Peccato che non lo abbiano inventato prima

L’articolo di oggi è dedicato ai cicloviaggiatori, quindi chiediamo scusa “ai non addetti”. Consideratelo come una pausa pubblicitaria.

Domanda: Perché un cicloviaggiatore dovrebbe acquistare un gadget come il Biri, quando esistono i classici cavalletti che tutti conosciamo fin dalla nostra prima biciclettina?
Risposta: Perché il Biri è semplicemente una soluzione migliore, e i motivi non mancano.

Durante i nostri viaggi ci capitava spesso di dover parcheggiare la bici in assenza di muri, pali o alberi a cui appoggiarla. Senza cavalletto, finivamo per metterla a terra, una soluzione tutt’altro che ideale o pratica.
Poi vedemmo un famoso cicloviaggiatore italiano con un bastone di legno al seguito e copiammo subito l’idea, anche se non era un’alternativa perfetta. Tempo dopo, incontrammo un americano che usava un bastone pieghevole in metallo, ma a nostro avviso aveva il difetto di essere pesante e poco versatile, perchè con altezza fissa.
Facendo qualche ricerca su internet, siamo capitati quasi per caso sul BIRI, è stata come una piccola rivelazione così abbiamo deciso di contattare direttamente il produttore per avere più informazioni.

L’azienda italiana Bikerando ha ideato un “cavalletto telescopico” che rispondeva perfettamente a tutte le nostre esigenze e ci ha offerto un paio di esemplari da portare con noi nel nostro viaggio in Sud America.
Di seguito riportiamo le schede tecniche dei due modelli disponibili, così come presentate sul sito del produttore.

Il BIRI Pro è dotato di un sistema di bloccaggio chiamato Light Lock System, che garantisce una sicurezza e una robustezza senza precedenti. Grazie a questo sistema, non ci sarà più il rischio di vedere la propria bici a terra, anche in caso di vento o di terreno irregolare.
Questo cavalletto in carbonio è perfetto per ciclo viaggiatori e bikepackers, ma anche per ciclisti urbani che vogliono parcheggiare la propria bici in modo sicuro e comodo. Il BIRI Pro è leggero e facile da trasportare, e si adatta a qualsiasi tipo di bici, dalle gravel alle mountain bike ed anche le e-bike.

Il BIRI Advanced in alluminio aeronautico è un prodotto innovativo e rivoluzionario nel mondo delle biciclette. Si tratta del primo cavalletto per bici al mondo telescopico e portatile, che si adatta a tutte le bici, di qualunque peso e dimensione. È un brevetto italiano, fabbricato in Italia con i migliori materiali in commercio.
Il BIRI Advanced è dotato di un sistema di bloccaggio chiamato Light Lock System, che garantisce una sicurezza e una robustezza senza precedenti. Grazie a questo sistema, non ci sarà più il rischio di vedere la propria bici a terra, anche in caso di vento o di terreno irregolare. Questo cavalletto in alluminio aeronautico è perfetto per ciclo viaggiatori e bikepackers, ma anche per ciclisti urbani che vogliono parcheggiare la propria bici in modo sicuro e comodo. Il BIRI Advanced è leggero e facile da trasportare, e si adatta a qualsiasi tipo di bici, dalle gravel alle mountain bike ed anche le e-bike.

 BIRI PROBIRI ADVANCED
PESO130 gr170 gr
LUNGHEZZA CHIUSO50 cm
LUNGHEZZA MAX110 cm
MATERIALECarbonio al 90%Alluminio Aeronautico Verniciato Nero
DIAMETRO1,8 cm
CAPACITA’ DI CARICO100 kgfino a 60 kg

Nella confezione l’azienda offre un supporto in plastica per fissarlo al telaio, noi preferiamo metterlo sotto il manubrio per poterlo estrarre velocemente in caso di bisogno, inoltre il nostro telaio è già completamente occupato dagli strap della frame bag.


Ora veniamo al motivo per cui abbiamo abbandonato del tutto l’idea di usare un cavalletto classico, singolo o doppio: spesso non è abbastanza robusto per sostenere una bici carica ed il suo peso va dai 150 grammi a più di 500. Inoltre, potrebbe non essere compatibile con una nuova bici, risulta scomodo da spostare da un telaio all’altro in caso di bisogno e, cosa più importante, è poco stabile su terreni irregolari a causa del baricentro troppo basso.

Il BIRI, al contrario, è telescopico e regolabile, leggero e poco ingombrante, caratteristiche importanti quando si viaggia con una minuziosa gestione del carico.
Oltre all’eccellente stabilità che ci ha subito convinti, dopo lunghi mesi di viaggio nelle Americhe abbiamo scoperto anche un uso alternativo e inaspettato di questo gadget. In zone dove è comune incontrare cani aggressivi (un vero incubo per i cicloviaggiatori e lo scriviamo pensando a un paio di spaventi e un attacco da parte di un pitbull), il BIRI, tenuto a portata di mano sulla borsa da manubrio, può essere sfilato rapidamente per difendersi. Siamo amanti degli animali e crediamo che non si debba mai far loro del male; per esperienza, spesso basta un semplice gesto senza nemmeno sfiorarli. Il BIRI non è nato per questo, ma in certe situazioni può davvero tornare utile. Tanti viaggiatori sanno di cosa stiamo parlando per esperienze vissute, meglio della pietra invisibile.

Che altro dire? A noi è piaciuto dalla prima sosta e dopo cinque mesi ed oltre 6.500 km di uso continuo, ci sentiamo di dire che è una eccellente scelta per tutti i cicloviaggiatori e lo consigliamo a tutti. È il più piacevole peso che carichiamo sulla nostra bici, senza rimpianti.


AURORA – Il piacere di scrivere a mano

Il prossimo libro sull’America Latina sarà scritto con una penna made in Italy di marca AURORA

Per parlare della passione per la scrittura che mi accompagna da anni, vorrei iniziare sottolineando che, nonostante abbia trascorso gran parte della mia vita lavorativa davanti allo schermo di un computer, conservo ancora l’abitudine di annotare il mio diario di viaggio con carta e penna, all’antica.

Patagonia argentina, Laguna del Desierto – Il momento “Caro diario”

Iniziamo, dunque, parlando del mio cheapeskine, la carta su cui scrivo.

Alcuni di voi ricorderanno come il taccuino Moleskine sia diventato famoso grazie a scrittori del calibro di Bruce Chatwin e Luis Sepúlveda, che lo utilizzavano per raccogliere i loro appunti. Poco prima della partenza per un viaggio, mi recai in un negozio per acquistarne uno, ma sulla mensola, accanto al celebre quaderno, ne vidi un altro. Era lì, solitario sullo scaffale, vicino al suo più famoso “parente”. Aveva ottima carta, ma un’orribile copertina rosa porcellino con fiori dorati e un prezzo ridicolmente basso. Mia figlia Lucrezia, che mi accompagnava, non appena lo vide, scoppiò a ridere e disse: “Dovresti assolutamente comprarlo, è così kitsch, la mamma ti sgriderà!”.
Non ci pensai due volte e lo acquistai immediatamente, sapendo che avrei fatto ridere mia moglie. Così nacque il mio cheapeskine. In fondo, è meglio un buon contenuto o un bel contenitore?

Dalla superficie della carta al segno lasciato dall’inchiostro.

La mia prima vera penna fu una stilografica Aurora, ricevuta in regalo nel 1968 in occasione della mia prima comunione. Qualche anno dopo, nel cassetto della mia scrivania, si aggiunse una roller verde, sempre della stessa marca, che nel mondo della scrittura è sinonimo di qualità artigianale e design italiano. Infine, una penna a sfera color argento, elegante, dono di un amico come augurio per il mio trasferimento in Canada.

Considerando che il nostro viaggio in America Latina sarà molto lungo e rappresenterà l’occasione per raccogliere molti pensieri di viaggio, tempo fa decisi di contattare l’azienda italiana per chiedere se fossero interessati a inserire, tra i loro “Autografi famosi”, anche quello di uno scrittore meno “famoso”, ma affezionato cliente da oltre 50 anni.

Dal 2025, anno nuovo, Aurora nuova

Arriviamo al presente, mentre mi trovo in aeroporto a Toronto in attesa della coincidenza per la California, scopro un messaggio in segreteria: una voce italiana mi comunica che l’azienda Aurora ha apprezzato la mia richiesta e desidera regalarmi una delle loro penne, che potrà accompagnarmi nel mio nuovo periplo in bicicletta. Dopo circa 500 km di pedalata, un intoppo mi ha costretto a tornare a casa per un breve periodo e questo rientro inaspettato è diventato l’occasione perfetta per ripartire con la nuova penna appena arrivata dall’Italia.

La mia nuova Aurora sarà accuratamente sistemata nella borsa della mia bicicletta, diretta in Baja California verso la fine di febbraio. Non avrà una vita facile, ma spero che possa essere protagonista di avventure memorabili. So che potrei perderla o rovinarla; se dovesse succedere, avrà una fine degna: in viaggio, anziché ad impolverarsi in un cassetto a casa.

Sono molto orgoglioso di aver ricevuto questo regalo e spero di essere un buon esempio per gli amanti della scrittura su carta. Allo stesso tempo, desidero dimostrare che tradizione e modernità possono convivere, dato che i miei taccuini non sono solo strumenti di scrittura, ma anche la base per il nostro blog e altri contenuti digitali.

Da oltre 100 anni…

Un ultimo consiglio per chi leggerà questo articolo: siamo sotto Natale, e spesso ci si affanna a cercare regali che finiscono per essere inutili. Perché non considerare, invece, una bella penna made in Italy? Sul loro sito ne troverete per ogni budget e, chissà, potreste persino ispirare qualcuno a riscoprire il piacere della scrittura a mano, lontano dalla tastiera.

BIG AGNES – La comodità è importante, le sedie Skyline Ul

Dopo tre anni e più di 20.000 km percorsi in diversi continenti, abbiamo riflettuto su cosa aggiungere al nostro bagaglio ed abbiamo analizzato l’attrezzatura non indispensabile di certi cicloturisti incrociati sulla strada.

Ci sono i duri e puri che viaggiano calcolando i microgrammi del loro bagaglio e poi ci sono coloro che percorrono gli stessi chilometri, ma cercano anche un po’ di comodità dopo una giornata sulla strada. Seguivamo su YouTube i viaggi di una coppia tedesca che ci aveva colpito per la simpatia (Louisa e Tobi). Quando inviammo loro un questionario da pubblicare sul nostro blog ci colpì ciò che loro avevano detto a proposito dell’oggetto che erano contenti di aver portato: le loro sedie da campeggio.

Chi conosce il peso di una bici da viaggio potrebbe stortare il naso pensando a questo oggetto inutile, ma io ho riflettuto considerando anche la mia età, come disse qualcuno quando superi i ** anni, entrare nella tenda è molto facile, il difficile è uscirne la mattina successiva.

Cominciammo a fare qualche ricerca e ci accorgemmo che tanti altri viaggiatori in bicicletta in giro per il mondo si trascinavano questo accessorio. Cercammo dei comparativi ed arrivammo alla nostra scelta le sedie Big Agnes Skyline Ul Chair.

Anche i cardinali voglio provare le nostre sedie (Cardinalis Cardinalis e sedie Big Agnes)

Queste sedie non sono le più leggere del mercato (794g), ma per la nostra esperienza abbiamo constatato che l’azienda ha creato un prodotto robusto che può essere caricato fino a 125 kg, ottimi sia l’imballaggio che la struttura in alluminio, nonché l’eccellente confort e la rapidità nell’assemblaggio.

Nel nostro primo viaggio con sedie al seguito non abbiamo avuto molte occasioni per usarle, ma ne siamo stati estremamente felici e come dice il loro slogan: now go sleep in the dirt!

Preparando la cena riparati dal vento vicino alle dune di Cape Hatteras, NC

REVELATE DESIGNS – Dall’Alaska con furore

Parlando di borse da bici, già dal nostro primo lungo viaggio di cicloturismo eravamo equipaggiati con attrezzatura di buona qualità, ma sapevamo che il tempo speso a pedalare ci avrebbe fatto capire cosa migliorare. Dopo il secondo viaggio le nostre esigenze sono più chiare e per i giri futuri decidiamo di voler utilizzare una configurazione mista bikepacking e paniers. È infatti lungo il Southern Tier che proviamo per la prima volta i prodotti di Revelate Designs, un’azienda fondata nel 2007 ad Anchorage, in Alaska.
Cosa dire di questo marchio? Che allestire una bici con i loro articoli costa parecchio, ma si ha un ritorno di qualità eccezionale ed una serietà del customer service che merita 10 e lode.

Per prima cosa volevamo cambiare le borse da manubrio, le precedenti non erano impermeabili, e così abbiamo scelto la loro configurazione Harness + Saltyroll + EgressPocket (oramai quest’ultima per noi è diventata la nostra Gucci). Queste borse sono prodotte con materiali di alta gamma, perfettamente impermeabili e versatili.
Potremmo suggerire solo una piccola miglioria al Saltyroll: aggiungere una valvola di sfiato.

Il kit Revelate da manubrio (Gulf Islands National Seashore, FL)

Tornati dalla costa del Pacifico, abbiamo notato che il bordo di una delle due EgressPocket era leggermente scollato (1 cm), abbiamo mandato una fotografia all’azienda precisando che il problema era solo su questa borsa. Revelate ha voluto anche una fotografia della seconda borsa e, anche se noi non vedevamo nulla, secondo loro  dopo così poco tempo l’usura era anormale. Ci venne quindi chiesto di fare un reso di entrambe le borse a loro spese e dopo poco tempo il corriere ci ha consegnato a casa due nuove EgressPocket (Brooks impara 😡).

All’uscita da El Chaltén, verso la Ruta 40 in Patagonia

Un giorno, passando in un negozio sportivo di Portland (ME) ci ritroviamo davanti ad uno scaffale con due povere Mountain Feedbag, erano le ultime dello scaffale, erano lì, sole solette, oramai la stagione era quasi finita, rischiavano di finire in magazzino fino alla primavera successiva. La tentazione era troppo forte e così abbiamo fatto un regalo al nostro manubrio. Ottimo il sistema di apri-e-chiudi con una sola mano, tanto buono che un colosso dello sport mondiale ha copiato il loro sistema per una borsa identica.
Vicino erano rimaste anche due piccole borse per la forcella e così tornammo a casa anche con un paio di Polecat. Comode, impermeabili e robustissime.

È da un po’ di tempo che cercavamo il modo di riempire il triangolo del telaio per aumentare la nostra capacità di carico e dopo lunghe ricerche di mercato, finalmente ci regaliamo due magnifiche Ranger Frame Bag. Nel catalogo dell’azienda ci sono diverse opzioni per diversi tipi di telaio e il loro sito offre degli strumenti abbastanza precisi per aiutare la scelta sia del modello che della taglia. Si scaricano dei file PDF, si stampano e si fa un collage per verificare che la borsa si adatti perfettamente alla nostra bici.
Da notare che secondo il sito bikepacking.com, la referenza mondiale in termini di bikepacking, la Ranger è stata definita tra le migliore attrezzature già nel 2016.
Abbiamo usato la Ranger durante i nostri ultimi due viaggi e siamo contentissimi della scelta, siamo cosi riusciti ad evitare di ordinare borse su misura più costose e con tempi di consegna più lunghi.

L’ultimo articolo Revelate che ormai ci accompagna in ogni viaggio sono le borsette per il tubo superiore, le Gas tank.  Inizialmente usavamo due Apidura, un buon marchio inglese, che offre prodotti molto leggeri, ma che abbiamo trovato piu adatti ad un uso non troppo intenso e da strada, certamente i materiali sono meno robusti di ciò che offrono gli americani di Revelate. Personalmente devo dire che ci trovo due piccoli difetti, sono minimi e non mi impediscono di dare un ottimo voto anche a questo gadget. 1. La gestione della zip con una mano non è molto facile perché le cerniere non sono molto scorrevoli. 2. Il velcro interno non è molto utile posizionato in centro se si usa la Gas Tank per il cellulare o oggetti un po’ lunghi, forse sarà più utilizzato da chi la usa per metterci barrette e caramelle. Quale è la morale della recensione? Che per la mia esperienza Revelate Designs è il top del bikepacking e spero che non cambino mai la qualità dei loro prodotti e del loro servizio alla clientela!

Le nostre bici nella fotografia di apertura del nostro articolo sulla rivista Cicloturismo per il viaggio in Italia.

VOILE – Le cinghie versatili per il cicloturismo

Che si viaggi con le classiche borse agganciate al portapacchi o in bikepacking, si ha sempre bisogno di “agganciare” con sicurezza qualche cosa. Noi avevamo iniziato a viaggiare con cinghie recuperate dal nostro vecchio materiale da montagna, poi abbiamo scoperto questo marchio americano ed abbiamo aggiornato il nostro corredo.
Il nome è francofono, ma l’azienda è nata e risiede in uno degli stati più “MTB” del mondo : lo Utah! Per la cronaca, il nome non si pronuncia vuàl, ma vò-lay e questo è il link al loro sito: https://www.voile.com/. Come ciclista, tralascio tutta la gamma dei loro prodotti per lo sci e voglio solo elogiare le famose cinghie estremamente polivalenti e perfette anche per il cicloturismo.


Ne esistono di svariate misure per legare oggetti con circonferenza da 2,5 cm a 75,5 cm circa , la robustezza della fascia (poliuretano UV resistente) è a prova di qualsiasi sollecitazione ed hanno fibbie in nylon o alluminio. Da notare che si possono anche agganciare tra di loro per aumentarne la lunghezza utile. L’aggancio/sgancio e la regolazione della lunghezza sono facili e rapidissimi e, cosa che non guasta, non scivolano, non reagiscono agli sbalzi di temperatura estremi, durano nel tempo e sono anche ben colorate.

In fondo alle borse ne abbiamo sempre un paio di scorta, sono leggere, poco ingombranti e durante un lungo viaggio, capita spesso di dover agganciare una carico supplementare come un bottiglione d’acqua, una borsa della spesa, delle scarpe bagnate, od un avanzo di pizza…

Pagina Instagram dell’azienda con una delle nostre bici sul traghetto per il New Jersey

Nelle foto seguenti qualche uso delle nostre Voile.

BROOKS – Un altro caso di pessimo servizio alla clientela

Quando acquistammo le nostre bici da viaggio, decidemmo di scegliere solo prodotti di qualità ed arrivati alla scelta della sella decidemmo per il marchio Brooks, probabilmente la sella più utilizzata al mondo dai cicloviaggiatori.

Manuela usa una B17 Short della quale è contentissima; onestamente dico che, da quando ha completato il rodaggio, non usa nemmeno i pantaloncini imbottiti. Io comprai una B17 Carved (quella con il taglio centrale come suggerito ai maschietti), non fui così fortunato e qui comincia la mia storia.

Non sono mai stato contentissimo della mia scelta, ho impiegato molti chilometri prima di rodarla, ma i problemi sono arrivati più o meno dopo 10.000 km. Tornato a casa da un viaggio, noto che la parte destra è meno affossata di quella sinistra, con evidenti scompensi di postura durante la pedalata (sarò io storto? Assolutamente no, il mio fisioterapista mi ha confermato che sono diritto). Scrivo a Brooks, dicendo da subito che ho sempre seguito i loro suggerimenti di manutenzione, l’azienda mi risponde suggerendo di modificare il modo di usare i lacci e di fare due giri di 360° della vite tensionatrice. Eseguo, faccio altri 1.000 km e nulla è cambiato, riscrivo e loro mi dicono di fare altri due giri da 360°. Risultato? Nulla. Riscrivo per la terza volta e non mi rispondono più. Ci riprovo dopo un altro viaggio di 700 km e loro mi dicono che dalle nuove fotografie inviate non risultano anomalie. Questo va e vieni è durato quasi 10 mesi.


Non demordo e provo con l’azienda italiana proprietaria del marchio, la Selle Royal. La loro risposta è molto semplice:

  • Nelle fotografie (fatte in casa con un cellulare ed una livella) non si riscontrano difetti.
  • La tua manutenzione non è corretta. Come fanno a dirlo???. Ho sempre tirato i lacci, girato la vite, usato il loro grasso e coperta in caso di umidità. Cosa fare di più??? Avrei dovuto farlo in presenza di un notaio?
  • Con un giro di parole, mi fanno capire che forse la mia scelta di sella è sbagliata. Ho sbagliato a scegliere una B17 Carved perché peso 82 kg? Mi sembra abbastanza standard per un uomo e sul loro sito non esiste alcuna indicazione sul limite di peso come invece è fatto su altri siti come Selle Anatomica.
  • Poi mi dicono: “Brooks offre la possibilità di estendere la garanzia standard delle selle in cuoio a dieci anni totali per difetti tecnici o mal funzionamenti, ma non copre i reclami per mancato comfort o la necessità di provare un modello diverso.” Praticamente, diciamo che ti diamo 10 anni di garanzia, ma se possiamo trovare una scusa per evitare di accontentarti la utilizzeremo per risparmiare. Io non recrimino il comfort, ma che la pelle della sella ha ceduto in maniera anomala e prematuramente, dopo solo un anno di uso.

La mia morale è la seguente.

La B17 Brooks è un’ottima sella, ma purtroppo si deve sperare che non succeda nulla o che il danno (come spezzarla in due) sia evidente perché altrimenti loro se ne fregano altamente.

Forse sarò stato abituato troppo bene dal servizio clienti nord-americano, poiché le rare volte che ho segnalato un minimo problema ad un mio acquisto sono stato subito ascoltato con la sostituzione del prodotto. Forse alla Brooks ed alle Selle Royal non interessa il passa parola dei clienti scontenti.

Per la cronaca io ho speso circa 150 euro per la mia sella e posso permettermi di comprarne un’altra, ma sicuramente non sarà più una Brooks, ci sono altri produttori ottimamente quotati che offrono selle in cuoio. Tra essi c’è l’americana Selle Anatomica (https://selleanatomica.com/collections/saddles-1) e la francese Berthoud (https://berthoudcycles.fr/fr/content/17-les-selles). Selle che a detta di molte recensioni non richiedono lunghi periodi di rodaggio come per le Brooks e che hanno un servizio alla clientela efficente.

Come diceva un grande umorista canadese: “Anche se sei piccolo puoi essere molto fastidioso, prova a dormire in una tenda con dentro una zanzara”.

Un eccellente marchio di luci per bici

In cerca di una coppia di luci per bicicletta adatte alle nostre necessità di ciclisti e cicloviaggiatori, dopo qualche ricerca su Internet, tempo fa abbiamo comprato ed iniziato ad utilizzare i prodotti della marca Olight.
Quali sono, secondo noi, i parametri da controllare quando si acquista una luce?

  • Una buona potenza in lumen;
  • Una buona durata della batteria;
  • Un buon rapporto qualità-prezzo.

I nostri primi acquisti furono la Olight RN400, una luce anteriore sufficientemente potente e, come luce posteriore, la SEEMEE 30 LED, molto piccola, con un’eccellente autonomia ed un prezzo competitivo. Queste luci ci hanno accompagnato in vari viaggi in Nord e Sud America ed in Europa e sono anche sempre attaccate alle nostre bici da strada per i giri urbani. Nel pacchetto del primo ordine ricevemmo un simpatico regalo, la 3E EOS, una torcia portachiavi che ha trovato il suo utilizzo come “lampadario” nella nostra tenda; circa 6 cm di lunghezza, meno di 20 g, 90 lumen, un bel gadget da tenere come luce di soccorso.
L’azienda Olight ha 16 sedi in giro per il mondo, ha ottenuto le più importanti certificazioni di qualità e abbiamo appurato personalmente che ha un ottimo servizio alla clientela ed un servizio di spedizione sempre molto rapido. Da clienti molto soddisfatti e con un passato professionale da “tecnici” di prodotti sportivi d’alta gamma, quest’anno abbiamo deciso di proporre all’azienda una collaborazione. Raccogliendo positivamente la nostra richiesta, la Olight ci ha inviato una luce anteriore ed una posteriore, rispettivamente la RN2000 e la RN120.

RN 2000

La RN2000 è dotata di due LED per una potenza massima di 2000 lumen. Cosa si può dire di questo “mostro” di potenza? Queste le caratteristiche tecniche principali:

  • 2000 lumen (molte lampade dei fari anabbaglianti di un’auto hanno spesso una potenza inferiore);
  • Durata massima 17 ore (naturalmente non al massimo della potenza 😉);
  • Ricarica USC-C;

Tra le altre caratteristiche innovative:

  • Un sensore di luce integrato che passa automaticamente ad un’impostazione più luminosa quando si entra in un tunnel;
  • Un telecomando wireless, per le funzioni di accensione/spegnimento e di cambio modalità al manubrio, posizionabile anche lontano dalla lampada per gestire meglio le varie funzioni;
  • Alimentata da due batterie integrate con una capacità fino a 6700 mAh;
  • Porta USB-C integrata che consente di ricaricare la batteria o alimentare il computer da bici, smartphone o altri dispositivi mentre si è in movimento;
  • Impermeabilità IPX6;
  • Corpo in alluminio;
  • Facile da montare e smontare: supporto universale Garmin stile quarto di giro. Adatto per manubri da 28 mm, 31,8 mm e 35 mm.
Contenuto della confezione

La RN2000, un supporto a fascetta con attacco Garmin ed un supporto con attacco GoPro, il telecomando, un piccolo velcro per fissare il telecomando, un cavetto USB-C per la ricarica, tre fascette di differente lunghezza con una chiave a brugola per il supporto.

Il nostro giudizio dopo il test.

Abbiamo provato la RN2000 in aperta campagna ed in una zona completamente buia. Le immagini seguenti sono state fatte a circa 5-10-15 metri, il soggetto è perfettamente visibile. Cosa dire della potenza? Un’auto ad oltre cento metri ci ha lampeggiato chiedendo di “abbassare” il faro, direi che questo segnale ci ha fatto capire quanto questa luce sia potente.

RN120

La RN120 è una lampada posteriore da 120 lumen. Queste le caratteristiche tecniche principali:

  • Ricaricabile con USB
  • Visibilità a 260 ° e fino a 1500 metri,
  • È possibile montarla sotto la sella e su diversi reggisella.
  • Durata massima della batteria: 20 ore

Con un doppio clic si modifica la modalità. Con un clic, si passa dalla modalità fissa a quella lampeggiante; la sua funzione di memoria permette di riaccenderla come durante l’ultimo utilizzo.

Contenuto della confezione

La RN120, un supporto a fascetta, un supporto “sottosella” con due fascette a strap per una maggiore sicurezza, un cavetto USB.

Il nostro giudizio dopo il test

Ottima visibilità anche da lontano e molto comodo l’aggancio sottosella. Visibile anche da una grande distanza.

Il nostro giudizio dopo il test.

Il nostro primo test è stato fatto di sera in città e quindi con un po’ di disturbi “luminosi”, ma come si può vedere nelle immagini seguenti, il risultato è ottimo, la potenza di questa luce è perfetta per essere visti anche a grande distanza. I ganci per montarla sono facili da istallare e molto stabili (vengono fornite anche due fascette a strap per essere sicuri di non perdere nulla).
Per motivi di sicurezza noi abbiamo l’abitudine di utilizzare la luce posteriore sempre, anche in pieno giorno in modalità lampeggiante.

Conclusioni

Ad oggi abbiamo provato le nostre nuove luci girando per la campagna bresciana, ma le prime impressioni sono più che ottime. Optare per una luce potente è un’ottima scelta, spendere qualcosina di più per la propria sicurezza è un buon investimento, soprattutto in un paese come l’Italia in cui gli automobilisti non prestano molta attenzione a chi viaggia in bicicletta.
Le due luci RN2000 e RN120 che useremo fin dal prossimo viaggio rispondono perfettamente alle nostre esigenze in termini di potenza, durata ed accessori per fissarle alle bici in diversi modi.