USA East Coast – 4

20 aprile – Charleston

Dopo un pomeriggio di riposo ed una notte in un buon letto, si riparte per un centinaio di km, praticamente sempre sulla US-17. Ci avevano detto che era trafficata, ma non c’è alternativa. In effetti la giornata non sarà piacevole, per il traffico o per il nulla?

La US-17, un corridoio di asfalto e niente altro

Una ventina di chilometri con poco traffico, poi altri 20, 30, 40 con molto traffico. Superiamo un pickup della manutenzione strade, un ragazzo ci urla: Attenti al traffico… e agli alligatori.  Sarà la solita battuta per i turisti, ma dopo qualche chilometro passiamo accanto ad un piccolo alligatore di una sessantina di centimetri spiaccicato da un’auto, troppo pericoloso fermarsi a fotografarlo, dovete crederci sulla parola. Stiamo pedalando a fianco di immense paludi, quindi speriamo non ne escano altri.

Arriviamo a Charleston e ci dirigiamo alla marina, il nostro cortese ospite è un ingegnere originario della città di Québec che da anni ha deciso di abbandonare il Canada e adesso vive sulla sua barca a vela di 15 metri. Discutendo del più e del meno con lui, scopriamo un’altra chicca sulla cultura media degli statunitensi. Il nostro top fino ad oggi era un’intervista fatta a degli studenti di Harvard che non sapevano quale fosse la capitale del Canada. Quando un vicino di casa ha saputo da dove veniva, ha chiesto a Patrick se il Canada fosse a Nord o a Sud… per fortuna che gli USA sono un paese con solo 2 confini…no comment.

Una tipica single house di Charleston, SC

Usciamo a cena facendo una lunga passeggiata nel centro storico con Patrick che ci fa da guida turistica nella holy city.

21 aprile – Georgetown, SC

Dopo aver passato la notte cullati nella cabina della barca, ci svegliamo con un bel cielo grigio che ci preannuncia una giornata umida. Riattraversiamo il centro storico di Charleston con le belle case dall’architettura e colori particolari, prima di affrontare una bella salita sul ponte Arthur Ravenel dal quale possiamo ammirare la penisola della città. Una deviazione in un quartiere residenziale ci fa evitare il traffico della US-17 per una ventina di chilometri e poi con un leggero vento contrario e la pioggia arriviamo a a Georgetown dopo 112 km.

Arthur Ravenel Jr. Bridge

Qualche riflessione sulle strade della Carolina del Sud: si vedono quasi più chiese che stazioni di servizio (…God, Country, Guns…), le strade sono molto poco bike friendly, il poco rispetto per l’attuale presidente Biden sempre preso in giro nei numerosi cartelli pubblicitari pro Trump, come un furgone decorato con una grande foto di Biden vicino a quella di un teschio.

22 aprile – Myrtle Beach

È piovuto tutta la notte e questa mattina usciamo dalla camera con 14°, c’è chi si mette i pantaloni lunghi, ma entrambi partiamo con la giacca antivento.

Pubblicità politica USA ovunque

Dopo aver superato un ponte cercando di restare in piedi a causa di un vento di intensità patagonica, procediamo sulla US-17 Business, spesso su piste ciclabili e su strade residenziali, una giornata tranquilla dopo molto tempo malgrado il vento contrario. Pausa pranzo sulla spiaggia con power-nap (una pennichella in italiano antico) e poi ci dirigiamo verso Myrtle Beach a casa della premurosa famiglia che ci ospiterà questa sera. Il bel quartiere residenziale in cui vivono ha tutti nomi di vie di località italiane. Loro vivono in Lazio, siamo passati da Montalcino, Lombardia, Viareggio, Tuscany, Grosseto…ci sentiamo a casa!

C’è sempre qualche *** che approfitta degli indifesi che dormono
Surfside Beach

23 aprile – Shallotte, NC

Bella serata a casa di Zander e Kai, una coppia adorabile che ci ospita con Archie, il loro bimbo di 18 mesi e 2 bei gattoni. Cena preparata da Manu e un bottiglia di vino Malbec da bere in compagnia. Riceviamo nuovi punti di vista sulla vita e la politica in USA e nel resto del mondo, parliamo di figli e figlie.

Abitanti di Myrtle Beach

Oggi i chilometri non sono molti, la prima trentina sono pedalati in quartieri residenziali, quasi tutti costruiti su vecchi terreni da golf (sport molto praticato da queste parti), poi qualche chilometro sulla solita highway 17 per biforcare su strade secondarie che attraversano varie località com il nome “…Beach“, ma non vedremo mai l’oceano, solo tanti laghetti ed il conosciuto canale Intracoastal Waterway.

Siamo al supermercato e stiamo mettendo la spesa nelle borse, l’addetto ai carrelli ci chiede se stiamo facendo un lungo viaggio e vuole dettagli sul percorso. Ad ogni frase esclama “Siete fantastici”, poi, come se fosse un’ evidenza, ci chiede se siamo armati e rispondendogli negativamente, ci dice di stare attenti perché “…gli americani sono pazzi…io oggi non ho la mia arma perché sono al lavoro, ma quando viaggio porto sempre la mia P38 o la calibro 9”. Comunque, Stay safe e…Amen!

Ed oggi siamo entrati in North Carolina.

USA East Coast – 3

13 aprile- St. Augustine

Gli incontri Warm showers si stanno rivelando, come speravamo, un modo piacevole per conoscere meglio la cultura e le abitudini di un paese. Dobbiamo ammettere che all’inizio eravamo un po’ scettici sull’efficacia del “sistema” di questa ONG, ma fino ad oggi abbiamo fatto belle esperienze come il nostro host di ieri con il quale abbiamo potuto chiacchierare, nonostante i suoi impegni personali, nel suo gradevole giardino.

Tomoca State Park

Il percorso di oggi sarà in parte lo stesso di due anni fa per il Southern Tier, con una bella variante suggeritaci da Stephen, il passaggio dal Tomoca State Park, una trentina di km tranquilli in una fitta foresta di querce e camerus. Poche auto ed un tunnel verde fino alla FL100 che ci riporta sulla A1A in riva al mare.

Da qui riconosciamo alcuni scorci fino a St. Augustine Beach, stessa spiaggia, stesso mare e notte anche nello stesso hotel.  Domani passaggio dal Bridge of Lions che ci darà accesso alla più vecchia città americana.

No comment…

14 aprile – Jacksonville, FL

Il centro storico di St.Augustine è caratteristico, ben mantenuto nella sua architettura spagnola, giriamo tra i vicoletti la mattina presto quando non è ancora invaso dai turisti domenicali. Poi si pedala quasi sempre sul A1A, la shoulder è buona e non ci sono pericoli. Rispetto ai giorni precedenti, la sabbia delle spiagge è più fine e grigia. Oggi faremo sosta caffè e pranzo in due parcheggi di accesso alle spiagge, qui sono quasi sempre dotati di WC, tettoie con tavoli per riposare all’ombra.

La tappa odierna finirà a casa di Dan, un host WS, orgoglioso delle sue origini italiane, chef e maestro birraio, che ha lavorato in un ristorante “stellato” di Washington DC. In gioventù ha attraversato in maniera avventurosa e poco ortodossa il Nord America e vissuto vari anni in Europa. Nessuno stress per Manuela che ha cucinato una pasta alla carbonara allo chef.

Dan

15 aprile Kingsland, GA

Dopo pochi chilometri un po’ troppo trafficati arriviamo al traghetto di Mayport, solo qualche minuto per attraversare la foce del fiume St. Johns, il fiume più lungo della Florida. I nostri amici pellicani ci osservano dal molo e non sembrano infastiditi dal va e vieni delle barche.

Mayport

Il Little Talbot State Park lo attraversiamo su ciclabile, poi è la volta di Fernandina Beach, che è nella lista delle più belle zone della Florida.

Little Talbot State Park

Un fu** you rivoltoci da due giovani su un pickup perché abbiamo rallentato la loro corsa di qualche secondo visto che la strada in brevissimo tratto non aveva la corsia di emergenza. Pausa pranzo all’ombra di una tettoia di una chiesa presbiteriana; siamo in mezzo al nulla, bisogna ingegnarsi. Oggi l’umidità ci fa veramente faticare, ma quasi a destinazione superiamo il confine tra Florida e Georgia prima di arrivare in campeggio.

Notte al fresco con moscerini e zanzare che ci tormentano fin dall’inizio.

16 aprile – Darien, GA

Come mettiamo il naso fuori dalla tenda, ricominciamo a scacciare moscerini e zanzare. Ritorniamo sulla US -17 e pedaliamo per circa 30 km su un rettilineo. La classica strada che vorresti dimenticare, unico punto positivo gli alberi alla nostra destra che ci regalano una bella ombra.  Fino a qui, questa parte della Georgia è piuttosto monotona dal punto di vista paesaggistico, possiamo dire un enorme acquitrino.

Arriviamo a Darien dove siamo ospiti WS nella casa isolata nel bosco di Fred e Renée con i quali andremo a cena in un ristorante che offre una menù a base di pesce locale: gamberetti e granchio. Nel canale sotto la terrazza vediamo due occhi spuntare dall’acqua, aspettiamo un paio di minuti e “l’amico” si mostra meglio: il nostro primo coccodrillo!

17 aprile – Savannah, GA

Nonostante il cielo sia velato fa già caldissimo e non è piacevole pedalare. Attraversando un ponte per superare l’ennesimo stagno-fiume-canale, ci viene in mente quanto Fred ci ha raccontato dell’ inseguimento di un ladro da parte della Polizia locale. Arrivato ad un posto di blocco, il ladro abbandona l’auto e si mette a correre verso l’entroterra. La polizia invece di inseguirlo, si siede commentando: In meno di un’ora sarà di ritorno, ci penseranno i coccodrilli od i serpenti o gli insetti”. Il ladro  è  riapparso dopo nemmeno 15 minuti! Pensiamo anche a quello che accadeva agli schiavi che cercavano la libertà fuggendo…

I chilometri passano, e dalla mia lista di canzoni del giorno parte “L’Amérique pleuredel gruppo québécois “Les cowboys frigants“. Proprio mentre siamo vicini ad un’uscita della Interstate ninety-five non possiamo fare altro che condividere il testo della canzone. Continuiamo verso nord, il caldo, il traffico e le punture di zanzare non aiutano, ci compriamo due piatti surgelati e ci chiudiamo nella camera di un hotel lungo la strada a dormire.

18 aprile – Savannah

Dobbiamo affrontare circa 30 chilometri di strade molto trafficate per raggiungere il centro della città di Savannah. In periferia la città è abbastanza squallida,  attraversiamo quartieri molto poveri prima di arrivare nel centro storico. Passiamo il pomeriggio a scoprire le caratteristiche stradine acciottolate, le belle e signorili case storiche, la passeggiata lungo il river ed approfittiamo delle panchine nelle piazzette ombreggiate dalle maestose querce coperte di muschio. Che delusione hanno tolto la panchina di Foresta Gump…ma noi abbiamo fatto ugualmente la foto. 

La chiesa di San Giovanni Battista

Alle 17 siamo da Robert, fotografo professionista, un WS che vive in centro in una classica vecchia casa. Ancora un’ottima accoglienza e ci troviamo anche la cena pronta a base di tacos.  La serata finisce come al solito con scambi di opinioni su paesi visitati e progetti futuri.

19 aprile – Yamassee, SC

Su consiglio di Robert prendiamo il traghetto che ci porta fuori città evitando un  trafficatissimo ponte e poi ci dirigiamo sulla US-17, unica strada oltre alla highway US-95.

Su traghetto
Talmadge Memorial Bridge

Ci ritroviamo in una zona di lavori stradali senza shoulder e piuttosto trafficata, la classica strada che noi definiamo: Ti ho amato tanto e ricordati, non fiori ma opere di bene. Fortunatamente, dopo circa 20 km, la maggior parte del traffico passa sulla US-95 e noi continuiamo sulla stessa strada fino a destinazione, monotona, ma questa volta con pochissimo traffico. Quando ci fermiamo al cartello del confine di stato della Carolina del sud sembra di essere in un forno talmente fa caldo. Ls solita breve sosta in un piccolo supermercato in cui si parla esclusivamente spagnolo e poi è la volta dell’hotel, nessun campeggio in vista per tende anche da queste parti.

E due fatti!
Cartellone pubblicitario nella Bible Belt

USA East Coast – 2

7 aprile – Hollywood, FL

Dopo una abbondante colazione in albergo, con l’addetta al servizio che parlava solo in spagnolo, si parte verso Miami Beach. Inizialmente pedaliamo sul Dade Trail che corre vicino ad una strada preferenziale per gli autobus. La lingua che sentiamo parlare agli incroci è sempre lo spagnolo, come anche in spagnolo sono le pubblicità sui cartelloni a bordo strada. Piccola considerazione su chi vorrebbe rispedire a casa tutti i latini, ma chi pulirebbe le case, le camere degli alberghi, chi taglierebbe l’erba o raccoglierebbe le famose arance della Florida?

Welcome to Miami

Arriviamo ai grattacieli di Miami, oggi è domenica e non c’è traffico, possiamo quindi goderci il paesaggio urbano e pedalare con il naso all’ in sù per osservare l’architettura di questa città dove tutto è a dismisura.

L’ architettura è carina e ricercata, ma se non ci fosse l’accesso al mare anche Miami sarebbe simile ad altre città USA. Dopo aver attraversato l’ennesimo ponte con vista su file di immensi e lussuosissimi yacht ci ritroviamo a Miami Beach. Per km zigzaghiamo tra bici e pedoni sul sentiero perfettamente pavimentato lungo la spiaggia. Qui non si sente più parlare lo spagnolo ma spesso l’italiano. Perché ci domandiamo? Ovvio! Perché venire qui è trendy, ci viene anche il Fedez…

Le spiagge di Miami Beach

Le Ferrari, Maserati, Rolls Royce e Bentley si sprecano, come anche l’esposizione di chirurgie estetiche non sempre discrete e della pacchianeria all’ennesima potenza. Noi invece, dopo essere passati sotto una, due, tre Trump Tower, giriamo a sinistra ed arriviamo da Jeff il nostro primo Warm Showers. Jeff affitta le camere di casa sua e dorme in una tenda in giardino. Cena italiana preparata dalla mia dolce metà, grandi ciacole di viaggio e questa sera dormiremo nel suo capanno adibito a sala musicale e garage per bici. Niente cinque stelle per noi ma un incontro che solo chi viaggia come noi può fare. Grazie Jeff, speriamo che le nostre strade si incrocino ancora e che tu possa continuare a vivere nel modo che preferisci. Sei una persona unica.

Jeff

8 aprile – Lake Worth, FL

Dopo un’ottima notte si riparte verso quella che sarà la nostra seconda destinazione Warm Showers: Lake Worth.

La giornata comincia con dei giri poco interessanti per evitare l’aeroporto di Fort Lauderdale e poi si arriva in una Rimini con dei casermoni stile HLM della periferia Parigina. La situazione però cambia velocemente con il riapparire sulla strada delle esclusive supercar. Scopriamo che il nostro Palladio aveva lavorato anche in Florida, passiamo in parte a ville con colonne doriche, con stili da Via col vento, neo-classiche o neo-kitsch. L’elogio all’opulenza e, spesso, al cattivo gusto, la perfezione dei giardini ci affascinano quanto ci fanno sorridere le parti di finta erba a bordo strada.

Arriviamo a casa di Jean-Marc, un belga che vive qui da una trentina di anni. Ex-triatleta, gestore di appartamenti, manager IT, inventore di gadget da corsa (Fitly) e di curiosissimi estintori personalizzati, geniale! Oltre ad offrirci una comoda notte in casa, con sorpresa ci viene anche preparata una eccellente cena a cui seguirà un’abbondante colazione. Senza dimenticare la piacevole conversazione che ci ha fatto andare a dormire a ore non consone per dei cicloviaggiatori affaticati.

9 aprile – Stuart, FL

Lasciato anche il nostro premuroso ospite, oggi è la volta delle ville di West Palm Beach e poi di Jupiter Island, ancora più ricche di quelle di ieri e del passaggio davanti all’ingresso di Mar-a-Lago. Girando l’occhio verso una immensa proprietà rosa dove sventola un’ altrettanto immensa bandiera americana ci diciamo che è la classica pacchianata, e solo dopo pochi kilometri durante una sosta ci viene in mente che JM ci aveva detto che saremmo passati davanti alla casa di Donny proprio oggi. Indovina che cosa era la casa kitsch? Mar-a-Lago!

Non ragioniamo di lor, ma guarda e passa, diceva qualcuno. Noi ci facciamo la pausa pranzo vicino ad una bella spiaggia, peccato non poter rinfrescarci tuffandosi in acqua, da quando siamo partiti sventola sempre bandiera rossa. Riusciamo anche ad incontrare i nostri amici di Québec, Louise e Paul, che sono qui in vacanza. Un bel modo per terminare una bella giornata.

Pausa pranzo all’ombra

Negli ultimi due giorni abbiamo pedalato lungo le spiagge e i quartieri più esclusivi della Florida, il panorama? Bellino, ma facendo il verso ad un vecchio ritornello che sentivamo ogni volta che obbligavamo nostra figlia “la Princess” a camminare nei boschi vicino a casa (betulle e abeti, abeti e betulle… Rocce) qui potremmo dire: palme e sabbia, sabbia e palme… Bentley! Per i nostri gusti, niente a che vedere con le spiagge ben più selvagge della California.

10 aprile – Melbourne, FL

Risveglio con un bel vento sostenuto e finalmente da dietro, la gioia massima per ogni ciclista.

Pellicano

Raggiungeremo la destinazione di oggi dopo 126 km a 23 kmh di media. Le gambe vanno bene, le chiappe molto male…e lo sguardo sempre girato a destra verso le spiagge e l’oceano. Si segue sempre la strada A1A che passa sulla serie di isole parallele alla terra ferma, l’unico dislivello sono il su e giù dei ponti.

Bellezze in spiaggia

Panorama simile a quello dei giorni passati.

11 aprile – Titusville

Oggi richiedo una tappa corta, sono diversi giorni che pedaliamo, sono un po’ stanco e nel pomeriggio Windy prevede un temporale (che in effetti accadrà).

Anche oggi il canale che ci divide dall’ oceano è un susseguirsi di belle case, alcune moderne altre storiche, ognuna con il suo molo privato. Essendo però meno sontuose di quelle dei giorni precedenti, fuori a tagliare l’erba, meno verde e  non perfetta, non ci sono numerosi operai ma il proprietario.

Tappa non molto entusiasmante, capita sempre in un lungo viaggio, non lamentiamoci.

13 aprile – Port Orange

Due anni fa avevamo dormito in un campeggio di questa cittadina, quest’anno sarà a casa di Stephen, un altro Warm Showers. Quando lo contattiamo ci risponde che arriverà dopo di noi, ma che la porta di casa sarà aperta, le lenzuola cambiate ed il frigo pieno. Fate come a casa vostra.

Ed in effetti così sarà, bisogna dire che la fiducia di certe persone è notevole. Peccato che il mondo non sia così ovunque, si vivrebbe meglio e con più rispetto.

Ciclisticamente gli 80 km di oggi sono stati i migliori dall’inizio del viaggio, tre quarti della giornata li abbiamo passati su una ciclabile utilizzata in parte anche due anni fa all’inizio del nostro Southern Tier. Panorama monotono, ma molti incontri “animaleschi” e lontani dal brusio del traffico.

USA East Coast – 1

2-3 aprile

Québec – Key West

Ore 3:30 un solerte funzionario della sicurezza aeroportuale mi sequestra lo spray anti-cane dalla scatola-valigia. Lo spray è approvato dalla TSA ma non da Air-Canada che nel suo regolamento dice di seguire le regole della TSA…mistero….

Ore 7:05 Volo Quebec – Montreal – Fort Lauderdale, FL.

Ore 14:00 usciamo dal parcheggio del noleggio auto con il nostro Dodge Ram Laramie 3.6 l, per la prima volta seduti su un immenso truck.  Oggi non dovremo litigare per caricare in auto le scatole delle bici e partire in direzione di Key West, il punto più meridionale degli Stati Uniti.
L’idea per il nostro primo tour del 2024 è quella di raggiungere il confine canadese restando il più possibile sulla costa atlantica. Dove effettivamente arriveremo non lo sappiamo, speriamo molto a Nord rispetto al punto di partenza, non facciamo programmi per scaramanzia. Conosciamo solo la data limite, il 10 giugno quando arriverà a casa il nostro grande amico di scalata Alberto che è iscritto alla Ultra Trail Gaspesia e quindi dovremo organizzare l’accoglienza con conigliette e limousine come da lui richiesto.

Da dopodomani si comincia a pedalare.

Come è piccolina la Madame

4 aprile – Marathon, FL

Ieri pomeriggio, dopo una fila di mezz’ora abbiamo fatto la foto d’obbligo al punto più a Sud degli USA. Poi siamo passati vicino alla casa di Hemingway, molto carina, ma con una lunga fila per entrarvi, ci accontentiamo della vista del giardino e dei muri da fuori.

E si ricomincia…

Durante la notte nel campeggio con piazzola a bordo oceano, ci siamo beccati un bel temporale con un fulmine caduto non molto lontano da noi. Partenza con calma verso Nord lungo la unica e sola strada principale US1, a volte si esce dalla corsia di emergenza su una ciclabile che corre a lato e di qualità più o meno buona.

Per questa notte abbiamo trovato un motel vecchiotto, ma molto pulito, nessun campeggio accetta le tende. Prezzi da 4 stelle, ma bisogna accettarli visto il livello turistico della regione. Il tipo di clientela delle Keys non arriva in bicicletta ma atterra negli hangar della MILION AIR!

5 aprile – Key Largo, FL

Per fortuna siamo a livello del mare e la costa Est è completamente piatta, l’unica difficoltà è il vento che come al solito è sostenuto e contrario. I tre mesi di inverno dopo Cuba non hanno aiutato.

Uno dei tanti ponti delle Keys

La strada delle Keys è lunga all’incirca 200 km, domani torneremo “sul continente”. Cosa dire del posto? Carino, ma niente più visto dalla terra ferma, di sicuro è un’ altra cosa se visitato in barca o per chi adora la pesca. A bordo strada, nei giardini delle case e nei vari porticcioli di vedono enormi motoscafi e file di canne da pesca di tutte le dimensioni. Molto scenici alcuni scorci con l’acqua turchese, ma anche tanti vecchi ponti abbandonati o file di piloni elettrici in mezzo al mare. Vero che per certe amministrazioni il rispetto per l’ambiente non fa parte delle priorità, ma…

Il bagno è un opzione

6 aprile – Miami, FL

Al bivio della US 1 noi teniamo la destra e cominciamo a pedalare finalmente nel silenzio, siamo in un parco su una striscia di terra, ma il mare si vede raramente. Dopo una trentina di chilometri, piccola sosta snack e durante la pausa arriva un gruppo di una cinquantina di ciclisti latini accompagnati da un’auto apri strada ed un furgone scopa. Anche loro si fermano nella stessa piazzola e possiamo ammirare la fauna. Pinarello, Wilier, BMC… senza considerare i completini alla moda di Rapha e Maap, sembra di essere nella Via Monte Napoleone della bici.

Un nuovo amico a Islamorada

Si riparte, passiamo il cartello di uscita dalle Keys ed entriamo nell’area metropolitana di Miami. I quartieri sono piuttosto popolari, la lingua che sentiamo alle fermate d’autobus è lo spagnolo, ma noi seguendo il Dade Trail arriviamo velocemente in albergo evitando il traffico di questa città. La camera e molto spaziosa e per cena decidiamo di comprarci un buon pollo allo spiedo da consumare con un ottima birra IPA.

Da Trinidad a Varadero

27 dicembre – Trinidad

85 km

Come è normale che sia dopo un’intossicazione alimentare, una persona è svuotata anche di energia ed è così che la nostra jefa si trascina questa mattina. Lo stomaco funziona, ma la benzina è molto poca; aggiungi la temperatura che supera abbondantemente i 30°, l’umidità da sauna, la pressione bassa ed il suo deragliatore anteriore che provoca problemi. La Princess è in piena forma ed il vecchio la segue scaricando un po’ le borse della consorte.

Il leitmotiv della giornata è pedalare lentamente e fare brevi pause con caramelle ad ogni salitella; nel pomeriggio i tre impavidi Italianos de Canadà arrivano a destinazione. I panorami sono piuttosto simili a quelli della tappa precedente, con qualche coltivazione di ortaggi, dei bananeti e, verso la fine, in riva al mare, qualche caletta da classica cartolina caraibica.

All’ingresso della città di TRINIDAD un gruppo di giovani “sgasa” con le proprie moto, evidentemente la carenza di benzina è solo per i comuni mortali. La conferma al ristorante di questa sera dove vediamo tavoli di giovani con smartphone doppio schermo, smartwatch e collanone d’oro. Sicuramente, non sono figli di ingegneri che sbucciano banane o infermiere specializzate che puliscono camere per turisti. Come disse qualcuno: Il capitalismo è lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo; il comunismo è l’esatto contrario. Pedalando su quest’isola e parlando con il suo popolo così istruito e così povero non possiamo fare altro che confermare questa osservazione.

28 dicembre – Trinidad

La giornata è dedicata alla visita cittadina, c’è la tradizionale piazza centrale con una vecchia chiesa, circondata da bei palazzi ristrutturati nei quali si intravedono mobili e lampadari d’epoca, un ricordo delle ricche famiglie che gestivano le coltivazioni di canna da zucchero e gli arrivi degli schiavi, ma che scappando dall’isola hanno abbandonato tutto. Le strade acciottolate con un susseguirsi di case a un piano dai colori sgargianti ed il tutto in cattivo stato. Su proposta di Sorab e Farah andiamo al Parque El Cubano; io, Manuela e Sorab restiamo al ristorante a ciacolare, mentre Lucrezia e Farah decidono di fare la camminata alla cascata. Durante l’attesa, inizia un temporale di stile monsonico che renderà la strada sterrata un pantano riempiendo di fango noi e le nostre bici (impossibile trovare una canna dell’acqua ed un debito adeguato…). Seconda serata con pizza, anche per chi ama i cibi esotici un sapore famigliare aiuta dopo 48 ore difficili.

Domani nuova tappa e dopodomani meteo non a nostro favore…

29 dicembre – Sancti Spiritus

70 km

La jefa si è perfettamente ripresa ed oggi pedala come ha sempre fatto. Attraversiamo la Valle de Los Ingenios, zona iscritta nel Patrimonio dell’UNESCO, una volta centro economico per la produzione della canna da zucchero grazie al lavoro di centinaia di schiavi. Superiamo paesini e paesotti, bananeti, “cipolleti”, gente a piedi, a cavallo, sul carretto, in autostop o in attesa del bus o di un passaggio dal primo mezzo che li carica in cambio di qualche pesos.

La proprietaria della casa di ieri ci ha detto che era contabile ed ora affitta camere per pagare l’università a suo figlio Manuelito, specializzando in ortopedia che stasera sarà di guardia guadagnando 0,40 € in più sul suo magnifico stipendio di 20 € al mese dei quali la metà partono per l’affitto. Come già ci ha detto qualcuno, i giovani restano a vivere con i genitori ed i nonni perché non possono permettersi altro. La considerazione costante è che il popolo cubano è cordiale, simpatico ed accogliente, ma…

Oggi primo incontro con un cicloturista, un giovane spagnolo che viaggia da solo e che è diretto alla spiaggia di Cayo Coco.

L’ingresso in città non è dei migliori, una serie di strade una più sporca dell’altra fino alla piazza centrale anche questa in parte ristrutturata. Alloggiamo in un bel palazzo di inizio ‘900 con soffitti altissimi ed arredamento dell’epoca, sicuramente un regalo della rivoluzione castrista che sequestrava le grandi proprietà per dividerle e darle al popolo.

Sancti Spiritus

30 dicembre – Sancti Spiritus

Causa maltempo siamo bloccati in questa città un secondo giorno, riusciamo a passare un paio d’ore girando a piedi e poi rientriamo in camera. Fortunatamente, domani dovrebbe migliorare.

31 dicembre – Santa Clara

87 km

Siamo alla nostra settima tappa cubana, ce ne dovrebbero mancare ancora due o tre prima di ritornare a Varadero.  Oggi abbiamo superato i 500 km e siamo nella città del mausoleo di Che Guevara. La tappa è stata facile ed abbiamo osservato una costante delle cittadine cubane: all’entrata ed all’uscita dei paesi c’è sempre una discarica.

Ultima uscita in bici dell’anno, per pochi chilometri non siamo riusciti a superare i 10.000. Ci riproveremo nel 2024!

1 gennaio – Santa Clara

Oggi, faremo un giro alla Plaza de la Revolución per vedere la statua del Che con varie dediche e dalla parte opposta grandi cartelloni con slogan propagandistici.

Non potendo visitare il mausoleo, chiuso per festività, andiamo in direzione del treno blindato. Qui si possono vedere alcuni dei vagoni presi dai barbudos, guidati da Che Guevara, con una brevissima battaglia ricordata con enfasi dalla guida che ci apre i vagoni per farci visitare l’interno. Café al Café museo de la Revolución e poi ritorno a casa.

Il treno blindato

Un’osservazione che si può fare dopo aver girato un bel po’ dell’isola, è che abbiamo visto alcune scritte che ineggiavano Fidel, ma un’infinità in ricordo del guerrillero heroico.

2 gennaio – Colon

112 km

Oggi è il compleanno di Manuela. Avevo chiesto al nostro padrone di casa una brioscina alla cannella con una candelina ed invece si è presentato con una vera torta. Emozione della nostra jefa e partenza per quella che dovrebbe essere la tappa più lunga del viaggio. La campagna è leggermente diversa da quella attraversata fino ad oggi, vediamo qualche terreno coltivato e delle vacche al pascolo, ma ogni volta che attraversiamo un paesino, discarica all’entrata e discarica all’uscita.

Verso Colon

Arriviamo a COLON, città di passaggio, troviamo uno solo dei cinque hostal presenti su Osmand, gMaps e Maps.me. Una volta installati, andiamo in perlustrazione per il posto in cui cenare, troviamo un solo posto aperto. Quando chiedo a che ora chiudono, la risposta è: Abbiamo 30 pizze, quando saranno finite andiamo a casa.🤦 Nonostante siano solo le 17:30, ci fermiamo per mangiare le pizze 30, 29 e 28 + la pizza 27 per il pranzo di domani!

3 gennaio – Varadero

76 km

L’hostal di ieri sera era piuttosto di base, diciamo che quando le lenzuola sono pulite e non ci sono ospiti indesiderati, tutto fa brodo. Come diceva il nostro amico nepalese Pukar: quando hai gli occhi chiusi, un cinque stelle ed una guesthouse sono uguali!

Andiamo alla panadería, per del pane fresco, ma senza tessera annonaria non possiamo comprare il pane che, per fortuna, troviamo in un negozietto vicino. Chiediamo acqua calda all’hostal, ma mi accorgo che non è stata fatta bollire, quindi la butto nel lavandino.

Si parte per l’ultima tappa, solita campagna, solito tutto, qualche paesino, pausa pranzo nella piazza di CÁRDENAS e nel primo pomeriggio siamo a VARADERO. Il primo viaggio in bici della nostra Princess è terminato in maniera eccellente, 700 km.

Il nostro itinerario

La morale della favola

Le cose positive dell’avventura cubana sono sicuramente: la cordialità di questo popolo, le strade con poco traffico e le pause spiaggia. Le cose negative: la monotonia del paesaggio e la situazione socio-politica.

Da Playa Larga a Cienfuegos

23 dicembre – Playa Larga

I nostri ospiti di Villa Kawa sono a casa loro in Francia e veniamo alloggiati nella casa vicina. Sembra sia normale dire sempre sì ai clienti in cerca di una camera ed in mancanza di posto, si passa la prenotazione all’amico. Maria Elena è una signora gentilissima che ci coccola durante i due giorni che passiamo da lei. La colazione la facciamo a Villa Kawa, ci serve un giovane ingegnere informatico che invece di programmare computer, sbuccia banane e rifà i letti. Non per scelta ma per bisogno. Chi è operaio nel turismo guadagna più di un ingegnere o di un medico.

Giornata oziosa sulla spiaggia, un cocco fresco da bere ed uno più maturo da mangiare. Come sempre ceniamo in un paladar, scambiamo quattro parole con un altro turista che ci chiede se siamo italiani e di dove. Rispondiamo “Vicino a Milano”, la sua controbattuta è: “Sono stato spesso in Italia, ho cantato in un festival lirico di Chiari in provincia di Brescia”. E allora? Direte voi miei cari piccoli lettori, la cosa particolare è che questo signore, cantante lirico indiano-newyorkese, ha cantato nella cittadina in cui vive la nostra famiglia ed è un caro amico della mia oculista, cara amica della sorella di Manuela.

24 dicembre – Playa Girón

35 (179)

Baci e abbracci con la zia Maria Elena proprietaria della casa particular in cui siamo stati due notti. La signora ci ha offerto un servizio 5 stelle e ci ha dato l’indirizzo per PLAYA GIRÓN dove dormiremo questa notte. Arriviamo velocemente in paese e lasciate le bici alla casa de Coralia y Carlos andiamo a visitare il museo dedicato al tentativo americano di riprendersi Cuba con la fallita invasione della Baia dei porci. Linguaggio del video-racconto molto propagandistico, ma i fatti storici non sono a favore dello yankee.

Casa particular María Elena

Ci siamo dati appuntamento al museo con Sorab e la sua amica Farah per poi cenare insieme, se riusciremo ci incontreremo ancora a CIENFUEGOS prossima destinazione comune.

25 dicembre – Cienfuegos

80 (259)

Problemi di stomaco per qualcuno, di bici non molto adatta ai viaggi per altri, comunque dopo aver avuto un’eccellente ospitalità alla casa di Coralia y Carlos, mangiato un’abbondante colazione, lasciamo il pueblo e cominciamo a pedalare. Giornata piatta sia di strada che di panorama, zone paludose, con palme da cocco o banane, intervallate  da piccoli gruppi di case. I cubani che incrociamo salutano sempre, un bel popolo estremamente cordiale.

Ovunque il guardo giro…

Arrivati in città alloggiamo all‘hostal Amanecer, bel posto gestito da un medico specialista che guadagna di più con il B&B che con la sua professione. Un altro dei cubani che vorrebbe fuggire. A cena ritroviamo i nostri due amici indiani Sorab e Farah.

26 dicembre – Cienfuegos

Secondo giorno difficile per Manuela, probabilmente una piccola intossicazione da cibo la fa penare anche durante la breve passeggiata turistica sotto la serie di portici della lunga via principale fino a Plaza José Martí (patrimonio UNESCO). Le porte e le finestre sempre aperte delle case permettono di sbirciare interni che testimoniano un passato fastoso, oggi i pochi cimeli sono tenuti insieme con lo scotch….e molto rum… Ritornati all’hostal, io e Lucrezia andiamo a PUNTA GORDA, bel paesaggio se non fosse per le petroliere nella baia.

Un dopocena movimentato, la jefa ormai fissa in bagno dovrebbe essersi liberata del nemico, domani si riparte in bici.

Da Varadero alla Baia dei Porci

17 dicembre – Varadero

Quello di ieri è stato il classico volo dei vacanzieri del Quebec che vanno “nel sud“, aereo pieno di gente chiassosa ed infanti piangenti; Varadero è la zona balneare più a buon mercato di tutta Cuba.
Per fortuna, appena le bici saranno pronte ce ne andremo per ritornarci fra tre settimane. Il top è stato all’atterraggio, come si usava tantissimi anni fa, tutti applaudono per la bravura del pilota che ci ha portati vivi a destinazione 🤦.
Oggi, piccola spesa al mercato locale, preparazione bici, un bel temporale estivo che ha fatto saltare la corrente e tutto pronto per domani.
Per strada passano ancora molti calessi, auto americane degli anni ’50 belle e lustre, a differenza dei catorci Lada che viaggiano tutti rattoppati.

18 dicembre – Casa particular a 13 km da SANTA CRUZ DEL NORTE

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Desayuno vicino alla nostra c.p. e poi partenza destinazione SANTA CRUZ DEL NORTE.

Partenza da Varadero

30-40 km ed arriviamo a MATANZAS, città portuale. Sosta con bibita fuori dal teatro della piazza centrale. Per uscire dalla città, seguiamo l’itinerario che mi aveva dato un conoscente, ma un tizio ci dice che è meglio ritornare indietro e prendere la Via Blanca, 5 km buttati e si ricomincia. La stanchezza comincia a farsi sentire nelle gambe delle due signore, ma molto prima di arrivare a destinazione una signora ci acchiappa e ci propone la sua Casa particular, accettiamo con piacere ed avremo anche un ristorante a duecento metri da casa.

Stasera ci toccherà mangiare aragosta alla griglia, dato che appena entriamo al ristorante ci viene proposto un menù in cui tutti i piatti prevedono un’aragosta. Faremo lo sforzo… Ci accorgiamo che poco dopo si siedono vicino a noi dei cubani, ma il menù è ben diverso sicuramente anche i prezzi. Oggi abbiamo pedalato su una carretera a quattro corsie, ma il traffico era veramente misero, ci hanno detto a causa della carenza di benzina. La contraddizione è che abbiamo visto molti pozzi di estrazione, ma la qualità del petrolio è scarsa e non c’è la tecnologia per raffinarlo correttamente.

19 dicembre – La Habana

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Oggi seconda tappa per arrivare nella capitale, sulla strada gente in carretto, in attesa del bus o che fa l’autostop.

Case de La Habana
La Bodeguita del medio
Un omaggio alla cultura italiana

Le cittadine che incrociamo sono desolanti, ma le persone sempre gentilissime. Durante una “pausa bibita”, per arrivare nella Vieja Habana ci viene consigliato di prendere il tunnel con un ciclobus che fa il servizio navetta a bici e moto. Scelta azzeccata anche perché il B&B Azul Habana (Habana 54) in cui dormiremo è a soli 500 m dalla fermata dell’autobus. Un bel posto in una classica via da cartolina della capitale, gente simpatica e disponibile pronta ad aiutarti per qualsiasi bisogno.

Prima di partire avevamo contattato il gruppo freewalkingtourhavana, dei giovani, preparatissimi, che gratuitamente illustrano La Habana Vieja o Central, due volte al giorno. Di cosa vivono? Delle mance dei turisti!Appuntamento alle 9:30 al Parque Central per un giro di tre ore e mezza, accompagnati dalla nostra guida Isora.
Visita interessante, istruttiva con spiegazioni varie sulla vita, l’economia e la storia della città.
Qualche domanda sulla rivoluzione e poi via nelle vie centrali: il bar di Hemingway, un palazzo storico con esposizione sponsorizzata dall’ambasciata italiana, un’università con all’esterno quattro statue di letterati del passato mondialmente conosciuti. Chi era uno dei quattro? Dante Alighieri!
Il giro continua, ovunque ti propongono qualche cosa da acquistare, ovunque ti chiedono se vuoi prendere un taxi.
Bella escursione, in una bella città, in parte ristrutturata, ma quasi ovunque in rovina causa… causa non pertinente con lo spirito del nostro blog.

21 dicembre La Habana

A seguito della carenza di cibo, vogliamo saltare un pezzo di strada scarsamente abitato, quindi andiamo alla stazione dei bus pedalando per verificare se si possono caricare le bici per Playa Larga. Facciamo la nostra lunga attesa ciacolando con due italiani. Bus pieno per i prossimi tre giorni e così per una spesa di pochissimo superiore arriveremo a destinazione con un taxi.

Prima di rientrare in centro, passiamo dalla famosa effige del Che a Plaza de la Revolución, foto d’obbligo e poi di nuovo al Parque per la visita guidata nella Habana Centro. Questa volta la nostra guida Patricia, una giovane laureata in lettere che guadagna meno di 20 $ al mese, ci parla un po’ della vita dei comuni mortali. Qui si usano le tessere annonarie che ti permettono di ricevere i beni di prima necessità come 5 uova al mese a persona, ma la carenza di cose banali come gli assorbenti (che lei non riceve da agosto) rende la vita difficile. Nonostante tutto, il sistema sanitario ed educativo sono abbastanza buoni, il sistema funziona, ma mancano le risorse. Terminiamo la visita all’hotel Nacional, uno schiaffo nei confronti della miseria che si può vedere nelle vicinanze (ma i clienti del Nacional vanno a piedi?). L’albergo, costruito negli anni 30, è stato il set per alcune scene de Il Padrino 2, ma anche di riunioni reali della mafia americana.

Il lussuoso Hotel Nacional

22 dicembre – Playa Larga

La sorpresa del mattino è che il nostro autista, con una scusa prova ad aumentare il prezzo di un bel 20%. Facendogli capire che ce ne andremo in bici e non con lui, accetta il prezzo pattuito.

In partenza per Playa Larga

Caricate le bici sul tetto, si parte su un vecchia Jeep. 170 km di autopista e poi pomeriggio di ozio su una spiaggia a 500 m dalla nostra casa particular.

Per dovere di cronaca, buona parte delle fotografie sono state scattate dalla nostra Princess

CUBA – Sulle strade del Che

16 dicembre 2023
Da Québec a Varadero

Non possiamo lamentarci, con questo siamo a cinque viaggi nel 2023 ed in più con noi c’è la nostra Princess che avrà il suo battesimo di cicloturista.

Tre scatole, due valigie, la casa particular prenotata, domani si ricomincia : Hasta la victoria siempre. Bicicleta o muerte. Come diceva un grande idealista.

Aeroporto di Quebec YQB

Verso la bassa bresciana e fine del viaggio

25 ottobre 2023

Da Ponte di Legno (BS) a Pisogne (BS) 86 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085764

Ieri è stata una giornata di ozio forzato a causa della forte pioggia, oggi il cielo è molto minaccioso ed è nevicato abbastanza in basso. Qui in Val Sozzine inizia la Ciclovia dell’Oglio che si rivela magnifica sin dai primi chilometri; scendiamo sulla sinistra orografica del fiume lungo mulattiere, oggi asfaltate, che ci fanno attraversare borghi stupendi.


Arriviamo a Malonno dove la ciclabile scorre a bordo fiume e ci troviamo di fronte ad una cinquantina di metri di sentiero allagato, Manuela vorrebbe tornare indietro, ma io voglio provarci. La mia intelligenza superiore non mi suggerisce di infilare i sandali contro ogni evenienza… Parto, l’acqua comincia a salire e dopo poche pedalate arriva a metà ruote, fermarsi è sconsigliato quindi arrivo dall’altra parte con le scarpe fradice. Mi cambio e ritorno indietro in sandali, perché Manuela si rifiuta di passare a guado. Ripartiremo lungo la statale per qualche chilometro fino all’incrocio successivo con la ciclabile. Per fortuna non sono freddoloso visto che dovrò pedalare in sandali per i prossimi due giorni.

Il genio del villaggio durante il guado

Il resto della valle è un susseguirsi di ricordi, inutile elencare le montagne che vediamo intorno a noi e che abbiamo scalato, percorso a piedi e con gli sci. Questa sera la nostra amica Laura ci aspetterebbe a casa sua a Iseo, ma la notizia di un cantiere che blocca la ciclabile tra Toline e Vello, ci obbliga ad una sosta a Pisogne per la notte. Domani proveremo a passare.

Manuela: quando cerchi di spiegare al tuo compagno di viaggio che la sua bici non ha l’opzione “pedalò” e lui decide di testarla, lo lasci fare; lo filmi per avere le prove della sua genialata, per 2 secondi pensi di seguirlo, ma poi cambi idea e strada e ti sganasci dalle risate. Questa sera trota per cena!

26 ottobre 2023

Da Pisogne (BS) a Chiari (BS) 78 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085791

Usciamo da Pisogne sulla ciclabile che costeggia il lago e si immette sulla vecchia strada statale.
Troviamo il cartello del cantiere, lo superiamo, troviamo una prima ed una seconda barriera che superiamo e finalmente raggiungiamo gli operai. Se volete passare, dovete tornare qui a mezzogiorno , dietro front si rientra a Pisogne per una lunga colazione.
A mezzogiorno ripartiamo e ci presentiamo al cantiere, la persona con cui parliamo è probabilmente il capocantiere e comincia ad elencarci le infrazioni che abbiamo commesso. Noi proviamo ad impietosirlo dicendo che siamo “stranieri” (in fondo è vero😇) e che dobbiamo tornare in Canada; mosso a compassione ci dice di aspettarli al cancello di Vello che sarà aperto quando andranno tutti in pausa pranzo.
È fatta! Siamo riusciti a passare e siamo sulla parte più panoramica dell’intera ciclabile, dietro di noi si vede la vetta dell’Adamello (3.554m) completamente bianca e noi continuiamo verso Sud.
Il resto è una tranquilla pedalata, dapprima attraversando i paesi di Sale Marasino, Sulzano, Iseo e Paratico, poi la campagna fino ad Urago d’Oglio dove avevamo iniziato il nostro viaggio quasi un mese fa.


Ancora qualche chilometro e siamo di ritorno a Chiari. Il nostro primo “Tour in Italia” è andato benissimo: 1.300 km percorsi e 11.000 metri di dislivello positivo.

Manuela: abbiamo trascorso una vita su e giù da queste montagne, pensavamo di conoscerne ogni sasso, ed invece ci hanno ancora sorpreso. Che emozione rivedere le pareti di roccia sulle quali ci incontrammo, galeotto fu quel bacio.

PRO

  • Inutile elencare le ovvietà, l’Italia è il più bel paese del mondo 🙂 tra i luoghi più spettacolari che abbiamo attraversato potrei dire la Val d’Orcia;
  • Il poter andare da Venezia a Brescia attraverso le Alpi praticamente sempre su ciclabile;
  • L’organizzazione degli Ostelli per Pellegrini lungo la Via Francigena
  • La gentilezza di chiunque abbiamo incontrato dalla commessa del supermercato al controllore del treno. Una piacevole scoperta rispetto a 17 anni fa.

CONTRO

  • Direi una sola cosa: LA MALEDUCAZIONE DEGLI AUTOMOBILISTI NEI CONFRONTI DEI CICLISTI.

Nella Serenissima Repubblica

18 ottobre 2023

Da Mestre a Padova – 46 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085746

Siamo ritornati in nord Italia in treno, arrivando alla stazione di Mestre (Venezia) in perfetto orario…non ci sono più i ritardi di una volta🙂. Abbiamo ritrovato anche temperature più fresche, consone alla stagione. Oggi destinazione Selvazzano Dentro (Padova), dove ritroveremo Alessandro un nostro vecchio amico di viaggi che ci ospiterà alla fine di questa tappa.

Usciti abbastanza facilmente da Mestre, imbocchiamo una serie di ciclabili che costeggiando il Brenta fino al centro storico di Padova. Lungo il percorso possiamo ammirare alcune delle magnifiche ville palladiane simbolo del ricco passato di questa regione.

Villa Pisani di Stra

Malgrado la giornata freddina e con qualche goccia di pioggia, è d’obbligo un breve giro tra i bei vicoli del centro fino ai luoghi iconici di questa città come Piazza delle Erbe e Prato della Valle. Il nostro rapido pranzo su una panchina con vista sull’Abbazia di Santa Giustina non è dei più piacevoli, quindi riprese le bici rapidamente ci dirigiamo verso la casa del nostro amico prima che cominci a diluviare.

Manuela: avrei pedalato ancora verso sud al caldo, ma razionalmente optiamo per il rientro al nord. Bellissima la campagna veneta con le ville palladiane, bellissima la ciclabile sul Brenta ed impagabile il poter passare del tempo con dei vecchi amici. Grazie Mara e Alessandro per i bei giorni insieme e grazie anche ad Alice che ha sopportato l’invasione canadese.

20 ottobre 2023

Da Padova a Bassano del Grappa – 78
Traccia : https://ridewithgps.com/trips/146085732

Ieri abbiamo approfittato di una giornata piovosa per fare una pausa ciclistica e stare in compagnia dei nostri amici Alessandro e Mara che non vedevamo da tanti anni. Questa mattina il cielo è ancora grigio, benvenuti nel clima autunnale del Veneto. Alessandro, anche lui grande appassionato ciclista, ci accompagna per buona parte del percorso di oggi e partiamo in direzione delle montagne lungo la ciclabile Treviso-Ostiglia. Sosta al bar per un caffè, lui se ne torna a casa mentre noi continuiamo verso Bassano del Grappa con il cielo sempre più minaccioso.

Sulla ciclabile verso Bassano del Grappa

Arriviamo su uno dei più storici ponti d’Italia, il Ponte degli Alpini di Bassano. Un ponte in legno costruito su un progetto di Andrea Palladio nel 1500 e ricostruito più volte fino ad oggi. Questo monumento è dedicato alle migliaia di soldati italiani che lo attraversarono per dirigersi sulla prima linea durante la Prima Guerra mondiale.

Manuela: come cantavano gli alpini “Sul ponte di Basano, noi ci daremo la mano,noi ci daremo la mano ed un bacino d’amor.” Grazie al grande ciclista-viaggiatore-reporter fotografico Alessandro per averci accompagnato lungo le campagne venete. W la grappa Nardini!

21 ottobre 2023

Da Bassano del Grappa (VI) a Trento – 86 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085776

Brutto risveglio con un temporale, aspettiamo che l’intensità della pioggia sia accettabile per cominciare a pedalare. Percorso quasi tutto pianeggiante ed in totale sicurezza prima sulla ciclabile del Brenta, poi su quella della Valsugana fino al Lago di Caldonazzo. Da qui si comincia a salire con pendenze fino all’11% in direzione di Bosentino da dove inizia la bella discesa verso Trento. Meteo a parte, la giornata è stata molto piacevole e la Valsugana merita una visita.

Manuela: pedalando tra campi di mele e vigneti, queste zone rievocano alcune canzoni degli alpini “Quando anderemo fora,
fora de la Valsugana E a ritrovar la mama,
a veder come la sta.”.

22 ottobre 2023

Da Trento a Malé (TN) 74 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085753

Dormire in un letto comodo e caldo non invoglia la partenza, quindi, per qualcuno il risveglio è più duro del solito.

Oggi la tappa prevede quasi esclusivamente ciclabili. Dapprima quella della Val d’Adige, poi a Mezzolombardo si comincia a salire sulla ex-SS42 per entrare nella valle delle mele ed infine, poco dopo Cles si prende quella della Val di Sole che ci porterà fino a Malé.

Grazie alla Casa vacanze Marisa (+39 338 6632909), per l’ottima accoglienza a Croviana.

Manuela: non molto piacevole attraversare i campi di mele ormai senza mele con in regalo solo una montagna di moscerini, vietato parlare mentre si pedala. Val di Sole, sempre nel mio ❤️, la piccola Heidi che c’è in me si sente finalmente a casa.

23 ottobre 2023

Da Malé (TN) a Ponte di Legno (BS) 47 km
Traccia: https://ridewithgps.com/trips/146085778

Lasciamo Giuseppe e Marisa in una mattinata piuttosto fresca e ritorniamo sulla ciclabile della Val di Sole.

La Val di Sole verso il Passo del Tonale

La giornata che inizialmente è ben soleggiata comincia a diventare sempre più nuvolosa più ci avviciniamo alla fine della valle. Decidiamo di percorrere La strada dei soldati, un percorso sterrato che segue una vecchia carrozzabile austriaca della Prima Guerra mondiale. In località Stavel optiamo per la SP 94, asfaltata, a seguito della temperatura, della minaccia di pioggia e del terreno molto umido. Risaliamo quindi sulla SS 42 del Tonale e passiamo Forte Strino, un presidio austriaco oggi museo. Continuiamo verso il passo a 1883 m. che raggiungiamo a metà pomeriggio. Una pausa al caldo nell’unico bar aperto e via in discesa verso Ponte di Legno. Vorremmo fare merenda allo storico Bar Nazionale, ma un cameriere arrogante, ci fa capire che due ciclisti non vestiti convenevolmente non sono graditi nel suo locale snob. Ci installiamo nel nostro alloggio (Il mulino – +39 349 879 1601) eccellente ed in pieno centro. Domani pioggia, quindi riposo.

Manuela: “casa mia per piccina che tu sia tu mi sembri una badia”. Strade e luoghi percorsi centinaia di volte, scorrono i ricordi di un passato tra queste montagne, sempre belle e maestose, attirano il mio sguardo come calamite. In questa stagione è bello godersi la solitudine di queste valli altrimenti invase dai turisti.