PEI – Giorno 4/7 – Da Montague alle Îles de la Madeleine

16 luglio 2023
Cap-aux-Meules
Km: 52 (266)
Dislivello: 388 (1746)
Meteo: 🌤️ 30 ++ molto umido

Quando sei pensionato, in bici e senza una destinazione precisa, arrivi davanti al cartello del traghetto per le Îles de la Madeleine e decidi di imbarcarti. Ci ritroviamo così in un posto che i vacanzieri del Québec devono prenotare con un anno di anticipo per poterci andare con la loro auto.

PS : Per chi non lo sapesse le migliori aragoste del Nord America arrivano dalle îles de la Madeleine!

17 luglio 2023
Grande-entrée
Km: 64 (330)
Dislivello: 378 (2124)
Meteo: 🌦️ 25

Bel campeggio, gente gentile e sorridente. Oggi andremo fino al punto più a Nord, una facile pedalata di una sessantina di chilometri con un fortissimo vento da dietro, purtroppo pensiamo già al ritorno di domani che dovremo fare in senso contrario, i ricordi delle dune tra Panama Beach e Pensacola riaffiorano alla mente.

La nota del giorno va al casse-croûte Fish Shack dove pranziamo con un eccellente lobster roll, un po’ caro ma squisito.

Miammm

18 luglio 2023
Cap-aux-Meules
Km: 68 (398)
Dislivello: 399 (2523)
Meteo: 🌤️ 25-30

Per il ritorno al campeggio del primo giorno ci facciamo la strada con una foschia fastidiosa ed umida. Verso Cap-aux-Meules svoltiamo a sinistra per passare vicini ad un altro dei fari famosi delle isole.

Nelle borse non abbiamo più cibo, quindi veloce deviazione in un supermercato, sistemazione in campeggio e via prima che la pescheria chiuda. Anche oggi ci toccherà mangiare lobster roll, siamo o no nella patria dell’astice?

Miammm, no non è la stessa foto, ma anche oggi lobster roll e meglio di quello di ieri

19 luglio 2023
Cap-aux-Meules
Km: 0 (330)
Dislivello: 0 (2124)
Meteo: 🌧️ 22 Umidità 96%

Comincia a piovere di notte e continua tutto il giorno ad intermittenza. Giornata di riposo forzato, domani si ritorna a Souris. Abbiamo visitato solo la parte alta delle isole, ma va bene così.

Miammm, nemmeno oggi è la stessa foto, ma ancora lobster roll con una chela in omaggio per la simpatia e la fedeltà.

Manuela: La mia nonna veneta diceva “Se no i xe mati no li volemo”, non amando prenotare le cose con largo anticipo mai avrei sperato di venire su queste isole. Un posto perso nel nulla che gli abitanti cercano di preservare. Che contrasto di colori!! Scogliere rosse, sabbia grigia, acque azzurre, prati verdi e case dai colori dell’arcobaleno. Peccato che la meteo tra venti forti e pioggia non sia l’ideale per chi viaggia in bici, ma sarà l’occasione per oziare.

PEI – Giorno 1/3 – Da Murray Beach P.P. a Montague

13 luglio 2023
Cornwall
Km: 70 (70)
Dislivello: 492 (492)
Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido

A seguito delle previsioni meteo non proprio ottimali, abbiamo deciso di invertire il programma, la nostra prima destinazione sarà quindi il tour della Prince Edward Island.
Siamo partiti due giorni fa da Quebec arrivando in un parco ad una decina di chilometri dal ponte della Confederazione che non potremo attraversare in bici.

Dal campeggio, ci facciamo 13 chilometri per arrivare alla navetta che arriva dopo una breve attesa. Sull’isola si riparte pedalando, fa caldissimo, per fortuna durante questa tappa non ci saranno grandi salite, ma l’afa renderà la giornata piuttosto dura. Il paesaggio non è eccezionale, siamo in piena campagna, con qualche bello scorcio sul mare.
Sosta per la notte al campeggio KOA di Cornwall.

Ma nel nord del Canada non dovrebbe esserci sempre fresco? Mannaggia, qui si muore di caldo, c’è un’ umidità tropicale e stormi di zanzare (Manuela)

14 luglio 2023
Northumberland P.P.
Km: 81 (150)
Dislivello: 516 (1018)
Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido

I danni dell’uragano Fiona, per fortuna che non c’era anche Shreck…

Oggi si passa in mezzo a campi di patate, qualche scorcio poetico sul mare e niente più. La cosa più interessante è che poco prima del campeggio troviamo un liquor store e finalmente riesco a bermi una birra fresca. Mortacci, con i loro monopoli dell’alcool.

Breve visita a Charlottetown, la capitale provinciale. L’unica cosa che ci interessava rivedere era il palazzo in cui nacque la federazione del Canada nel 1867, purtroppo lo abbiamo trovato chiuso per restauro.

Manuela: Campi di patate a perdita d’occhio che arrivano fino alla spiaggia. Sulle strade il traffico è scarso, ma sul Confederation Trail (bello sterrato) siamo soli. Chiese, cimiteri qualche casa sperduta e niente altro, ma dove vanno a far la spesa gli abitanti? Una gentilissima signora che stava tagliando l’erba ci ferma per offrirci un bicchiere di acqua gelata e chiacchierare con i due pazzi che pedalando sotto un sole cuocente.

15 luglio 2023
Montague
Km: 65 (214)
Dislivello: 350 (1.368)
Meteo: 🌤️ 35 ++ molto umido
Questa mattina, non si sta poi tanto male, il cielo è coperto e la temperatura accettabile.

La nostra prima destinazione è un vecchio faro ottagonale di 150 anni posto all’estremità di un istmo che è ripreso nelle pubblicità della P.E.I. Arriviamo sull’isola di Panmure, foto d’obbligo e poi ci rimettiamo in sella in direzione di Mortague, dove dovremmo fare la spesa e fermarci a mangiare.

Il faro di Panmure

Appena ci avviciniamo ad un tavolo da picnic al porticciolo del paese per farci un bel panino con Coppa di Parma, siamo letteralmente aggrediti dalle zanzare.

Riflettendo sulla possibilità di pioggia di questa notte (inferiore al 5%) decidiamo che sia più saggio prendere una camera d’albergo. Questa sera ci “toccherà” dormire in un letto con l’aria condizionata e senza quei maledetti insetti.

Manuela: Bella vista sulle spiagge di sabbia rossa, peccato non ci si possa fermare ad ammirare il paesaggio per il rischio di farsi divorare dalle zanzare. Tra pausa “visita faro” e pranzo abbiamo collezionato un centinaio di punture. Ho sempre saputo che PEI fosse il paese delle patate, non dei vampiri !!!

Prince Edward Island e Nova Scotia 2023

Rientrati dal Southern Tier a fine maggio, abbiamo lavato le bici e la biancheria, messo casa e giardino in assetto estivo, recuperato il camper, spedito in vacanza la Princess, effettuato il trasloco della suddetta nel nuovo appartamento e adesso dobbiamo trovare cosa fare in attesa dell’autunno.
Abbiamo cercato un luogo piacevole che non fosse troppo lontano da casa e domani partiremo per le province marittime del Canada, per intenderci quelle ad Est, verso l’Atlantico.

La nostra intenzione iniziale era di visitare la Nova Scotia, più precisamente l’isola di Cap Breton, dove si dice che 5 anni dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo ai Caraibi, arrivò Giovanni Caboto (qui chiamato John Cabot poiché navigava per l’Inghilterra, ma in realtà era Zuan Chabotto della Serenissima repubblica di Venezia).

Sembra però che Giove pluvio non sia troppo d’accordo a farci restare all’asciutto, quindi prima ci dedicheremo all’Isola di Prince Edward, famosa per gli allevamenti di molluschi e la coltivazione di patate per le frites.
Tornati sulla terraferma, ci avvicineremo all’isola di Cap Breton sperando che il tempo migliori.

La nostra idea per la Prince Edward Island
E quella per Cap Breton

Adesso non ci resta che partire, sperare di non prendere troppa acqua o troppo vento e pedalare. In caso contrario, ce ne staremo spaparanzati su qualche spiaggia a mangiare Lobster rolls e French fries.

Riflessioni pedalando nella solitudine

Dopo due settimane che pedalavo nel deserto tra New Mexico e Texas, scrissi ad una coppia di amici che ero veramente stufo di quella monotonia grigio-marrone; mi risposero che forse un italiano ed il deserto non sono compatibili. Ricordai che ero appena stato nella Terra del Fuoco, altro posto di steppe e aree semi-deserticche e non avevo avuto la stessa sensazione, perché?
Riflettendo ho provato ad analizzare i due ambienti come viaggiatore. Quando viaggiavamo verso la fin del mundo ogni due o tre ore incrociavamo la stradina di ingresso ad un’estancia e, in lontananza, si scorgeva una macchia di vegetazione che indicava l’esistenza di un’abitazione; al cancello, nove volte su dieci, c’era un riparo più o meno grande, più o meno in buono stato, più o meno pulito, nel quale ogni viandante poteva ripararsi dal sole, dalla pioggia, dal vento.
In Texas?  Notice: Private property, no trepassing!
In Terra del Fuoco, quando arrivavamo in un hostal od in qualsiasi altro posto, ci accoglieva un sorriso, mangiavamo in cucina con i proprietari, discorrevamo di qualsiasi cosa con i commensali di un ristorante, eravamo persone tra le persone.
In Texas? Quando entri in un distributore a comperare un caffè, il proprietario con la pistola al cinturone come Tex Willer, ti chiede con tono non proprio amicale da dove vieni, dove vai e ti fa notare che hai uno strano accento.
In Terra del Fuoco quando ci fermavamo a mangiare il nostro panino seduti in un riparo sulla strada, chi passava, anche se era la polizia, ci salutava cordialmente.
In Texas? Quando mangi un panino seduto su un guardrail in mezzo al deserto e passa il Border Patrol, ti viene chiesto se va tutto bene… grazie… ma ti viene anche fatto un mezzo interrogatorio da dove vieni e dove vai, etc…
In Terra del Fuoco, quando ti fermi a guardare cosa ci faccia un autobus in mezzo al nulla, scopri che è l’abitazione di un vecchio pescatore settantenne che offre un caffè a chi si ferma da lui a scambiare quattro parole, rifiuta di essere pagato e si vergogna a ricevere in compenso due banane “perché potrebbero servirti”.
In Texas? Fuori da un ranch trovi un cartello con scritto: We don’t call 911. This property is protected by second amendment oppure si avvisano i fedeli che in chiesa non è consentito portare armi oppure si scrivono cartelli del tipo: Country, God and Gun.
Forse sono queste le piccole cose che fanno trovare lungo il passaggio nel deserto meridionale degli USA e invece ti fanno trovare la motivazione per continuare a pedalare controvento nell’inospitale Tierra del Fuego.

Southern Tier – Da Johnson City a Austin– Day 36/38

25 APRILE – AUSTIN
Distanza: 82 Km (2 766)
Dislivello: 758 (19 724)
Meteo:🌦️     

Appena pronti inizia a piovere oggi su e giù leggero inizialmente in campagna, poi più ci si avvicina Austin più aumenta il traffico, solita campagna carina ma niente di più.
Domani dobbiamo passare sulla TX-290 per un chilometro ed è la seconda volta che affrontiamo il traffico di questa strada; ci sarebbe già bastata la prima quando la avevamo percorsa per un brevissimo tratto. Finalmente, poi si entra in zone residenziali tranquille o con bike lane.
Facciamo la spesa prima di arrivare in albergo, dormiamo due notti al WYNDHAM GARDEN, la fregatura è che quando arriviamo in hotel ci dicono che lo shuttle per l’aeroporto non c’è più e dobbiamo riorganizzarci da soli.

26 APRILE – AUSTIN
Distanza: 25 Km (2 790
Dislivello:  189 (19 913)
Meteo: 🌥️

Oggi ci si sveglia con molta calma e verso le 10 partiamo per un giro della città in bici; Manuela ha preparato un itinerario di 25 km per visitare il centro.

Grattacieli di Austin

Solita zona con grattacieli vetrati, interessante il Campidoglio con giardini e statue varie e belle che ricordano la guerra con il Messico, Fort Alamo, l’emancipazione dei neri, continuiamo con una pedalata nel parco e sulla riva del Lady Bird Lake su una bella ciclabile.

Statue dedicate all’emancipazione degli afro-americani

Durante il ritorno, passiamo da un murale con il nome di Austin per la foto finale del nostro viaggio e lungo una via con negozi vari.

Il murale Austin

La città è piuttosto cara, ci chiedono 10-15 $ per un frullato freddo. Oggi è caldissimo, ma almeno non è piovuto.

27 APRILE – AUSTIN
Distanza
: 8 Km (2 798)
Dislivello: 24 (19 937)
Meteo: ☀️

Abbiamo noleggiato un’auto per poter visitare SAN ANTONIO, ad un paio d’ore di autostrada da qui. Ci era stato detto che la città è carina, un po’ come Québec. Parcheggiamo con difficoltà proprio vicino alla Missione Alamo, un posto che tutti ricordano per il famoso massacro avvenuto nel 1836 durante la rivoluzione texana.

Fort Alamo

Avvicinandoci alle rovine scopriamo di essere arrivati proprio il giorno della parata dedicata all’annuale Battaglia dei Fiori un evento che esiste da anni.

La parata della Battle of Flowers

Facciamo un giretto sulle rive del canale che passa in centro e scopriamo che le due ore e mezzo di parcheggio pagate per errore al posto dell’intera giornata, sono più che sufficienti. Non c’è più altro da visitare.

Il canale di San Antonio

Facciamo ancora un giretto in un parco cittadino, ci rimettiamo in auto per tornare al nostro albergo e finire di inscatolare armi e bagagli. Domani comincia il lungo volo di ritorno verso casa con un volo che ci porterà prima a Charlotte e poi a Montreal dove riprenderemo la nostra auto e ritroveremo la nostra princess.            

Foto di fine anno scolastico, lo stivale ben in vista è per mostrare l’orgoglio di essere texane

Note sul viaggio

La nostra decisione di terminare il viaggio ad Austin è stata presa soprattutto per l’impossibilità di entrare in Houston in bicicletta ed il percorso suggerito dalla ACA passava molto fuori città.
Come al solito, dopo un viaggio, faccio sempre la mia classifica delle cose positive e negative. Cosa dire di questo giro? Direi poco, a parte qualche bello scorcio: i saguaro in Arizona, la fioritura nel deserto, Ocotillo e l’Emory Pass affrontato in completa solitudine. Il viaggio lo ho trovato mentalmente faticoso, perché a tratti molto monotono, lo avrei finito a Del Rio, arrivare ad Austin è stata dura.
Consiglierei questo giro? Certamente, ma per fare una prestazione sportiva. Gli USA hanno altri bellissimi posti da visitare, come i parchi a Nord ed a Ovest.

Note tecniche

Giorni di viaggio: 38
Distanza percorsa: 2.800 km
Metri di dislivello positivo: 20.000 metri circa
Tappa più lunga: 133 km
Forature: ZERO!!! Grazie ai nostri magnifici pneumatici
Incontri di altri ciclisti sul Southern Tier: Una coppia inglese, una coppia del Minnesota, altre due coppie americane, Greg Youle dell’Idhao, un altro ciclista solitario del Massachussetts.

Southern Tier – Da Sanderson a Johnson City – Day 29/35

18 APRILE – SEMINOLE CANYON S.P.
Distanza: 133 Km (2232)
Dislivello: 796 (15693)
Meteo: 🌥️

Prima di partire passiamo al negozio del distributore per comprare qualche cazzata dolce per la colazione e la sorpresa di oggi è che dopo neanche 10 km, sembra che io abbia forato. Non smontiamo la ruota, ma cerchiamo di trovare la causa e troviamo nelle due bici ben 5 spine di cactus. Provo a pompare la mia ruota posteriore che, fortunatamente, ritroverò dura e piena anche la sera dopo quasi 11 ore di viaggio. Grazie agli Schwalbe Marathon Plus Tour che montiamo da quasi 10.000 km e, nonostante siano quasi in fin di vita ci hanno permesso di non avere mai nemmeno una foratura.

Grazie Schwalbe…

Dopo 35 km siamo a DRYDEN, presso un imbalsamatore, è l’unico posto nel raggio di decine di chilometri per poter prendersi un caffè. Quando entriamo nel locale siamo accolti da una signora sorridente al banco del negozietto, ci giriamo e vediamo il proprietario che gira in negozio con la pistola al cinturone. Good morning Sir! esclama lui, noi rispondiamo e partono le solite domande: Da dove venite, dove andate. Dicendogli che siamo canadesi, il “pistolero” addirittura accenna un sorriso. Ammettiamo però che almeno il caffè è buono.

Pausa caffè a Dryden

Si continua fino a LANGTRY a 98 km dalla partenza, sosta provvidenziale, poiché siamo cotti dal sole, non c’è altro posto in cui fare una sosta e manca parecchio a destinazione, senza dire che la nostra acqua comincia a scarseggiare. Ci dirigiamo al Museo del giudice Bean e troviamo aria condizionata e acqua. Al WAGON WHEEL STORE sulla TX-90 si starebbe meglio ed avremmo anche potuto dormire, ma lo troviamo chiuso ed avremmo dovuto telefonare al proprietario che, secondo i racconti dei ciclisti passati da qui, è un tipo alquanto originale.

Al Saloon del giudice Bean

Comunque il museo (ingresso gratuito) vale la sosta, leggiamo un po’ di storia del Texas e visitiamo un bel giardino di cactus.
Si continua fino al SEMINOLE S.P. CAMPGROUND, paghiamo il campeggio autonomamente, poiché arriviamo abbondantemente oltre l’ora di chiusura. La tanto agognata macchinetta della Coca Cola la vediamo solo dalla porta a vetri della reception. Fa caldissimo, il vento non smette e sembra che domani sia la stessa cosa, ma a partire dalla la mattina presto. Purtroppo, la nostra applicazione Windy è raro che sbagli.
Siamo morti di fatica, ci siamo fatti 50 km con vento frontale e 38° in ‘sto ca**o di deserto di Chihuahua, il più grande del Nord America tra le altre cose. Montiamo la tenda e non abbiamo nessuna voglia di cenare, abbiamo solo voglia di farci una doccia ed andare a dormire.

19 APRILE – DEL RIO
Distanza: 67 Km (2299)
Dislivello: 333 (16026)
Meteo:☀️

Come da previsioni, c’è stato vento tutta la notte, la tenda si è riempita di sabbia e quando ci svegliamo decidiamo di scendere al centro di interpretazione per fare il caffè, riparati. Purtroppo, il ranger ci dice che non si può cucinare in quel posto e così dobbiamo andare in un sito da picnic inventando un riparo per accendere il fornellino e scaldare l’acqua.

Lavori di ferro lungo le strade del Texas

Si parte verso COMSTOCK a 17 km, inizialmente avevamo pensato di fare una giornata di semi-riposo, ma dopo aver preso qualcosa da mangiare, continuiamo nonostante il vento.

Il Pecos River

Passiamo il Pecos River ed arriviamo così a DEL RIO, fa molto caldo e prima di dirigerci verso gli obblighi di spesa ed albergo facciamo sosta ad un distributore per una rinfrescatina con una bella granita al mango.

Il cliché del texano: stivali, jeans rigorosamente Wrangler e cappellone

Poi sosta da Walmart per fare la spesa e quindi notte in un MOTEL 6 dove ritroviamo un ciclista di Boston, già incrociato in un’altra tappa, spaparanzato a bordo della piscina.
Domani si continua verso AUSTIN.

20 APRILE – BRACKETTVILLE
Distanza: 54 Km (2 353)
Dislivello: 194 (16 220 )
Meteo:🌥️

Sveglia alle 7, siamo troppo stanchi, ci rimettiamo a dormire e ci svegliamo due ore dopo. Passiamo da T-Mobile per ricaricare il telefono, visto che è oramai un mese che siamo in giro e così partiamo alle 10:30-11. Fa caldo ed umido, stanotte è piovuto, la strada è trafficata, l’asfalto una sorta di graniglia incollata, ci si ferma un paio di volte per mangiare qualcosa.
La giornata non è delle più gradevoli. Dal grigio brunastro del deserto fino a Del Rio, adesso il panorama è verde, ma resta monotono come prima.

La pigrizia america fa addirittura creare delle rivendite di alcool nelle quali si può entrare in auto e si viene serviti senza nemmeno scendere. Entri, ordini, sei servito ed esci dall’altra parte, come in un autolavaggio.


Ci fermiamo a BRACKETTVILLE al FORT CLARK SPRINGS MOTEL, un vecchio forte militare, bellino, con un WiFi ignobile purtroppo; peggio di quello trovato dalla megera che ci aveva aumentato il prezzo del motel a Fabens. Facciamo un giro nella proprietà dove vediamo delle belle case, un campo da golf con una cinquantina di cervi che pascolano liberamente poco distanti dai giocatori. Un vero posto bucolico.

Cervi appassionati di golf

21 APRILE – CAMPWOOD
Distanza: 79  Km (2 433)
Dislivello: 426 (16 646)
Meteo:☀️

Come già osservato ieri, siamo in mezzo ad immensi pascoli verdi, ogni tanto l’entrata più o meno artistica di un ranch e nulla di più. Sulla TX-334, praticamente niente traffico poi sulla TX-55 1 po’ di più, ma una giornata tranquilla, oggi notiamo che le auto sono molto rare, i mezzi che ci superano sono quasi sempre pickup rumorosissimi con ruote sovradimensionate, si vede che il machismo texano si mostra anche in questo modo.
Arriviamo verso le 13:30 a Camp Wood, compriamo da bere qualcosa di fresco e poi ci dirigiamo al campeggio LOS RIOS; la novità di oggi è che il mio materassino è buco e quindi dormirò col culo sul duro.

22 APRILE – KERRVILLE
Distanza: 136 Km (2 569)
Dislivello: 1 221 (17 867)
Meteo:🌥️

Anche oggi partiamo al fresco, ma la temperatura col passare delle ore aumenta sempre più. Scegliamo di salire al Nord con la TX-83 e poi, dopo aver raggiunto in circa 30-35 km LEAKEY un villaggio nel quale mangiamo un hamburger per pranzo e compriamo latte e brioche per il pomeriggio.

Gypsy Sally’s si dice che siano i migliori hamburger della zona


Abbiamo deciso di arrivare a KERVILLE, perché prevista acqua per questa notte e domani e sarebbe meglio dormire in un motel che in tenda. La TX-83 è data meno pendente del percorso della ACA e la seguiamo fino a girare a destra sulla TX-39 dove cominciano dei su e giù per una quarantina di chilometri. Poi diminuisce il su ed aumenta fortunatamente il giù. Inizia anche un bel posto con molte ville e villette; si continua passando da HUNT e INGRAM per arrivare finalmente a KERRVILLE.

Stivali texani


Noi dormiamo al LONE STAR INN. Siamo piuttosto… molto stanchi e le previsioni meteo non belle ci spingono a programmare solo una cinquantina di chilometri per arrivare a FREDERICKSBURG.

23 APRILE – FREDERICKSBURG
Distanza: 52 Km (2 621)
Dislivello: 525 (18 392)
Meteo:  ☀️

La sveglia, comincia a suonare alle 7, ma partiamo con molta calma, quasi tre ore dopo. Poca voglia, fa freddo, c’è vento ed è nuvolo.
Usciamo da Kerrville e dopo una decina di chilometri siamo su un altopiano molto carino: pascoli, belle case, molti caprioli. Fa molto freddo, ma bisogna anche ammettere che siamo poco vestiti per la temperatura. Sono solo 50 km che facciamo oggi per non stare a Kerville dato che minaccia pioggia. Scesi verso la cittadina di FREDERICKSBURG ci fermiamo sotto il porticato di una chiesa per cercare l’albergo riparati dal vento. Sulla porta c’è un bellissimo avviso in cui si prega di non entrare armati in chiesa. Pochi chilometri prima, fuori da una casa, avevamo trovato un’altro cartello: Noi non chiamiamo il 911, ci difendiamo con il secondo emendamento.

Messaggi minatori


Prendiamo una camera al SUNSET INN &SUITES. Oggi abbiamo patito freddo ed io sono sempre stanco.

24 APRILE – JOHNSON CITY
Distanza: 63 Km (2 684)
Dislivello: 574 (18 966)
Meteo:☀️

Poco dopo la partenza ci fermiamo subito alla German Bakery, un posto di perdizione zuccherata dal quale Manuela esce con una tonnellata di acquisti: una brioche ottima più uno strudel per lei, più una pasta alla crema per stasera e come pane un magnifico pretzel. Questa sera ceneremo anche con un buon roastbeef acquistato poco lontano. Tappa normale, passiamo da una bella campagna con vacche al pascolo, cerbiatti e fiori. Su Google Map si parla di winery ma vediamo solo molte insegne e niente vigne.

Arriviamo a JOHNSON CITY, dedicata al famoso presidente americano che decise la guerra in Vietnam e dormiamo al BEST WESTERN, ottimo come sempre.

Strani bovini del Texas


Domani saremo a Austin, abbiamo deciso di terminare lì la nostra traversata aggiungendo una gita turistica in auto a San Antonio.

Southern Tier – Da Radium Springs a Sanderson – Day 21/28

10 APRILE – ANTONY
Distanza: 74 Km (1548)
Dislivello: 132 (12914)
Meteo: ☀️

Oggi per cercare un posto decente per la notte che passeremo a EL PASO, abbiamo perso tempo e partiamo un po’ più tardi. Giornata sul totalmente piatto in mezzo a coltivazioni di pecan. I primi 30 km passano veloci fino alla sosta da Walmart per la spesa, quando poi riprendiamo la strada ci accompagna un bel vento contrario fino a destinazione.

Il beluga si ricopre di crema per sopravvivere al sole del deserto texano


Le montagne che vediamo alla nostra sinistra sembrano le Dolomiti. Arriviamo a ANTHONY verso le 15 e ci fermiamo in un BEST WESTERN.

11 APRILE – FABENS
Distanza: 97 Km (1645)
Dislivello: 395 (13309)
Meteo: ☀️

Dopo un’ottima colazione, partiamo e dopo qualche chilometro saliamo sulla HWY 404 che percorriamo fino alla 213; ci sono lavori in corso, ma una buona shoulder. Seguiamo la 213 fino a una traversa e giriamo a sinistra verso un’altra strada che porta alla HWY 375 in cemento e con un’ottima bike lane; c’è molto traffico e siamo in parte ad un’immensa una base militare.
Con la 375 si arriva all’aeroporto di EL PASO, da lì ci sarebbero 6 km alla nostra uscita, ma anche dei lavori in corso; noi continuiamo, nonostante il divieto ed arriviamo al bivio per la US-76 che seguiamo fino a FABENS con il vento non forte, ma frontale.

Fiori del deserto

Sosta per un gelato ed una granita e scopriamo che El tonto non ha visto che il camping è aperto solo nel fine settimana. Siamo così obbligati a fermarci al FABENS INN MOTEL che pubblicizza una camera ad un prezzo, ma al momento di pagare te ne chiede un altro nonostante la prenotazione stampata. La receptionist, inventa mille scuse dicendo che ha chiesto di aggiornare il sito, ma non lo hanno ancora completato (Dopo due mesi riproveremo a fare una prenotazione ed il prezzo proposto è ancora quello più basso), ma siamo nel nulla e ci tocca restare qui. Giornata abbastanza calda e vento noioso dalle 11 in avanti.

12 APRILE – SIERRA BLANCA
Distanza: 102 Km (1746)
Dislivello: 493 (13802)
Meteo: ☀️

Si torna a Fabens per prendere la TX-20 partenza fresca, ma quasi senza vento. A FORT HANCOCK, speriamo nel caffè, ma non c’è nulla, bisognerebbe salire sulla I-10 per trovare un distributore. Mi fermo vicino ad una casa e chiedo ad una signora se può darmi dell’acqua ed invece di farmi usare il rubinetto mi regala due bottigliette d’acqua senza farsele pagare.
Continuiamo fino a Mc NARY, giriamo a destra sulla TX-192. Siamo più o meno a 2 km dalla muro di confine. Facciamo altri 10-15 km in aperta campagna impugnando lo spray anti-cane ogni volta che passiamo in parte a una casa dove potrebbe esserci un cane che ci potrebbe attaccare. Finita la deviazione giriamo su Esperanza Cut-off una strada sterrata che ci porta alla I-10, proprio all’ingresso due giumente, due puledri e uno stallone liberi.

Abbiamo trovato dove si nasconde Spirit con mogli e figli

Facciamo 7-8 km in autostrada prima di poter uscire nella strada parallela che seguiremo fino alla fine. Sulla I-10, il traffico è composto dall’80% di camion e dal 20% di auto. Vento contro e spesso piuttosto forte, ci fermiamo al MOTEL AMERICANA INN e nel ristorante vicino mangiamo due hamburger cheese and bacon. Per domani decidiamo una tappa corta.

13 APRILE – VAN HORN
Distanza: 55 Km (1802)
Dislivello:144 (13946)
Meteo: ☀️

Oggi si pedala bene, senza vento ed in piano, si arriva velocemente ai 35 km percorsi dove troviamo l’incrocio per entrare sulla I-10. Seduti sul guard-rail per la nostra pausa caffè senza caffè (in tutto il giorno non incrociamo alcun posto dove comprare il nostro caffè mattutino e non abbiamo voglia di farcelo…) si ferma un’auto con a bordo un agente della Border Patrol che ci chiede se va tutto bene. Casualmente, sentito il nostro accento, ci chiede da dove veniamo e dove andiamo. Avremmo voluto rispondere che non siamo clandestini messicani, ma forse non era il caso di scherzare con un agente armato…

I magnifici cactus del deserto

Entriamo in autostrada, piccola sosta con foto al cartello del cambio di fuso orario e lunga discesa fino a VAN HORN per cercare un posto dove dormire e fare la spesa.
Mentre aspetto Manuela fuori dal supermercato, facendo la guardia alle nostre bici, si fermano due tizi. Uno alto e silenzioso e l’altro, vedendolo arrivare zoppicando, sembra faccia fatica a camminare, una discreta panza e piuttosto su di età. Parlando con loro scopriamo che sono due altri cicloturisti, che il “vecchio” ha 76 anni e che arrivano dalla South Carolina, per la precisione da Charlottetown. Praticamente sono a 3/4 del coast-to-coast.

Una particolare stazione meteo a Van Horn

Campeggiamo al Van Horn RV Park, un bella piazzola tende, tutti i servizi, compresa la possibilità di prendersi una birra fresca per la cena; la tenda è in pieno sole, e quando entriamo per un riposino, fa caldissimo, il Garmin segna 38°. Sopravviviamo fino all’ora di cena e poi ci prepariamo per la sveglia all’alba, il vento è forte per tutto il pomeriggio e domani è prevista la stessa m***.
MARFA è a 120 km, la giornata sarà lunga.

14 APRILE – MARFA
Distanza: 121 Km (1 923)
Dislivello: 430 (14.376 )
Meteo: ☀️

Messa la sveglia alle sei, ma mettendo fuori dalla tenda la testa, vedo che è ancora troppo buio dato che siamo passati al Central Time Zone, quindi rientro nel sacco letto e nanna fin quasi alle 7, partenza con temperatura ottima e poco vento, ma che aumenterà nel corso della giornata, proveniente sempre da ore 4 per noi.
A VALENTINE la strada comincia a puntare un po’ verso sinistra, noi ci guadagniamo con il vento che è finalmente di spalle e spesso superiamo i 30 km/h. La strada perennemente a 0/+1%. Per un centinaio di chilometri, poi in leggera discesa per gli ultimi 20.

Ebbene si l’italianità è anche qui

Prima di Valentine, arriviamo al famoso Prada di Marfa. Un finto negozio con un’esposizione autentica della collezione di Prada autunno-inverno 2005. A Valentine, mangiamo comodamente seduti dietro la Public Library, poi si ricomincia.

Aerostato del Border Protection

Altri 35 km e passiamo vicini all’aerostato della Border Protection che oggi è a terra. Questo aerostato presente in diverse postazioni del governo USA lungo il confine messicano, viete fatto salire fino a 5.000 metri per controllare eventuali movimenti sospetti nelle terre limitrofe.

Il Giant Marfa Mural

E finalmente ecco il Giant Marfa Mural alla periferia di MARFA. Qui sono stati installati dei pannelli dedicati a James Dean, Elizabeth Taylor e Rock Hudson, gli attori principali del film Il gigante girato nel 1956.

Incontri sgraditi

A MARFA, vorremmo dormire al TUMBLE RV Park, ma i posti tenda sono in mezzo alla sterpaglia e dopo i due serpenti a sonagli visti oggi sulla strada decidiamo per il RIATA INN MOTEL che ci ladra una cifra assurda.

15 APRILE – MARATHON
Distanza: 89 Km (2.002)
Dislivello: 316 (14.573 )
Meteo: ☀️

Questa mattina sono stanco. Partiamo con molta calma, buona la temperatura, buona la strada con poco dislivello e salite facili, massimo 2% e con tanta discesa al -1% si pedala bene; il vento è quasi sempre perfettamente dietro e non forte.

Il deserto texano

Passiamo ALPINE, città con tutto McDo, negozi, ristoranti e università, deduciamo che sia una cittadina piuttosto grossa. Continuiamo, praticamente 90 km con la sola sosta alle 10:30 per una seconda colazione, praticamente siamo arrivati a MARATHON senza vere soste, alla media di 24 km/h.
Questa mattina mi sono svegliato stanco e resto stanco fino a destinazione. Dormiamo al campeggio del MARATHON RV & MOTEL.

16 APRILE – MARATHON

Restiamo qui causa il forte vento contrario e ciacoliamo tutto il giorno con Greg Yule, un ciclista dell’Idaho partito da Austin avendo interrotto il Southern Tier l’anno precedente proprio in quella città, ma che non vuole continuare perché non ce la fa più con il vento contrario ed il deserto.

17 APRILE – SANDERSON
Distanza: 87 Km (2.099)
Dislivello: 205 (14.897)
Meteo: 🌥️

Uno dei molti portali d’ingresso ai ranch texani

I primi chilometri sono decenti, anche se sono sempre stanco. Il vento comincia verso le 11 aumentando come previsto e sempre contrario, sosta colazione nel nulla, sosta pseudo-pranzo nel nulla ed arriviamo a Sanderson. Sono in quasi 5 ore con 18 km/h di media, nonostante siano stati circa 50 km a 0/-1%. E domani purtroppo sarà ancora la stessa cosa.
Dormiamo al MOTEL DESERT INN e ci mangiamo un ottimo pollo fritto preso nel distributore di fronte.

Sanderson – Texas

Southern Tier – Da Duncan a Radium Springs – Day 16/20

5 APRILE – LORDSBURG
Distanza: 59 Km (1178)
Dislivello: 279 (9407)
Meteo:☀️

Dopo colazione nella nostra camera ci ritroviamo pronto un caffè offerto dal proprietario. Durante i preparativi si parla ancora, lo invitiamo a Québec e chiediamo, visto il buddismo della moglie e molte opere ispirate al Tibet che vediamo ovunque nella sua casa, se sia mai stato in Tibet.
No, è la risposta; colgo l’occasione di fare una battuta su un americano che visita la Cina e sui rapporti USA-Cina. Suo commento è molto chiaro e dovrebbe far riflettere molti filo-americani: “Gli USA, attaccano la Cina per screditarla senza pensare a tutto ciò che noi abbiamo fatto nel mondo. I cinesi hanno fatto cose estremamente negative, ma non sono peggio di noi.
Partiamo verso LORDSBURG, dopo una decina di chilometri si entra in New Mexico e si avanza l’orologio di un’ora.

Confine Arizona – New Mexico

Fa molto freddo ed in tutti i 60 km, non troveremo un solo riparo per mangiare; c’è un leggero vento da dietro ed è molto freddo, nonostante i 20°.
La cittadina fa schifo, spesa al supermercato e passiamo la notte in una cabin di un campeggio Koa. Noi arriviamo presto in campeggio, poi piano piano arrivano i grandi RV con targhe diverse da NM e stati limitrofi. Come vicini, abbiamo una giovane famiglia del Québec ed un furgone UHAUL. Di fronte un’auto in cui dormiranno due donne ed un cane. Sono turisti? Sono un trasferimento, in genere nel Nord America UHAUL=moving e qui siamo in un posto sperduto vicino alla I-10.
Ci viene in mente una frase di Terzani sugli americani ed i pick-up letta nel magnifico libro “Un altro giro di giostra”: Quel furgoncino col cassone posteriore aperto, che vedevo davanti a ogni casa, divenne per me, il simbolo dell’America in cui nessuno vive nel posto in cui è nato o muore nel posto dove è vissuto, in cui tutti sono indipendenti e sconosciuti in mezzo ad altri indipendenti e sconosciuti coi quali, per un breve periodo di tempo, giocano ad essere in grande intimità.

6 APRILE – SILVER CITY
Distanza: 78 Km (1256)
Dislivello: 1256 (10663)
Meteo: ☀️

Bello dormire nelle capanne KOA con il riscaldamento, acceso un’ora di notte e poi in continuazione dalle 7, quando mi sono svegliato e fuori ci sono -2°.
Partiamo, ripercorrendo i 5 km che portano alla US90. Ieri avevamo deviato arrivando da Duncan, oggi continueremo verso destra; superiamo una ragazza a piedi che sicuramente è sulla Continental Divide. I primi 30 km sono in continua leggera salita ma non c’è vento per fortuna. Superato il primo passo, si va su e giù fino a destinazione.

Passaggio sulla Continental Divide
Crediamo che la catena abbia bisogno di essere leggermente regolata
Sui muri del nostro motel, un avviso rassicurante

7 APRILE – SILVER CITY

Giornata di riposo, sola spesa a piedi da Walmart e giro in bici nel centro città per cercare un regalino alla nostra princess.
Siamo al supermercato, quando una signora sui 35-40 anni ci chiede, in italiano con un forte accento inglese, se siamo italiani. Ci dice che stava facendo la spesa con sua madre che le ha detto di aver sentito parlare italiano. Ci dice di averci riconosciuti subito, dato che eravamo gli unici due magri!
Ci racconta che il marito, di origine venezuelana è un border patrol. Ci dice del muro che, secondo loro, non serve a bloccare le persone, mai i mezzi che i trafficanti di persone usano per trasportarli. Lamenta che l’attuale amministrazione oggi controlla più gli agenti che questi i clandestini. Vive qui da 10 anni è originaria di Gallarate ed è l’unica italiana della regione, aveva quasi le lacrime agli occhi quando ci ha salutato.

8 APRILE – HILLSBORO
Distanza: 88 Km (1355)
Dislivello: 1427 (12209)
Meteo: ☀️

25 km dopo SILVER CITY passiamo dalla Chino mine, un’immensa miniera di rame a cielo aperto (la terza al mondo).

I camion della Chino Mine
e le ruote dei camion della Chino Mine

Continuiamo con il solito su e giù e poi un paio di salite di 11+11 km pedalate in totale solitudine a causa della chiusura della strada che porta all’EMORY PASS (2.500 m), la cima Coppi del nostro viaggio che alcuni cicloturisti evitano per non fare la salita. Attorno a noi ancora qualche macchia di neve, alcuni cervi dalle enormi orecchie che pascolano dietro una curva e scappano appena arriviamo. In cima, la fatica di 22 km di salita è ripagata da una magnifica discesa di 27 km fino a HILLSBORO.

L’Emory Pass

Arrivati nel villaggio, mentre stiamo pensando a dove dormire, si ferma accanto a noi un pickup, il guidatore con una T-shirt stampata con il faccione di Trump, ci fa le solite domande: dove andiamo, da dove veniamo, cosa cerchiamo. Poi ci dice che 50 metri più avanti c’è il parchetto del villaggio in cui si può piantare la tenda liberamente, ci sono i bagni pubblici e l’acqua corrente. La scelta è fatta, questa notte dormiremo lì.
Andiamo a verificare il posto e poi torniamo indietro per bere qualcosa di fresco al Black Range Wineyards (Peccato che un paio di mesi dopo abbiamo scoperto che è stato chiuso). Parlando con il proprietario del locale, ci viene detto che il luogo in cui dormiremo è tranquillo e sicuro, ma di fare attenzione che a volte ci sono dei maialini selvatici che potrebbero rovistare nel cibo se non lo teniamo in tenda.

Strani permessi di lavoro durante la fine ‘800

9 APRILE – RADIUM SPRINGS
Distanza: 119 Km (1473)
Dislivello: 573 (12782)
Meteo: ☀️

Come suggeritoci dal proprietario dei cavalli vicini al nostro “campeggio”, facciamo la deviazione e, fino all’incrocio con la NM-26, incrociamo solo una decina di auto.
Passiamo dalla città fantasma di Lake Valley, sul cartellone esplicativo una scritta: “Da ricchi alle rovine“. Durante la febbre dell’oro, qui c’erano circa 4.000 abitanti, poi tutti spariti.
Continuiamo fino all’incrocio con la NM-26 sperando di trovare qualcosa di fresco da bere, purtroppo il distributore-bar è chiuso. Pranziamo all’ombra e ripartiamo verso HATCH, un paesino che si considera la capitale del peperoncino ed in cui troviamo aperto solo un Dollar General, quindi dovremo continuare per altri 30 km, fino a RADIUM SPRINGS.

Peperoncini rossi a iosa

Alle porte del paese, c’è un RV Park, ma continuiamo per qualche chilometro fino al CACTUS PATCH CAMPGROUND, il Ranger ci manda via perché è pieno. Già altri cicloturisti avevano messo la tenda nel parco giochi, ma lui rifiuta di darci il minimo spazio. La prima volta che ci capita una cosa del genere, durante la Pacific Coast, mai nessun parco avrebbe rifiutato un ciclista, ma qui, evidentemente, c’è un’altra mentalità.
Per fortuna l’RV park che avevamo visto arrivando ci ospita e ci ritroviamo anche una bella laundry gratuita.
Oggi sono cotto.

Souther Tier – Da Phoenix a Duncan – Day 11/15

31 MARZO – USERY MOUNTAIN REGIONAL PARK
Distanza: 69 Km (738)
Dislivello: 348 (5191)
Meteo: ☀️

L’uscita dalla città è meno problematica dell’attraversamento di Sun City, in effetti Phoenix ha molte ciclabili; il Gran Canal Cape ci porta verso TEMPE, dove inizia il Second Stage della ACA, poi ad ogni deviazione un’ottima bike lane. Praticamente abbiamo fatto tutti i 70 km in sicurezza.
L’unico commento che mi viene su Phoenix è che la trovo insipida. I quartieri attraversati sono bellini e non si vede un centro direzionale, come generalmente è facile trovare nelle città americane. Riusciamo a vedere qualche cosa di diverso dalle centinaia di villette tutte simili verso l’aeroporto, poi, passata MESA, si comincia a salire verso nord e si torna nel deserto; qui vediamo molti saguari e altri cactus. Carino il parco in cui ci fermeremo per la notte, con acqua, elettricità, piazzole grandi e distanziate.

Il campeggio dello Usery Mountain R.P.

1 APRILE – TONTO BASIN
Distanza: 103 Km (841)
Dislivello: 1618 (6809)
Meteo: ☀️

Ieri notte freddo e quindi mal di ginocchia al risveglio; fino alle due del mattino, due coglioni con musica alta hanno disturbato mezzo campeggio.
Si parte sulla Usery Park Road e con una bella bike lane e molti ciclisti; dopo qualche chilometro giriamo su la Bush Highway e cominciano le moto o, meglio, le Harley, siamo ad un livello di 50 e 50 con le auto. Poi entriamo nella US 87 che sarà tutta in salita per una quarantina di chilometri. Siamo in piena fioritura del deserto uno spettacolo che dura solamente qualche giorno a primavera.

La fioritura del deserto in Arizona

Quasi in cima troviamo per terra una decina di macchinine ancora inscatolate e che raccattiamo come dei barboni, alcune le regaleremo al primo bambino che incontreremo, le più belle le porteremo a casa alla nostra bambina di 20 anni appassionata di auto…come se il peso dei bagagli non fosse già abbastanza!
Oggi non abbiamo terminato la tappa che i tre litri di acqua finiscono; fortunatamente a SUNFLOWER, quasi in cima alla salita, una possibilità di rifornimento.
Arriviamo al nostro bivio ed entriamo sulla US188, dopo pochissimi chilometri dovrebbe esserci il JACKS CORNER RV PARK, chiediamo di installarci con la tenda, ma l’unico posto che ci offrono è vicino ai gabinetti ed alle casse di birra. Di fronte, vediamo delle roulottes e dei grossi camper, ma essendo un posto privato ci consigliano di andare poco lontano in wild camping; stiamo decidendo di seguire il consiglio, ma quando vediamo uscire da una roulotte un tipo con la pistola al fianco. Giriamo le bici e cambiamo direzione.

Cavalcata nel deserto

Anche oggi, durante la nostra pausa pranzo, siamo vicini ad un sentiero, arriva un gruppo a cavallo che segue un sentiero, tre di loro sono armati. Come si dice da queste parti: God, Country and Gun!
Torniamo al bar dell’RV Park e prendiamo qualcosa da bere per decidere il da farsi, dei bikers attaccano bottone con i due ciclisti stranieri e ci dicono che a 15 km c’è un motel. Decidiamo quindi di continuare, siamo al tramonto, il sole sta scomparendo rapidamente dietro i monti e fa freschino.
Arriviamo rapidamente al PUMPKIN LODGE dove troviamo un gestore gentile, ma un cesso di posto che non vale il prezzo pagato; almeno al bar di fronte si può cenare con un ottimo hamburger.
Oggi faceva molto caldo, per fortuna ventilato e con poco traffico.

2 APRILE – GLOBE
Distanza: 98 Km (939)
Dislivello:1163 (7972)
Meteo:☀️

Questa mattina una piacevole pedalata ci fa passare dal LAGO ROOSEVELT dove saremmo arrivati facendo la US88 in mezzo alle montagne.

Nel deserto dell’Arizona

Poco dopo il bivio c’è un locale molto carino dove facciamo sosta attirati dalla possibilità di un caffé caldo e dove ci pelano per due caffè e due fette di torta (almeno erano buone).
Anche oggi salita in autostrada, poi durante la discesa prima di GLOBE, usciamo sulla sinistra come ci indica il Garmin e ci fermiamo a bere qualcosa di fresco in un bar “Bikers welcome”. In fondo anche noi siamo “bikers” anche se il nostro motore è muscolare…

Bikers Welcome

Si ricomincia in salita e si entra in GLOBE, su una brutta US 60 senza shoulder (la corsia di emergenza che usano tutti i cliclisti in mancanza di ciclabile) e con molto traffico. Attraversiamo la città per andare per cercare per dormire all’RV Park dell’APACHE GOLD CASINO & RESORT, come suggerito da due ciclisti incrociati oggi durante la salitona di 10 km, loro avevano dormito qui la notte precedente.
Arriviamo al distributore che fa da reception, all’ingresso c’è appeso un cartello “Vietato l’ingresso se armati”. Il tipo, un nativo freddo e distaccato, ci fa pagare e ci indica dove andare. Il bagni sono orribili e sporchissimi, nella doccia c’è un deposito di bottiglie, non ci sono appendiabiti. Le toilettes delle donne sono senza carta, quelle degli uomini hanno pavimento colloso ed un lavandino senza acqua. Il posto per le tende è un cacatoio per cani.
Almeno una scenetta simpatica. Uscendo dal distributore una signora si avvicina a Manuela e vuole offrirle 30 $ …perché anche suo figlio ha girato in bici e sa che è dura… Oggi andremo a nanna senza lavarci, ma come dice la pubblicità: “Se non c’è acqua, c’è Fresh and Clean”.

3 APRILE – SAFFORD
Distanza: 114 Km (1053)
Dislivello:601 (8573)
Meteo: ☀️

Notte difficile, fredda, peggio perché non lavati. Volevamo andare a fare colazione su un tavolino dei posti per roulotte, ma la preparo fuori dalla tenda dato che Manuela è in crisi di freddo, per partire presto ci siamo svegliati prima delle 7.
Oggi la tappa sarà molto lunga, con un paio di salite, ma niente di ripido e tutto su e giù fino a SAFFORD. Ci fermiamo per la seconda colazione in un supermercato di PERIDOT dopo un’ora e mezza di strada. Sosta pranzo a BYLAS in una rest-area, vicino a un distributore e con una bella tettoia coperta che ci ripara dal sole, dato che la temperatura ha già superato abbondantemente i 30°.
Dopo pranzo, continuiamo fino a PIMA dove una serie di cartelli pubblicitari di TAYLOR FREEZE ci obbligano a prendere un gelato. Mancano una quindicina di chilometri per SAFFORD dove dormiremo all’hotel ECONOMY INN. Grande sorpresa di questa sera: c’è anche la lavatrice a gettoni e si lava tutta la biancheria.

4 APRILE – DUNCAN
Distanza: 66 Km (1119)
Dislivello: 555 (9128)
Meteo: ☀️

Passiamo a fare un po’ di spesa prima di partire e poi direzione DUNCAN a meno di 70 km. Per fortuna il vento oggi sarà quasi sempre di spalle, la strada piuttosto piatta, + o – 1% e si pedala bene, a volte anche intorno ai 30 km/h.
Il deserto oggi cambia vegetazione, finiti i saguari cominciano altri tipi di cactus con il ciuffo, oltre ai soliti prickly pears (Fichi d’India). Salite lievi, poco traffico, l’unico lato negativo di oggi è il vento freddo.
Ci fermiamo verso le 10:30 per pausa frutta dietro a un historical marker, unico riparo di tutta la giornata.

Nulla davanti, nulla dietro, nulla destra, nulla a sinistra, l’unico riparo per una pausa

A 15 minuti dalla fine c’è il punto più alto a 1347 m, quasi tutta discesa fino a Duncan.

L’hotel Simpson di Duncan

Dormiremo al SIMPSON HOTEL, la facciata è da vecchio film americano, quando entriamo troviamo l’interno di una casa della East Coast. Il proprietario è un personaggio simpatico e colto, un americano atipico, la moglie è buddista e lavora a Hollywood, lui è un artista del legno e materiali plastici. Costruisce di tutto, ci mostra il suo giardino e le sue opere, una bravura mozzafiato. Coltissimo, spara citazioni latine su Marco Aurelio e ragionamenti da intellettuale, l’esatto contrario di ciò che abbiamo trovato fino ad oggi.
Ceniamo in un ristorante locale mediocre, guardando la fauna americana e pensando al nostro ospite di questa sera.
Pianifichiamo la prossima giornata direzione LORDSBURG poi SILVER CITY con un day off, poi EMORY PASS, HILLSBORO, LAS CRUCES, e finalmente il Texas. Fuori fa freddo.

Souther Tier – Da Palo Verde a Phoenix – Day 7/10

27 MARZO – QUARTZSITE
Distanza: 77 Km (436)
Dislivello: 450 (3825)
Meteo: ☀️20-25 vento freddo

Questa mattina Manu mi chiede più tempo per uscire dal sacco letto, perché ho russato tutta notte e si parte con calma. Il sole è anche caldo, ma il vento dal Nord è freddo e si sta bene con il maglione. Non essendoci il blocco sanitario in campeggio, per problemi fisiologici, la notte ci si è arrangiati sperando di non dover andare al distributore… sempre che fosse aperto.
Questa mattina si pedala in mezzo a una zona irrigata e coltivata, crediamo, a foraggio e cavoli. A BLYTHE sosta ancora una volta da McDonald’s per il pranzo, la città è piuttosto brutta.


Appena fuori si passa il Colorado River e si entra in Arizona. Finita l’irrigazione ricomincia il deserto; dopo un breve tratto si è obbligati ad entrare in autostrada, la I-10, che seguiamo fino all’uscita 11 per continuare poi su una strada parallela che attraversa un’area BLM con parecchi camper e roulotte che campeggiano nel deserto.
Noi continuiamo fino a QUARTZSITE che non sembra nemmeno una città, ma un ammasso di RV Park che si susseguono uno dopo l’altro. Il primo ci accetterebbe, ma non ha docce, mentre quello subito dopo il Q VIEW RV PARK ci offre un posto per 15 $. Titolare gentilissima, confermiamo e ripartiamo per fare la spesa un chilometro più avanti.

28 MARZO – SALOME
Distanza: 64 Km (500)
Dislivello: 520 (4345)
Meteo: ☀️

Alla partenza c’è già una buona temperatura ed il vento è freddo come sempre quando soffia da Nord. Appena fuori dalla città siamo obbligati ad entrare nella I-10 che seguiremo fino all’uscita 11 per continuare a pedalare sulla più tranquilla US60 che seguiremo fino a destinazione.
Quartzsite è citata addirittura su Wikipedia alla voce Snowbirds (Gli snowbirds sono i turisti invernali provenienti da Canada e stati del nord, che migrano nei deserti del Sud degli USA per evitare i lunghi inverni), per dire che vista dall’alto in inverno è completamente bianca per i tetti degli RV, mentre in estate cambia colore tornando al suo classico beige-deserto. Dai personaggi che abbiamo incontrato ieri sera, secondo noi, è anche una colonia di ex-hippies.
Pedalando nel deserto passiamo piccole località, più o meno abbandonate, in ognuna c’è uno o più RV Park aperti e pieni o chiusi ed abbandonati. A BRENDA ci fermiamo in un market-ristorante, una vecchia zia mi accoglie al banco del caffè tra un honey e l’altro. L’altra zia, alla cassa, mi fa pagare salutandomi con un sweety.
Beviamo il nostro caffè, sotto il portico accanto a un armadio per le consegne Amazon: Ordini sul tuo computer, recuperi qui con il tuo barcode. Ogni modo è valido per aumentare il fatturato di Amazon.
Finalmente si arriva a SALOME, un altro piccolo ammasso di case con un campeggio KOA e un RV Park più due motel. Noi dormiamo al STANFORD INN visto su una recensione, non è male; vicino c’è un bar per cenare.

Tramonto a Salome

29 MARZO – WICKEMBURG
Distanza: 87 Km (587)
Dislivello: 312 (4657)
Meteo: 🌤️20-28

Oggi è una tappa che forse sarà la più pallosa di tre anni di viaggio. Una salitella continua tra 0 e 1% per 50 chilometri ambiente desertico, anche se con un po’ di verde. Da quando siamo partiti non abbiamo mai visto animali selvatici, a parte delle lepri nel campeggio di Ocotillo, purtroppo il primo che vediamo oggi è un coyote morto in parte alla strada.

Campi di pecan

Tanti cespugli, pochi alberi, un saguaro qua e là; a metà strada ci fermiamo a AGUILA, il caffè della stazione di servizio è forse il peggiore tra decine e decine di caffè presi in viaggio.

Pannelli stradali a Wickemburg

Ad una quindicina di chilometri dalla fine inizia finalmente una bella pendenza negativa tra 0 e -3%. Sosta da Safeway per la spesa e campeggio al AZTEC RV PARK. La ACA diceva che non accettava tende da un anno ma chiamando ci rispondono affermativamente. Bel posto tenda se solo fosse un po’ più protetto, siamo vicini all’ingresso per stare sull’erba, ma per la misera tariffa richiesta ai ciclisti non ci si lamenta abbiamo delle fantastiche docce ed un tavolo con ombrellone per cenare comodamente.

Note sugli americani 1. Ieri sera vado al bar a prendere una birra e una Coca Cola. La cameriera mi mette del ghiaccio nel bicchiere della Coca (circa una pinta), le chiedo “No Ice”, la signora toglie il ghiaccio e aggiunge Coca Cola fino all’orlo, pago e le dico che vorrei portarlo in camera. La signora me lo travasa in un bicchiere di plastica ancora più grande, circa una volta e mezza, poi riempie ulteriormente il bicchiere di plastica con un’altra Coca Cola. No comment, il prezzo è sempre lo stesso, ma un vero americano non può vivere senza ghiaccio.
Nota sugli americani 2. Viaggiamo su strade statali e Interstate da 9 giorni e la sporcizia che vediamo in parte è vergognosa. Pneumatici a pezzi o quasi, bottiglie intere o a pezzi, bicchieri a centinaia, tricicli, paraurti o fanali rotti, pezzi di cinghie di trasmissione, elastici e sacchetti di plastica. E questo sarebbe un paese civile?

30 MARZO – PHOENIX
Distanza: 82 Km (669)
Dislivello: 186 (4843)
Meteo: ☀️

Questa mattina pedaliamo sulla US 60 con relativo traffico e rumore, sono circa 45 km, per fortuna tra 0 e -1% e riusciamo a tenere una buona media.
Dalla partenza al bivio per Sun City, un rettilineo unico, deserto con un po’ di erbetta, qualche vacca al pascolo in un punto e molti saguari. Per fortuna la velocità e l’asfalto sono migliori di quelli di ieri, altrimenti sarebbe la terza giornata pallosa.

Lungo i canali di Phoenix

Entrando in SUN CITY costeggiamo il muro di cinta di una zona residenziale, non c’è bike lane, ma tre corsie per le auto. Arrivando però al Canal Bike Trail possiamo percorrere per gli ultimi 10-15 km in sicurezza lungo dei canali. Unico inconveniente qualche barbone e, vicino a un sottopasso, uno scambio di sostanze di dubbia provenienza fra tre persone.
Il nostro HOTEL SONESTA SIMPLY SUITES è proprio sulla I-17.  Domani dovremmo uscire da questa città che avrei evitato volentieri.