Germania, Spagna, Olanda, Polonia, Finlandia, Giappone, Canada, Australia).


A breve uscirà anche la versione francese del libro, si accettano volontari per la traduzione in inglese e spagnolo :-).

REVELATE DESIGNS – Dall’Alaska con furore

Parlando di borse da bici, già dal nostro primo lungo viaggio di cicloturismo eravamo equipaggiati con attrezzatura di buona qualità, ma sapevamo che il tempo speso a pedalare ci avrebbe fatto capire cosa migliorare. Dopo il secondo viaggio le nostre esigenze sono più chiare e per i giri futuri decidiamo di voler utilizzare una configurazione mista bikepacking e paniers. È infatti lungo il Southern Tier che proviamo per la prima volta i prodotti di Revelate Designs, un’azienda fondata nel 2007 ad Anchorage, in Alaska.
Cosa dire di questo marchio? Che allestire una bici con i loro articoli costa parecchio, ma si ha un ritorno di qualità eccezionale ed una serietà del customer service che merita 10 e lode.

Per prima cosa volevamo cambiare le borse da manubrio, le precedenti non erano impermeabili, e così abbiamo scelto la loro configurazione Harness + Saltyroll + EgressPocket (oramai quest’ultima per noi è diventata la nostra Gucci). Queste borse sono prodotte con materiali di alta gamma, perfettamente impermeabili e versatili.
Potremmo suggerire solo una piccola miglioria al Saltyroll: aggiungere una valvola di sfiato.

Il kit Revelate da manubrio (Gulf Islands National Seashore, FL)

Tornati dalla costa del Pacifico, abbiamo notato che il bordo di una delle due EgressPocket era leggermente scollato (1 cm), abbiamo mandato una fotografia all’azienda precisando che il problema era solo su questa borsa. Revelate ha voluto anche una fotografia della seconda borsa e, anche se noi non vedevamo nulla, secondo loro  dopo così poco tempo l’usura era anormale. Ci venne quindi chiesto di fare un reso di entrambe le borse a loro spese e dopo poco tempo il corriere ci ha consegnato a casa due nuove EgressPocket (Brooks impara 😡).

All’uscita da El Chaltén, verso la Ruta 40 in Patagonia

Un giorno, passando in un negozio sportivo di Portland (ME) ci ritroviamo davanti ad uno scaffale con due povere Mountain Feedbag, erano le ultime dello scaffale, erano lì, sole solette, oramai la stagione era quasi finita, rischiavano di finire in magazzino fino alla primavera successiva. La tentazione era troppo forte e così abbiamo fatto un regalo al nostro manubrio. Ottimo il sistema di apri-e-chiudi con una sola mano, tanto buono che un colosso dello sport mondiale ha copiato il loro sistema per una borsa identica.
Vicino erano rimaste anche due piccole borse per la forcella e così tornammo a casa anche con un paio di Polecat. Comode, impermeabili e robustissime.

È da un po’ di tempo che cercavamo il modo di riempire il triangolo del telaio per aumentare la nostra capacità di carico e dopo lunghe ricerche di mercato, finalmente ci regaliamo due magnifiche Ranger Frame Bag. Nel catalogo dell’azienda ci sono diverse opzioni per diversi tipi di telaio e il loro sito offre degli strumenti abbastanza precisi per aiutare la scelta sia del modello che della taglia. Si scaricano dei file PDF, si stampano e si fa un collage per verificare che la borsa si adatti perfettamente alla nostra bici.
Da notare che secondo il sito bikepacking.com, la referenza mondiale in termini di bikepacking, la Ranger è stata definita tra le migliore attrezzature già nel 2016.
Abbiamo usato la Ranger durante i nostri ultimi due viaggi e siamo contentissimi della scelta, siamo cosi riusciti ad evitare di ordinare borse su misura più costose e con tempi di consegna più lunghi.

L’ultimo articolo Revelate che ormai ci accompagna in ogni viaggio sono le borsette per il tubo superiore, le Gas tank.  Inizialmente usavamo due Apidura, un buon marchio inglese, che offre prodotti molto leggeri, ma che abbiamo trovato piu adatti ad un uso non troppo intenso e da strada, certamente i materiali sono meno robusti di ciò che offrono gli americani di Revelate. Personalmente devo dire che ci trovo due piccoli difetti, sono minimi e non mi impediscono di dare un ottimo voto anche a questo gadget. 1. La gestione della zip con una mano non è molto facile perché le cerniere non sono molto scorrevoli. 2. Il velcro interno non è molto utile posizionato in centro se si usa la Gas Tank per il cellulare o oggetti un po’ lunghi, forse sarà più utilizzato da chi la usa per metterci barrette e caramelle. Quale è la morale della recensione? Che per la mia esperienza Revelate Designs è il top del bikepacking e spero che non cambino mai la qualità dei loro prodotti e del loro servizio alla clientela!

Le nostre bici nella fotografia di apertura del nostro articolo sulla rivista Cicloturismo per il viaggio in Italia.