E dopo Venezia iniziamo la Ciclovia Adriatica

Dalla Laguna veneziana percorriamo la costa fino all’inizio del tacco. Siamo a mille chilometri pedalati e la penisola per noi è quasi terminata.

21/24 aprile – Da Chioggia a Pesaro, la Romagna delle spiagge

La BI6, Ciclovia Adriatica, parte da Trieste. Noi la abbiamo raggiunta a Jesolo (Venezia) e la seguiremo fino a Santa Maria di Leuca, alla punta del tacco dello stivale.

Da Chioggia, piacevole città lagunare, entriamo nel Parco del delta del Po. Percorriamo stradine sterrate con un continuo zigzagare tra canali, argini, lagune, fino a ritrovarci bloccati sulla sponda di un canale con, a soli 200 metri, Porto Levante. Scopriamo che il mini-traghetto è in funzione dal venerdì alla domenica, anche se i cartelli ufficiali danno indicazioni diverse.

Torniamo indietro per alcuni chilometri, imbocchiamo la Romea – una delle strade statali più trafficate e pericolose d’Italia – e dopo altri chilometri tra il rumore continuo del traffico, rientriamo sul percorso ciclabile dove saremmo arrivati con 5 minuti di barca.

Sosta notturna in un piccolo albergo nella campagna rodigina e poi si prosegue tra le varie ramificazioni del delta. Anche oggi ci aspetta una lunga deviazione a causa di un ponte inagibile, ci consoliamo ammirando dei gruppi di fenicotteri rosa.

Altro pezzo di Romea per raggiungere le Valli di Comacchio. I vecchi argini sono stati consolidati per costruire una ciclabile spettacolare, si pedala su una striscia di terra circondati da acqua: l’anello di Magnavacca.

A fine tappa i chilometri saranno novanta e da domani si comincerà sulla riviera romagnola: il mare alla portata di tutti ovvero la democratizzazione della spiaggia.

Manuela: tutti gi studenti italiani hanno visto almeno una foto di questo delta nei libri di geografia. Io penso alle nuvole di zanzare che mi assalgono appena mi fermo… chissà in estate!

La riviera romagnola

Terminato il delta, si entra a Ravenna con una deviazione obbligata per vedere la tomba di Dante Alighieri. Per quanto la maggior parte degli studenti italiani non lo ami, nessuno potrà mai negare che il sommo poeta sia stato il padre della nostra lingua e che abbia scritto uno dei capolavori della letteratura mondiale. Pablo Neruda incorniciò nella sua casa di Isla Negra in Cile dei versi di Dante e un collegio universitario di La Habana a Cuba gli dedicò una statua in bronzo come uno dei Padri delle lingue.

Manuela: Onoriamo uno dei simboli della cultura italiana. La Divina Commedia è un incubo per gli studenti, quasi come una gita scolastica qui. Noi ci divertiamo a osservare i loro sguardi persi, sembrano tutti in punizione… mentre alle insegnanti offriamo un bonus per il Paradiso.

Dopo la visita del centro storico di Ravenna, cominciamo a pedalare sulla costa della Romagna, una spiaggia di sabbia fine a perdita d’occhio. Non sappiamo quanti siano gli alberghi su questo tratto di mare Adriatico, ma c’è ne sono veramente molti! Dormiamo in un paio di pensioni dai prezzi veramente economici e veniamo sempre accolti con sorrisi e gentilezza. 

Ci fermiamo a scattare un paio di foto ricordo in uno dei circa mille stabilimenti balneari in cui gli “addetti ai lavori” stanno iniziando a preparare la spiaggia per la nuova stagione estiva.

Le distanze tra gli ombrelli sono minime, ridendo pensiamo che se ti sta antipatico il tuo vicino sei rovinato per l’intera vacanza.  In estate, personalmente, non riuscirei a stare in questi posti nemmeno una settimana!

Manuela: mi è difficile immaginare il caos di gente su queste spiagge, sono contenta di vederle fuori stagione. Anche se è ancora tutto quasi chiuso i vecchi “vitelloni” sono già all’attacco sfoggiando “Speedo” rosa e panterati, con una pancia da piadina ben farcita.

Una sosta è però doverosa. A Cesenatico ci fermiamo per una foto ricordo davanti al monumento dedicato a un mito nato in questa cittadina: il Pirata Marco Pantani. Uno dei pochi ciclisti della storia capace di vincere Giro e Tour nello stesso anno.

Manuela: io che adoro pedalare in salita e che vengo soprannominata dal marito “pantanina”, dovevo farmi fotografare davanti alla sua statua. Qui sarà tutto piatto, ma i tornanti sul San Bartolo sono un buon allenamento; mannaggia alle bici cariche, mi sarei divertita di più su una bella due ruote super leggera in carbonio come quelle che mi hanno superato alla grande.

Dopo Cattolica, entriamo nella quarta regione: le Marche. Affrontiamo la prima vera salita, passiamo il piccolo paesino di Fiorenzuola di Focara e poi scendiamo a Pesaro dove passeremo il fine settimana ospiti del cugino di Manuela e della sua simpaticissima famiglia.

25/26 aprile – Pesaro

Lungo fine settimana di riposo… Ma anche all’ingrasso. Nel fine settimana siamo viziati da Marco e Ilaria e ci ritroviamo a fare gli “zii” ai loro tre figli Giovanni, Adele e Livia. Passeggiata nel centro storico davanti alla casa natale del compositore Gioacchino Rossini, passaggio davanti alla palla dello scultore Arnaldo Pomodoro, cena a base di pesce in casa. Giretto nell’entroterra pesarese e cena in trattoria dai nonni. Ritorno a Fiorenzuola e pranzo al ristorante…

Grazie della vostra ospitalità cari cugini, abbiamo passato due giorni stupendi… ma la linea…

Manuela: Quanto sono felice di aver trascorso questi giorni da mio cugino, sua moglie e i loro tre fantastici bambini. Vivendo a 6.000 km di distanza ci si vede raramente, ma i ricordi della nostra infanzia sono indelebili e gli insegnamenti dei nostri padri idem. Spero di rivedervi presto in Canada.

27/30 aprile – Verso la Puglia

Ad Ancona affrontiamo la nostra seconda salita degna di questo nome. Subito dopo il centro storico si comincia a spingere e così sarà fino a fine giornata. L’ingresso nel capoluogo non è molto piacevole: strada trafficata e senza ciclabile, una raffineria, il porto, la stazione. Un peccato perché il piccolo centro storico sarebbe anche interessante. La domanda è questa: esiste una città italiana con un centro storico brutto?

Magnifica vista del mare in cima al Monte Conero e poi sosta notturna in un minuscolo paesino. Controlliamo cosa ci resta in borsa e decidiamo, per pigrizia, di non uscire a cena. Questa sera si ozia in camera.

Manuela: lungo la costa molti grandi immobili abbandonati, sono tutte ex-colonie dove generazioni di bambini venivano spediti in vacanza. Perché non ristrutturarli, ma continuare a distruggere territorio con nuove costruzioni? Quanto sono belle le spiagge che si vedono dalla strada che sale sul Conero, qui verrei volentieri in estate a fare un tuffo.

Si riscende a livello del mare. La costa comincia ad offrire dei panorami più vari. Sarà però da Ortona a Vasto che potremo percorrere una delle più belle ciclabili su cui abbiamo pedalato. Pavimentazione perfetta, in riva al mare, gallerie della vecchia ferrovia perfettamente illuminate. Una giornata ideale che è iniziata incontrando Franco, un ciclista settantenne di Vancouver. Restando in tema canadese la seconda colazione l’avevamo fatta nella piazza di Ortona dedicata proprio ai caduti canadesi della II guerra mondiale.

Prima di affrontare il corto sterrato di Punta Ardeci, viviamo una breve avventura con quattro giovani ciclisti per attraversare una frana che ha distrutto una parte della ciclabile. Tutto bene grazie alla collaborazione di tutti, solo qualche sbucciatura e molto fango sui pantaloni e sulle scarpe. Purtroppo, nuova sosta anticipata il giorno successivo a causa dell’inagibilità di un ponte.

Manuela: da giovane visitai tanto l’Italia con i miei genitori ma non ricordavo questa regione, bellissima! una strada solo pedonale o ciclabile, come sfondo solo il rumore del mare con vista su piccole spiagge e sulle antiche costruzioni dei pescatori qui chiamate trabocchi. Che bella giornata, tranne questi maledetti ponti che ci perseguitano!

Finalmente vediamo il cartello stradale che ci avvisa che siamo in Puglia, l’ultima delle sette regioni che attraverseremo durante la nostra discesa nel Meridione italiano.

La costa dei trabocchi
e una delle gallerie
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Autore: SOS - Vivere viaggiando

Siamo una coppia italo-canadese appassionata di sport all'aria aperta. In passato abbiamo praticato attività come l'alpinismo, lo sci e il ciclismo. Dal 2021 siamo in pensione e abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo libero girando il mondo in bicicletta, unendo le nostre passioni per i viaggi, la natura, la fotografia e la scoperta di nuove culture.

2 pensieri riguardo “E dopo Venezia iniziamo la Ciclovia Adriatica”

  1. Cari Manu e Francesco,

    Marco mi ha detto che il vostro stop a Pesaro li ha resi molto felici.

    I loro figli, i miei adorati nipoti Giovanni Adele e Livia, hanno goduto ogni momento dei giorni trascorsi insieme, affascinati dai vostri racconti, immaginando le vostre avventure, e chissà…desiderosi di imitarvi in futuro.

    Attendiamo altri racconti, buon proseguimento, un abbraccio

    zia Maria

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