26 novembre – Los Angeles
Dove eravamo rimasti? In attesa di un volo per Los Angeles, punto di inizio del nostro viaggio. Come è andata? Tutto è filato liscio, l’unico neo la lunga attesa per la navetta dell’hotel.
Manuela: viaggiare con delle biciclette come bagaglio è sempre stressante e quando all’arrivo vedi i tuoi scatoloni spuntare sul nastro bagagli ti sembra di aver vinto al lotto.
27 novembre – Long Beach
Sveglia all’alba per preparare tutto ed usciti dalla camera alle 11, giusto all’ora limite per il checkout.

La giornata di oggi non sarà un granché, dobbiamo attraversare LA che ha un’area metropolitana con una superficie simile alla Lombardia, sul nostro percorso non ci saranno scorci stile lago di Como o vigneti franciacortini, qui passiamo vicini ad una raffineria Chevron e ad un pedone mezzo suonato che attraversando la strada sembra voglia sparare alle auto ferme al semaforo, nelle sue mani una pistola, vera o falsa non lo capiamo, ma aumentiamo l’andatura per precauzione.

Perché abbiamo pubblicato questa fotografia?
Per chi non lo conoscesse, Costco è un supermercato americano che offre prodotti a prezzi concorrenziali. Nel 1985 uno dei cofondatori, nonché CEO introdusse l’hot dog a 1,50$, sono passati 39 anni ed ancora oggi lo si può acquistare, di buona qualità e con bevanda inclusa allo stesso identico prezzo. Si narra che il CEO minacciò di morte il suo successore se avesse osato aumentarlo.
Durante il nostro itinerario verso Long Beach siamo passati davanti ad un supermercato Costco verso l’ora di pranzo e la tentazione è stata forte. Oltre all’ hotdog, abbiamo acquistato, al folle prezzo di 1,99$ anche un trancio di pizza che sarà il nostro pranzo “da strada” per domani.
Essendo patito di musica, viaggio con un mini speaker sul manubrio e spesso le note mi accompagnano durante le lunghissime pedalate. Per questo viaggio ho deciso di creare un lista di brani ispirati dai fatti della giornata e che verrà aggiornata man mano. Chi volesse ascoltare, può trovare la lista su Spotify a questo indirizzo: Spotify – Pedaleando América Latina
La canzone di oggi non potevo che dedicarla al mio Alter ego che mi accompagna durante questo viaggio. Il brano è Con te partirò di Andrea Bocelli.
Manuela: Montaggio e assetto delle biciclette come nei team trucks del Giro d’Italia. In circa 4 ore abbiamo rimontato i nostri mezzi di locomozione, organizzato e caricato i bagagli. Troppo pesanti ! nei prossimi giorni in modo maniacale dovrò trovare il modo di rosicchiare del peso. Nei 40 km di strada fatti attraversando Los Angeles abbiamo avuto uno scorcio dell’America in accelerato: bel quartiere residenziale con centro commerciale alla moda, quartiere popolare con vari fast food, quartiere povero con mucchi di sporco, barboni accampati in tende e roulotte, zona industriale con raffineria immensa e per finire il pazzo con la pistola. Welcome in LA!
28 novembre – Dana Point
Finalmente il nostro itinerario si avvicina alla spiaggia già costeggiata due anni fa quando percorremmo la Pacific Coast da Seattle.

Dopo una trentina di chilometri piacevolmente piatti la seconda parte della giornata sarà con dei continui su e giù sulla US-1, spiagge con surfer a destra e belle ville a sinistra, un paio di Ferrari che ci superano con grandi accelerate e piano piano arriviamo a destinazione.

Alla reception del campeggio dello State park ci dicono che non ci sono posti liberi, ma impietosendo l’impiegato ci propone di entrare e di chiedere ai campground hosts che forse ci sistemeranno. Nessuno dei responsabili è presente in questo giorno di festa, ma una signora ci propone di sistemarci sul suo sito. Il problema di dove dormire è risolto.
La signora è gentilissima, ex militare di servizio in Germania durante Deserto Storm, poi casalinga, mamma di sei figli, è malata, non ha un’assicurazione medica e vive in tenda perché è ciò che può permettersi pagando le cure. Oggi festeggia il Thanksgiving in campeggio da sola. Ciò che ci racconta è molto triste, ma sembra una della mille storie viste nei film di Hollywood. Le proponiamo di pagarle una parte della tariffa giornaliera e, sentendo che le piace il vino, le propongo di acquistare una bottiglia. Al ritorno dal liquor store le mostro la bottiglia che appoggio sul tavolo, pensando che la berremo in compagnia. Ebbene no! Quando la tipa finisce di lavare le sue stoviglie, si prende il vino e se lo porta in tenda.
Canzoni del giorno: The Doors – People are strange.
Manuela: pensavo di aver dimenticato questo pezzo di strada ed invece pedalando i ricordi affiorano, l’unica differenza è che oggi non fa caldo ed è Thanksgiving. C’è in giro un sacco di gente ed i tacchini si mescolano a surfisti muscolosi che si dirigono in spiaggia. Chi cavalca le onde e chi cavalca la bici…e chi si ritrova da solo, ammalato, senza soldi, ma che ha la gentilezza di condividere la sua piazzola con degli sconosciuti….bevendosi da solo un buon pinot grigio!
29 novembre – Encinitas
In questa stagione fa buio molto presto e noi siamo obbligati a seguire il ritmo della luce. Andiamo a dormire prima delle galline ed io mi sveglio quindi prestissimo.
Fuori è freschino, 10 gradi, con calma preparo la bici, faccio colazione e poi chiamo madame che non so come riesce ancora a dormire.

Oggi la tappa prevede i trenta famigerati chilometri sulla Interstate 5, un’autostrada a quattro corsie trafficatissima. Come stranieri non possiamo attraversare la base dei Marines di Camp Pendleton e questa è l’unica strada fattibile. La shoulder è larghissima e possiamo pedalare in sicurezza. In una rest area siamo interrogati da un simpatico signore di origine salvadoregna che vuole sapere tutto del viaggio. Vuole filmarci, commentando in spagnolo, per mandare il video alla famiglia. Ci dice che potremo attraversare il suo paese in sicurezza. Piantiamo la nostra tenda nel medesimo sito dedicato agli Hikers & Bikers in cui sostammo due anni fa.
Manuela: Occhi a terra per schivare i vari detriti sparsi nella corsia di emergenza del pezzo di autostrada che siamo obbligati a fare. Preferirei tenere lo sguardo verso destra dove il colore blu dell’ oceano si incontra con il bianco della sabbia. La nostra piazzola in campeggio è vicino alla spiaggia esattamente di piedi della famosa statua del Magic Carpet Ride, ma i surfisti incrociati oggi sulla strada erano molto più carini 😉.
30 novembre – San Diego
Canzone del giorno: Beach Boys – Surfin’ USA.
Bellissimo sorgere del sole, raccatto le mie cose dalla tenda, inizio a preparare le borse e la colazione e vedo un surfista che si dirige verso la spiaggia, non sono nemmeno le sette, ci sono forse 10 gradi, ma sono pazzi ‘sti qua? Poi qualcuno mi farà notare che quaranta anni fa c’erano altri pazzi che partivano alle 4 di mattina per andare a fare sci-alpinismo… Oups…

Lungo le spiagge ci sono decine di auto parcheggiate di gente che sta andando verso l’oceano con la propria tavola o sta già rientrando.


Finite le spiagge, un po’ di salita per arrivare a San Diego dove costeggiamo il porto fino a Chula Vista, la bike lane passa proprio vicino all’aeroporto. Per finire la giornata una ventina di km in salita sulle colline dietro la città verso la US -94 che ci porterà all’albergo dell’ultima notte in USA.
Manuela: Persone di ogni età, che già al mattino presto sono a bordo strada, pronte a infilarsi la muta e tuffarsi in acqua in attesa dell’onda perfetta. Come in Italia, dove i genitori ti spingono a calciare un pallone non appena inizi a camminare, in Canada ti mettono i pattini ai piedi, e in California ti fanno salire su una tavola da surf. Domani ci aspetta una lunghissima salita per attraversare le colline che ci condurranno in Messico. Le bici sono stracariche: altro che alleggerirle, noi continuiamo ad aggiungere peso, per fortuna non abbiamo una bilancia, in certi casi meglio vivere nell’ignoranza.
1 dicembre – San Diego
Dopo una riposante notte in un bell’albergo sulle colline di San Diego, siamo pronti per affrontare le cinque salite previste di cui due impegnative. Alla fine della terza, mi ritrovo con la ruota posteriore a terra. Gli imperforabili Schwalbe hanno già fatto cilecca? Comincio a tribolare per smontare la ruota posteriore che con lo speedhub non è un’operazione delle più semplici poichè è la prima volta che mi succede e sono incavolato. Durante il rimontaggio sbagliamo qualche cosa e ripartendo non posso utilizzare tutte le velocità. La decisione è di ritornare a San Diego e risolvere il problema non a bordo strada.
Dopo pochi chilometri, vedo un signore vicino al suo pickup nel cortile di una cantina, mi fermo e chiedo se potrebbe portarci in città, siamo disposti a pagargli il disturbo.
Il tipo è il proprietario di un’azienda vitivinicola di 32 Ha e si offre di farci da tassista fino all’albergo che abbiamo prenotato, ma non finisce qui. Durante l’attesa, la responsabile dell’accoglienza, ci offre un eccellente Riesling da loro prodotto. Durante il ritorno a valle si parla di vino e di vigne e così, la giornata che era cominciata male, finisce con una bella chiacchierata con delle gentilissime persone.
Grazie ai proprietari di Valentina VIneyards, chi passera da qui si fermi a bere il loro Riesling è ottimo!
La canzone del giorno non poteva che essere: Barbera e Champagne di Giorgio Gaber
Manuela: Bastano pochi chilometri nell’entroterra per ritrovarsi in un paesaggio selvaggio e arido, dove si alternano zone coltivate e aree ricoperte da bassi cespugli. Tra queste cime rocciose sale la strada tortuosa e ripida. Tutto procede senza intoppi fino a quando sento una serie di insulti alle mie spalle. Torniamo in città per sistemare ciò che non siamo riusciti a fare correttamente sul ciglio della strada. Non si trattava nemmeno di una foratura (le Schwalbe non ci hanno tradito) ma solo di una valvola difettosa della camera d’aria. Punti positivi: abbiamo imparato a smontare e rimontare una ruota con lo speedhub. Francesco ha anche bevuto un bicchiere di eccellente vino bianco. Punti negativi: domani la salita sarà ancora più lunga.
2 dicembre – Tecate
Ricominciamo a salire da Chula Vista, ma dopo circa 30 km mi ritrovo di nuovo la ruota a terra. Ieri, vedendo la valvola storta pensavo fosse stata la causa del problema ed invece una graffetta aveva passato lo pneumatico. Questa volta spero di aver risolto il tutto.


Arriviamo al confine nella città di Tecate. L’ accoglienza del funzionario che ci rilascia il visto è cordiale, scambia battute con noi e con un paio di timbri siamo autorizzati a restare 180 giorni in Messico.
Questa notte dormiremo da Adriana una signora che ci affitta una camera, indirizzo trovato su iOverlander. Sistemazione molto spartana, ma per gente che prevede di dormire tra i cactus del deserto, più che sufficiente.
Entrando in Messico mi è venuta in mente un canzone del gruppo Inti Illimani : Nuestro México, febrero 23, che va ad aggiungersi alla mia lista da viaggio.
Manuela: Ben due camere d’aria nello sporco prima di trovare una graffetta gigante “mimetizzata” nello pneumatico. Tutto un esercizio di esperienza e zenitude. E per completare la giornata, tutta in salita, troviamo un posto dove dormire nella via più ripida e nel punto più alto della città di Tecate. Domani inizieremo in discesa.












































































































