E non parliamo di tacco 12 Louboutin.
1/16 maggio – La Puglia
Finalmente entriamo nella settima e ultima provincia italiana del nostro giro in Italia.
Trascorriamo un giorno intero di “Dolce fare niente” a Lesina, un tranquillo paesino sull’omonimo lago, all’inizio del Gargano. Passeggiando per il centro, io e Manuela, ci guardiamo sorridendo perché non riusciamo a capire una sola parola di quello che dicono le persone. È certo che anche loro direbbero la stessa cosa se ci ascoltassero parlare in dialetto bresciano, questo è il bello dell’Italia: ogni città una lingua completamente diversa.


Cerchiamo di pedalare lungo strade secondarie, sgarrupate e senza traffico in mezzo a campi coltivati fino a Peschici. Il giorno dopo affrontiamo quella che sarà l’unica tappa dura sulle rive dell’Adriatico. Le salite sono lunghe e ripide, siamo forse noi troppo fiacchi? Qualunque sia la risposta, siamo contenti di essere qui.
Manuela: Su un sentiero incrociamo i cartelli della Via Francigena. Peccato aver dimenticato a casa il passaporto del pellegrino: avremmo potuto aggiungere nuovi timbri a quelli già raccolti fino a Roma. Da qui a Santa Maria di Leuca seguiremo ancora il suo percorso.
Sulla strada per Mattinata abbiamo visto scorci da cartolina: Vieste e la Baia delle Zagare per fare due nomi, ma tante altre calette fenomenali. E la cena non sarà da meno; tra fritto misto di pesce e guazzetto con polpo abbiamo fatto fatica a rientrare in albergo.
Manuela: “Peschici, le case bianche arroccate sulla scogliera, che luogo romantico e pittoresco”. Chiamo mia mamma perché ho dei vaghi ricordi di un’estate in famiglia: “Avevi 18 mesi, ti ricordi solo perché hai visto tante volte le fotografie e tutte le volte che si nominava la Puglia dicevo che era stata una vacanza terribile, da incubo! ” …ahahah...








Con l’arrivo a Margherita di Savoia le vere salite sono già finite. Cerchiamo di scappare dai nuvoloni neri e dalla pioggia, ma non possiamo perderci una sosta in un caseificio per acquistare delle mozzarelle di bufala freschissime.
Manuela: Il Gargano merita la strada tortuosa che ci siamo fatti per visitarlo, da un lato il mare con acqua cristallina con il profumo di salsedine e dall’altro il bosco umbro, fitto, ombroso dall’odore di muschio e funghi. In piena stagione dicono che sia affollatissimo e che i prezzi siano alle stelle, noi ce lo godiamo nella tranquillità della bassa stagione, unica pecca: niente tuffi nel mare!
A Manfredonia ci fermiamo a chiacchierare con un giovane che lavora come ingegnere su piattaforme off-shore e che sogna di viaggiare in bici. Ci dice che quando propone agli amici di partire con lui, gli viene risposto: “Non sei povero, perché dovresti girare in bicicletta?”.
Ripensiamo a lui quando, arrivati al B&B, il proprietario — con borsello Louis Vuitton — alla richiesta di un buon ristorante ci indirizza verso un bar che fa panini e, per la spesa, ci consiglia il supermercato “più economico”. Queste parole ci confermano il binomio inevitabile: ciclo-viaggiatore uguale pezzente.
Non ragioniam di lor ma guarda e passa…




Prima di arrivare a Bari, sosta a Trani per visitare la bella cattedrale romanica del 1200 e il castello Svevo.


Da giorni notavo una certa disinvoltura verso le basilari regole stradali, ma oggi il mio cervello ha fatto un altro “click”: quasi nessuno usa la cintura di sicurezza e molti guidano con il cellulare in mano. Una scelta che riguarda uomini e donne, e che non ha nulla a che vedere né con la virilità né con facili stereotipi geografici.
Manuela: Tra saline un po’ trascurate, discariche e zone industriali dove si lavora la pietra calcarea locale, l’ingresso a Trani non è dei più scenografici. Poi tutto cambia in meglio: vicoli di case bianche in pietra, il castello e la suggestiva “cattedrale sul mare” in una posizione davvero eccezionale. Uhaooo!
Nella scelta di cosa visitare e cosa no, non ci fermiamo a Bari, facciamo solo in modo di superare questa città indenni. Attraversandola ci guardiamo attorno e preferiamo fermarci per la notte in periferia in un posticino sulla costa: bello, ben gestito e tranquillo.
Passiamo da Poligliano a mare, dove nacque Domenico Modugno, foto accanto alla statua e, già che ci siamo, pausa pranzo sulle panchine panoramiche vicino alla scogliera. Qui siamo allietati dai turisti ben vestiti che si fanno selfie con labbra a culo di gallina e/o gambetta tesa per snellire la figura…
Manuela: Quando arriviamo in luoghi super turistici, tra persone eleganti e vetrine irresistibili, mi viene una voglia di indossare una gonna, truccarmi e sistemarmi i capelli. Ma dura cinque minuti, in sella alla mia bici mi diverto troppo.
L’unica vera tentazione è vedere cose meravigliose nelle vetrine, voler comprare tutto e non poterlo fare. Il cicloturismo è uno sport anti-shopping.




Dopo Monopoli – no, il famoso gioco non c’entra nulla con questa città – inizia una bella salitona che ci porta a Alberobello, siamo nella regione dei trulli. La giornata piovosa ci fa scegliere di prendere qui la giornata di riposo settimanale. Chi ce lo fa fare di bagnarci? Rimaniamo comodamente alloggiati in un bel trullo ristrutturato in gentile compagnia di due sorelle francesi (Marie, nous l’avons finalement publié 😉) con le quali condividiamo lo spazio cucina e chiacchierate sulla vita.
Manuela: I trulli, patrimonio UNESCO: bellissimi. Ad Alberobello c’è gente ovunque, educata e molta no, casinista e poca no. Per il nostro modo di viaggiare, troppa confusione. Avremmo dovuto visitarli alle cinque del mattino per goderceli con più calma. Anche questa tappa però è fatta, e siamo felici di tornare nella campagna del Salento, tra gli oliveti secolari, terra dei nonni materni di Francesco.








Inizia per noi un bel tratto della “Ciclovia dell’acquedotto pugliese”, passiamo accanto a un cartello dichiarante un finanziamento dell’UE per svariati milioni. Quello che constatiamo è un bel lavoro di recupero che ha dato ottimi risultati. Il posto è molto frequentato e incontriamo anche Beth e Mike, una giovane coppia di pensionati americani che sta attraversando l’Europa. Abitano nello stato di New York, a poche ore di auto da noi, ci scambiamo qualche informazione sulla strada e qualche commento sulla maleducazione degli automobilisti italiani.
E a tal proposito, oggi sentiamo passare la sirena di un’ambulanza, giriamo la curva e vediamo un’auto schiantata contro un muretto. Un poliziotto dice all’altro:”…era senza cintura e stava telefonando…”. Servono commenti? No!
Arriviamo in salita nel centro storico di Ostuni, anche questo invaso da turisti. Dopo una breve visita ritorniamo sulla costa, per diversi chilometri sempre con lo sguardo verso il mare, spiagge rocciose, faraglioni, scogliere e varie grotte. È a Otranto che oltre alla pausa caffè, dopo aver girovagato nel centro, ci concediamo una piacevole sosta per il pranzo in una friggitoria: pesce fritto sublime!
Manuela: ci vorrebbero svariate settimane per visitare tutte le bellezze pugliesi e assaggiare le prelibatezze della cucina locale. Seguiamo i consigli di Natalie e Chantal, due care amiche québécoises che conoscono meglio di me questa regione, quasi me ne vergogno… grazie per i vostri preziosi consigli.
All’uscita dalla visita della cattedrale, ricca di mosaici e sculture, ci aspetta una sorpresa, ritroviamo infatti Franco, il ciclo-viaggiatore di Vancouver incontrato tempo fa tra Ortona e Vasto.










Lungo gli ultimi chilometri prima dell’ultima notte sull’Adriatico, ci fermiamo a mangiare un frutto sulla costa vicino a una delle svariate torri storiche (XV-XVI secolo) di avvistamento. Cercando il segnale telefonico, ci accorgiamo che oltre ai fornitori italiani, ci viene proposto un gestore albanese. In questo punto il canale d’Otranto è largo circa 75 km e in certe giornate è possibile vedere le montagne di quel paese. Curiosità geografica 🙂.
E dopo 24 tappe i due arrivarono a Santa Maria di Leuca. Come leggiamo su un’iscrizione alla base di un monumento siamo arrivati a: de finibus terrae.
Manuela: Giro di boa, passiamo dalla costa adriatica a quella ionica, venendo verso sud abbiamo avuto sempre il vento contrario da Venezia, adesso ancora contrario andando a nord, la legge di Murphy o del ciclista?
Ci fermiamo a Gallipoli per un cappuccino con pasticciotto, nel suo affascinante centro storico sull’isola. Poi tappa obbligatoria nel paese di Alezio per rendere omaggio ai miei nonni materni, ricordo ancora quando ci spedivano al nord cassette di arance e frise di orzo.




Manuela: A testa bassa nell’entroterra per raggiungere Lecce, il paesaggio non è stimolante o noi non siamo ricettivi. Siamo ormai concentrati a organizzare i prossimi mesi e i grandi trasferimenti con i mezzi pubblici e gli aerei sono spesso problematici e stressanti. Lecce è una città molto piacevole e dall’architettura affascinante, i giorni passati qui ci permettono di calmare i nostri animi e pianificare il futuro.







La morale del nostro viaggio sulla costa adriatica è la conferma di quanto sostengo da sempre: l’Italia – senza paura di essere sciovinista – è il più bel paese del mondo. In 1.500 km possiamo vedere il Monte Bianco, le Dolomiti, città come Venezia, Firenze e Roma, il mare della Sardegna, della Sicilia e del Gargano, storia, cultura, design e gastronomia, ma… c’è sempre un ma!
Gli italiani non sono sempre le persone migliori nel valorizzare il proprio paese e nell’accogliere bene i turisti.
Come ciclista: purtroppo in questi 1.600 km, gli unici guidatori che ci hanno rispettato avevano targhe D, CH o NL. In un paese dove il ciclismo è uno sport di grande tradizione, che tristezza! Dato che siamo passati dalla tomba del sommo poeta, citerei questo passaggio della Divina commedia: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“.
Per noi, l’avventura italiana è finita, continuiamo verso nuove destinazioni.
PRO
– Fino al Gargano abbiamo trovato circa l’80% del tracciato su ciclabile.
-Il bidet! Gli stranieri non posso capire quanto sia comodo.
– L’ospitalità degli albergatori, abbiamo sempre incontrato persone piacevoli.
-La varietà nella tradizione culinaria, si mangia bene ovunque.
– Ogni pochi chilometri un qualcosa da visitare.
CONTRO
-Lo schifo dei rifiuti lungo la strada. Ci sembravi di essere sulle strade di alcuni paesi del terzo mondo.
– Gli automobilisti… Inutile dire il perché.
– I pochi campeggi aperti fuori stagione sono costosissimi, poco meno di un hotel.
– Per un ciclista che cerca di ritornare nel peso forma, impossibile, troppe tentazioni gastronomiche.
