¡Bienvenidos a México!

Gli ultimi giorni sulla costa USA e l’arrivo a Tecate; un piccolo incidente che ritarda di un giorno il passaggio della frontiera, ma che ci fa gustare un ottimo Riesling di Dulzura

26 novembre – Los Angeles
Dove eravamo rimasti? In attesa di un volo per Los Angeles, punto di inizio del nostro viaggio. Come è andata? Tutto è filato liscio, l’unico neo la lunga attesa per la navetta dell’hotel.

Manuela: viaggiare con delle biciclette come bagaglio  è sempre stressante e quando all’arrivo vedi i tuoi scatoloni spuntare sul nastro bagagli ti sembra di aver vinto al lotto.

27 novembre – Long Beach
Sveglia all’alba per preparare tutto ed usciti dalla camera alle 11, giusto all’ora limite per il checkout.

La nostra camera durante la fase di assemblaggio bici

La giornata di oggi non sarà un granché, dobbiamo attraversare LA che ha un’area metropolitana con una superficie simile alla Lombardia, sul nostro percorso non ci saranno scorci stile lago di Como o vigneti franciacortini, qui passiamo vicini ad una raffineria Chevron e ad un pedone mezzo suonato che attraversando la strada sembra voglia sparare alle auto ferme al semaforo, nelle sue mani una pistola, vera o falsa non lo capiamo, ma aumentiamo l’andatura per precauzione.

Pausa pranzo da Costco

Perché abbiamo pubblicato questa fotografia?
Per chi non lo conoscesse, Costco è un supermercato americano che offre prodotti a prezzi concorrenziali. Nel 1985 uno dei cofondatori, nonché CEO introdusse l’hot dog a 1,50$, sono passati 39 anni ed ancora oggi lo si può acquistare, di buona qualità e con bevanda inclusa allo stesso identico prezzo. Si narra che il CEO minacciò di morte il suo successore se avesse osato aumentarlo.
Durante il nostro itinerario verso Long Beach siamo passati davanti ad un supermercato Costco verso l’ora di pranzo e la tentazione è stata forte. Oltre all’ hotdog, abbiamo acquistato, al folle prezzo di 1,99$ anche un trancio di pizza che sarà il nostro pranzo “da strada” per domani.

Essendo patito di musica, viaggio con un mini speaker sul manubrio e spesso le note mi accompagnano durante le lunghissime pedalate. Per questo viaggio ho deciso di creare un lista di brani ispirati dai fatti della giornata e che verrà aggiornata man mano. Chi volesse ascoltare, può trovare la lista su Spotify a questo indirizzo: Spotify – Pedaleando América Latina

La canzone di oggi non potevo che dedicarla al mio Alter ego che mi accompagna durante questo viaggio. Il brano è Con te partirò di Andrea Bocelli.

Manuela: Montaggio e assetto delle biciclette come nei team trucks del Giro d’Italia. In circa 4 ore abbiamo rimontato i nostri mezzi di locomozione, organizzato e caricato i bagagli. Troppo pesanti ! nei prossimi giorni in  modo maniacale dovrò trovare il modo di rosicchiare del peso. Nei 40 km di strada fatti attraversando Los Angeles abbiamo avuto uno scorcio dell’America in accelerato: bel quartiere residenziale con centro commerciale alla moda, quartiere popolare con vari fast food, quartiere povero con mucchi di sporco, barboni accampati in tende e roulotte, zona industriale con raffineria immensa e per finire il pazzo con la pistola. Welcome in LA!

28 novembre – Dana Point
Finalmente il nostro itinerario si avvicina alla spiaggia già costeggiata due anni fa quando percorremmo la Pacific Coast da Seattle.

Strani tacchini nel giorno del Thanksgiving

Dopo una trentina di chilometri piacevolmente piatti la seconda parte della giornata sarà con dei continui su e giù sulla US-1,  spiagge con surfer a destra e belle ville a sinistra, un paio di Ferrari che ci superano con grandi accelerate e piano piano arriviamo a destinazione.

Cicliste sulla Pacific Coast

Alla reception del campeggio dello State park ci dicono che non ci sono posti liberi, ma impietosendo l’impiegato ci propone di entrare e di chiedere ai campground hosts che forse ci sistemeranno.  Nessuno dei responsabili è presente in questo giorno di festa, ma una signora ci propone di sistemarci sul suo sito. Il problema di dove dormire è risolto.
La signora è gentilissima, ex militare di servizio in Germania durante Deserto Storm, poi casalinga, mamma di sei figli, è malata, non ha un’assicurazione medica e vive in tenda perché è ciò che può permettersi pagando le cure. Oggi festeggia il Thanksgiving in campeggio da sola. Ciò che ci racconta è molto triste, ma sembra una della mille storie viste nei film di Hollywood. Le proponiamo di pagarle una parte della tariffa giornaliera e, sentendo che le piace il vino, le propongo di acquistare una bottiglia. Al ritorno dal liquor store  le mostro la bottiglia che appoggio sul tavolo, pensando che la berremo in compagnia. Ebbene no! Quando la tipa finisce di lavare le sue stoviglie, si prende il vino e se lo porta in tenda.
Canzoni del giorno: The Doors – People are strange.

Manuela: pensavo di aver dimenticato questo pezzo di strada ed invece pedalando i ricordi affiorano, l’unica differenza è che oggi non fa caldo ed è Thanksgiving. C’è in giro un sacco di gente ed i tacchini si mescolano a surfisti muscolosi che si dirigono in spiaggia. Chi cavalca le onde e chi cavalca la bici…e chi si ritrova da solo, ammalato, senza soldi, ma che ha la gentilezza di condividere la sua piazzola con degli sconosciuti….bevendosi da solo un buon pinot grigio!

29 novembre – Encinitas
In questa stagione fa buio molto presto e noi siamo obbligati a seguire il ritmo della luce. Andiamo a dormire prima delle galline ed io mi sveglio quindi prestissimo.
Fuori è freschino, 10 gradi, con calma preparo la bici, faccio colazione e poi chiamo madame che non so come riesce ancora a dormire.

Deviazione sulla IS5

Oggi la tappa prevede i trenta famigerati chilometri sulla Interstate 5, un’autostrada a quattro corsie trafficatissima. Come stranieri non possiamo attraversare la base dei Marines di Camp Pendleton e questa è l’unica strada fattibile. La shoulder è larghissima e possiamo pedalare in sicurezza. In una rest area siamo interrogati da un simpatico signore di origine salvadoregna che vuole sapere tutto del viaggio. Vuole filmarci, commentando in spagnolo, per mandare il video alla famiglia. Ci dice che potremo attraversare il suo paese in sicurezza. Piantiamo la nostra tenda nel medesimo sito  dedicato agli Hikers & Bikers in cui sostammo due anni fa.

Manuela: Occhi a terra per schivare i vari detriti  sparsi nella corsia di emergenza del pezzo di autostrada che siamo obbligati a fare. Preferirei tenere lo sguardo verso destra dove il colore blu dell’ oceano si incontra con il bianco della sabbia. La nostra piazzola in campeggio è vicino alla spiaggia esattamente di piedi della famosa statua del Magic Carpet Ride, ma i surfisti incrociati oggi sulla strada erano molto più carini 😉.

30 novembre – San Diego
Canzone del giorno: Beach Boys – Surfin’ USA.
Bellissimo sorgere del sole, raccatto le mie cose dalla tenda, inizio a preparare le borse e la colazione e vedo un surfista che si dirige verso la spiaggia, non sono nemmeno le sette, ci sono forse 10 gradi, ma sono pazzi ‘sti qua? Poi qualcuno mi farà notare che quaranta anni fa c’erano altri pazzi che partivano alle 4 di mattina per andare a fare sci-alpinismo… Oups…

Surfisti in attesa della prima onda del giorno – ore 6:45

Lungo le spiagge ci sono decine di auto parcheggiate di gente che sta andando verso l’oceano con la propria tavola o sta già rientrando.

Dopo Encinitas le ultime belle spiagge della California
E finalmente uno lo cucchiamo in azione

Finite le spiagge, un po’ di salita per arrivare a San Diego dove costeggiamo il porto fino a Chula Vista, la bike lane passa proprio vicino all’aeroporto. Per finire la giornata una ventina di km in salita sulle colline dietro la città verso la US -94 che ci porterà all’albergo dell’ultima notte in USA.

Manuela: Persone di ogni età, che già al mattino presto sono a bordo strada, pronte a infilarsi la muta e tuffarsi in acqua in attesa dell’onda perfetta. Come in Italia, dove i genitori ti spingono a calciare un pallone non appena inizi a camminare, in Canada ti mettono i pattini ai piedi, e in California ti fanno salire su una tavola da surf. Domani ci aspetta una lunghissima salita per attraversare le colline che ci condurranno in Messico. Le bici sono stracariche: altro che alleggerirle, noi continuiamo ad aggiungere peso, per fortuna non abbiamo una bilancia, in certi casi meglio vivere nell’ignoranza.

All’inizio della pista dell’aeroporto di San Diego

1 dicembre – San Diego
Dopo una riposante notte in un bell’albergo sulle colline di San Diego, siamo pronti per affrontare le cinque salite previste di cui due impegnative. Alla fine della terza, mi ritrovo con la ruota posteriore a terra. Gli imperforabili Schwalbe hanno già fatto cilecca? Comincio a tribolare per smontare la ruota posteriore che con lo speedhub non è un’operazione delle più semplici poichè è la prima volta che mi succede e sono incavolato. Durante il rimontaggio sbagliamo qualche cosa e ripartendo non posso utilizzare tutte le velocità. La decisione è di ritornare a San Diego e risolvere il problema non a bordo strada.
Dopo pochi chilometri, vedo un signore vicino al suo pickup nel cortile di una cantina, mi fermo e chiedo se potrebbe portarci in città, siamo disposti a pagargli il disturbo.
Il tipo è il proprietario di un’azienda vitivinicola di 32 Ha e si offre di farci da tassista fino all’albergo che abbiamo prenotato, ma non finisce qui. Durante l’attesa, la responsabile dell’accoglienza, ci offre un eccellente Riesling da loro prodotto. Durante il ritorno a valle si parla di vino e di vigne e così, la giornata che era cominciata male, finisce con una bella chiacchierata con delle gentilissime persone.
Grazie ai proprietari di Valentina VIneyards, chi passera da qui si fermi a bere il loro Riesling è ottimo!
La canzone del giorno non poteva che essere: Barbera e Champagne di Giorgio Gaber

Manuela: Bastano pochi chilometri nell’entroterra per ritrovarsi in un paesaggio selvaggio e arido, dove si alternano zone coltivate e aree ricoperte da bassi cespugli. Tra queste cime rocciose sale la strada tortuosa e ripida. Tutto procede senza intoppi fino a quando sento una serie di insulti alle mie spalle. Torniamo in città per sistemare ciò che non siamo riusciti a fare correttamente sul ciglio della strada. Non si trattava nemmeno di una foratura (le Schwalbe non ci hanno tradito) ma solo di una valvola difettosa della camera d’aria. Punti positivi: abbiamo imparato a smontare e rimontare una ruota con lo speedhub. Francesco ha anche bevuto un bicchiere di eccellente vino bianco. Punti negativi: domani la salita sarà ancora più lunga.

2 dicembre – Tecate

Ricominciamo a salire da Chula Vista, ma dopo circa 30 km mi ritrovo di nuovo la ruota a terra. Ieri, vedendo la valvola storta pensavo fosse stata la causa del problema ed invece una graffetta aveva passato lo pneumatico. Questa volta spero di aver risolto il tutto.

Mortacci sua

Arriviamo al confine nella città di Tecate. L’ accoglienza del funzionario che ci rilascia il visto è cordiale, scambia battute con noi e con un paio di timbri siamo autorizzati a restare 180 giorni in Messico.
Questa notte dormiremo da Adriana una signora che ci affitta una camera, indirizzo trovato su iOverlander. Sistemazione molto spartana, ma per gente che prevede di dormire tra i cactus del deserto, più che sufficiente.
Entrando in Messico mi è venuta in mente un canzone del gruppo Inti Illimani : Nuestro México, febrero 23, che va ad aggiungersi alla mia lista da viaggio.

Manuela: Ben due camere d’aria nello sporco prima di trovare una graffetta gigante “mimetizzata” nello pneumatico. Tutto un esercizio di esperienza e zenitude. E per completare la giornata, tutta in salita, troviamo un posto dove dormire nella via più ripida e nel punto più alto della città di Tecate. Domani inizieremo in discesa.

Pedaleando América Latina

Una nuova avventura sta per cominciare, oggi 26 novembre 2024 siamo diretti a Los Angeles California per cominciare il nostro tour “PEDALEANDO AMÉRICA LATINA” .Se volete più informazioni leggete l’articolo sul blog.

Voglio vedere il mondo.
Seguire una mappa fino ai suoi confini e continuare.
Lasciar che la curiosità sia la mia guida.
Dormire sotto stelle sconosciute e lasciare che il viaggio si sveli davanti a me.

Questo era il motto di Iohan Gueorguiev, The bike wanderer, uno dei primi cicloviaggiatori che documentò le sue avventure pubblicando dei video su YouTube. Nonostante la sua morte prematura, Iohan è ancora oggi un simbolo per la comunità dei viaggiatori su due ruote ed un’ ispirazione anche per noi.

Aeroporto di Québec – 26 novembre 2024

Finalmente, eccoci pronti per l’inizio di una nuova avventura. Siamo in viaggio verso Los Angeles (California) per iniziare quello che sarà il congiungimento di due itinerari : due anni fa percorremmo la costa ovest degli USA e l’anno scorso la strada \che da Puerto Montt in Cile ci portò alla Fin del Mundo a Ushuaia in Argentina.

Unire l’estremo Nord e l’estremo Sud delle Americhe è un’idea che abbiamo in testa da tempo. Il nostro attuale progetto ci porterà prima lungo la Baja California, poi sempre in Messico sulla parte continentale, seguiranno Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama. Dopo l’America Centrale, vorremmo spostarci in quella Meridionale per attraversare Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Argentina e Cile. 
L’obiettivo è di recuperare il dollaro perso in una scommessa con la padrona dell’hostal di Puerto Montt dove alloggiammo al km zero della Carretera Austral (potete conoscere l’oggetto della scommessa nel nostro libro in vendita su tutti i siti Amazon sia in italiano che in francese).

Il viaggio sarà lungo, circa 15.000 km con ostacoli geografici, meteorologici e politici, speriamo non fisici. Per questi ultimi ci affidiamo a quanto ci disse il grande alpinista Andrea Sarchi: Sono uno spirito giovane in un vecchio chassis. Per il resto, siamo persone prudenti, viaggiamo da svariati anni in giro per il mondo e con solo qualche disavventura da turista fai-da-te.

Quanto durerà il viaggio? Sinceramente non lo sappiamo, prenderemo il tempo necessario per pedalare, visitare e goderci la vita; riportando il motto di qualcuno molto amato in America Latina: siamo realisti, esigiamo l’impossibile.

Prendiamo l’occasione per ringraziare le aziende che ci hanno aiutato con del materiale:

Big Agnes produttore della tenda, del materassino e di capi di abbigliamento che useremo.
Cnoc Outdoor che ci ha offerto le sacche per l’acqua.
Graphissimo che ci ha fornito i nostri biglietti da visita e rifatto il logo professionalmente.
Olight che illuminerà la strada nel caso ci capitasse di pedalare in condizioni di scarsa visibilità.
OneUp per i pedali.
NordVPN che ci permetterà di navigare su Internet in sicurezza.
Voile Straps per le sue fantastiche ed indistruttibili cinghie per fissare qualsiasi cosa sulle nostre bici.

And Now go sleep in the dirt! (Ci scusiamo con i proprietari dello slogan, ma è troppo in tema e non abbiamo resistito ad usarlo. Big Agnes dixit).

Grazie a tutti per il supporto, seguiteci sul blog e scriveteci, ci terrete compagnia.

À VÉLO JUSQU’À LA FIN DEL MUNDO

Et finalement, nous y sommes arrivés ! Le livre, déjà publié en italien, est maintenant disponible en français.
Pour la version papier, on peut l’acheter sur tous les sites d’Amazon où on trouve également la version Kindle: À VÉLO JUSQU’À LA FIN DEL MUNDO.
Pour ceux qui préfèrent lire en format “epub”, le livre est disponible sur Google Books.
Bien que le livre soit principalement destiné aux passionnés de cyclotourisme, il saura également susciter l’intérêt de tous ceux qui ont un esprit d’aventure et qui aiment voyager. Une bonne idée pour un cadeau de Noël.

Naturalmente chi vorrà comperare la versione italiana, anche quella sarà sempre disponibile sui medesimi siti.



Sulla rivista Cicloturismo di settembre 2024 c’è il nostro tour sul San Lorenzo

Non siamo ancora ripartiti, però chi non avesse letto il nostro resoconto sul viaggio nel Golfo di San Lorenzo può comperare il numero di settembre della rivista Cicloturismo.
Ed anche una piccola pubblicità del nostro libro sul viaggio in Patagonia

Dopo agosto, anche questo mese la rivista Cicloturismo ha pubblicato un nostro articolo e si parlerà del nostro viaggio nel Golfo di San Lorenzo.

Il ponte della Confederazione che porta sulla Prince Edward Island

Se qualcuno non volesse o non potesse acquistare la rivista in edicola è possibile scaricare la versione elettronica per soli 3,80 € dal sito dell’editore a questo link: https://www.compagniaeditoriale1976.it/testata/cicloturismo/cicloturismo-in-edicola/

Ci sarà anche un riferimento al libro pubblicato questa estate che è possibile ordinare su Amazon (tutti i siti Amazon vanno bene, dal .it al .fr al .jp) così con le prossime royalties invece di un semplice Big Mac da McDonald’s potremo andare a farci una pizza (non pretendiamo Bottura per adesso).
Il libro non è dedicato solo ai ciclisti, ma anche a chiunque ami viaggiare.

A breve, oltre alla versione italiana, ci sarà anche quella in francese.

La rivista Cicloturismo pubblica un articolo sul nostro viaggio a Cuba

Nel numero di agosto 2024, la rivista Cicloturismo ha pubblicato un nostro nuovo articolo.

Siamo passanti anche da lì

Se qualcuno non volesse o non potesse acquistare la rivista in edicola è possibile scaricare la versione elettronica per soli 3,80 € dal sito dell’editore a questo link: https://www.compagniaeditoriale1976.it/testata/cicloturismo/cicloturismo-in-edicola/

BIG AGNES – La comodità è importante, le sedie Skyline Ul

Dopo tre anni e più di 20.000 km percorsi in diversi continenti, abbiamo riflettuto su cosa aggiungere al nostro bagaglio ed abbiamo analizzato l’attrezzatura non indispensabile di certi cicloturisti incrociati sulla strada.

Ci sono i duri e puri che viaggiano calcolando i microgrammi del loro bagaglio e poi ci sono coloro che percorrono gli stessi chilometri, ma cercano anche un po’ di comodità dopo una giornata sulla strada. Seguivamo su YouTube i viaggi di una coppia tedesca che ci aveva colpito per la simpatia (Louisa e Tobi). Quando inviammo loro un questionario da pubblicare sul nostro blog ci colpì ciò che loro avevano detto a proposito dell’oggetto che erano contenti di aver portato: le loro sedie da campeggio.

Chi conosce il peso di una bici da viaggio potrebbe stortare il naso pensando a questo oggetto inutile, ma io ho riflettuto considerando anche la mia età, come disse qualcuno quando superi i ** anni, entrare nella tenda è molto facile, il difficile è uscirne la mattina successiva.

Cominciammo a fare qualche ricerca e ci accorgemmo che tanti altri viaggiatori in bicicletta in giro per il mondo si trascinavano questo accessorio. Cercammo dei comparativi ed arrivammo alla nostra scelta le sedie Big Agnes Skyline Ul Chair.

Anche i cardinali voglio provare le nostre sedie (Cardinalis Cardinalis e sedie Big Agnes)

Queste sedie non sono le più leggere del mercato (794g), ma per la nostra esperienza abbiamo constatato che l’azienda ha creato un prodotto robusto che può essere caricato fino a 125 kg, ottimi sia l’imballaggio che la struttura in alluminio, nonché l’eccellente confort e la rapidità nell’assemblaggio.

Nel nostro primo viaggio con sedie al seguito non abbiamo avuto molte occasioni per usarle, ma ne siamo stati estremamente felici e come dice il loro slogan: now go sleep in the dirt!

Preparando la cena riparati dal vento vicino alle dune di Cape Hatteras, NC

Pubblicato il libro: IN BICICLETTA ALLA FIN DEL MUNDO

Ebbene sì, anche io non ho resistito ed ho voluto trascrivere il diario di uno dei miei viaggi in un libro.

Quello che ho pubblicato non è un romanzo, non è una guida turistica, ma lo definirei un racconto della nostra avventura sulla Carretera Austral e la Tierra del Fuego. Lo si può anche utilizzare come aiuto per pianificare il proprio viaggio in bici, in moto od anche come backpacker; molte indicazioni che ho segnato sono valide per chiunque voglie ripercorrere il nostro itinerario.

Il libro in versione cartacea è disponibile su Amazon a questo link: IN BICICLETTA ALLA FIN DEL MUNDO, sulla stessa pagina si può scaricare anche il formato Kindle.
Entrambe le versioni sono disponibili anche negli altri mercati Amazon (USA, Francia, UK, Germania, Spagna, Olanda, Polonia, Finlandia, Giappone, Canada, Australia).


A breve uscirà anche la versione francese del libro, si accettano volontari per la traduzione in inglese e spagnolo :-).

Ritorno a casa

21 maggio – Granby, QC

Ieri quando la Princess ci ha lasciati, saremmo voluti restare a lungo a leggere un libro sulle nostre seggioline da campeggio, ma la miriade di zanzare ci ha obbligati a entrare in tenda alle 20:30, di conseguenza a nanna presto.

Oggi prendiamo la strada verso Granby, una tappa corta su strade di campagna e ciclabili, i profumi nell’ aria ci confermano che stanno concimando i terreni. Saremo ospitati da Kryshna, una ciclista-professoressa che, con grande pazienza ed entusiasmo, insegna il francese (ma in pratica a leggere e a scrivere) ai rifugiati che arrivano da vari paesi del mondo, proprio quei poveretti che fuggono da guerre e regimi totalitari.

Ristoranti del Québec

Domani prevista acqua e dopodomani peggio, speriamo di non rientrare a casa con le branchie.

22 maggio – Richmond, QC

Alle 7:30 siamo sulla strada con un bella giornata soleggiata, mannaggia ai meteorologi! Poco dopo Granby entriamo nel parco della Yamaska che per i ciclisti che vogliono solamente attraversarlo è completamente gratuito. Paesaggio silvestre e sentiero all’ ombra, ma nessun incontro faunistico, solo un leprotto che ha saltellato tra le felci appena ci ha visti.

Pausa colazione nel Parco della Yamaska

Il primo dei tre giorni a rischio pioggia, ci farà arrivare a destinazione bagnati, ma di sudore. Prima metà della tappa su ciclabile fino a Roxton Falls. Sosta per la spesa e poi continuiamo in mezzo alla campagna su dei ranghi sterrati, speravamo nel profumo dei lilla in fiore, ma gli odori sono meno poetici.

55 anni e non sentirli

Questa sera dormiremo in un alberghetto ricavato in una vecchia stazione ferroviaria, già utilizzato tre anni fa durante il nostro viaggio verso Niagara Falls. Prima del bacio della buona notte, lancio un’idea: se facessimo una sola tappa di 160 km ed arrivassimo a casa con un giorno di anticipo? ….e speriamo che  le previsioni meteo di domani siano ancora sbagliate.

23 maggio – Québec

Al risveglio il vento è dalla nostra parte, l’asfalto è bagnato, ma il cielo grigio non sembra minaccioso, forse ci va bene anche oggi. Conosciamo questo percorso, tutta ciclabile con circa 110 km di pietrisco e poi asfalto, possibile sosta a metà strada in albergo o campeggio, partiamo con l’idea che decideremo il da farsi secondo l’andamento della giornata. Dopo poche pedalate sento che le mie gambe non girano molto efficacemente, mi sento fiacco, Manuela invece è in forma. A mezzogiorno, pranziamo con la pizza fredda di ieri sera e ripartiamo, inizio a stare meglio; dopo 80 km arriviamo a Plessisville, è presto e decidiamo di non fermarci qui per la notte e continuare, il vento è aumentato ed il cielo è quasi azzurro.
Poco dopo le sei di sera siamo seduti sui gradini di casa e la nostra vicina ci scatta la fotografia finale. Scaricando i dati su Strava, scopriamo che in certi tratti abbiamo fatto migliori performances che 2 anni fa con la bici da strada, vento a favore o ormai siamo delle macchine da guerra?…qualcuno dice che dopo 50 giorni la voglia di dormire nel nostro letto può fare miracoli.

Verso casa
All’inizio della passerella sul ponte di Québec
Casa!

La morale della favola

Siamo partiti da Key West il 4 aprile e siamo rientrati a casa il 23 maggio.

  • Durata del viaggio: 50 giorni
  • Riposo: 2 giorni completi e qualche mezza giornata
  • Km percorsi: 3.775 (più qualcuno perso…)
  • Dislivello: 12.061 metri (5.873 nei primi 2.700 km; 6.188 nei successivi 1.000)
  • Tappa più lunga: 157 km (Richmond – Casa)
  • Tappa più corta: 20 (Manhattan)
  • Maggiore salita: 1.233 (Ticonderoga, NY – Peru, NY)
  • 2 giornate di pioggia
  • Temperatura minima: 9° (Poughkeepsie, NY)
  • Temperatura massima oltre i 30° (Richmond, QC)
  • Ponti attraversati: abbiamo perso il conto!
  • Animali morti a bordo strada: tantissimi ogni giorno e di genere diverso, dal coccodrillo all’armadillo fino allo scoiattolo.

Cosa ci è piaciuto di meno?
Itinerario abbastanza monotono, alcune strade sulla costa sono troppo trafficate, forse il percorso suggerito dall’ACA che è all’interno, spesso in zone di campagna, segue strade più tranquille, ma in questo caso si perdono i bei paesaggi sulla costa. La poca disponibilità di campeggi che accettano le tende ed i prezzi per una piazzola che sono cari quasi quanto andare in un motel.

Cosa ci è piaciuto di più?
Con questo viaggio sulla costa Est possiamo dire di aver completato il periplo degli USA, iniziato 9 anni fa con un lungo giro in camper, continuato in bicicletta sul Southern Tier e sulla Pacific Coast.
È stato splendido partire ad aprile da casa, quando nel nostro giardino c’era ancora la neve, arrivare in Florida al caldo e pedalare in maglietta fino a New York City su un percorso con pochissima salita. I luoghi paesaggisticamente più belli che abbiamo attraversato sono i ponti delle isole Keys, gli Outer Banks ed i primi tre giorni sull’Empire State Trail. Tuttavia, ciò che abbiamo amato di più e che ci resterà nel cuore per sempre è stata l’esperienza con la rete Warm Showers. Abbiamo conosciuto persone fantastiche, con mentalità aperta, cordiali, generose e interessanti, che ci hanno offerto una prospettiva diversa della società americana. Grazie per averci aperto le vostre case: Jeff, Jean-Marc, Stephen, Dan, Fred e Renée, Robert, Patrick, Zander e Kai, Eric, Nicholas e Dawn, Diane, Mark e Carol, Sandra e Tom, Pam, Becky, Kryshna.

3.800 km sulla costa Est

Ed ora?

Abbiamo un piccolo progetto in testa, ma non è ancora il momento di annunciarlo, diciamo solamente che i chilometri saranno di più, i dislivelli maggiori, le comodità minori ed a volte, crediamo, il traffico ci mancherà…

Empire State Trail 2024

10 maggio – New York City

Oggi iniziamo l’Empire State Trail che dall’isola di Manhattan ci porterà fino al confine canadese 600 km più a Nord. Prima di infilarci l’abbigliamento antipioggia, approfittiamo di un’abbondante colazione che comprende dei croissants caldi, una delizia!

Ci prendiamo la prima lavata per arrivare al porto di Belford da dove partirà il traghetto per Manhattan. Ci mescoliamo ai pendolari e ci sistemiamo nelle prime poltrone lasciando le bici sul ponte.

Il ponte di Verrazzano
Miss Liberty ci accoglie

Tra pioggia e forti onde, le nostre biciclette si prenderanno una bella lavata, mentre noi, all’ asciutto, ci mettiamo a leggere il giornale sul cellulare. Ad entrambi viene la nausea nonostante non sia la prima volta che ci ritroviamo sballottati in mare, sarà che abbiamo mangiato croissants e waffles come se non ci fosse un domani?

Dopo 40 minuti, attracco al Pier 11 vicino a Wall Street e messi i piedi a terra ci riprendiamo un po’. Ci incamminiamo verso il famoso toro per la foto di rito.

Il toro di Wall street davanti…
…e dietro, sperando ci porti fortuna.

Continuiamo verso lo storico Battery Park sulla punta di Manhattan per cercare l’ufficiale chilometro zero dell’Empire State Trail.

La strada verso casa
Il World Trade Center

La ciclabile lungo la sponda del fiume Hudson qui a Manhattan è veramente ben progettata, speriamo che lo sia fino in Canada. Passiamo vicino al World Trade Center eretto sul sito delle Torri Gemelle dopo il 9/11, poi cerchiamo un luogo per scaldarci con un caffè. Dopo un primo tentativo fallito al Pier 57, dove non ci è permesso entrare con le bici, optiamo per il bar del terminal del ferry sulla W 39th street.

Poi svoltiamo a destra per arrivare sulla famosa Fifth Avenue perché qualcuno vuole rendere omaggio ad Audrey Hepburn con una foto davanti al negozio di Tiffany.  Più modestamente, io scelgo come altra tappa un punto del Central Park per rifare la fotografia scattata 13 anni fa con la nostra Princess accanto alla statua dell’eroico cane Balto, protagonista di uno dei suoi film preferiti da bambina.

Colazione da Tiffany
Balto, simbolo di resistenza, fedeltà e intelligenza.

Percorriamo tutta la ciclabile dentro Central Park da Sud a Nord, è un venerdì pomeriggio e malgrado il tempo freddo e umido c’è parecchia gente. Sosta pranzo tipica ad uno dei carretti ambulanti che vendono hotdog e pretzel, oggi non facciamo mancare nulla ai nostri stomaci.

A poche strade da qui abitano i nostri gentilissimi ospiti Warmshowers, Sandra e Tom.  Trascorriamo una piacevole serata con loro e alcuni loro amici nel quartiere di Chelsea. Dopo una cena veloce, assistiamo ad una proiezione di documentari d’avventura per sostenere un’associazione che promuove gli sport outdoor tra i giovani meno fortunati.

11 maggio – Mahopac, NY

Ieri sera siamo tornati a casa più tardi del solito, quindi questa mattina è stato difficile svegliarsi. Per fortuna abbiamo iniziato la giornata pedalando in compagnia di Sandra e Tom che, da esperti locali, ci hanno riportato sulla ciclabile dell’EST con pochi zig-zag.

George Washington Bridge

Passato l’ultimo ponte nel punto più a nord di Manhattan, torniamo sulla terraferma. Attraversiamo il Bronx passando vicini ad una moltitudine di lava-auto improvvisati che lavorano occupando i parcheggi su un lato della strada mentre sull’ altro una lunghissima fila di diplomandi della Columbus University vestiti con toga e tocco azzurri .

Lungo le strade di New York
Empire State Trail

Tom e Sandra ci salutano, loro andranno a fare un po’ di canoa e noi ricominciamo a pedalare soli. Il tracciato della ciclabile rimane perfetto e segue una linea ferroviaria dismessa tra quartieri residenziali, boschi e laghetti.  Incrociamo un gruppo di una quindicina di ciclisti che si sta dirigendo a ovest verso il campeggio del Croton Park. Ci invitano ad andare con loro, ma preferiamo avanzare verso nord visto che le previsioni meteo dei prossimi giorni non sono rassicuranti. L’ aria è fresca e stasera, per la prima volta dall’inizio del viaggio, accenderemo il riscaldamento in albergo, non siamo più nel profondo Sud.

12 maggio – Poughkeepsie, NY

Si prevedeva pioggia lungo tutto il percorso ed invece la nostra bardatura impermeabile, indossata in camera, ha un valore scaramantico e ci permette di arrivare a destinazione senza aver preso una sola goccia di acqua; la temperatura è scesa a 9°, leggermente più bassa di quella della Florida 🫢.

Al terzo giorno sull’Empire State Trail, confermiamo anche oggi la bellezza dell’itinerario. Pedalare senza auto, senza dover pensare alla direzione da seguire, praticamente da soli nel silenzio dei boschi, è veramente rilassante.

13 maggio – Hudson, NY

Dopo il cielo grigio-nero di ieri, la giornata si preannuncia soleggiata. Meglio così visto che sono previsti più di 100 km.

Passato un ponte sul fiume Hudson a Poughkeepsie, continuiamo sulla ciclabile, adesso sterrata, fino a Kingston.

l’Hudson da Poughkeepsie

Se prima si pedalava sul percorso di una ferrovia in disuso, adesso siamo su stradine di campagna. L’EST è sempre ben segnalato, ma le pendenze sono variabili ed ogni tanto ci ritroviamo su salitelle a cui non eravamo più abituati.

Ancora un lungo ponte sull’Hudson
La campagna dello stato di New York

A fine giornata il dislivello si avvicinerà agli 800 metri dati da un continuo su e giù che ci ha portato ad una piccola cittadina omonima del fiume. La persona di Warm Showers che doveva ospitarci non sì è più fatta sentire quindi cerchiamo un albergo, nessun campeggio in zona. Oggi abbiamo passato i 3.000 km, il confine si avvicina!

14 maggio – Clifton Park

Il percorso si fa oramai più accidentato, finito il piattume della costa, siamo negli Adirondack, quindi una salita dietro l’altra. In piena campagna, si vedono parecchie Canada Goose con prole, forse hanno deciso di passare l’estate qui e non volare a Nord, anche le oche non rispettano più la loro natura!  Uno di noi due ha dei problemi con il cambio e non si sta godendo la pedalata, forse le bici sono talmente sporche che si stanno ribellando.

Albany, la capitale dello stato di New York

Pranziamo in un parco cittadino della città di Albany, ci eravamo passati anni fa e non ci attira l’ idea di trascorre il resto della giornata nella capitale, preferiamo continuare ancora un po’.  A metà pomeriggio usciamo dall’EST per una decina di chilometri alla ricerca di un alloggio. Oggi siamo scesi a -300 km dal confine…

15 maggio – Glens Falls

Che commento fare alla giornata di oggi? Da dimenticare!! Pioggia dal primo all’ultimo chilometro, abbiamo pedalato a testa bassa aspettando solamente che la tappa finisse. Non abbiamo seguito l’itinerario ufficiale del Trail che rimaneva sempre sul bordo del Hudson river, ma preso strade secondarie asfaltate per arrivare a destinazione il più presto possibile. La zona di Saratoga sarebbe stata molto bella sotto il sole, si scorgono numerose fattorie che allevano cavalli e fuori dalle case al posto del nano da giardino, la statua di un fantino. Poco dopo mezzogiorno siamo a Glens Falls.

Dobbiamo aspettare le 15 prima di andare a casa di Pam, ospite Warm Showers. Per fortuna passiamo vicino ad un bar-grill e ci sbafiamo un ottimo hamburger con patatine. Quando ci spogliamo per sederci al nostro tavolo abbiamo la conferma di ciò che sentivamo sulla nostra pelle: le nostre belle giacche in Gore-Tex non sono più impermeabili. Malediciamo Millet e Mammut, considerati ottimi marchi, in più quella di Manu è anche nuova.

Pam è una signora adorabile, altruista, appassionata escursionista, ha fatto le 46 cime degli Adirondack sia in estate che in inverno. Le fa piacere accogliere ciclisti di ogni parte del mondo, in questa zona dove non ci sono strutture per turisti.

16 maggio – Ticonderoga, NY

La fiducia nel prossimo di certe persone è qualcosa che oggi è molto difficile da immaginare. Pam va a lavorare alle 6:30 e noi siamo pronti per andarcene alla stessa ora, ma lei insiste per farci partire con più calma ed in più ci regala un intero squisito strudel di mele. Salutati i suoi 4 gatti, chiuderemo la porta di casa.

Vicino al Lac Champlain

Questa mattina il cielo sembra sereno quindi rientriamo sull’EST abbandonato ieri. Siamo sempre in campagna non lontano da una ferrovia attiva e lungo il Canale Champlain. É anche grazie a questo canale che si potrebbe andare in barca da Montréal a New York senza mai entrare nell’oceano Atlantico.

Sullo sfondo la prigione di Comstock

Oggi avremo una giornatina da quasi 100 km, con delle belle salite e fatta senza mai fermarsi perché il cielo diventa poco rassicurante, vogliamo evitare la doccia fredda di ieri. Attraversiamo dei paesini con case una più scalcagnata dell’altra, tante abbandonate, che desolazione! Una sola costruzione imponente, una prigione di alta sicurezza che può accoglie circa 1700 carcerati.

Arriviamo al nostro albergo con la ferma intenzione di non fare nulla per tutto il pomeriggio.

17 aprile – Peru, NY

Cominciamo con: alle 10 vogliamo prenotare uno dei tre posti al campeggio di Noblewood Park, ma è inagibile; poi passiamo ad una host WS che ci offriva un posto tenda nel suo giardino, ma che non risponde più; poi un altro WS che dice essere vicino all’EST, ma che mandandoci l’indirizzo scopriamo lontano in mezzo al nulla… e si continua a pedalare verso Nord. Proviamo un altro campeggio, chiuso, poi un altro ancora e terminiamo così anche l’ultima delle 23 salite segnalate sul Garmin da Manhattan al confine.  Incrociamo un ragazzo di Quebec che sta pedalando nel senso inverso in direzione di Vancouver, ci dice si aver dormito nascosto su una spiaggia…sarà questa la nostra ultima opzione?

A 10 km da un ennesimo potenziale campeggio, passiamo davanti ad un motel che ci appare come una oasi nel deserto, decidiamo di concludere qui la giornata. Il The Shamrock Inn e un bel motel appena rinnovato e i due “simpatici ciclisti” che arrivano da Key West ricevono anche in regalo due ottime birre IPA freschissime, 2 banane e dei biscotti al cioccolato.

Il primo cartello indicante una città canadese, il confine si avvicina

Cena con quello che abbiamo in borsa e serata a leggere stravaccati sul letto dopo 92 km e 1300 metri di dislivello durante una caldissima giornata di metà maggio. Per fortuna che il programma della giornata doveva essere una tappa corta di 50km, campeggio e relax per affrontare le salite riposati.

18 maggio – Rouses Point

Oggi non metto la sveglia per lasciar dormire la mia gentil consorte un po’ di più e partiamo con molta calma alle 9 e mezza. A metà mattina siamo a Plattsburgh per la pausa caffè e vediamo un tavolo da picnic proprio in parte alla strada. Scopriamo di essere al Plattsburgh Air Force Base Museum, una vecchia base dell’USAF. Come ci sediamo per il caffè, siamo avvicinati da un paio di veterani che scopriamo essere direttamente collegati ai due aerei in mostra, uno è stato il pilota di entrambi i velivoli e l’altro l’addetto al vano bombe.

Il Col. Joe McNichols vicino al suo F111
La medaglia commemorativa regalataci dal colonnello
Sui due lati della medaglia i due aerei da lui pilotati
Il B47 e l’F111 illustrati dal Chief Master Sergeant Walt Kotzur

Con le spiegazioni dei veterani, abbiamo un’immagine di come era la loro vita tra Vietnam, guerra fredda ed altri fatti storici. Passiamo quindi al museo dove troviamo Larry che ci illustra la storia della base di Plattsburgh dalla nascita, alla fine del ‘700 come forte inglese, fino ai silos dei missili strategici Atlas ed alla pista di riserva per lo Shuttle della NASA. Dopo poco ci raggiunge nuovamente il Col. McNichols per un piccolo show con la nuova allieva Top Gun Manuela.

La nuova recluta dell’US Air Force al posto di pilotaggio del B47
Felice come una Pasqua
Top Gun o Top…Gin

Ringraziamo Larry, Walt e Joe per l’interessante visita e ripartiamo, oggi finisce il nostro tour sull’EST, campeggeremo nel giardino di Becky, la nostra WS odierna.

Becky ha una bella casa storica che sta ristrutturando a 100 metri dal Lac Champlain e a qualche minuto in bici dal confine canadese. Lasceremo a domani la nostra foto ufficiale e restiamo a parlare con Becky sotto il suo portico. Cena preparata dagli italiani e poi a nanna nella nostra tenda.

19 maggio – Venise-en-Québec

Questa mattina Becky ci accompagna con il suo adorabile Border Collie fino al cartello ufficiale del punto più a Nord dell’EST davanti al quale ci scatterà la nostra foto di fine Trail. Baci ed abbracci e l’augurio di reincontrarci, magari a Québec, poi noi ripartiamo verso la frontiera.

19 maggio ore 9:45 l’Empire State Trail è terminato

Abbiamo appuntamento nel primo pomeriggio con la nostra Princess a Venise-en-Québec che verrà a passare una giornata con i genitori. Attraversiamo il ponte che ci porta in Vermont, poi pochi chilometri e finalmente la bandiera canadese al posto di frontiera.  Ci aspetta un giorno di relax e dopodomani inizieranno le ultime tappe verso casa.

USA East Coast – 7

6 maggio – Cap May, NJ

Si comincia subito con una pista ciclopedonale lungo la spiaggia, che nel pomeriggio e nei giorni festivi è vietata alle bici, è facile immaginare quale caos ci sarebbe in questa zona molto turistica. Ben presto usciamo sulla US-1 e troviamo una larga bike lane (corsia ciclabile) che ci permette di uscire dalla città in sicurezza.

Ci mancano ancora tre stati

Per attraversare la Baia del Delaware ed arrivare in New Jersey, dobbiamo prendere un traghetto per circa un’ora e mezza. Ci fermiamo a comprare una buona bottiglia di vino da offrire agli ospiti di questa sera e, già che ci siamo, una mini di rum per il sottoscritto che si è trattenuto fino ad oggi.

Arrivati al traghetto, scopriamo che non è consentito imbarcare alcolici (probabilmente le armi sì) e l’addetto ai biglietti ci chiede di aprire le borse per un controllo. Incrociamo le dita e cominciamo da quella che non contiene le bottiglie; il solerte funzionario non guarda il resto, avrà deciso che gli sportivi non bevono alcolici, ci dice che tutto è ok e che le bici salgono per prime. Bottiglie salve. Mavaff*** sembra di essere ancora all’epoca del proibizionismo.

Due stati in un solo giorno

Scesi dal traghetto dopo soli 6 chilometri siamo a casa di Mark e Carol che ci ospiteranno per la notte. Chiacchierando in cucina davanti all’ottima cena, Carol ci parla di uno strano tipo arrivato da loro tempo fa, viaggiava con una maschera da sci come occhiali ed una tuta bianca. Ci mostra una fotografia e lo riconosciamo subito, è lo stesso personaggio incontrato da noi nell’agosto 2022 in uno sperduto paesino della California. 350 milioni di abitanti, un paese grande come l’Europa ed abbiamo incrociato la stessa persona sulla costa opposta degli USA.

7 maggio –  Absecon, NJ

Questa notte è piovuto, quindi è meglio aspettare qualche raggio di sole prima di metterci in strada. Dopo aver salutato i nostri ospiti e coccolato i tre bellissimi cani della famiglia, ci dirigiamo subito verso una  pista ciclabile. “Seguitela e puntate sempre verso nord paralleli alla US-9 per 80 miglia, non vi sbaglierete”, suggerisce Mark. Concatenando una serie di piste ciclabili lontane dal traffico, attraversiamo dei piccoli comuni tutti simili uno all’altro, con quartieri residenziali non lussuosi ma ben curati ed immersi nel verde. Nei giardini ci sono tantissime azalee in piena fioritura, incrociamo qualche leprotto e un enorme serpente nero.

Pausa pranzo prima di attraversare l’ennesimo ponte.

Oggi tappa corta per motivi logistici di possibilità di alloggio, non ci lamentiamo, ogni tanto ci vuole.

8 maggio – Seaside Park, NJ

Creando l’itinerario di oggi sul navigatore e App varie, i nostri dispositivi ci suggerivano un giro lunghissimo, ma visto che ultimamente si sbagliavano spesso, noi decidiamo di seguire la strada più diretta. La US-9 in questa zona è senza traffico e ci dovrebbe far arrivare a destinazione in poche ore. A pochi chilometri, ecco la sorpresa! Navigatori vs. ciclisti, 1-0.  Siamo obbligati a cercare un’alternativa autorizzata alle bici che non posso passare sul Mullica River Bridge, quindi inizia una bella variante che porterà l’odometro a superare abbondantemente i cento chilometri.

Warthon State Forest
Durante l’impollinazione di oggi

Pedalando nella Warthon State Forest sui lunghi rettilinei della pineta guardiamo la foschia in lontananza, ma dopo un po’ ci accorgiamo che non è foschia ma polline. Arriveremo a fine giornata ricoperti da una fine polvere gialla. Questa sera ci consoliamo con un buon hamburger in uno dei pochi ristoranti aperti di Seaside Park, una località marittima che nella stagione morta è di una tristezza deprimente.

Ore 19 lungo la passeggiata lungomare
La passeggiata dopocena

9 maggio – Middletown, NJ

Oggi è l’ultima tappa in New Jersey e non possiamo lamentarci né della strada, né del panorama. Cominciamo subito riattraversando la zona turistica della cittadina e non possiamo fare altro che confermare il nostro pensiero di ieri: i posti di mare estremamente turistici in estate, sono tristemente deprimenti fuori stagione.

Soste pranzo a bordo strada

Più ci avviciniamo a destinazione, più aumentano le belle casette. La nostra analisi immobiliare è che dall’altra parte della baia c’è New York e queste sono le seconde case sulla spiaggia. Sosta pranzo su una panchina e poi arriviamo a Highlands, NJ la visibilità non è il massimo ma il profilo è inconfondibile il World Trade Center e gli altri grattacieli sono di fronte a noi.

New York City

Anche se uffialmente il nostro East Coast Tour finirà domani all’imbarco del traghetto per Manhattan, possiamo dire di avercela fatta.

35 giorni, 2.800 km, 8 stati; da domani direzione Canada lungo l’Empire State Trail, non è ancora finita.