Direzione Est

Ripartiamo da Brescia per pedalare fino a Venezia e cominciare un viaggio sulle orme del suo più illustre cittadino.

A metà marzo lasciavamo un Québec (Canada) molto freddo e innevato per volare verso Est, prima tappa l’Italia.

A Brescia diamo in custodia alla nostra famiglia bagagli e biciclette. Dopo un breve saluto riprendiamo un aereo verso Catania per visitare la Sicilia in compagnia di nostra figlia. Apprezziamo il piacere di fare i turisti automuniti per due settimane, approfittando dei paesaggi e della gastronomia di questa isola. Al rientro ci aspettano amici di gioventù e famigliari che non vediamo da tanto tempo. Meglio ripartire velocemente perché siamo “all’ingrasso” e rischiamo di non riuscire più a pedalare!

Il programma di questo nuovo lungo tour ciclistico prevederebbe di andare verso Est, sempre più a Est. Nel frattempo, qualcuno ha pensato bene di giocare alla guerra e metterci dei missili tra le ruote. Per ora la nostra prima destinazione è il Sud Italia, poi si vedrà.

Manuela: Grazie per l’ospitalità a mamma & boyfriend, sorella/cognato & nipoti, zii e amici, ci manchereteUna lacrimuccia anche per nostra figlia che rientra a casa, ma qualcuno dovrà pur lavorare per pagarci la pensione 😉.
Una mia cara amica d’infanzia ci ha chiesto di incontrare i suoi studenti per parlare di cicloturismo. Grazie Raffy per questo bell’inizio di viaggio, i tuoi studenti sono super!

Partenza da Chiari

14 / 20 aprile – Brescia, Verona, Padova, Venezia

Attraversando la provincia di Brescia, la prima tappa è un vigneto nel quale, 45 anni fa, trascorsi moltissime ore lavorando come viticoltore e alla cui piantumazione partecipai personalmente.

Dopo la sosta “nostalgica” siamo invitati a prendere un caffè da quella che ancora oggi considero una seconda mamma: la mia ex-bambinaia Ernesta.

Si rimonta in sella e, continuando tra le viti della Franciacorta che iniziano a riempirsi di foglie, arriviamo nel centro storico della città di Brescia.

Brescia non è conosciuta turisticamente quanto altri celebri capoluoghi italiani, ma merita una sosta per chiunque ami l’arte e la storia. Il centro storico conserva eleganti palazzi, un interessante duomo romanico, importanti rovine romane e musei di grande interesse.

Manuela: pedalare sulle strade dove ho trascorso la mia infanzia è una sensazione stranissima, un misto tra nostalgia e riscoperta. È su queste strade che ho imparato a pedalare e sulle quali già da adolescente sognavo di esplorare il mondo  sulla mia bici Bianchi colore beige.

Una prima tappa sul lago di Garda e un  appuntamento con Robi Abrami – l’inventore del cavalletto Biri (@bikerando_official_) – in Piazza Bra a Verona. Con lui arriveremo poi a Soave per la sosta notturna e una piacevole cena in compagnia discorrendo di viaggi, sogni e incontri.

Nuova provincia per salutare dei cari amici. A Padova dormiremo, mangeremo e berremo da Mara, Alessandro, Alice, e i gatti Pepe & Kumo. Alessandro, grande fotografo, anche lui ciclista, è stato uno dei nostri storici compagni di viaggio. Ci accompagna pedalando fino a Dolo, poi lui rientrerà per evitare la pioggia.

Manuela: che fatica i primi giorni sulla sella dopo 4 mesi di pausa. Ho mangiato troppi  cannoli e cassate in Sicilia? e forse caricato male la bici? #$@!&…dopo 200 km scopro che la mia ruota dietro era frenata !!

Con il nostro amico Alessandro

Raggiunto il Lido di Jesolo, attraverso belle ciclabili affacciate sulla laguna, possiamo vedere negli specchi d’acqua moltissimi fenicotteri e cigni. Qui c’è la pace assoluta e la pedalata è sempre tranquilla.

Da Punta Sabbioni ci trasferiamo sul Lido di Venezia con un traghetto e da lontano possiamo ammirare i palazzi storici di Piazza San Marco. L’avventura del primo traghetto è particolare e mi ha confermato la fama dei veneziani di non essere molto cortesi. Alla biglietteria una sgarbatissima, nonché antipatica impiegata, infastidita dalle mie domande, mi zittisce un paio di volte perché non vuole ripetere. Mi scuso, volevo solo pagare il biglietto e sapere gli orari! 

Capisco che Venezia sia soffocata dal turismo di massa, ma è anche grazie ai visitatori se la città continua oggi a vivere e prosperare.

Al primo traghetto siamo arrivati poco prima di due coppie di austriaci. La regola dice che è discrezione del personale di bordo fare salire le bici e solo fino ad un massimo di 4. Il traghetto è vuoto, ma l’inflessibile controllore lascia a terra le due bici di troppo.

Nei due traghetti successivi ci sono molti posti disponibili e arriviamo così a Chioggia senza intoppi. La laguna è finita e ci dirigiamo verso il parco della foce del fiume Po.

La prima settimana del nuovo viaggio è terminata, finalmente siamo riusciti a visitare le isole della laguna veneta e lo abbiamo fatto con le nostre bici.  Avremmo voluto scattare una fotografia davanti alla cattedrale di Piazza San Marco, ma purtroppo per i “velocipedi” (perché la burocrazia non le chiama semplicemente “biciclette”?) non è consentito l’accesso in città. Nella città più spettacolare del mondo non abbiamo incontrato solo persone sgarbate, ma anche gente simpatica e gentile: il signore di Gallipoli alla reception dell’hotel del Lido, la signora vicentina che ci ha offerto un caffè prima di partire, i ragazzi del bar Cuore di Pellestrina.

A volte basta un sorriso e un grazie per allietare la giornata di tutti.

Manuela: Nonna Elena, mi avresti detto che ero matta a voler pedalare tra i vicoli e canali della tua adorata Venezia! Ma dovevamo partire da qui, per seguire le tracce di Marco Polo.

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Autore: SOS - Vivere viaggiando

Siamo una coppia italo-canadese appassionata di sport all'aria aperta. In passato abbiamo praticato attività come l'alpinismo, lo sci e il ciclismo. Dal 2021 siamo in pensione e abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo libero girando il mondo in bicicletta, unendo le nostre passioni per i viaggi, la natura, la fotografia e la scoperta di nuove culture.

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