Non sempre è necessario incontrare qualcuno di persona per apprezzarne la disponibilità, la competenza e lo spirito di condivisione. Paul, un cicloviaggiatore che oggi vogliamo presentarvi, ne è un esempio. Nel mondo dei cicloviaggiatori esistono diverse reti di comunicazione dove ci si scambiano informazioni di ogni tipo, dai migliori percorsi alle strade da evitare, dai problemi tecnici ai contatti per trovare ospitalità. Nel 2025 facevo parte del gruppo WhatsApp dedicato ai cicloviaggiatori in Sud America. Con Manuela avevamo già percorso diversi chilometri nel continente e, quando potevo, cercavo di dare il mio contributo a chi ne aveva bisogno. In quel gruppo, uno dei partecipanti si distingueva per la sua costante presenza: un certo Paul, tedesco, sempre pronto a rispondere alle domande degli altri. I suoi interventi erano precisi, dettagliati e ricchi di informazioni utili. Praticamente, ogni giorno c’era un suo messaggio. Dedicare tempo agli altri durante un viaggio in sella non è poca cosa.
Anch’io ebbi occasione di chiedergli qualche consiglio e, come molti altri, ne apprezzai la competenza e la cortesia.
Oggi Paul ha concluso il suo lungo periplo, durato tre anni, ed è rientrato a casa in Germania. È quindi per noi un piacere dedicargli uno spazio nella nostra galleria dei cicloviaggiatori e ringraziarlo per il prezioso contributo che ha offerto a tanti di noi. Paul, la catena che mi avevi consigliato è una bomba !
Mi chiamo Paul, ho 43 anni e sono di Berlino, in Germania. Da molto tempo sognavo di intraprendere un lungo viaggio, ma per molto tempo non avevo capito che sarebbe stato in bicicletta. Dopo aver sperperato per anni un sacco di soldi nel mio vecchissimo Toyota Land Cruiser, aver preso la patente per la moto e aver poi scoperto che in moto non si percepisce quasi nulla dell’ambiente circostante e ci si annoia, ho finalmente deciso di tornare al mio vecchio amore: la bicicletta.
Ho venduto l’auto e la moto e con il ricavato mi sono assemblato una bici da viaggio. Nel 2023, a 40 anni, sono finalmente partito; il viaggio che ho intrapreso, mi ha portato dapprima per cinque mesi attraverso l’Europa occidentale e poi, per più di due anni, attraverso l’America Latina: Argentina, Uruguay, Cile, Bolivia e Perù.
In seguito ho viaggiato per un anno e mezzo con Carmen, che avevo conosciuto in Perù nel Natale del 2024. Con lei ho vissuto le più grandi avventure: abbiamo attraversato l’Amazzonia, il Brasile, le tre Guyane e il Venezuela, poi la Colombia. Abbiamo aggirato il Darién Gap in barca, raggiunto Panama e attraversato l’America Centrale fino al Messico, dove le nostre strade si sono separate nel giugno del 2026, a Città del Messico.
Rientrato in Portogallo ho poi seguito lentamente la costa atlantica europea tornando verso la Germania. Ora cerco di ritrovare la strada verso la realtà della vita normale, con tutti i ricordi e le esperienze che mi porto dentro. E credo che ci vorrà ancora molto tempo per elaborare tutto quello che ho vissuto.
In totale ho percorso 50.000 chilometri e, nonostante questo, penso di aver visto soltanto una piccola parte di questo grande mondo.






| Nome | Paul Bergmann |
| Nazionalità | Tedesca |
| Anno di nascita | 1983 |
| Impiego | Viaggiatori a tempo pieno |
| Sito Web | https://www.komoot.de/ |
| Più bel viaggio in bici | Il mio lungo viaggio in America Latina ed Europa |
| Durata del viaggio | Tre anni e mezzo |
| Persone nel gruppo | 2 anni solo, un anno e mezzo con Carmen, una ciclista tedesca incontrata in Perù |
| Distanza totale | Circa 50.000 km |
| Giorno più lungo | 215 km |
| Giorno più bello | Il giorno più bello… Ce ne sono stati tantissimi. In 1200 giorni di viaggio è impossibile sceglierne uno solo. Forse, in un senso più ampio, il giorno in cui ho incontrato Carmen, perché ha cambiato tutto. |
| Giorno peggiore | Anche in questo caso è davvero difficile scegliere. Forse il giorno tra El Calafate ed El Chaltén, con quei venti incredibilmente forti che mi hanno impedito di proseguire. Oppure forse il giorno in cui le nostre strade, quella di Carmen e la mia, si sono separate a Città del Messico. |
| Più grande mal di testa | Telaio deformato in seguito a un incidente a La Paz, gruppo Rohloff rotto in Guatemala, prima, seconda e terza frattura del telaio di Carmen |
| Il più grande errore | Ho pedalato per un po’ in Argentina con un vecchio amico, che ormai non è più un amico |
| Una piacevole sorpresa | Venezuela. Il popolo più ospitale e curioso del mondo, con una grande varietà di paesaggi. |
| Modello di bici | Ho costruito la mia bici da zero, da solo: telaio MTB Intech M5 da 29″ in CroMoly, mozzo Rohloff, configurazione classica da turismo con qualche tocco da MTB |
| Modifiche | Niente di che: cerchio posteriore e raggi, pedali, movimento centrale |
| Pneumatici | Schwalbe Mondial 50-622, Maxxis Aspen 52-622 (poco affidabile) |
| Setup bagaglio | 4 borse Ortlieb Backroller Plus da 23 L, borsa da manubrio Ortlieb Classic, zaino da 50 L sul portapacchi posteriore, piccola borsa da sella |
| Sei contento di aver portato | Heat-it! Dispositivo USB contro le punture di zanzara; secondo cellulare; zaino; lettore di ebook |
| Avrei voluto portare | Più soldi, ahah; una giacca impermeabile DAVVERO ottima |
| Vorrei non aver portato | Pneumatico di scorta; l’ho lasciato a La Paz dopo 20.000 km |
| Incidenti | Sono rimasto incastrato in un canale di scolo a La Paz, in Bolivia, e mi si è deformato il telaio |
| Problemi con la bici | Niente di grave, ha funzionato meglio del previsto |
| Stessa bici in futuro? | Forse, con qualche piccola modifica (più spazio per pneumatici più grandi, un convertitore USB per il mozzo dinamo più efficiente, il passaggio ai freni TRP anteriori e posteriori) |
| Qualche consiglio per un nuovo cicloturista | Non pianificare troppo in anticipo, andrà sempre diversamente da come te lo aspettavi; e una massima tipicamente tedesca: «chi risparmia una volta, spende due volte» |
| Filosofia della strada | Saluta sempre la gente del posto con un sorriso |
